Archivi categoria: Science

Perle ai porci, ovvero: come NON convincere leghisti e grillini che il problema più grande dell’Italia NON E’ l’immigrazione

L’altro giorno è stato pubblicizzato uno studio -scusate il termine- scientifico, di un team di Harvard capitanato da un italiano.

Gli articoli scientifici sono una palla, lasciatevelo dire da uno che li deve leggere per lavoro (in realtà a me divertono sempre, ma sono strano e si sa), e uno che parla di immigrazione e percezione del problema in un campione casuale intervistato in sei differenti stati del mondo presumo lo sia ancora di più (ancora più divertente, invece).

Allora il Corriere della Sera per una volta oggi ha fatto il lavoro che un giornale dovrebbe fare sempre: s’è fatto spiegare da Alberto Alesina, il capoprogetto dello studio, il contenuto del lavoro.

Ne è uscito un pezzo assolutamente equilibrato, che si pone -come ogni articolo scientifico dovrebbe fare- in posizione laterale rispetto al problema analizzato, e racconta in poche parole le metodologie, il campione statistico, i risultati. Poi si lancia addirittura in un commento, sempre laterale ed equilibrato, nella speranza che qualcuno che legge si faccia un’idea non preconcetta del problema.

Quale è, il problema? Come ho già detto, lo studio analizza la percezione dell’impatto dell’immigrazione usando un campione casuale abbastanza grande (più di ventimila persone, da sei diverse nazioni).

In pratica, alle persone che hanno accettato di partecipare allo studio sono state chieste un po’ di cose., La prima è stata fare una stima del numero di immigrati presenti nel paese del rispondente. Il risultato di questa parte dello studio è poco sorprendente, se seguite le urla quotidiane di Salvini: in cinque paesi su sei (l’Italia è nei cinque, ovvio) le persone hanno risposto con cifre TRE VOLTE superiori alla realtà. La Svezia fa un po’ meglio, e sovrastima di meno del 10% il valore reale (moltiplica per meno di 1,5 volte il dato assoluto, se vi interessa).

Un’altra domanda è stata: secondo te da dove vengono questi immigrati? Gli italiani hanno risposto che secondo loro almeno la metà sono musulmani. In realtà il dato ufficiale da’ una percentuale di musulmani del 30% e addirittura un 60% di cristiani.

Ancora: è stato chiesto se questi immigrati sono poveri, disoccupati, ignoranti più dei locali. Gli italiani hanno risposto “certo, sono negri, vedrai saranno anche capre”. La dura realtà ci dice invece che la percentuale di disoccupati è uguale a quella dei nativi, la scolarizzazione  quasi dieci punti meglio di quella percepita.

Potrei continuare con gli altri dati, ma il succo è molto semplice: c’è una disinformazione enorme rispetto al problema, che poi ammonta -nel nostro paese, ad oggi- a ben 45.000 (si, quarantacinquemila) persone da gennaio 2018. L’anno scorso, con Salvini sempre all’opposizione (in realtà c’è stato fino a un mese e mezzo fa) gli immigrati totali sono stati 175.000. In un paese di 60.000.000 di persone, fa percentuali dello zerovirgola, ma sono sicuro che se per caso un leghista fosse arrivato a leggere sin qui, non sposterebbe di un millimetro la sua granitica posizione (“Siamo invasi dai negri musulmani!!!”), perché un altro dato ricorrente è che in tutti e sei i paesi gli intervistati che si sono dichiarati di destra hanno sistematicamente cannato in peggio le loro stime, e anche questo sorprende poco.

La conclusione del pezzo del Corriere ve la copincollo, qualcuno forse dirà che è cerchiobottismo della migliore acqua ma secondo me è perfetta:

“È ovvio che l’Europa non può accogliere chiunque voglia entrare nei propri confini e vanno fatte scelte più eque tra i Paesi europei per le emergenze. Come è altrettanto ovvio che chi commette crimini vada espulso con rigore e prontezza, ed è necessario che la cittadinanza vada concessa con criteri chiari e rigorosi che rispondano alle esigenze del mercato del lavoro oltre che a criteri di moralità su cui la nostra cultura si basa. Ma se la discussione sull’immigrazione continuerà a basarsi su percezioni errate e stereotipate, su slogan urlati, «fake news», e dall’altra parte su sogni irrealizzabili di ammettere tutti, non si risolverà nulla. “

RAmen, che altro aggiungere?

