Perle ai porci, ovvero: come NON convincere leghisti e grillini che il problema più grande dell’Italia NON E’ l’immigrazione

L’altro giorno è stato pubblicizzato uno studio -scusate il termine- scientifico, di un team di Harvard capitanato da un italiano.

Gli articoli scientifici sono una palla, lasciatevelo dire da uno che li deve leggere per lavoro (in realtà a me divertono sempre, ma sono strano e si sa), e uno che parla di immigrazione e percezione del problema in un campione casuale intervistato in sei differenti stati del mondo presumo lo sia ancora di più (ancora più divertente, invece).

Allora il Corriere della Sera per una volta oggi ha fatto il lavoro che un giornale dovrebbe fare sempre: s’è fatto spiegare da Alberto Alesina, il capoprogetto dello studio, il contenuto del lavoro.

Ne è uscito un pezzo assolutamente equilibrato, che si pone -come ogni articolo scientifico dovrebbe fare- in posizione laterale rispetto al problema analizzato, e racconta in poche parole le metodologie, il campione statistico, i risultati. Poi si lancia addirittura in un commento, sempre laterale ed equilibrato, nella speranza che qualcuno che legge si faccia un’idea non preconcetta del problema.

Quale è, il problema? Come ho già detto, lo studio analizza la percezione dell’impatto dell’immigrazione usando un campione casuale abbastanza grande (più di ventimila persone, da sei diverse nazioni).

In pratica, alle persone che hanno accettato di partecipare allo studio sono state chieste un po’ di cose., La prima è stata fare una stima del numero di immigrati presenti nel paese del rispondente. Il risultato di questa parte dello studio è poco sorprendente, se seguite le urla quotidiane di Salvini: in cinque paesi su sei (l’Italia è nei cinque, ovvio) le persone hanno risposto con cifre TRE VOLTE superiori alla realtà. La Svezia fa un po’ meglio, e sovrastima di meno del 10% il valore reale (moltiplica per meno di 1,5 volte il dato assoluto, se vi interessa).

Un’altra domanda è stata: secondo te da dove vengono questi immigrati? Gli italiani hanno risposto che secondo loro almeno la metà sono musulmani. In realtà il dato ufficiale da’ una percentuale di musulmani del 30% e addirittura un 60% di cristiani.

Ancora: è stato chiesto se questi immigrati sono poveri, disoccupati, ignoranti più dei locali. Gli italiani hanno risposto “certo, sono negri, vedrai saranno anche capre”. La dura realtà ci dice invece che la percentuale di disoccupati è uguale a quella dei nativi, la scolarizzazione  quasi dieci punti meglio di quella percepita.

Potrei continuare con gli altri dati, ma il succo è molto semplice: c’è una disinformazione enorme rispetto al problema, che poi ammonta -nel nostro paese, ad oggi- a ben 45.000 (si, quarantacinquemila) persone da gennaio 2018. L’anno scorso, con Salvini sempre all’opposizione (in realtà c’è stato fino a un mese e mezzo fa) gli immigrati totali sono stati 175.000. In un paese di 60.000.000 di persone, fa percentuali dello zerovirgola, ma sono sicuro che se per caso un leghista fosse arrivato a leggere sin qui, non sposterebbe di un millimetro la sua granitica posizione (“Siamo invasi dai negri musulmani!!!”), perché un altro dato ricorrente è che in tutti e sei i paesi gli intervistati che si sono dichiarati di destra hanno sistematicamente cannato in peggio le loro stime, e anche questo sorprende poco.

La conclusione del pezzo del Corriere ve la copincollo, qualcuno forse dirà che è cerchiobottismo della migliore acqua ma secondo me è perfetta:

“È ovvio che l’Europa non può accogliere chiunque voglia entrare nei propri confini e vanno fatte scelte più eque tra i Paesi europei per le emergenze. Come è altrettanto ovvio che chi commette crimini vada espulso con rigore e prontezza, ed è necessario che la cittadinanza vada concessa con criteri chiari e rigorosi che rispondano alle esigenze del mercato del lavoro oltre che a criteri di moralità su cui la nostra cultura si basa. Ma se la discussione sull’immigrazione continuerà a basarsi su percezioni errate e stereotipate, su slogan urlati, «fake news», e dall’altra parte su sogni irrealizzabili di ammettere tutti, non si risolverà nulla. “

RAmen, che altro aggiungere?

