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A simple prop to occupy my time

Come sa bene chi mi conosce io adoro discutere con chi non la pensa come me, su qualsiasi argomento. E’ per questo che tra i vari contatti sui social media ho gente (o gGente) che chi mi conosce poco non sa spiegarsi: complottisti, sovranisti, populisti, credenti nelle peggio puttanate scientifiche, antivaccin… no, aspetta: quelli no.

Bene, tra i miei contatti c’è un tizio (di cui non dirò il nome) che ha fondato un partito politico (che non svelerò), partito che si è addirittura presentato alle scorse Europee.

Costui posta ininterrottamente su Facebook frasi apodittiche in cui Soros, la UE, il MEC, il PD, il signoraggio, l’usura e qualcos’altro che adesso mi sfugge si scambiano i ruoli ma alla fine il risultato è lo stesso: dobbiamo stampare subito 100 Miliardi di Euro per poterci salvare. Ah, prima bisogna riprendere la sovranità monetaria, ovviamente.

Più o meno le cazzate di Borghi sui miniBOT-Torte di Fango, argomento che mi sta particolarmente a cuore perchè per credere a una vaccata simile devi spegnere il cervello dopo avere inalato gas mostarda.

Ordunque, qualche giorno fa mentre aspettavo il treno per andare al lavoro apro Facebook, e mi appare il messaggio del tizio in questione, che fa più o meno così:

Ogni 18 minuti un greco si toglie la vita. Colpa dell’€uro. Se l’Europa sapesse, potrebbero salvarsi.

Mi colpisce la frequenza (uno ogni 18 minuti, non ogni 20), e penso che se uno scrive una cosa simile ci deve essere qualcosa di vero. E mi metto a fare quello che faccio sempre: cercare i numeri. Non mi aspetto di trovare esattamente 29.200 (uno ogni 18 minuti, moltiplicato per 24 ore, moltiplicato per 365 giorni) casi di suicidio l’anno, in Grecia, ma almeno una frazione significativa di quel numero si (SPOILER: che cretino che sono…).

Con una ricerca che mette a dura prova l’algoritmo di Google, quindi al di fuori della portata dell’utente sovranista medio di un social media a caso (“numero di suicidi in Grecia”), arrivo come risultato numero due (ricordatevelo, questo particolare) della ricerca ad una pagina scritta da Soros, dalla Merkel e dai membri della Trilateral Commission a una riunione del Club Bilderberg (“Wikipedia”), questa qua per la precisione.

L’infida pagina mi avverte che tutto quello che leggerò da quel momento in poi è derivato dai dati di un’altra organizzazione sionista-illiberale-comunista-gender (l’Organizzazione Mondiale della Sanità, per gli amici OMS), e mi snocciUola subito una tabella lunghissima con l’elenco delle nazioni, e il numero di suicidi ogni 100.000 abitanti -addirittura con tassi di suicidi maschili e femminili-.

Sono fiducioso di trovare la Grecia nelle prime posizioni, non proprio al top ma vicino. Invece, dopo l’esorbitante 83 suicidi ogni 100.000 abitanti della Groenlandia, trovo la Lituania (con un tasso di 36,7), la Corea del Sud, la Guyana…

Ma dove sta la Grecia?

Scorro la classifica.

Al 10° posto c’è la Lettonia, al 20° il Bhutan. La Grecia non è ancora uscita, e siamo già scesi a 16,7 suicidi ogni 100.000 abitanti. Gli USA occupano un decente 30° posto, il Canada è 40°, la Serbia 50°, al 64° posto troviamo l’Italia con 6,5 suicidi ogni 100.000 abitanti, al 70° c’è Panama, all’80° abbiamo l’Honduras e finalmente, all’ottantottesimo posto in questa poco invidiabile classifica, troviamo la Grecia. Con 3,5 suicidi ogni 100.000 abitanti.

Si, i dati sono del 2009, ma siccome in Grecia vivono un po’ meno di 11 milioni di persone, in quell’anno si sono suicidati -a stare larghi- in 400.