Ah, si: i Germs…

 

Barney

Annunci

xkcd: Scientific Paper Graph Quality

Un’altra vignetta di cui posso solo dire “e’ tutto vero”.

E’ stata pubblicata questa settimana, e illustra con la solita ironia l’evoluzione negli anni della qualita’ dei grafici e delle rappresentazioni grafiche di dati in generale negli articoli scientifici.

scientific_paper_graph_quality

Si vede, dal grafico sopra, che la qualita’ generale dei grafici cresce abbastanza lentamente fino agli anni ’70, poi c’e’ un’impennata da meta’ degli anni ’80 fino ai primi anni ’90, e poi… E poi la gente ha iniziato a usare Paint e Powerpoint invece che Lotus 123 o Excel, o i vari programmi precedenti che servivano solo a macinare dati per tirare fuori un istogramma. Invece che il plotter (chi avra’ mai visto oltre me un plotter con le penne di sei colori che tracciavano sulla carta il tuo bel grafico con linee di tendenza e deviazioni standard?) e i lucidi da lavagna luminosa c’e’ stato l’abuso di Paint, spesso a inventare punti sperimentali inesistenti laddove servivano, a ritagliare sezioni di grafico poco eleganti, a raddrizzare curve perche’ si intonassero alla teoria e non all’esperimento (magari mai fatto) e via andare.

Un’era grigia, invero. Anche perche’ spesso i lavori di “ritocco” erano cosi’ maldestri che si vedevano da lontano.

Oggi Randall ci dice che la qualita’ dei grafici e’ in aumento esponenziale. Spero sia anche per la qualita’ dei dati, non solo per il controllo totale che si ha su ogni elemento della figura con i moderni software…

L’alt text rimanda a quei famigerati anni ’90:

The worst are graphs with qualitative, vaguely-titled axes and very little actual data

Ma la cosa bella e’ il thread che si e’ aperto sul forum di xkcd.

Ecco un esempio che riassume bene anche il mio pensiero:

Screenshot_20180127_214815

 

Barney

 

Bookcrossing, Sfere e altre sciocchezze

Sono stato a Bruxelles, a dicembre. Per un meeting in uno dei palazzoni della Commissione Europea, sempre lo stesso e sempre al diciannovesimo piano. Davanti alle sale riunione c’e’ una specie di salottino da attesa, e una libreria dove si puo’fare bookcrossing. C’e’ di tutto, in tutte le lingue dell’Unione, e a dicembre m’e’ cascato l’occhio su questo paperback:

pandora

Di Hamilton ho gia’ parlato qua, per la sua trilogia “L’alba della notte“, e’ uno degli autori moderni di science fiction piu’ interessanti. Ho scambiato il romanzo con un fumetto che avevo nello zaino, e me lo sono portato a casa.

Il libro e’ -come accade spesso con i romanzi dello scrittore inglese- un enorme intreccio su scala galattica, che ha come spunto iniziale l’osservazione di una stella binaria lontana centinaia di anni luce che all’improvviso scompare. Non esplode come una supernova, non si affievolisce pian piano: prima c’era, un secondo dopo non c’e’ piu’.

Si scopre presto che le due stelle sono state inglobate in due sfere di Dyson, il che rende la sparizione ancora piu’ misteriosa: gia’ costruire una sfera di Dyson e’ fantascienza. Ma metterla attorno a due stelle in un secondo e’ inconcepibile. Il resto lo lascio a chi vuole leggersi il torrenziale seguito; non prima di avervi segnalato che qualche anno fa il mondo dell’astronomia fu percorso da una scarica elettrica, quando Tabetha Boyajian (una giovane astronoma statunitense) annuncio’ che la sua osservazione della stella KIC 8462852 aveva mostrato anomalie impossibili. KIC ecc ecc. e’ a piu’ di mille anni luce da noi, e gli astronomi la stavano osservando per verificare la presenza di pianeti che le orbitano attorno.

L’osservazione di pianeti da cosi’ lontano e’ piu’ un’indagine indiziaria, che si basa sull’abbassamento della luminosita’ della stella nel caso vi passi davanti un pianeta.

Senza stare a farla tanto lunga, l’abbassamento di luminosita’ registrato era del tutto incompatibile con un pianeta, grosso quanto volete. Vennero fatte molte ipotesi, tra cui quella che attorno a quella stella ci fosse qualcuno che stava costruendo un’enorme sfera di Dyson.

