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The end

Forse il governo Serpeverde è arrivato alla fine.

Dico forse perchè anche dopo la sfiducia del CapitOne, recapitata stamani al Senato, non si può escludere l’ennesima giravolta.

Ma il paziente è messo parecchio male.

Stamani si sperticavano le spiegazioni sul perchè er Felpa avesse accelerato i tempi nelle ultime ventiquattro ore.

La vulgata classica dell’Homo sapiens medio, quello che dopo anni di televisione, serie TV, social media e reality show riesce ancora ad articolare un pensiero compiuto, è che nessuno della Lega ha voglia di prendersi la responsabilità dello sfascio dei conti che -come un muro di cemento armato- si avvicina a gran velocità al redde rationem del DEF di autunno. Lì anche il valligiano più convinto che la colpa di tutto è dei negri che ci invadono potrebbe avere un barlume di ragionevolezza, e accorgersi che la colpa è tutta dei politici. Inclusi quelli che ha votato lui.

Una lettura facile, con abbondanti dosi di verità, che sposo anche io assieme all’omino del mio cervello. Il quale però aggiunge anche la semi-bocciatura del Decreto Sicurezza bis, ieri promulgato da Mattarella “salvo intese” (come direbbero i Serpeverde) e con abbondante dose di schiaffetti al Ministro dell’Interno, il quale non l’avrà certo presa bene.

Quindi, elezioni a ottobre.

Forse.

Quello che è sicuro è che avremo l’invasione di tutti i mass media, più di quella attualmente in corso, con dirette Facebook dalle otto alle 22, senza soluzione di continuità. Con tanti bacioni ad amiche ed amici, e tante promesse che al prossimo giro, con le mani meno legate, vedrai come si risolvono i problemi della nazione!

A cominciare dai negri, ovviamente.

 

Nell’attesa, i Pulp: ci stanno sempre bene.

 

Barney

 

Lettera aperta all’amico grillino

Caro amico grillino. tu che alle elezioni del 2018 hai votato per Di Maio Premier (ma ti sei trovato con Conte Premier, e no: non l’hai scelto tu…) e che ti appresti a rinnovare la tua fiducia al MoVimento dopo quasi dieci mesi di governo in coabitazione forzata con i leghisti (che erano i tuoi nemici alle elezioni:

io in fondo ti capisco.

Capisco l’entusiasmo per la novità, capisco il rigetto del passato e capisco anche il prendere le distanze da quel passato, perché è prendendo le distanze che ci si distingue e ci si costruisce una verginità candida e pura, e allo stesso tempo si trova il colpevole di tutto quello che fino ad oggi è andato male: quelli di prima.

L’economia va male? Colpa di quelli di prima, che poi sono il PD -diciamolo-, per tutta una serie di ragioni, non ultima il loro avere accettato l’Euro (di Prodi) e avere perso la prerogativa di stampare moneta (da qua derivano signoraggio, aggiotaggio, abigeato, poteri forti, scie chimiche).

Manca il lavoro? Colpa della riforma del Jobs Act (del PD, e il nome fa davvero schifo al maiale, te ne dò atto).

Siamo in recessione, unico stato europeo? Colpa del PD (anche se non governa da quasi un anno).

Lo spread? Non è un problema, e comunque se lo fosse sarebbe colpa del PD.

La TAV? L’ha decisa il PD, così come la TAP e le trivelle. E anche le pubblicità del gioco d’azzardo. Poi basta fare una “costi-benefici” e passa la paura.

[Incidentalmente ti chiedo, amico grillino: farete la “costi-benefici” anche per salvare per la settima volta Alitalia, o non serve perchè la commissionereste direttamente ai dipendenti della compagnia di bandiera?]

Le buche di Roma? Frutto di anni di incuria, e sarà un caso ma molti di quegli anni vedevano il PD al governo della città.

Il crollo del ponte di Genova? Del Rio sapeva e non ha fatto nulla, e di che partito è Del Rio, eh?

Caro amico grillino, ti capisco. Ma ti ripeto che son dieci mesi che al governo c’è un Premier grillino -non eletto, nè scelto dalle Parlamentarie, ma son particolari-, che le leggi le fate voi assieme ai leghisti, e che le regioni in cui il PD conta ancora qualcosa si contano sulle dita di una mano.

