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“Sallusti” e’ un sinonimo di “Merda” (mi scuso con la merda e con i deboli di stomaco)

Il Direttore del Giornale in questi giorni e’ al centro della cronaca per avere coperto l’altro sinonimo di merda, stavolta declamata con il secchio attorno (ossia “er Betulla Cattotaliban” Farina, uno che fa schifo anche al vomito di ornitorinco da quanto e’ viscido) reo d’avere anni fa diffamato a gratis un magistrato. La storia e’ nota e non abbisogna di alcun riassunto.

Il risultato della storia e’ che il Direttore Sallusti e’ stato condannato ai domiciliari a casa della sua compagna Santanche’:

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(la scenetta bukolika dei domicilari a casa Santanche’e’ mirabilmente descritta da quel geniaccio di Makkox)

domiciliari dai quali e’ eroicamente (ironia a secchiate) “evaso” l’altro ieri al solo scopo di continuare a far parlare di se e vedersi condannato a pena ancor maggiore.

Bene, il grande direttore-omino dimmerda che in questi giorni si sta lamentando di come e’ stato trattato dai suoi colleghi (li ha bollati come “infami”), il povero evaso, il derelitto fascistello da due soldi forte con i deboli e pecorina con i forti… la merda del titolo insomma qualche annetto fa era condirettore di un giornalaccio che -a firma ancora una volta Cattotaliban Farina- se ne usciva cosi’:

https://i1.wp.com/www.lorenzoc.net/media/1/libero_1-1251360971.jpg

(Enzo Baldoni, giornalista freelance, viene rapito e ucciso dai miliziani iracheni nell’agosto 2004. Er Betulla ironizza da coglione qual’e’, Feltri e Sallusti reggono il sacco)

Secondo er Betulla Farina, “era in vacanza”.

Secondo me, Farina e chiunque faccia scrivere a Farina queste vaccate su un foglio di carta igienica e’ –tecnicamente– una merda.

Ci fosse la possibilita’ di acquistare un par d’etti di dignita’ al mercato, il signor Sallusti potrebbe farne scorta. Magari cosi’ riuscirebbe a guardarsi allo specchio senza sputarsi addosso, al mattino.

Hat-tricks a Mr. Claudio R. from Augsburg, e a Lorenzo C.

Barney

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La Lettera di Lavitola, ovvero “la Luna e il dito” reloaded, pimped&pumped up

I quotidiani oggi sono pieni di estratti, commenti e versioni integrali di una lettera che il fottuto coglione Valter Lavitola, noto per avere partecipato a ennemila truffe a spese di chiunque abbia militato nel centrodestra italiano negli ultimi trent’anni avrebbe scritto a Silvio Berlusconi l’anno scorso, nelle vicinanze temporali del Santo Natale (o Nachele, a scelta. Sono ecumenico…).

La lettera non puo’ essere commentata, a mio modesto avviso. C’ha provato Massimo Gramellini, nel “Buongiorno” di stamani, ma tagliare e ridurre a poche righe le quasi venti pagine di orrori grammaticali, bestialita’ sintattiche, di incredibili richieste da impunito bastardo che non si rende conto d’esser men che merda… Beh, e’ un delitto, e per questo vi metto qua l’originale:

Fa tutto schifo, dal font all’impaginazione al -certamente, non l’ho dimenticato- contenuto: l’elenco dei lavoretti sporchi (Fini incastrato con i documenti dai Caraibi, il governo Prodi fatto cadere comperando i voti di qualche peone, robette cosi’, insomma…), la lista delle compensazioni richieste a Silvio a fronte dei lavoretti summenzionati (assumere tizio, caio, lo Sbuzzagrilli, la moglie… Poi dare 900.000 Euro alla societa’ cinese che ha curato il piano di impresa per il disboscamento dell’appezzamento in Amazzonia -non e’ uno scherzo, c’e’ scritto anche quello-), le istruzioni dettagliate su come citofonare alla moglie… Addirittura il lamento del povero coglione che e’ stato abbandonato dalla “sua fidanzata storica” (ma come, porca maiala? O non eri sposato? Ah, c’avevi anche la ganza… E immagino tu l’avevi perche’ sei cosi’ tenero, profondo, romantico… Si, certo, chiaro. La “fidanzata”… Ok, lasciamo perdere, va’).