Ma, come potrete sentire da soli tra poco: “extraordinary claims require extraordinary evidence“…

Lascio quindi la parola a Tabby, che vi spiega in modo chiaro e appassionato tutta la storia. Non prima di dirvi che KIC 8462852 e’ nota come “Tabby’s star”, in suo onore.

 

Barney

Rise and fall

C’e’ la fuffa normale, la fuffa special, e poi c’e’ la fuffa medica. Di cui ho gia’ parlato qua dentro, in relazione a cure miracolose “inventate” dal santone di turno (Vannoni eil suo famoso metodo Stamin(chi)a, o Hamer) o ai presunti danni da vaccini.

Tutta roba di cui la gGente discetta con toni da professorone di biochimica (magari non avendo manco idea di come e’ fatta una cellula, ne’ di cosa e’ un virus o una membrana cellulare), come si puo’ parlare del derby “Vergate sul Membro-Gallarate Basso” al bar sport il lunedi’ mattina. Con l’aggravante che magari un calcio ad un pallone l’abbiamo dato tutti, le basi minime ci dovrebbero essere. Per la scienza, e la medicina in particolare, siamo di fronte a beati analfabeti funzionali che danno retta al primo bischero e cialtrone che passa per la strada.

E’ di pochi giorni fa il circo Barnum tirato su da Nicola Porro su Rai Due (“Virus”): in una puntata sui “presunti danni da vaccino” gli ospiti in studio erano:

  • un medico del San Raffaele,
  • Eleonora Brigliadori,
  • Red Ronnie.

Cioe’: due cialtroni -in ambito scientifico- contrapposti ad un esperto del settore. Il risultato, in accordo alla Teoria della Montagna di Merda, e’ stato un cumulo di sterco di sedici chilometri alzato dai due “esperti” Red Ronnie ed Eleonora Brigliadori i quali -non capendo evidentemente un cazzo dell’argomento- hanno avuto buon gioco nell’affermare apoditticamente qualsiasi cosa, (“La poliomielite debellata prima dell’avvento dei vaccini“… Cristo santo, un analfabeta completo!) compreso un “ma lei che ne sa di queste cose?” detto da Red Ronnie (critico musicale e presentatore televisivo, ricordiamocelo) al medico microbiologo. Un po’ come se io andassi dal Papa e gli dicessi: “ma te che cazzo ne sai della Bibbia, eh?“.

Irreale, ma e’ successo veramente.

La roba di Red Ronnie, dico, non io da Papa Francy.

Questo episodio mi serve per affermare immediatamente e apoditticamente una cosa: la scienza -e massimamente la scienza medica- non deve essere democratica. Un coglione che predica di curare il cancro con il bicarbonato di sodio non solo non deve parlare in pubblico, ma se tanto tanto si azzarda a spacciare la sua merda come cura va preso e messo in galera a calci nel culo. Purtroppo il signor Simoncini (quello del link precedente) e’ ancora a piede libero chissa’ dove e continua a spacciare a centinaia di euro la sua pozione inutile, come il buon Ryke Geerd Hamer, vecchio nazista riconvertitosi al santonesimo medico e alla Nuova Medicina Germanica, e adesso contumace in Norvegia.

Va bene, questo era l’incipit.

Il titolo del post deriva dal mio ultimo scontro a fuoco in casa dei Monaci Diacci Marmati della Chiesa degli Ultimi Giorni, argomento in discussione “Linus Pauling e la vitamina C”. Che ovviamente curerebbe tutti i cancri d’immondo oltre che raffreddori e influenze.

Chi era Linus Pauling un (ex) biologo come me lo sa abbastanza bene.

E’ stato uno dei maggiori geni della storia dell’umanita’. Primo e unico finora a vincere due Nobel da solo (Chimica e Pace), ha rivoluzionato la scienza in modo incredibile ed in ambiti diversi. A trent’anni era Professore alla Caltech, a 45 vinse il Nobel per la chimica, rifiuto’ di partecipare al Progetto Manhattan per la costruzione della bomba atomica, scopri’ la struttura secondaria delle proteine e pose le basi per il Nobel a Watson e Crick sul DNA, di cui Pauling propose la struttura a doppia elica.

Fu attivista pacifista da sempre, contro la proliferazione atomica negli anni ’60, ed ebbe ovviamente i suoi problemi con il governo USA per la sua ideologia “di sinistra”.

Ha pubblicato centinaia di articoli e libri, tenuto migliaia di discorsi e girato per decine di universita’.

