Archivi categoria: raddrizzare le banane e’ il lavoro del futuro

La mia risposta alla crisi mondiale

The Wall

L’ultima uscita di Trump e’ un pezzo di vaudeville che farebbe schiattare di invidia Groucho Marx, fosse sempre vivo.

Il Ganassa col Parruccone straparla una volta di piu’ del muro con il Messico, ma lo fa in un modo che davvero -fossi americano- mi imbarazzerebbe quanto i discorsi in inglese di Silvio, come quello in cui… Ai considers des de fleg of iunaited steits nos only a fleg of e cauntry, bas is an iuniversal messag of fridom ev.. Dimocrasy per capirsi.

Ecco qua il video:

E’ tutto vero, non e’ una roba costruita col Photoshop, l’idea -come sentirete- e’ tutta del Ganassa che se ne bulla alquanto, ed e’ sicuro che oltre che redditizio il muro solare potra’ essere pure bello.

La mimica sul palco a me sembra quella d’un coglione che crede di avere appena dimostrato alla platea che il prossimo Premio Nobel per la Fisica ha un padrone: lui. Guardate come e’ tronfio quando racconta l’idea, quanto e’ pieno di se quando dice “my idea”, a sottolineare la genialita’ che solo dai suoi pori sprizza.

Come tutti i Ganassa, il POTUS non si rende minimamente conto della quantita’ di cazzate che dice.

E’, per l’ennesima volta, la dimostrazione che Dunning e Kruger hanno ragione da vendere.

E che loro si che si sarebbero meritati il Nobel…

 

 

 

Barney

Poche stelle, forse 5…

C’e’ una costante nello scenario politico italiano. Dopo ogni tornata elettorale i commenti dei leader di tutti i partiti si possono sintetizzare cosi’: abbiamo vinto alla stragrande noi, gli altri han perso (gne’, gne’).
Anche nelle evidenti sconfitte -penso alla puttanata del referendum renziano di fine anno scorso- i numeri vengono piegati alla illogicita’ della propaganda, negando l’evidenza e attaccandosi come patelle allo scoglio a zerivirgola guadagnati a Vergate sul Membro piuttosto che alle milionate di voti persi a Milano o Napoli.

Nelle amministrative le cose dovrebbero essere piu’ semplici: la cosa si risolve in un sindaco -o presidente di Regione- eletto assieme ad un consiglio comunale -o regionale-. Gli altri candidati alla stessa carica evidentemente hanno perso, e stop.

Per dire, domenica abbiamo avuto qualche centinaio di elezioni locali, e il risultato mi pare abbastanza chiaro: destra e sinistra con le loro coalizioni di mille partiti, e candidati a sindaco mediamente presentabili si sono spartiti la torta. I Grillini hanno rimediato mi pare tre o quattro comuni di secondaria importanza (si, uno e’ proprio Vergate sul Membro), e guadagnato il ballottaggio in una decina di altri posti.

Su 143 (centoquarantatre’) coumuni sopra i 15.000 abitanti a me pare una ciaffata sul muso che lèvati, ma evidentemente io sono strano perche’ la stragrande maggioranza degli elettori M5* sta analizzando il risultato “all’italiana”. Ossia, han vinto anche loro pur avendo espresso una minchia di primi cittadini.

La vulgata migliore che gira da qualche giorno e’ che l’unico partito che ha guadagnato percentualmente sono loro.

Bravi, fantastico.

Peccato che per eleggere un sindaco conta un cazzo che la tua lista prenda piu’ voti di tutte le altre, soprattutto se giochi contro coalizioni che sommano piccoli pezzi e ti superano regolarmente.

Altra roba che ho sentito e’ che loro -i Grillini- non sono molto conosciuti a livello locale. Io aggiungo che se il modo per farsi conoscere e’ esprimere un candidato a sindaco deciso da BeppeGrillo, magari nemmeno espressione di quel territorio dove si vota, magari sconosciuto anche ai duri e puri del Meetup beh… Auguri.

Ancora, si dice che si, a livello locale e’ cosi’, ma vedrai alle politiche. Certo: alle politiche spesso si vota per ideologia, perche’ qualcuno t’ha convinto che bisogna cambiare tutto (non si sa come, ne’ quando, ne’ perche’. No, anzi: perche’ si sa. Perche’ lo dice Beppe), e allora voti anche un DibBa qualsiasi, che avresti ritegno a fargli tagliare l’erba in giardino, ma tanto va a Roma, a cambiare (cosa? Quando? Come? Beppe!).

