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Lo scaldabagno

Allora, dopo tre anni di “oggi no, domani forse, dopodomani di sicuro“, ieri finalmente Andrea Rossi ha ottenuto il suo primo brevetto per l’accrocchio inguardabile (™, ® e © miei) che lui chiama “E-Cat” e che sarebbe una specie di reattore nucleare a bassa energia ma ad altissimo rendimento che “oggi no, domani forse, dopodomani di sicuro” ci affranchera’ dal giogo dei petrolieri. Grazie alla fusione fredda, o LENR, o come minchia si chiama questo mese quella roba la’.

Peccato -per gli entusiasti Monaci Diacci Marmati degli Ultimi Giorni- che il brevetto sia stato riconosciuto ad un bussolo (sinonimo di accrocchio inguardabile) entro cui scorre acqua, che viene scaldata attraverso una reazione chimica (lo dice lui, mica io!) tra litio e idrogeno, i quali reagirebbero grazie alle proprieta’ endocroniche della tiotimolina risublimata al nickel che funge da catalizzatore. Nickel che fino a ier l’altro era il “carburante” della reazione, ossia l’elemento che reagiva; peraltro la reazione era nucleare, e trasmutava il nickel stesso in un suo rarissimo istopo e in rame. Ma solo di venerdi’ dei mesi che finiscono in “o”. Nei mesi pari tale reazione nucleare (o chimica, a scelta del lettore) emetteva raggi Gamma, che nei mesi dispari termalizzavano su uno scudo di piombo Il quale scudo, va detto, risultava essere in grado di sopportare temperature ben superiori al punto di fusione del materiale per motivi che per questioni di proprieta’ intellettuale nessuno vi potra’ mai spiegare. In tutti gli altri periodi dell’anno si potevano cuocere salsicce sull’oggetto acceso, senza alcun problema di radiazioni.

Pero’ niente paura: anche oggi, come sempre il bussolo garantisce (parole di Rossi, ovviamente) un rendimento pari a sei volte l’energia immessa.  Se ti va male, perche’ spesso fai anche un par di chilometri al litro in piu’, specie se sei in discesa e col vento a favore. La moltiplicazione dei pani e dei pesci? Bischerate da dilettanti…

Non sono ubriaco, ve l’assicuro. Ho cercato di sintetizzare lo status quo delle “ricerche” di Rossi prima di lasciarvi estasiati all’ammirazione del brevetto.

Le voila’, mesdames et messieurs:

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Io nutro profonda ammirazione per il modo con il quale l’uomo gestisce il circo che e’ riuscito a mettere su, e profondo disprezzo per le sue sboronate da Nobel in pectore che non si rende conto di quanto egli rappresenti la prova vivente della bonta’ delle teorie di Dunning e Kruger, ma c’e’ chi lo ammira senza “se” e senza “ma”, che fa l’esegesi terzarolata di quanto egli (anzi: Egli) dice e scrive, c’e’ chi infine aspetta imperterrito e fiducioso il magGico “Gattone” sugli scaffali dei Leroy Merlin. Oggi no, domani forse, dopodomani di sicuro.

Per un’approfondimento di parte opposta alla mia, inveterato scettico che alla fatina dei dentini ha smesso di credere anni fa, non c’e’ che l’imbarazzo della scelta:

Uno

Due

Tre

Cavallo, carrozza e re:

Barney

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La fuffa brevettata non e’ meno fuffa della fuffa liscia

Ieri e’ stato finalmente svelato il brevetto che e’ stato applicato al fantasmagorico E-Cat, l’aggeggio che secondo i Monaci Diacci Marmati degli Ultimi Giorni dimostra mandatoriamente (non vi preoccupate, chi ha da capire capisce…) che la fusione fredda esiste, Andrea Rossi e’ il suo profeta, e tutti gli scettici del mondo dovranno inchinarsi al nuovo fuoco che scaldera’ le nostre vite non da oggi, non da domani, ma di sicuro vedrai dopodomani esce sul mercato.