Fa cosi’ schifo in tutto che non so se sperare che sia un falso o prenderla per l’ennesima prova di quanto i nostri politici abbiano alacremente scavato, dopo aver raggiunto il fondo. Senza curarsi degli schizzi di fango merda che alzavano.

Ma un giornale tra quelli in edicola oggi non si pone il problema della veridicita’ o meno della lettera. Pare che dia per certo che la missiva sia stata realmente scritta dal Lavitola.

Pero’…

Pero’ fa notare un particolare decisivo, che lascio a futura memoria qua sotto perche’ questa lettura pone l’intera notizia sotto un’altra luce, e dimostra come il colpevole di tutto questo sia Gianfranco Fini (??!!!).

Ecco a voi, signore e signori saldi di stomaco, uno screenshot del Giornale di oggi:

Vi lascio con l’interrogativo che attanaglia Sallusti e i suoi giornalisti: la lettera sara’ stata spedita, oppure no? E se non fosse stata spedita ma l’avesse scritta Lavitola, e tutto quel che c’e’ dentro fosse vero, farebbe qualche differenza? Per il campione della liberta’ di espressione a targhe alterne Mortimer Sallusti pare proprio di si.

Barney

Come ti scrivo un pessimo articolo e ti dimostro che non capisco una ceppa di quello che scrivo

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Stamani m’e’ caduto l’occhio sulla notizia che vedete sopra, richiamata in homepage di Repubblica on line con il titolo “E la vecchia bicicletta diventa una chitarra“.

Clicco sulla foto, e si apre la notizia, che in realta’ e’ una photogallery che illustra la (presunta) ex-bicicletta trasformata in (presunta) chitarra.

La legenda sotto alla foto e’ questa qua:

Ecco qualche idea su come riciclare una vecchia bicicletta: trasformarla in una chitarra elettrica. L’idea è del chitarrista Jazz Les Paul che ha anche già suonato in pubblico con la sua nuova creatura. I particolari e i più piccoli dettagli di questo strumento musicale sono un vero capolavoro.”

I piu’ attenti avranno gia’ notato che la cosiddetta chitarra al massimo e’ un basso, ma questa e’ una quisquilia rispetto al fatto che il presunto creatore della “meraviglia”, il chitarrista jazz Les Paul, e’ morto da un paio d’annetti. Poi, sfido chiunque abbia ascoltato Les Paul, e visto le sue chitarre, a pensare che quell’obbrobrio sia stato partorito dalla sua mente: ecco qua la Gibson Les Paul, famosissima sei corde usata da fior di chitarristi rock e jazz. Notate qualche somiglianza tra la Gibson LP e quell’ammasso di ferro tinto qua sopra? Io no.

E comunque, caro il mio inetto giornalista di Repubblica, dovresti aver notato pure te che quella “chitarra” non ha un pick up che e’ uno, ne’ ha plug per cavi (foto 1-5), monta un ponte da chitarra ma e’ un basso (foto 1), ha le corde messe a caso e i bischeri per accordarle che non accordano un bel niente, essendo le corde stesse inchiodate alla parte superiore del manico (foto 6).

Ah, ci sarebbe inoltre il problema di capire a cosa dovrebbe servire la catena della bicicletta, raggomitolata a destra per far da contrappeso -immagino- ai dieci chili di ghisa di ingranaggi e carter che si vedono a sinistra. E se magari il giornalista spiegasse come pensa che si possa suonare quell’accrocchio, visto che le corde distano una decina di centimetri dal manico, sarebbe cosa gradita…

UPDATE:

Repubblica deve essersi resa conto di avere scritto cappellate sesquipedali, infatti la didascalia della galleria fotografica adesso e’ questa:

“Ecco qualche idea su come riciclare una vecchia bicicletta: trasformarla in una chitarra elettrica. I particolari e i più piccoli dettagli di questo strumento musicale sono un vero capolavoro.”