Lo so, amico grillino, tetragono e speranzoso nel futuro descritto da Gianroberto Casaleggio nel suo delirante corto “Gaia“: a volte è difficile giudicare gli atti di questo governo. E allora chiedi tempo per capirci di più (magari fai anche te, da solo, una “costi-benefici”…), o svicoli su argomenti più semplici ed innocui (il tempo -a meno che non si parli di riscaldamento globale-, lo sport, Sanremo…), oppure rimarchi le cose buone fatte dai Serpeverde in questi dieci mesi, incluso il Reddito di Cittadinanza che io personalmente non ho capito come funzionerà, chi potrà chiederlo, quanto dura, con quali soldi si finanzierà.

[Infatti, non essendo grillino, non mi sono preso il tempo per studiare le carte. E quindi sono del PD -che non è vero, ma te lo lascio credere per comodità]

Ma è una cosa buona, alla fine.

Forse.

Perchè hai votato i 5 Stelle, alla fine? Secondo me perchè quelli che c’erano prima non ti rappresentavano, anzi: rappresentavano i poteri forti -le banche, l’Europa, le multinazionali, Bilderberg, la Trilateral Commission-, e hai pensato “beh, votiamo qualcun altro, qualcuno che non è banche, Europa, multinazionali, Bilderberg o Trilateral Commission. Uno come me”.

Ecco, il punto è proprio qua: hai votato uno come te, o come me (anche io non sono banche, Europa ecc ecc ecc), con la convinzione che siccome uno vale uno (ma due gambe è meglio, chiedete ai maiali di Orwell) chiunque può fare tutto. Basta essere onesto, impegnarsi, studiare le carte, chiedere a qualcun altro uguale a te o a me,che come te e me non sa di una certa cosa, e sperare che due ignoranze (o mille) sommate facciano un fine economista, un virologo, un ingegnere strutturale, financo un brillante Presidente del Consiglio (o Ministro dei Trasporti).

Caro amico grillino, la tua fede incrollabile nei tuoi eletti e nei metodi “partecipati” della politica dei 5 Stelle a me ricorda moltissimo un’altra categoria di persone -che da sempre mi affascinano-: quelli che credono a qualsiasi fuffa scientifica perchè l’ha detta qualcun altro rispetto al PD ai veri scienziati, che per loro sono l’equivalente di Renzi e della Bonino. Infatti, tutte le volte che ho la possibilità di interagire con questi credenti della Cargo Cult Science mi ritrovo a chiedergli: “Scusa, mica mica hai votato grillino, te?”, con risultati positivi che sfiorano il 90% di “Si” (conto anche le risposte non date, da persone che si risentono della domanda e svicolano parlando del tempo. Nel 100% dei casi in cui ho potuto controllare, avevano votato grillino: ogni pentastellato che si rispetti sfoggia il simbolo del partito sulla sua pagina facebook).

Amico grillino, ti capisco davvero. Hai visto nel nuovo che avanzava a grandi falcate la traduzione italiana del sogno americano, e come ogni americano che si rispetti hai voluto credere al sogno. Che però sogno rimane: prima o poi ci si deve svegliare, e fare i conti con la dura realtà che non ti permette di usare -ad esempio- i soldi del Monopoli per far fronte alle tue brillanti idee economiche. Prima o poi dovrai dare atto che chi come me considera le parole di un biologo superiori a quelle di una sciampista se si parla di vaccini non è del tutto pazzo, se stiamo parlando di vaccini e non di lavaggio di capelli (puoi sostituire biologo e vaccini con quello che ti pare, ad esempio “economista” e “manovra finanziaria”, “ingegnere” e “trasporti” e così via), e che se tutti abbiamo gli stessi diritti, non vuol dire che abbiamo anche le stesse competenze.

Speriamo sia prima che poi, perchè s’è fatta ‘na certa e un altro anno governati dai dogsitter non credo ce lo possiamo permettere.

Ah, prima che tu lo chieda: arriverà anche la lettera aperta all’amico del PD.

 

 

Tuo,

 

Barney

 

 

 

Caccia al cinghiale

Più della cattura dell’ultratrentennale latitante Cesare Battisti (di cui non si può che essere contenti) ha impressionato l’uso mediatico che il governo Serpeverde ha fatto della cosa. Certo, bello catturare un latitante (uno, eh? Ce ne sarebbero altre decine in giro per il mondo. Ma è obiettivamente un buon inizio, anche se si è iniziato da quello facile), ottimo metterlo in galera. Ma siamo sicuri che fosse necessario anche far perdere a lui -e non solo a lui- la dignità dovuta ad un essere umano?