Ma i dati sono del 2009. E il primo risultato della difficilissima ricerca su Google mi dava un articolo allarmante, dal titolo “Grecia, ma quale fine della crisi: è record suicidi, sanità al collasso“, che citava senza linkarlo un report della Commissaria UE per i Diritti Umani.

Ho quindi scaricato il report (è difficilissimo trovarlo. Una ricerca sul deep web -Google-con il nome della Commissaria e “Greece report” vi fa infatti scaricare tutte e 28 le pagine in un formato illeggibile -pdf-) e cercato “suicide” nel testo. Lo troviamo tre volte, e il dato dell’aumento dei suicidi (che viene dato così: “il tasso aumenta del 40% dal 2010 al 2015“) è ricavato da uno studio scientifico linkato pero’ come notizia su un sito giornalistico greco (tecnicamente lo si definirebbe “un link alla cazzo di cane”). Che tra l’altro sbaglia a citare gli autori (si diceva “a cazzo di cane”, appunto). Ma qualcuno (non io) l’ha scovato, è un lavoro serio, addirittura pubblicato su Nature, e riporta il numero di suicidi in più, in Grecia, nel 2014 rispetto al 2009. Anno in cui abbiamo visto i suicidi siano stati (cito me stesso) “400 a stare larghi”. Ecco, nel 2014 i suicidi in più sono stati 174. CENTOSETTANTAQUATTRO. Ovvero, nel 2014 in Grecia ci sono stati più o meno 574 suicidi.

Che a casa mia e anche a casa vostra non fanno in alcun modo “un suicidio ogni 18 minuti”, nè tanto meno 29.200 suicidi l’anno.

Qualcuno -i sopravvissuti sin qui, quelli che non sono andati ad ingrassare le fila dei suicidi nostrani- si chiederà dove stracazzo voglio andare a parare.

Il punto è che quel post del tizio che non nominerò ha raccattato un’ottantina di “like” (‘na miseria, diciamolo), e dieci commenti. Tre sono miei, molto meno prolissi di questa roba qua: nel primo riporto la pagina di Wikipedia e i calcoli fatti al volo su quanti suicidi c’erano stati l’anno prima in Grecia. Dopo poco una tizia commenta “Ma perchè nessuno ne parla??22???“, a lei rispondo “semplicemente perchè i dati sono falsi. In breve, è una cazzata“. Il terzo mio commento è in risposta ad un successivo tizio che chiedeva “Qualcuno sa quanti sono i suicidi in Italia all’anno?“. Rispondo che lo so io, e che avrebbe potuto saperlo anche lui, visto che avevo dato sia i numeri che il link per controllare dieci minuti prima.

Sono serviti a qualcosa, i miei commenti?

Se almeno uno dei due cui ho risposto s’è fatto venire il dubbio, direi di si.

Ma sono un inguaribile ottimista…

 

Ah, qualcuno penserà adesso di ascoltare “The one I love“, dato il titolo del post. E invece vi beccate “Drive”, son sempre i R.E.M..

Se non ci credete, cercate su Google.

 

 

Barney

 

Rise and fall

C’e’ la fuffa normale, la fuffa special, e poi c’e’ la fuffa medica. Di cui ho gia’ parlato qua dentro, in relazione a cure miracolose “inventate” dal santone di turno (Vannoni eil suo famoso metodo Stamin(chi)a, o Hamer) o ai presunti danni da vaccini.

Tutta roba di cui la gGente discetta con toni da professorone di biochimica (magari non avendo manco idea di come e’ fatta una cellula, ne’ di cosa e’ un virus o una membrana cellulare), come si puo’ parlare del derby “Vergate sul Membro-Gallarate Basso” al bar sport il lunedi’ mattina. Con l’aggravante che magari un calcio ad un pallone l’abbiamo dato tutti, le basi minime ci dovrebbero essere. Per la scienza, e la medicina in particolare, siamo di fronte a beati analfabeti funzionali che danno retta al primo bischero e cialtrone che passa per la strada.