Ah, si: i Germs…

 

Barney

8 pensieri su “Perle ai porci, ovvero: come NON convincere leghisti e grillini che il problema più grande dell’Italia NON E’ l’immigrazione

  1. Pingback: Dati da fare | Appunti di viaggio

  2. mikahel369

    Lo 0.05% di marcio in una mela, rovinerà la mela, o il 99.95% riuscirà a riparare il marcio?
    La mela non ha coscienza di se, o ne ha poca, il popolo ne ha quindi parrebbe un paragone lacunoso, eppure co e lei avrà capito viviamo in una società telecomandata ed asociale, per cui il marcio imperversa (basta leggere le notizie di cronaca che il corriere nasconde sugli immigrati clandestini).
    Vero è che non sono tutti muslims, e immagino che anche tra i cristiani ci siano molti di nome ma non di fatto, ma la propaganda dei muslims (e non dei cristiani) è stata fatta da quelli che vogliono gli immigrati a tutti i costi (corriere compreso) e sono i sabotatori della società, prima fra tutte la società multicolturale che dovrebbe manifestarsi da sola, non perché le Ong di ZorroZ (Soros e Debenedetti sono soci) e la Spectra vogliono che sia così.
    Gli studi universitari devono tenere conto di chi paga loro le scarpe da ginnastica, le cattedre e molto altro ancora.
    Saluti, Mikahel.

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    1. Barney Panofsky Autore articolo

      Ognuno è libero di essere preoccupato di ciò che vuole. È compito dell’informazione fornire basi oggettive perché la gente sia in grado di mettere in fila i problemi. Io sorrido all’ipotesi di complotto Soros-Debenedetti, e mi preoccupo che lei non si preoccupi delle ingerenze russe su tutti i movimenti nazionalisti mondiali, inclusa l’Italia.

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      1. mikahel369

        Diciamo che li ho visti e non sottaciuti, i Russofili, ma non toglie che la coppia soros-demaledetti sia una catastrofe umanitaria, il male impersonificato.
        daltronde i russofili sono la naturale risposta all’aggresione mediatica dei dem.

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  3. Barney Panofsky Autore articolo

    Quello è un altro punto di vista. La marea nazionalista è funzionale alla disgregazione dell’Europa, che fa piacere sicuramente a Putin. Che l’immigrazione sia UNO dei problemi è innegabile, che stia dietro il decimo posto in una classifica di problemi può essere discutibile, che sia il primo è una cazzata.

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    1. mikahel369

      Io la vedo diversamente, il nazionalismo nasce per le spinte esterne, cosi accadde con Hitler (voluto dai sinistri personaggi della finanza ebraico-americana) cosi accade oggi.
      Da questo punto di vista l’immigrazione è il punto principale, perché tocca usi e costumi dei cittadini che ovviamente si rivolgono al nazionalismo per autodifesa.
      Il problema economico gli italiani lo hanno ignorato da anni, da mani pulite in poi, non siamo tedeschi a noi basta avere le ferie ed il weekend libero, i soldi sono secondari, ed e in questo caso sarebbe giusto gli Italiani si riolgesero al nazionalismo, visto che è stata la spinta sionista-tedesca (oggi con la Merkel, prima con Kholl) e innescata nel panfilo del Britannia sempre con zorroz and co.. a creare i presupposti per l’avanzata dei comunisti che poi hanno disgregato l’economia, massacrato a colpi di tasse aziende ed imprenditori e quindi distrutto il gioiello Italia di Craxi (ladro intelligente) che aveva portato l’Italia a 4 potenza mondiale.

      Possiamo discutere quanto ti pare sui Russi, ma per ora il nostro problema viene da West e M. East.

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