Un mesetto fa era stato “pubblicato” il reportindipendente” “di terze parti” che avrebbe dovuto provare mandatoriamente che l’E-Cat funziona. Potete aggiungere “col cazzo” ad ogni frase tra virgolette, per ottenere il giusto significato delle affermazioni secondo l’omino del mio cervello: un report scientifico non si pubblica su un sito-blog, se e’ indipendente l’inventore non si avvicina neanche al setup sperimentale (figuriamoci se ci puo’ mettere le mani sopra), e per essere terza parte rispetto all’inventore stesso devi almeno NON avere partecipato all’altro inutile test che si e’ dimostrato fuffa. “Col cazzo”, quindi, che il report e’ pubblicato, indipendente e di terze parti.

Ma andiamo avanti: oggi c’e’ il brevetto da analizzare, del #thirdpartyreport #cimportanasega.

Perche’ secondo i Monaci Diacci Marmati, se brevetti qualcosa, allora quella cosa e’ sicuramente funzionante.

Evito di andare sul tecnico, perche’ molti piu’ preparati di me hanno gia’ evidenziato dove il report fa acqua e dimostra proprio il non funzionamento dell’accrocchio, e mi concentro in queste ultime cinquanta righe (meno, meno… tranquilli!) sul brevetto e sul perche’ esso puo’ invece essere la prova che Rossi sta producendo fuffa a getto continuo.

Qualcuno dei miei due lettori si ricordera’ della storia del Quadro Tracker. Chi non l’ha mai sentita non ci credera, ma e’ tutto vero. Oggi il Quadro Tracker NON si puo’ piu’ vendere negli USA, perche’ e’ stato dimostrato che l’aggeggio e’ un pezzo di plastica con una antenna di rame collegata al nulla e -ovviamente- non alimentata. Sandia (come dire uno dei laboratori di fisica migliori al mondo) ha dimostrato che tra il Quadro Tracker e una bacchetta da rabdomante non c’e’ alcuna differenza, e gli stessi risultati si ottengono anche tenendo in mano un topo morto. Caso chiuso, almeno negli USA.

Ma…

Esiste un’altra azienda che invece e’ ancora sul mercato, e vende aggeggi dichiarando che con questi si scoprono persone vive a 500 metri di distanza. Funzionano anche sotto le macerie, secondo l’azienda, e si basano su tecnologie coperte da otto brevetti differenti. Bene: anche qui prove veramente terze (ancora i Sandia National Laboratories!) hanno dimostrato che il LifeSaver non funziona (meglio usare un cane, se si cercano superstiti sotto le macerie), eppure anche oggi negli USA si possono comperare questi aggeggi, a caro prezzo. Come direbbe Rossi, il mercato ha scelto, e ha scelto la fuffa.

Perche’?

Perche’ sopra quegli accrocchi immondi ci sono otto brevetti, e le persone si fidano dei brevetti anche se essi sono assegnati per cose del tutto inutili e non funzionanti. Pero’, cazzo! Otto brevetti, mica li danno a caso, no? Deve funzionare!

Ecco, vi sconvolgera’ sapere che no: non bastano i brevetti per far si che una invenzione fantasmagorica funzioni. Come non basta dire che esistono i draghi rosa a pallini blu per dimostrare che esistono i draghi. Con o senza pallini blu, ovviamente.

Leggetevi questo illuminante articoletto sui brevetti assegnati a quelle che si chiamano inoperable inventions, e alla fine capirete perche’ m’e’ venuto in mente proprio lui leggendo l’ennesima fuffa al cubo tirata fuori per “spiegare” (nella diciottesima maniera differente, peraltro) il “funzionamento” dell’E-Cat.

Ve lo dico io perche’ funziona, se funziona: e’ magia!