E’ di pochi giorni fa il circo Barnum tirato su da Nicola Porro su Rai Due (“Virus”): in una puntata sui “presunti danni da vaccino” gli ospiti in studio erano:

  • un medico del San Raffaele,
  • Eleonora Brigliadori,
  • Red Ronnie.

Cioe’: due cialtroni -in ambito scientifico- contrapposti ad un esperto del settore. Il risultato, in accordo alla Teoria della Montagna di Merda, e’ stato un cumulo di sterco di sedici chilometri alzato dai due “esperti” Red Ronnie ed Eleonora Brigliadori i quali -non capendo evidentemente un cazzo dell’argomento- hanno avuto buon gioco nell’affermare apoditticamente qualsiasi cosa, (“La poliomielite debellata prima dell’avvento dei vaccini“… Cristo santo, un analfabeta completo!) compreso un “ma lei che ne sa di queste cose?” detto da Red Ronnie (critico musicale e presentatore televisivo, ricordiamocelo) al medico microbiologo. Un po’ come se io andassi dal Papa e gli dicessi: “ma te che cazzo ne sai della Bibbia, eh?“.

Irreale, ma e’ successo veramente.

La roba di Red Ronnie, dico, non io da Papa Francy.

Questo episodio mi serve per affermare immediatamente e apoditticamente una cosa: la scienza -e massimamente la scienza medica- non deve essere democratica. Un coglione che predica di curare il cancro con il bicarbonato di sodio non solo non deve parlare in pubblico, ma se tanto tanto si azzarda a spacciare la sua merda come cura va preso e messo in galera a calci nel culo. Purtroppo il signor Simoncini (quello del link precedente) e’ ancora a piede libero chissa’ dove e continua a spacciare a centinaia di euro la sua pozione inutile, come il buon Ryke Geerd Hamer, vecchio nazista riconvertitosi al santonesimo medico e alla Nuova Medicina Germanica, e adesso contumace in Norvegia.

Va bene, questo era l’incipit.

Il titolo del post deriva dal mio ultimo scontro a fuoco in casa dei Monaci Diacci Marmati della Chiesa degli Ultimi Giorni, argomento in discussione “Linus Pauling e la vitamina C”. Che ovviamente curerebbe tutti i cancri d’immondo oltre che raffreddori e influenze.

Chi era Linus Pauling un (ex) biologo come me lo sa abbastanza bene.

E’ stato uno dei maggiori geni della storia dell’umanita’. Primo e unico finora a vincere due Nobel da solo (Chimica e Pace), ha rivoluzionato la scienza in modo incredibile ed in ambiti diversi. A trent’anni era Professore alla Caltech, a 45 vinse il Nobel per la chimica, rifiuto’ di partecipare al Progetto Manhattan per la costruzione della bomba atomica, scopri’ la struttura secondaria delle proteine e pose le basi per il Nobel a Watson e Crick sul DNA, di cui Pauling propose la struttura a doppia elica.

Fu attivista pacifista da sempre, contro la proliferazione atomica negli anni ’60, ed ebbe ovviamente i suoi problemi con il governo USA per la sua ideologia “di sinistra”.

Ha pubblicato centinaia di articoli e libri, tenuto migliaia di discorsi e girato per decine di universita’.

Fino a che, nel 1966, succede che a un congresso cui sta parlando gli scappa di dire (come scapperebbe di dire a tutti i geni curiosi):

Ho 65 anni, ma mi piacerebbe viverne altri 25 per assistere a tutte le meravigliose scoperte scientifiche che stanno venendo fuori adesso“.

Alla conferenza c’e’ anche un mezzo medicone che ha fatto un paio di anni di Medicina in un’Universita’ seria, e poi s’e’ comprato laurea e PhD per corrispondenza all’Universita’ di Youtube. O quello che all’epoca corrispondeva alla UoY. Carta da cesso, insomma. Ma si fa chiamare “Dr.”.