Fino a che, nel 1966, succede che a un congresso cui sta parlando gli scappa di dire (come scapperebbe di dire a tutti i geni curiosi):

Ho 65 anni, ma mi piacerebbe viverne altri 25 per assistere a tutte le meravigliose scoperte scientifiche che stanno venendo fuori adesso“.

Alla conferenza c’e’ anche un mezzo medicone che ha fatto un paio di anni di Medicina in un’Universita’ seria, e poi s’e’ comprato laurea e PhD per corrispondenza all’Universita’ di Youtube. O quello che all’epoca corrispondeva alla UoY. Carta da cesso, insomma. Ma si fa chiamare “Dr.”.

Il “Dr” e’ Irving Stone, prende la palla al balzo e scrive al famosissimo due volte Nobel:

Caro Linus, se fai come dico io campi non altri 25 anni. Il doppio!“.

La ricetta e’ semplice: assumere megadosi giornaliere di vitamina C. Fino a 3 grammi al giorno. La dose raccomandata giornaliera era a quei tempi di 65 milligrammi, e in 3 grammi di milligrammi ce ne stanno tremila. Oggi siamo un po’ sopra come dise consigliata, ma comunque si parla di 80-100 milligrammi…

Pauling ci crede.

Forse perche’ ci vuole credere: si sente invecchiare, si vede alla fine di una vita eccezionale, ma vuole avere un altro supplemento di scoperte ed emozioni. E probabilmente, essendo uno scienziato, e’ ateo. Sente la fine come LA fine. Cosi’ s’aggrappa a questa promessa di Stone.

Ed inizia a prendere la vitamina C. A grammi al giorno.

Ora, sia perche’ la vitamina C e’ veramente un antiossidante, sia perche’ l’effetto Placebo e’ un fenomeno reale, sia perche’ siamo abituati a selezionare gli elementi positivi di una esperienza e dimenticarci quelli negativi, Linus Pauling trae a suo dire estremo giovamento da questa overdose quotidiana di acido ascorbico. Linus si aumenta da solo la dose, da 3 grammi al giorno arriva fino a dodici e oltre , che rapportati alla dose raccomandata dell’epoca fan circa 184 volte 65 milligrammi; in poco tempo a suo dire non s’ammala piu’ di raffreddore ne’ di influenza. Nel 1970 e’ cosi’ certo che la cura preventiva funziona che pubblica un libro “Vitamin C and common cold” ed inizia la seconda vita del due volte Nobel: quella del crociato dell’acido ascorbico. Secondo le intenzioni di Pauling, una superdose quotidiana di vitamina C per tutta la popolazione avrebbe eradicato il raffreddore in pochi anni.

Il libro vende milioni di copie, nel 1971 viene ristampato con l’inserimento dell’influenza: “Vitamin C, common cold and flu” e continua ad andare a ruba. E milioni di americani (e non solo americani) cominciano ad ingurgitare grammi su grammi di vitamina C al giorno.

L’establishment scientifico e’ scettico e disorientato: Pauling e’ un mito, ma siccome la vitamina C e’ nota da decenni, siccome si son gia’ fatti studi abbastanza accurati sulle sue proprieta’ di antiinfiammatorio per la cura dell’influenza e del raffreddore, e siccome tutti questi studi non hanno portato alcun risultato positivo lo sconcerto e’ grande.

Lo sconcerto aumenta ancora di piu’ alcuni anni dopo. Dal 1971 Pauling e’ in contatto con un medico scozzese che -letto il suo “vitamin C and common cold“- lo contatta per dirgli che nel suo ospedale sta provando una cura per i malati di cancro. A base di vitamina C. Pauling e’ entusiasta, ed assieme al medico scrive numerosi articoli scientifici -tutti pubblicati su riviste prestigiose- e un libro, “Cancer and vitamin C“. Il target qui e’ ridurre come minimo del 50% le morti per cancro. Tutti i tipi. Usando solo la vitamina C.

Il resto del mondo scientifico legge gli articoli e prova a replicare i risultati. Tre distinti studi del Mayo Clinic che coinvolgono centinaia di pazienti con vari tumori risultano in nessuna evidenza che dosi fino a 10 grammi al giorno di vitamina C siano di qualche efficacia per la cura o l’alleviamento delle pene di malati terminali. Pauling si ribella, contesta i protocolli, il gruppo Mayo contesta i protocolli di Pauling ma in sostanza ad oggi non esiste alcuna evidenza scientifica che la vitamina C (somministrata sia per bocca che per via endovenosa) abbia effetti rilevanti sui pazienti affetti da tumore. Di recente un paio di articoli (uno e’ questo) hanno riportato buoni risultati in vitro, ma siamo sempre in territorio molto incerto e non e’ detto che il passaggio alla sperimentazione in vivo porti agli stessi risultati.