Le comunali di Roma e Torino dell’anno scorso sono la riprova che quanto ho scritto sopra non e’ del tutto sbagliato: Appendino e Raggi sono state elette non per loro qualita’ (magari le hanno, ma nessuno le conosceva. No, neanche i Grillini che le hanno votate) ma perche’ c’era da cambiare E soprattutto perche’ le ha candidate Beppe. Cambiare subito, e senza nemmen vedere chi avrebbe preso il posto dei vecchi. E il risultato non e’ tutto questo fantastico paradiso, ne’ a Roma, ne’ a Torino. Anzi.

Vabbe’, dai: aspettiamo i ballottaggi, cosi’ se tutto va alla grande i Grillini vanteranno un dominio incontrastato e segneranno la storia di questo paese.

Con ben 10-15 sindaci eletti su 143. Dai, un dieci per cento.
Non male per l’unico partito che ha aumentato le percentuali, ma che probabilmente non ha ancora capito come si governa, ne’ come si fa politica.

Pero’ potranno vantarsi di aver fatto davvero male a chi ha vinto, a forza di culate sugli scarponi che li prendevano a calci.

 

 

Barney

Il bene e il male

Il male oramai lo conosciamo tutti.

E’ l’olio di palma, che da ubiquo grasso saturo che stava davvero in ogni cosa si potesse mangiare s’e’ in pochissimi mesi ritrovato al bando da quasi tutti i prodotti. Meno -se non ho capito male- dalla Nutella. Che come ho gia’ avuto modo di dire a me fa schifo. Con o senza olio di palma.

Ma il resto dei prodotti confezionati da forno adesso sono venduti in confezioni su cui spicca bello grosso l’annuncio “senza olio di palma”. Addirittura alcuni prodotti hanno aggiunto sui pacchi la fondamentale informazione “da sempre senza olio di palma”. Che messa oggi fa ridere e non ti differenzia dalla massa, e tu creativo della domenica avevi a pensarci quattro o cinque anni fa. Vi sono annunci “senza olio di palma” credo anche sulle confezioni di pasta, sull’acqua minerale non so. Ma sull’acqua si e’ consumata la battaglia del sodio anni fa, quindi probabilmente non sembrava il caso di aprire pure quel fronte.

Il risultato non so quale sia dal punto di vista della nostra salute. Credo sostanzialmente nullo, visto che qualche altro olio saturo lo dovranno usare per fare i biscotti del Mulino Bianco, no? Dal punto di vista organolettico per me siamo andati in peggio, ma son gusti.

Vabbe’, abbiamo quasi del tutto eliminato il male, vivremo una settimana di piu’ e forse non piovera’ neanche.

E poi c’e’ il bene che ci aiutera’ a stare ancor meglio. La stevia.

Che sarebbe un dolcificante estratto da una pianta, con potere dolcificante ordini di grandezza superiore a quello dello zucchero. Pare ci sia una versione della Coca Cola (una vera Coca Cola, non un tarocco eh?) alla stevia, che si chiama “Life”. Il che mi interessa esattamente quanto mi interessa che nella Nutella ci sia olio di palma: nulla. Credo di aver bevuto un litro di Coca Cola in tutta la mia vita (quasi tutto mischiato con il rum), e ora come ora solo pensare al saporaccio della bevanda che ha reinventato Babbo Natale mi allappa la bocca. E poi ho visto chewingum alla stevia, gente che lo mette nel caffe’ al posto dello zucchero… un delirio. Io che in casa non ho nemmeno lo zucchero quasi quasi me ne compro una confezione cosi’, tanto per stare al passo coi tempi.

Peccato non si sia potuto sostituire l’olio di palma con la stevia, il male col bene: sarebbe stato il massimo.

Del marketing.

 

 

Barney

 

 

Posizioni politiche

Negli USA il nuovo POTUS sta mettendo in piedi un omogeneo gruppo di potere e di indirizzo che -in ultima analisi- non crede per nulla all’impatto antropico sui cambiamenti climatici. Questo e’ il nuovo presidente dell’EPA (il Ministero per l’Ambiente americano), quest’altro il consigliere scientifico di Donaldone, che addirittura e’ entusiasta dell’aumento della CO2 in atmosfera, perche’ le piante cresceranno meglio.