Confido che in qualche giorno si rimangino anche la “chitarra elettrica” e lo “strumento musicale”.

In compenso, qualcuno ha ripreso la notizia di stamani e l’ha pompata di steroidi. Qua, ad esempio, si aggiunge il fatto che l’obbrobrio e’ opera di un designer che ha usato anche parti di una Gibson Les Paul (forse giusto le corde…) miste a bicicletta. Si, certo…

Qua c’e’ invece qualcuno che la pensa come me (emmenomale!).

Barney

Essere stronzi e’ dono di pochi, farlo apposta e’ proprio da idioti

Gli Zen Circus tornan sempre utili quando si deve parlare di idioti, coglioni, teste di minchia e merda varia. Ecco: siccome l’argomento del pezzo e’ Sallust(r)i, direi che ci siamo. E quindi inseriamo subito la colonna sonora che da il titolo al post:

Qua c’e’ Andrea Appino che si fa in tre, nella versione originale la parte di melodia e’ del basso (tanto per dare l’idea… E la gente continua a comperare i dischi di Bosso Rossi e LegaDue…).Son terminati i motivi per leggere, ma se proprio volete potete continuare sotto.

Mi resta infatti da parlare della bestia pelata che dirige il Giornale sotto diretto mandato dell’editore (chiunque egli sia), e del perche’ egli non sara’ mai -in accordo ad “Andate tutti affanculo”- stronzo di natura, ma irrimediabilmente solo un idiota se proprio gli va bene.

Saprete tutti che ieri il lurido e untuoso figuro ha ben pensato di rendere omaggio alla giornata della memoria con un titolo che fa vomitare da quanto e’ cretino. Questa e’ la prima pagina di ieri:

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La figura e’ presa direttamente dalla latrina elettronica del Giornale.

I motivi di tale titolo, che Sallast(r)i ha orgoglionamente ascritto al suo mono/motoneurone sarebbero che “Der Spiegel” (una specie di “Panorama” tedesco) ha fatto una copertina con la Costa Concordia semiaffondata e un titolo che esprimeva piu’ o meno il concetto “Italiani tutti Schettino”.

In sostanza, il povero idiota ci dice che ha fatto un titolo osceno per contrastare un altro titolo osceno. Si, dai… Come quando da bambini si faceva a chi pisciava piu’ lontano, o a chi resisteva di piu’ senza respirare, o -infine- a chi riusciva a dire piu’ parolacce nel minor tempo possibile. Un comportamento da grandissimo giornalista maturo, quindi. Uno slancio -addirittura!- d’amor patrio, in cui il rinsecchito amante della Santanche’ (chapeau per il fegato ad entrambi, signori!) avrebbe rischiato l’incidente diplomatico solo per difendere il buon nome del Paese, anche se il suo padrone non e’ piu’ il Leader Maximo. Un afflato di vera liberta’ di pensiero (si, si, come no?) che affranca (certo, col cazzo!) il vecchio Sallost(r)i dal giogo del cavalier Berlusconi.

Puo’ pure essere che la spiegazione qua sopra sia vera, ma ci credo pochissimo.

Secondo me i motivi per i quali Sallest(r)i ha tirato fuori quel titolo sono essenzialmente due:

  • vendere piu’ copie possibile stupendo il lettore e vellicando la camicia bruna che e’ in lui (sto parlando dei vecchi nostalgici che comperano il GIornale);
  • sbeffeggiare l’Olocausto da buon fascista codardo quale il Sallast(r)i e’ (e’ reo confesso, il rinsecchito. E ha reso ennemila volte omaggio a quanto il Duce fosse buono e bravo).

In ogni caso, che Sallost(r)i si metta l’animo in pace: anche se continua con questi titoli da merdaccia fascista, non porta’ mai essere uno stronzo naturale; tuttalpiu’ risultera’ evidenziata la sua idiota coglionaggine. Non che ce ne fosse bisogno, sia chiaro, ma se gli piace cosi’…

Attenzione: nessun Sallusti e’ stato direttamente nominato in questo post, ne’ alcuna bestia ha subito danni fisici o morali.