Il “Dr” e’ Irving Stone, prende la palla al balzo e scrive al famosissimo due volte Nobel:

Caro Linus, se fai come dico io campi non altri 25 anni. Il doppio!“.

La ricetta e’ semplice: assumere megadosi giornaliere di vitamina C. Fino a 3 grammi al giorno. La dose raccomandata giornaliera era a quei tempi di 65 milligrammi, e in 3 grammi di milligrammi ce ne stanno tremila. Oggi siamo un po’ sopra come dise consigliata, ma comunque si parla di 80-100 milligrammi…

Pauling ci crede.

Forse perche’ ci vuole credere: si sente invecchiare, si vede alla fine di una vita eccezionale, ma vuole avere un altro supplemento di scoperte ed emozioni. E probabilmente, essendo uno scienziato, e’ ateo. Sente la fine come LA fine. Cosi’ s’aggrappa a questa promessa di Stone.

Ed inizia a prendere la vitamina C. A grammi al giorno.

Ora, sia perche’ la vitamina C e’ veramente un antiossidante, sia perche’ l’effetto Placebo e’ un fenomeno reale, sia perche’ siamo abituati a selezionare gli elementi positivi di una esperienza e dimenticarci quelli negativi, Linus Pauling trae a suo dire estremo giovamento da questa overdose quotidiana di acido ascorbico. Linus si aumenta da solo la dose, da 3 grammi al giorno arriva fino a dodici e oltre , che rapportati alla dose raccomandata dell’epoca fan circa 184 volte 65 milligrammi; in poco tempo a suo dire non s’ammala piu’ di raffreddore ne’ di influenza. Nel 1970 e’ cosi’ certo che la cura preventiva funziona che pubblica un libro “Vitamin C and common cold” ed inizia la seconda vita del due volte Nobel: quella del crociato dell’acido ascorbico. Secondo le intenzioni di Pauling, una superdose quotidiana di vitamina C per tutta la popolazione avrebbe eradicato il raffreddore in pochi anni.

Il libro vende milioni di copie, nel 1971 viene ristampato con l’inserimento dell’influenza: “Vitamin C, common cold and flu” e continua ad andare a ruba. E milioni di americani (e non solo americani) cominciano ad ingurgitare grammi su grammi di vitamina C al giorno.

L’establishment scientifico e’ scettico e disorientato: Pauling e’ un mito, ma siccome la vitamina C e’ nota da decenni, siccome si son gia’ fatti studi abbastanza accurati sulle sue proprieta’ di antiinfiammatorio per la cura dell’influenza e del raffreddore, e siccome tutti questi studi non hanno portato alcun risultato positivo lo sconcerto e’ grande.

Lo sconcerto aumenta ancora di piu’ alcuni anni dopo. Dal 1971 Pauling e’ in contatto con un medico scozzese che -letto il suo “vitamin C and common cold“- lo contatta per dirgli che nel suo ospedale sta provando una cura per i malati di cancro. A base di vitamina C. Pauling e’ entusiasta, ed assieme al medico scrive numerosi articoli scientifici -tutti pubblicati su riviste prestigiose- e un libro, “Cancer and vitamin C“. Il target qui e’ ridurre come minimo del 50% le morti per cancro. Tutti i tipi. Usando solo la vitamina C.

Il resto del mondo scientifico legge gli articoli e prova a replicare i risultati. Tre distinti studi del Mayo Clinic che coinvolgono centinaia di pazienti con vari tumori risultano in nessuna evidenza che dosi fino a 10 grammi al giorno di vitamina C siano di qualche efficacia per la cura o l’alleviamento delle pene di malati terminali. Pauling si ribella, contesta i protocolli, il gruppo Mayo contesta i protocolli di Pauling ma in sostanza ad oggi non esiste alcuna evidenza scientifica che la vitamina C (somministrata sia per bocca che per via endovenosa) abbia effetti rilevanti sui pazienti affetti da tumore. Di recente un paio di articoli (uno e’ questo) hanno riportato buoni risultati in vitro, ma siamo sempre in territorio molto incerto e non e’ detto che il passaggio alla sperimentazione in vivo porti agli stessi risultati.