Era soprattutto necessario il filmino da bimbominkia di Bonafede, con la musichetta in crescendo sotto, la presa delle impronte, la caserma scalcagnata, la foto segnaletica con le guardie che si alternano accanto al terrorista manco fossero a un matrimonio e dovessero fare la foto con la sposa? Che senso ha avuto, se non quello di masturbare l’ego del ministro e di pascere i seguaci grillini?

Stamani ho letto un commento di una sua elettrice:

“Un video non fa cineteca così come Bonafede non fa Orlando.
Ci sarebbe anche l’eccezione alla regola ma non c’azzecca.
Certo che se un video così l’avesse fatto Renzi mi avrebbe fatto cacare per traslazione.”

A parte le frasi affastellate alla stracazzo di cane, si noti immediatamente come alla parola 11 siamo già oltre il fatto commentato (il video di Bonafede) e dalle parti di “E allora il PD???“. Due righe e una ventina di parole dopo esce anche Renzi, e siamo a posto: il fatto è già dimenticato, concentriamoci su altro. Ovviamente il pezzo -giuro- si chiude con “Svegliaaaaa. E’ un’altra Italia, questa. O lo diventerà.

Certo, è un’altra Italia o lo diventerà: sarà questione di mesi, al massimo anni. Basta crederci, giustificare tutto quel che non ti piace dando la colpa a qualcun altro, e pregare la fatina dei dentini. Forse funziona, ma non credo. Magari in secoli, o al massimo in millenni.

Torniamo al video, che oltre a Bonafede vedeva protagonista -muto, per una volta: il regista non era uno del suo team, purtroppo…- l’altro ministro, quello che neanche padre pio (volutamente minuscolo) girava tanto il mondo per cercare una telecamera. Salvini, insomma, a prendersi il merito dell’arresto in quanto titolare degli Interni.

L’atmosfera e la scena dei due a Ciampino è stata sapientemente raccontata da Giuliano Ferrara in un tweet, questo:

ferrara

Lo vorrei leggermente modificare, il concetto.

Ferrara ha ragione quando parla di cani eccitati dal sangue della battuta di caccia, ma qua siam davanti non alla preda da trofeo: Battisti sembra invece il fagiano d’allevamento che compri dal macellaio e che al bar Sport spacci per qualcosa che hai catturato te. Siamo di fronte alla tronfia baldanza di due politici che pur di stare dietro alle loro agende social passano sopra alla dignità, anche alla loro dignità (per me, chiaro. Per i loro tifosi questo video sarà eccitante come un threesome su youporn, e Bonafede e Salvini sono i due novelli Rocco Siffredi).

Il video da bimbominkia non ci penso neanche a metterlo, poi i grillini si rieccitano, sporcano in terra e non sta bene.

 

Barney

La coerenza e il motoneurone slogato

Pare ci sia un consigliere regionale grillino (ma va?) del Lazio che oggi ha strolagato su scienza (kativa!111!!!uno!!) e politica (haragGione!!11!!!!), perché secondo lui la politica deve vincere sulla scienza, e soprattutto –soprattutto– la scienza ha da essere democratica.

Ovvero, traduco: si deve dare retta a tutte le campane, scie chimiche, cure magGiche contro il cancro -che non esiste tra l’altro, sapevatevelo-, rettiliani che sono tra noi, moto perpetuo e altro a piacere. La scienza mainstream è cattiva e ora che c’è la possibilità di revisionarla (perché in parlamento ci sono i coglion buoni) fisica e chimica ne vedranno delle belle.

Il clima è quello di un basso medioevo di scaramantici creduloni in crisi di astinenza dal loro dio personale, insomma.

E siamo solo all’inizio.

Siamo alle premesse anche del post, figuratevi voi dove andrò a parare…

Ma non vi preoccupate, la faccio brevissima.

Sappiamo tutti, credo, che il governo Serpeverde è scettico sulla questione vaccini. Il fantasmagorico Ministro della Famiglia, tale Fontana, oggi se ne è uscito con questa spettacolare dichiarazione che andrebbe scolpita nella pietra e appesa al collo di chiunque abbia votato Lega o MoviMento5Stelle “Dieci vaccini secondo me sono troppi. Ma non sono un medico“, a dire che lui personalmente apre la bocca per dare aria alla lingua, perché lo spazio tra le orecchie è intasato. E la maggioranza degli elettori è favorevole a questa visione del “facciamo un po’ come cazzo ci pare, tanto mica ci vuole la laurea per pontificare su immunologia e medicina, no?”.