Barney

Che rimanga la memoria, perdio!

Penso sia doveroso iniziare l’anno nuovo ricordando la prima pagina che ieri gli sturacessi del Giornale sono riusciti a mettere in piedi (c’e’ stato di sicuro l’aiuto determinante dell’insegnante di sostegno di Sallusti). La presento qua sotto cosi’, come si ricava da qualsiasi rassegna stampa, senza aggiungere altro se non che -ci crediate oppure no- questa prima pagina del 31 dicembre 2011 e’ vera.

ilgenialeCulona.pdf
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Barney

Giornalismo sobrio e pacato, all’inglese quasi

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Mi sa che non ho dato il giusto risalto a Mario Giordano e al suo inutile commento. Ma che gruppo di cialtroni han messo assieme al Giornale, eh?

 

Barney

Autospurgo special edition – monography

Non posso esimermi dal proporre oggi una edizione speciale di “Autospurgo”, il peggio del giornalismo italiano, attingendo bottin notizie da un’unica fogn fonte: Il Giornale.

La prima pagina di oggi e’ infatti da tramandare ai figli. Eccola qua:

Giornale.pdf
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Uno che vive in Nuova Zelanda (ah, a proposito: well done, all blacks!!!) si potrebbe chiedere cosa stracazzo si fumano al Giornale per fare titoli del genere, e potrebbe pure chiedersi cosa e’ successo ieri di cosi’ fondamentale da giustificare una metafora calcistica (l’unico tipo di metafora che un lettore medio del Giornale riesce a capire, a patto che il calcio d’angolo non venga chiamato “corner“, che e’ una parola straniera e soprattutto francese, e i francesi ci stan sul cazzo. Ah, e’ inglese? E’ uguale!)

Beh, a beneficio dei neozelandesi, e’ successo questo:

E quindi, “il marito di Carla Bruni ci offende ridendo di noi” (tipico lessico da fascisti maschilisti: tentare di sminuire un uomo parlando della moglie), imitando “il calciatore che aggredi’ Materazzi con un colpo basso” (???? O non era una  testata in pieno petto? Colpo basso?!!!). Ma il nostro eroe “lo gela” e “accelera su pensioni e sviluppo“.

Ora, a parte la prosa epica e degna d’uno studente di quarta elementare, faccio notare come nelle affermazioni del titolo non v’e’ traccia di verita’ o di verosimiglianza. A partire dall’accelerata finale sulle pensioni, che col cavolo che verranno riformate se Silvio vuole rimanere in sella (i leghisti della Val Brembana, noti amanti del bene del Paese, han messo il veto. Pare che molti dei loro elettori siano pensionati…), per passare alla presunta gelata (?!!!) ed arrivare al fantastico colpo basso di Zidane a Materazzi. Veramente uno spettacolo, ma c’e’ da capirli: devono pur mangiare anche loro, no? C’e’ la crisi, e i posti di lavoro vanno preservati!

Ma la prima pagina del Giornale ci riserva altre notevoli sorprese. A cominciare dalla smitragliata di nomi famosi che appaiono uno accanto all’altro a parlar di Libia (Littor Vittorio Feltri e Pinocchi Magdi Cristiano Allam), di storia politica (Giordano Bruno Guerri), e di scorregge col buco (l’inutile maximo Francesco “Hot air” Alberoni, felicemente accasatisi al Giornale dopo anni di frittura d’acqua dalle prime pagine del Corriere della Sera).

Una pagina storica, assolutamente. Peccato per la morte di Simoncelli (adoro le moto, capisco che si possa rimanere sconvolti ma Sic l’aveva messo in conto, sicuramente), e per l’assenza della vera notizia del giorno, che v’ho dato all’inizio tra le righe: gli All Blacks han vinto 8-7 la finale dei mondiali di rugby, proprio contro i galletti francesi.

E a culo tutto il resto, come direbbe Frank “Goo” Cheney:

 

Barney