Linus Pauling muore a 94 anni, comunque, e muore di cancro alla prostata. I suoi sostenitori dicono che e’ campato cosi’ a lungo grazie alla vitamina C, chi lo contesta sostiene che s’e’ ammalato proprio a causa delle enormi quantita’ di vitamina che ingurgitava ogni giorno.

Linus Pauling e’ conosciuto oggi da due categorie di persone: chi ha studiato -soprattutto chimica o biologia- e chi si butta su qualsiasi terapia alternativa esca fuori. Basta che la scienZa ufficiale ne dica male, e allora deve funzionare per forza, perche’ le kattive multinazionali del farmako ci voglion negare la verita’.

E’ quindi molto ironico chiudere informandovi che il piu’ grande finanziatore dell’Istituto Linus Pauling per la promozione della vitamina C e’ stato sempre la Hoffmann-La Roche, enorme multinazionale del farmaco che ha fatto centinaia di milioni di dollari anche vendendo in tutto il mondo pastiglie di vitamina C.

 

 

Barney

Un evergreen che ci ricorda Don Quixote e i famosi mulini a vento

E’ la Teoria della Montagna di Merda, naturalmente. Per gli amici, la TdMdM.

Che dice, in sostanza, che il successo che otterrai nel convincere un fanatico delle scie chimiche, o un antivaccinista, o anche un credente col cervello apertissimo che prende per buone tutte le teorie scientifiche piu’ strampalate (a patto che siano venute fuori da ignoti cialtroni buffi che “fanno ricerca” in bui e umidi garage) che le sue idee sono stronzate sesquipedali e’ pari a zero.

Perche’ lui -forte della sua ignoranza totale da un lato, e della sua cieca fede nel magGico dall’altro- a ogni tua confutazione parte con altri argomenti pescati a  caso dal pozzo senza fondo di Internet, dai vortici di ignoranza di Youtube, dai siti personali del santone di turno.

E’ una battaglia persa, e il motivo e’ semplice: la competenza e’ molto piu’ faticosa dell’incompetenza. Studiare e capire sui libri costa sforzi e fatica. “Informarsi” su Youtube e’ un gioco da bimbetti. E i risultati si vedono…

Ecco qua di nuovo l’immortale scritto.

 

Barney

Merda a palate, ovvero: perche’ la gGente crede piu’ ai cacciaballe che agli scienziati

Oggi su Repubblica on line campeggiava questa notizia qua. Ossia, detta in sintesi: la gGente tende a credere molto di piu’ ai complotti, alle sciechimiche, al moto perpetuo, ai danni dei vaccini… piuttosto che a chi si mette di buzzo buono a cercare di spiegar loro che i complotti sono difficili da metter su e difficilissimi da scoprire (immaginati te dalla gGente!), le sciechimiche sono la condensa dei motori degli aerei, il moto perpetuo e’ una cazzata per qualsiasi verso scientifico lo si prenda, e i vaccini fanno molto, molto meno male delle malattie che prevengono.

Perche’ succede questo? Ce lo aveva gia’ spiegato anni fa Uriel Fanelli nel suo miglior post, quello oramai strafamoso della Teoria della Montagna di Merda (per gli amici, la TdMdM). La quale, sempre in estrema sintesi, fa cosi’:

Centomila milioni di scimmie che battono a casaccio su una tastiera finiranno, se battono per abbastanza tempo, per scrivere il miglior romanzo della storia. L’opera assoluta.

Questa cosa sembra confortante, quasi un invito a consentire a milioni di scimmie di scrivere su una tastiera. Il guaio e’ che l’enunciazione non parla degli effetti collaterali. Centomila milioni di scimmie che battono a casaccio su una tastiera produrranno si’ il miglior romanzo della storia, ma produrranno anche una catastrofica, cataclismica, gigantesca, sterminata, montagna di merda.