Barney

Vecchia fuffa iraniana e nuove interrogazioni parlamentari

[Premessa per l’On. Vatinno: qua NON SI PARLA DI LEI, puo’ evitare la solita minaccia di querela e le richieste di risarcimento.Grazie, e saluti]

L’avevo scritto poche settimane fa, che m’aspettavo una interrogazione a risposta scritta anche nel caso – Keshe. Che e’ in sostanza un fuffaro iraniano che sostiene di avere scoperto una tecnologia che fa tutto: dal viaggio interplanetario alla cura per il cancro. Passando -occorre dirlo?- per la generazione di energia gratuita e illimitata.

Ecco, si sappia che qualcuno il 13 dicembre 2012 ha provveduto a colmare lo iato tra idea e azione. Il nome del coraggioso e’ Fabio Meroni, il partito e’ quello della Lega Nord. L’interrogazione e’ scarna e precisa e -incredibile dictu!- ha gia’ avuto risposta. Che non e’ “puppa!”, ma quasi…

Barney

Aggiornamento sulla Chiesa dei Monaci Diacci marmati degli Ultimi Giorni

That’s cold fusion, indeed!

 

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Piezonuclear reactions take place every time you break a stone. Keep it in mind, you moron!

 

Rossi ha comunque -pare- dichiarato che a luglio consegnera’ in Europa il secondo impianto. Non c’e’ verso di sapere DOVE e A CHI abbia consegnato il primo, ne’ l’anno in cui avverra’ la seconda consegna, ma sono certo che i Monaci Diacci Marmati degli Ultimi Giorni sono gia’ li’ ad aspettare l’epifania. Contenti loro…

 

Barney

Il marketing che vuole vendere un sogno (e NON fottervi il cervello…)

Qualche giorno fa discutevo elettronicamente con un ex collega -ora pesantemente coinvolto in un $enorme$ progetto di ricerca internazionale- dell’importanza della divulgazione, verso il pubblico generalista, del rapporto costi/benefici delle grandi imprese tecnologiche.

La gGente, infatti, percepisce molto facilmente il costo complessivo della ricerca (perche’ magari glielo dice un giornalista): e’ un numero, spesso molto grande, buttato li’ senza pietre di paragone ne’ risultati attesi e impatti sulla popolazione. Difficile e’ convincere il pubblico che quei soldi frutteranno esponenzialmente in conoscenza, miglioramento del tenore di vita, aumento della sicurezza e via dicendo.

Dire che ITER costera’ DIECI MILIARDI DI EURO (forse, ma e’ probabile ne costera’ molti di piu’…) fa una certa impressione, cosi’ come dire che la missione BepiColombo, che dovrebbe portare due sonde in orbita attorno a Mercurio, e’ stata recentemente “aggiornata” come costi a un miliardo e quattrocento milioni di Euro. C’e’ la crisi, i soldi mancano, e sprecarne cosi’ tanti in ricerche di cui non si comprende appieno la portata e l’impatto sulle nostre vite e’ visto dalla massa come una bestialita’.

E’ inutile far notare come molte delle persone che sbraitano e ululano allo spreco di milioni di Euro sarebbero piu’ che ben disposte a chiudere entrambi gli occhi, se quelle stesse cifre finanziassero la fusione fredda, la ricerca sull’omeopatia e la realizzazione della raddrizzatrice automatica di banane. Cosi’ come e’ inutile sottolineare che con una missione spaziale ci si fanno una decina di chilometri di autostrada, se va bene.

Piu’ utile mi sembrano iniziative come quella che vedete qua sotto. E’ un videoclip in cui un famoso astrofisico perora la causa dell’esplorazione spaziale in un modo che non penso possa lasciare indifferenti:

Paolo Attivissimo ha tradotto il discorso di Neil deGrasse Tyson, cosi’ che tutti possano godere del messaggio davvero bello, e pensarci un po’ su.

Ovviamente, il ricercatore riempie di retorica e di luoghi comuni i cinque minuti di speech, ma credo che il messaggio finale sia corretto, alla fine.