Vaccini kativi perché secondo studi “alternativi” sarebbero causa di autismo, morte, distruzione, omosessualità e -presumo- anche buco nell’ozono. Qualsiasi tentativo di far ragionare questi antitutto -che, ricordiamocelo: vogliono poter decidere LORO cosa fare dei loro figli– è inutile, qualsiasi statistica gli si presenti viene usata per fare aeroplanini di carta o filtri delle canne, ogni parere scientifico è un complotto delle case farmaceutiche che vogliono fregarci.

Per dire, se io dicessi a un qualsiasi antivaccinista che quest’anno di morbillo solo in Italia sono morte 4 persone, riceverei uno sberleffo e un “si, ma quanti sono stati i casi di bambini morti per complicazioni da vaccino, eh?2???”, cui potrei rispondere “nel 2017 a fronte di 10 morti sospette, NESSUNA è stata ascritta alle vaccinazioni“, ma sarebbe inutile.

Insomma, avete capito: siamo di fronte a scienziati che sanno per certo che i vaccini sono troppi, che fanno male, che quindi bisogna fare come cazzo ci pare e scegliere se vaccinare o meno i bimbi.

Il caso vuole che gli stessi elettori del governo Serpeverde stiano esultando per un’altra norma che io definirei -fossi come loro- liberticida: l’obbligo di mettere in macchina il seggiolino salva-bambino, quello che avverte il genitore se scende di macchina e si dimentica del figlio. Non voglio certo negare l’importanza di salvare anche UNA SOLA vita all’anno, ma stiamo parlando di episodi fortunatamente sporadici, sia qua da noi che nel mondo. Episodi che per la loro tragicità arrivano immediatamente in prima pagina, ma riguardano numeri molto, molto inferiori rispetto ai piccoli morti di malattie contagiose che avrebbero potuto essere evitate semplicemente vaccinando.

Ma anche fossero -e meno male che non lo sono- decine i casi all’anno, non è che tutti dovremmo fare come cazzo ci pare, come coi vaccini? Non è che dovremmo scegliere dall’alto del nostro libero arbitrio se mettere in auto il dispositivo salva-bambino?

Perché dovremmo fidarci di chi IMPONE un aggeggio tecnologico che sicuramente emette onde elettromagnetiche?

Perché? Eh?

Me lo spiegate, elettori Serpeverde? Magari con parole vostre, e non di Travaglio?

Grazie.

 

 

Barney

 

La vera partita

Ogni giorno abbiamo un proclama nuovo di Salvini, cui risponde un filmatino da bimbominkia di Di Maio. Gli argomenti son sempre quelli: la sicurezza, gli immigrati, il decreto dignità, l’Euro… Ogni tanto c’è la variazione minima: l’Airbus di Renzi, l’ILVA di Taranto, il razzismo che non esiste anche se adesso lo sport nazionale è il tiro al negro, robe così, volte a pascere l’elettonto medio, felice di ritwittare Di Maio, o mettere miliardi di like al post di Salvini.

Tutto questo -è bene che gli ingenui elettori del governo Serpeverde lo sappiano- ha un solo scopo: fare melina e arrivare a maggio 2019.

Perché a maggio 2019 ci saranno le elezioni europee, ed è molto probabile che la combo dei sovranisti-razzisti-neofascisti vinca a mani basse, con l’obiettivo di distruggere l’Euro, l’Europa e probabilmente anche i trattati di scambio commerciale.

Un ritorno ai vecchi tempi delle Crociate, quando si stava benissimo perché non c’erano né vaccini né sciechimiche, e il popolo poteva essere tenuto nella più nera ignoranza, così da controllarlo meglio. Ora è veramente bello vedere le folle internettiane strolagare su tutto e tutti, forti della possibilità di reperire qualsiasi informazione in rete, e deboli della loro incapacità non dico a distinguere il culo dalle quaranta ore, ma financo a fare una “O” col bicchiere.

Tutto questo a valle delle dichiarazioni di Grillo secondo cui la democrazia è finita, basta votare, eleggiamo lagGente a estrazione, e a valle anche del fatto che le elezioni europee le vinceranno dei partiti che sono antiEuropa e anche anti elezioni.

Un po’ come far scegliere a dei pedofili i nomi dei maestri elementari, insomma.

Ma va bene così: è evidente che se la specie umana non riesce a distinguere tra un politico e un Salvini, è giusto che ci estinguiamo domani. Diamo tutto in mano a Orban, alla Le Pen, a Borghezio, e non pensiamoci più.