Le centomila scimmie della metafora sono i milioni di coglion visitatori quotidiani di siti e pagine facebook dai titoli esotici, tipo:

  • Scienza di Confine
  • Cieli Senza Scie Chimiche
  • Vaccini Basta
  • LoSai
  • Fuori da Matrix
  • Informare per Resistere
  • Nikola Tesla – IL SEGRETO
  • Aprite gli occhi

e mille altri simili produttori quotidiani di stronzate sesquipedali cui e’ obiettivamente difficile star dietro, dato che son legione.

L’articolo di Repubblica prende lo spunto da uno studio serio, liberamente scaricabile da qui, che non fa altro che certificare -numeri alla mano- quanto sia vera la TdMdM. Ossia: con l’avvento di Internet e’ facilissimo far credere ad un numero enorme di persone cose del tutto assurde, semplicemente giocando:

  • sull’asimmetria della conoscenza tra queste persone (che in genere non capiscono un cazzo delle cose di cui discutono) e chi quelle cose le studia veramente,
  • sull’uso di parole complicate (meccanica quantistica, sinestesia, fist fucking[1]…)
  • su paure ancestrali (la morte, la malattia, le multinazionali e massimamente $Big$Pharma…)
  • su concetti astratti ma inquietanti (il complotto, i grigi, il telecontrollo, le onde stiracoglioni[1], i solitoni dei buchi neri locali…)
  • sull’effetto branco (Tizio ha cliccato “mi piace”, Caio pure, devo farlo anch’io), che diviene una comunita’ chiusa autoreferenziale (il branco si protegge, e’ omogeneo, tetragono ai nemici esterni, tutti la pensano come il Leader Fuffaro).

La tecnica dei fuffari professionisti, quelli che raccattano adepti come il miele (o la merda) fa con le mosche, e’ mirabilmente spiegata da Uriel nella TdMdM: si parte con una affermazione apodittica (“I vaccini fanno venire l’autismo”), e se l’interlocutore ti dimostra che non e’ vero (e no: non e’ vero), si passa all’affermazione successiva: “Ma gli eccipienti al mercurio fanno venire il cancro”. Sbugiardata anche questa balla con fatica e citazioni di articoli scientifici, il fuffaro professionista invochera’ il tetratellurato di bismuto, poi il complotto demo-pluto-giudaico dei Savi di Sion, gli alieni dell’Area 51,  la macchinazione dei froci per mandare il gender al potere… fino magari a tornare con perfetto moto circolare all’affermazione iniziale. Con sempre piu’ gGente che a bocca aperta lo segue nelle sue evoluzioni di pestatore di merde, non capendo un cazzo -come da manuale del perfetto gentista- di vaccini, autismo e biologia in generale.

Il consiglio di Uriel e’ di lasciar perdere la discussione con questa gGente, anzi: dirgli subito sul muso che noi siamo dentro il complotto, noi siamo i Savi di Sion, siamo quelli che spargiamo le sciechimiche dagli aerei. Un po’ come si fa coi Testimoni di Geova, insomma: t’arrivano in casa, te gli sventoli sul muso la tessera di donatore di sangue dell’AVIS (o ancora meglio, una bella sacca di sangue congelato) e quelli in due balletti son gia’ al palazzo successivo.

Io -l’avrete capito- non ci riesco: mi metto a discutere con questa gGente e ne ricavo solo un modesto divertimento. Mi scordo sempre pero’ dell’antico adagio che perfettamente si applica a questo caso:

Mai lottare nel fango con un maiale. Vi sporcherete entrambi, ma al maiale piacerà.

Da non dimenticare poi che in genere il fuffaro capo ci guadagna, e alla grande. Come dicevano Lee Masters prima e De Andre’ poi, i venditori di olio di serpente han sempre guadagnato meglio dei medici:

[1] parole messe li’ a caso per vedere se siete svegli.

Barney