E allora, mentre aspettiamo che al Ministero della Ricerca venga nominato un creazionista (ci stiamo lavorando…) o un terrapiattista, a noi italiani non resta che concentrarci sulle iniziative scientifiche dell’ottimo (??!!!) pentastellato Bartolomeo Pepe, che ha organizzato per il 20 marzo prossimo un convegno su Scie Chimiche e Geoingegneria (anzi, il titolo e’ “Geoingegneria e Disinformazione“). Dopo i danni da vaccinazioni e prima di una analoga iniziativa su fusione fredda, moto perpetuo e motore di Schietti, ovviamente.

 

Barney

“Smetto quando voglio – Masterclass”, S. Sibilia (Italia, 2017)

Spolier: risparmiate i soldi, non ne vale la pena.

smetto-giusto

A mia parziale discolpa dico subito che ho approfittato del giorno “a cinque Euro”, che comunque son troppi per un film di cui non c’era assolutamente bisogno. Se lo trovare col mercoledi’ a due Euro, potrebbe forse andarvi meglio. Altrimenti anche no, grazie.

Due parole sulla trama. Inesistente, inconcludente, illogica sin dall’inizio: se qualcuno lo va a vedere si chieda cosa puo’ succedere tra l’inizio -che poi e’ DOPO la fine del film…- e quel che succedera’ nel TERZO episodio, gia’ girato. Poi me lo spieghi, grazie.

Hint: quanti mesi ha il figlio di Edoardo Leo, all’inizio? E come finisce il film?

Sidney Sibilia dopo il successo di “Smetto quando voglio” (una versione passabilmente de noantri di Breaking Bad, con tette e culi al posto della violenza) intervistato sulla possibilita’ di un sequel rispose cosi’:

Se faremo il sequel non ne faremo uno, ma il secondo e il terzo episodio insieme. Gireremo contemporaneamente il secondo e il terzo film […] il punto è che se vogliamo fare gli scemi, allora facciamo gli scemi bene. Funziona così. Si fa Reloaded e Revolution. Se deve essere una operazione facciamo l’operazione più para-americana, becera che fa ridere. Fatta bene, ma becera.

Ogni ammiccamento a Matrix (capolavoro) e ai due sequel (inutili puttanate da botteghino) e’ voluto, ma il risultato e’ lontano anni luce dalla trilogia dei fratelli Wachowski (che ora sono un fratello e una sorella, e gia’ questo dovrebbe far capire che forse era meglio fermarsi prima…).

Ogni velleita’ di fare gli scemi e’ fallita in principio: farai i soldi, Sibilia, ma qua da ridere c’e’ pochino, e pure di becero.

Si ride davvero poco e con battute scontate, non c’e’ un briciolo delle idee che ogni tanto spuntavano dal primo film, tanto che Sibilia non trova di meglio che aggrapparsi a continui flashback (cosi’ si risparmia pellicola e si cerca anche di spiegare qualcosa a chi il primo non l’ha visto), ma soprattutto la storia non tiene neanche se ci spari sopra del cemento armato, e il capitolo tre non potra’ che essere ancora peggio, viste le premesse e visto che l’hanno girato assieme a questo troiaio qua.

Ben mi sta: non avrei mai dovuto farmi tentare dal biglietto scontato, avrei dovuto nasare l’operazione soldi facili, il biscottino dato a un pubblico oramai abituato solo alle serie, ai reality e a Sanremo, la ciofeca dopo il discreto fraseggio a centrocampo.

Perche’ invece di smettere davvero han continuato?

Voto complessivo: tre e ci stai larghino.

 

Barney

 

 

Una cosa per cui vale la pena aver pagato il canone RAI

La scorsa settimana Presa Diretta si e’ occupata dei santoni ciarlatani che promettono di curare qualsiasi male o non facendo nulla (il mistico Ryke Geerd Hamer di fottuta memoria, vecchio nazista sparaballe che ha sulla coscienza morti a palate), oppure iniettando bicarbonato di sodio (il contumace Tullio Simoncini, pluri radiato da un albo dei medici che dovrebbe essere chiuso per quanto e’ inutile). Del primo ho gia’ scritto parecchio, e tutte le volte che mi capita sott’occhio non mi capacito di quanti si rivolgano a questo delinquente matricolato, di come si possa nel duemiladiciassette stare a sentire uno che spara tali e tante stupidaggini mediche da fare impallidire “Mr. Stamina” Vannoni. Uno che parte dicendo che ha scoperto le cinque leggi fondamentali della biologia a me fa venire in mente piu’ un pericoloso fanatico che un genio. Infatti -ripetiamolo a favore dei credenti fanatici che tanto non crederanno a una parola di quel che dico io, che non sono il loro dio- il vecchio nazista ha ammazzato direttamente o indirettamente almeno 160 persone, io dico dieci volte di piu’. E continua a far morire la gente da uno sperduto paesello norvegese dove s’e’ rintanato e non si capisce perche’ nessuna polizia l’arresti.