Linus Pauling muore a 94 anni, comunque, e muore di cancro alla prostata. I suoi sostenitori dicono che e’ campato cosi’ a lungo grazie alla vitamina C, chi lo contesta sostiene che s’e’ ammalato proprio a causa delle enormi quantita’ di vitamina che ingurgitava ogni giorno.

Linus Pauling e’ conosciuto oggi da due categorie di persone: chi ha studiato -soprattutto chimica o biologia- e chi si butta su qualsiasi terapia alternativa esca fuori. Basta che la scienZa ufficiale ne dica male, e allora deve funzionare per forza, perche’ le kattive multinazionali del farmako ci voglion negare la verita’.

E’ quindi molto ironico chiudere informandovi che il piu’ grande finanziatore dell’Istituto Linus Pauling per la promozione della vitamina C e’ stato sempre la Hoffmann-La Roche, enorme multinazionale del farmaco che ha fatto centinaia di milioni di dollari anche vendendo in tutto il mondo pastiglie di vitamina C.

 

 

Barney

xkcd: Fixion

Intanto vi dico come tradurrei io il titolo: Aggiustone.

La vignetta di ieri di Randall parla di fisica delle particelle, roba pesa insomma (in realta’ leggerissima dal punto di vista della massa…), e lo fa perche’ qualche giorno fa quelli del CERN hanno fatto una prima conferenza stampa sui dati preliminari raccolti nell’ultima campagna di esprimenti fatti con ATLAS, che sarebbe una delle parti del Large Hadron Collider che “sente” (non mi viene una traduzione migliore per “to detect”) le particelle subatomiche createsi nel LHC.

Eco la vignetta:

 

fixion

L’aggiustone sarebbe la particella sbatomica che spiegherebbe tutto di tutto, il Santo Graal della fisica moderna, il suo “42”.

Con l’aggiustone avremmo svelati i segreti dell’universo, la vita l’universo e tutto quanto.

Ma i dati di ATLAS son sempre pochi, e i fisici che lavorano all’enorme acceleratore di Ginevra hanno gia’ pianificato una ulteriore campagna sperimentale, che ci avvicinera’ -forse- ancora un pochino di piu’ a dio.

Nel frattempo, c’e’ xkcd 🙂

 

Barney

Randall Munroe a TED!

Hat trick per Man from Mars, che mi ha segnalato il TED Talk di Randall di qualche mese fa in Canada. Cosi’, oltre ad Amanda Fucking Palmer che insegna l’arte di chiedere (lezione fondamentale di vita, fatevelo dire per l’ennesima volta…). ho un altro video da tirare fuori come cosa da vedere assolutamente prima di morire.

Eccovelo, comodamente sottotitolato in inglese:

 

 

Barney

I vaccini, di nuovo, secondo la gGente provocano l’autismo. Ora anche basta, eh?

Ciclicamente la fuffa medica contro i vaccini torna fuori. Da qualche anno si fa forte dell’ignoranza selettiva della gGente italica: preparatissima sull’ultima velina che si tromba Balotelli (e si noti qua la finezza della nostra lingua, che ci permette di costruir frasi in cui non si capisce chi tromba chi, e purtuttavia il senso e’ compiuto e il messaggio chiaro), o sul numero di strass che compongono il nuovo<NSFW> vajazzling </NSFW> di Belen, ma del tutto inconsapevole di capire come funziona l’immunizzazione, e di cosa sia l’autismo.

Meno male che in soccorso della gGente (esperta -ricordiamolo- di piercing sulla fava di Beckham ma poco avvezza a ragionar di micron, membrane cellulari, linfociti e immunoglobuline) arrivano oggi i potenti social media. Feisbuk in primis, dove al grido di “FATE GIRARE!!!1!11!!1!!!” o “Clicca e fai cliccare su mi piace!!!!1!1!11!!!” passano le peggio cazzate su scie chimiche, rettiliani e appunto danni da vaccini. La gGente prende alla lettera le esortazioni a diffondere il Verbo, e fa girare (= condivide) il messaggio apocalittico, in un effetto cascata che ne amplifica la diffusione in tempi rapidissimi.