Tanto la colpa è sempre di chi c’è stato prima.

 

Barney

 

 

Perle ai porci, ovvero: come NON convincere leghisti e grillini che il problema più grande dell’Italia NON E’ l’immigrazione

L’altro giorno è stato pubblicizzato uno studio -scusate il termine- scientifico, di un team di Harvard capitanato da un italiano.

Gli articoli scientifici sono una palla, lasciatevelo dire da uno che li deve leggere per lavoro (in realtà a me divertono sempre, ma sono strano e si sa), e uno che parla di immigrazione e percezione del problema in un campione casuale intervistato in sei differenti stati del mondo presumo lo sia ancora di più (ancora più divertente, invece).

Allora il Corriere della Sera per una volta oggi ha fatto il lavoro che un giornale dovrebbe fare sempre: s’è fatto spiegare da Alberto Alesina, il capoprogetto dello studio, il contenuto del lavoro.

Ne è uscito un pezzo assolutamente equilibrato, che si pone -come ogni articolo scientifico dovrebbe fare- in posizione laterale rispetto al problema analizzato, e racconta in poche parole le metodologie, il campione statistico, i risultati. Poi si lancia addirittura in un commento, sempre laterale ed equilibrato, nella speranza che qualcuno che legge si faccia un’idea non preconcetta del problema.

Quale è, il problema? Come ho già detto, lo studio analizza la percezione dell’impatto dell’immigrazione usando un campione casuale abbastanza grande (più di ventimila persone, da sei diverse nazioni).

In pratica, alle persone che hanno accettato di partecipare allo studio sono state chieste un po’ di cose., La prima è stata fare una stima del numero di immigrati presenti nel paese del rispondente. Il risultato di questa parte dello studio è poco sorprendente, se seguite le urla quotidiane di Salvini: in cinque paesi su sei (l’Italia è nei cinque, ovvio) le persone hanno risposto con cifre TRE VOLTE superiori alla realtà. La Svezia fa un po’ meglio, e sovrastima di meno del 10% il valore reale (moltiplica per meno di 1,5 volte il dato assoluto, se vi interessa).

Un’altra domanda è stata: secondo te da dove vengono questi immigrati? Gli italiani hanno risposto che secondo loro almeno la metà sono musulmani. In realtà il dato ufficiale da’ una percentuale di musulmani del 30% e addirittura un 60% di cristiani.

Ancora: è stato chiesto se questi immigrati sono poveri, disoccupati, ignoranti più dei locali. Gli italiani hanno risposto “certo, sono negri, vedrai saranno anche capre”. La dura realtà ci dice invece che la percentuale di disoccupati è uguale a quella dei nativi, la scolarizzazione  quasi dieci punti meglio di quella percepita.

Potrei continuare con gli altri dati, ma il succo è molto semplice: c’è una disinformazione enorme rispetto al problema, che poi ammonta -nel nostro paese, ad oggi- a ben 45.000 (si, quarantacinquemila) persone da gennaio 2018. L’anno scorso, con Salvini sempre all’opposizione (in realtà c’è stato fino a un mese e mezzo fa) gli immigrati totali sono stati 175.000. In un paese di 60.000.000 di persone, fa percentuali dello zerovirgola, ma sono sicuro che se per caso un leghista fosse arrivato a leggere sin qui, non sposterebbe di un millimetro la sua granitica posizione (“Siamo invasi dai negri musulmani!!!”), perché un altro dato ricorrente è che in tutti e sei i paesi gli intervistati che si sono dichiarati di destra hanno sistematicamente cannato in peggio le loro stime, e anche questo sorprende poco.

La conclusione del pezzo del Corriere ve la copincollo, qualcuno forse dirà che è cerchiobottismo della migliore acqua ma secondo me è perfetta:

“È ovvio che l’Europa non può accogliere chiunque voglia entrare nei propri confini e vanno fatte scelte più eque tra i Paesi europei per le emergenze. Come è altrettanto ovvio che chi commette crimini vada espulso con rigore e prontezza, ed è necessario che la cittadinanza vada concessa con criteri chiari e rigorosi che rispondano alle esigenze del mercato del lavoro oltre che a criteri di moralità su cui la nostra cultura si basa. Ma se la discussione sull’immigrazione continuerà a basarsi su percezioni errate e stereotipate, su slogan urlati, «fake news», e dall’altra parte su sogni irrealizzabili di ammettere tutti, non si risolverà nulla. “

RAmen, che altro aggiungere?

Ah, si: i Germs…

 

Barney