Tullio Simoncini e’ forse -se possibile- peggio di Hamer. Il tedesco ti ammazza non facendo niente, lascia fare alla malattia (che per lui non esiste, se il paziente muore e’ perche’ non ha superato lo stress psicologico di un trauma emozionale: Mavaffanculo, vai…), Simoncini ti uccide direttamente, iniettando nel tuo corpo siringate di acqua e bicarbonato di sodio, perche’ lui e’ convinto che tutti i tumori siano dovuti alla Candida albicans, e quella si ammazza con il bicarbonato. I morti ascrivibili direttamente a Simoncini sono almeno 4, ma dato che oramai ha tirato su una specie di franchising mondiale questo numero e’ certamente una drammatica sottostima. E il farabutto guadagna decine di migliaia di Euro a paziente, con la sua truffa.

Nei giorni scorsi, come reazione al programma di Iacona, su Usenet e’ stato un fiorire di messaggi da parte di fiancheggiatori e seguaci di questi e altri santoni. Uno molto emblematico, che rispecchia totalmente il comportamento standard di questi fuffari da galera, era strutturato piu’ o meno cosi’:

  • La chemio uccide piu’ del cancro (affermazione falsa, in genere supportata da link a questo articolo di Lancet che nessun ciarlatano ha ovviamente mai letto oltre l’abstract);
  • Big Pharma guadagna un monte di soldi dalla chemio (vero, e invece Simoncini che vende flaconi di acqua distillata e bicarbonato di sodio a 18.000 Euro a ciclo e’ un filantropo altruista…);
  • La percentuale di successo del santone “x” -con x a vostra scelta- e’ sempre del 95%. Mai del 100%. Pero’ anche la chemio ne ammazza tanti, quindi che vuoi che sia il 5%? (dato del tutto inventato dal cialtrone di turno. Nella realta’ non esiste alcuna prova che un qualche malato VERO sia guarito grazie alle cure di un santone).

L’aggressivita’ di questi fuffari e’ a mio avviso parecchio aumentata negli ultimi anni: si sentono intoccabili (e purtroppo spesso lo sono), grazie ad albi professionali -ripetiamolo- indecenti, ad una giustizia lenta e cieca, e soprattutto grazie alla vergogna della gente che dopo avere sofferto per la morte di un suo caro spesso non ha la forza di rivalersi sul ciarlatano. E’ purtroppo lo specchio di un tempo in cui mancano figure di riferimento, in cui la scienza e’ insegnata dai video dell’Universita’ di Youtube, e la gente si sente -per ragioni a me incmprensibili- in grado di capire tutto, dalla fisica quantistica alla biochimica, avendo se va bene un diploma di liceo preso con la formula “4 classi in una”.

Per questo programmi come quello di Iacona della scorsa settimana andrebbero proiettati nelle scuole. Quella puntata io la farei girare tra le medie e i licei. Farebbe molto meglio ai nostri figli di quello spettacolo gender che dice stia girando l’Italia e che tanto ha scandalizzato Adinolfi e compagnia latrante.

Spettacolo di cui mi importa francamente una ceppa, e mi si scusera’ il francesismo.

 

Preferisco Margo che canta “Powderfinger”.

E la medicina ufficiale.

 

 

Barney

 

Il regalo di Natale perfetto

Ieri, girovagando per le poche librerie rimaste aperte a Lucca alla ricerca degli ultimi regali, mi sono imbattuto in questa roba qua:

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La faccia del povero Terrier (o altra razza di cane da calcio) in copertina la dice lunga su quanto questi 15 pratici progetti a maglia faranno contento il nostro povero amico a quattro zampe. Se non sbaglio la bestia disperata si trova sui binari di un trenino, in attesa della locomotiva che porra’ fine alla sua sofferenza e alla vergogna di dovere indossare un cazzo di cappottino fatto dalla padroncina.

Speriamo almeno che oltre al cane ella non abbia pure figli, che gia’ mi immagino come lo stesso progetto “Jack Russell” si possa abbinare anche al povero figliolo di tre anni, con l’effetto “pendant” da ricovero coatto in psichiatria per la signora sferruzzante.

 

Non l’ho comperato, tranquilli: non ci sono persone che disprezzo cosi’ tanto.

 

Barney