E quasi sempre succede che i commenti al messaggio apocalittico condiviso fioccano, e spessissimo si osserva che chi commenta “Bravo!1!!111! Hai ragione, e’ tutto un complotto del NWO!111!!11!” e’ la stragrande maggioranza (direi “legione”, ok?) rispetto a chi -piu’ o meno tranquillamente- punta il dito sulla assoluta inconsistenza delle prove a favore di questa teoria secondo la quale -tutti i feisbukkari lo sanno!11111!!!!!- il vaccino trivalente (che protegge da morbillo, rosolia e orecchioni) causa di sicuro l’autismo. Cioe’, non a tutti i vaccinati col trivalente viene l’autismo, ma se non ti vaccini sei al sicuro (semplifico il pensiero della gGente ad uso della gGente).

Ora, -anche senza essere Nobel in biochimica- potrebbe essere il caso di porsi alcune domande. Ve ne sono di complicate (ad esempio: cosa si sa dell’autismo? E qua basta Wilipedia a fare scoprire alla gGente che ben prima che ci fossero i vaccini esisteva l’autismo), e di semplicissime.

Io mi focalizzo su alcune banalissime questioni:

  1. Quali competenze puo’ mai avere un Magistrato per emanare una sentenza sui danni provocati dai vaccini? Accetterebbe il Magistrato che un epidemiologo giudicasse il suo lavoro sulla base delle competenze maturate nel corso di anni di studio di biochimica? Io credo di no: sarebbe come farsi operare di appendicite da un controllore di biglietti ferroviari. Eppure in Italia un Magistrato sta decidendo se una cura medica e’ valida o meno, sulla base di consulenze di personaggi [1] noti per bere bicchierate di piscio tutte le mattine, e per sostenere il legame tra otturazioni dentarie al mercurio e omosessualita’.
  2. Molti commenti su feisbuk sono di questo tenore “io c’ho pensato tantissimo, poi col cuoricino stretto ho fatto vaccinare mio figlio, sperando che tutto andasse bene”. La speranza, sia chiaro, e’ che il figlio non si scopra autistico. Lo ripeto a questi animi sensibili: se questo succedera’, non sara’ a causa dei vaccini. Ma c’e’ una cosa sicura, nel caso la vostra visione dubitativo-complottista prenda seriamente piede: se i bambini non verranno piu’ vaccinati con il trivalente, nel mondo ricominceranno le epidemie di morbillo e orecchioni e alcuni bambini moriranno, molti altri subiranno conseguenze indelebili, e l’impatto della rosolia nelle donne incinte portera’ all’aumento di aborti e malformazioni. Volete questo? Allora fate girare!11!!!!!111UNO! E poi c’e’ l’ultimo punto, il carico da undici.
  3. Tutti i complottisti e gli-anti vaccino ce l’hanno contro Big Pharma, le multinazionali kattive e brutte, che fanno ammalare i piccoli cuccioli di uomo. Per soldi. Ora, gGente, so che vi pigliera’ un colpo… ma tutta la storia fuffa del vaccino trivalente e dell’autismo e’ nata perche’ qualcuno -no: non BigPharma!!!- l’ha pianificata a tavolino. Per guadagnare $$$$oldi.

La gGente non ci credera’ credera’ sempre piu’ a uno che gli promette di curare il cancro con il bicarbonato, ma se almeno un gGente stasera leggera’ il fumetto che linko qua sotto, beh, io personalmente mi sentirei d’avere chiuso bene la giornata.

La fonte e’ questa, cui va tutto il mio plauso. Andrew Wakefield e’ il medico che viene sempre citato come fonte peer reviewed che certifica il legame tra vaccinazione trivalente e autismo, MMR e’ la sigla che denomina il trivalente nei paesi anglosassoni.

Buon divertimento e buona sorpresa: e’ tutto vero. E se ti fidi, FAI GIRARE!!11!!!!11!!!!

 

Un doveroso riconoscimento alla pagina feisbuk di “I fucking love Science” da cui ho tratto numerose indicazioni, e questa splendida perla video di un minuto e mezzo, che sipega alla gGente perche’ conviene vaccinare i propri figli. Lo fa in un modo che credo tutti capiranno, anche se i due parlano inglese e’ semplice capire quello che fanno.

 

La colonna sonora e’ un riparo dalla tempesta.

 

 

[1]: Si, GP Vanoli, parlo di te. Ma col cazzo che linko il tuo sito di merda. Col cazzo.

 

 

Barney