 

Barney

Servizio Pubblico: traduzione in italiano corrente dell’ultimo camion di puttanate dichiarate da Andrea Rossi in un’intervista in inglese (TERZA ED ULTIMA PARTE)

Dopo la puntata numero uno, e la numero due, continuo nella titanica operazione di traduzione dall’inglese all’italiano del Rossi-pensiero espresso in questa intervista su Oilprice.com.

RIbadisco che “JB” e’ l’intervistatore James Burgess, e “AR” e’ – ma va?- Andrea Rossi. “NdB” (Nota del Bischero) definisce invece l’intervento mio, che -per comodita’ dei leghisti e dei veri credenti della Chiesa del Monaco Diaccio Marmato degli Ultimi Giorni– e’ colorato in rosso.

C’eravamo lasciati con Rossi che dava i numeri per quel che riguarda i prezzi di vendita dell’E-Cat domestico (10 kW per 900$) e per il device “industriale” da 1 MW (1,5 Milioni di $).

JB: E dove saranno venduti? CI sara’ bisogno di venditori specializzati per poi installarli, oppure potremmo letteralmente prendercene uno dallo scaffale del negozio, portarlo a casa e attaccare la spina?

AR:Circa un mese fa dissi che gli E-Cat sarebbero probabilmente stati distribuiti entro 18 mesi, e che sarebbero stati sperabilmente in commercio in qualche mese dell’inverno successivo. [NdB: mi pare che la domanda fosse chiara: DOVE SARANNO VENDUTI? Rossi non ha risposto, mi pare, eh?] L’installazione di un E-Cat e’ davvero semplice. Qualsiasi idraulico, o operaio, puo’ essere addestrato ad installarne uno a casa.

JB: Ma quanti E-Cat ha venduto sino ad oggi? Ci puo’ dire qualcosa di piu’ rispetto a chi sono i suoi clienti? [NdB: vediamo se ho i poteri. Secondo me Rossi dice che per motivi di riservatezza non puo’ dire nulla.]

AR: Quando saremo in grado di dire i nomi dei nostri clienti, lo faremo. Il tempo non e’ ancora giunto. Lei puo’ immaginare cosa potrebbe succedere ai nostri clienti se noi dessimo i loro nomi in pasto al pubblico? [NdB: beh, mi piace vincere facile. E vedo che anche AR ha un omino del cervello: parla sempre in prima persona plurale “noi qui, noi la’”… Ma intanto di “loro” s’e’ visto solo lui :-).]

JB: Se lei sta parlando di usare l’unita’ domestica come sistema di riscaldamento, non sarebbe piu’ efficiente usare l’E-Cat come rimpiazzo per una caldaia sanitaria convenzionale, piuttosto che produrre elettricita’ per far funzionare una macchina che poi scalda l’acqua? [NdB: incredibile a dirsi, JB ne imbrocca un’altra, di domande giuste. Sara’ mica impazzito? :-). Ah, la mancanza di nesso tra questa domanda e la risposta precedente e’ presente nel documento che sto usando, non l’ho inventata io.]

AR: La nostra visione [NdB: liberta’ di traduzione, secondo me e’ meglio di “policy”, che qua non ci incastra nulla] attuale e’ di applicare l’E-Cat ad una caldaia esistente. Sara’ utilizzato per fornire calore ad una abitazione, tuttavia un boiler sanitario tradizionale sara’ ancora necessario, poiche’ l’E-Cat ha bisogno di tempo per scaldarsi e non potrebbe rispondere velocemente alle richieste di acqua calda come invece fa un normale boiler.

JB: Le polveri di nickel sono tossiche, e il calore generato all’interno del reattore e’ abbastanza elevato da poter causare danni fisici molto gravi alle persone. Quanto sara’ affidabile l’E-Cat? [NdB: altra buona domanda, speriamo non sia un fuoco di paglia, eh?]

AR: Le polveri di nickel sono completamente inaccessibili (all’utente finale, credo). La sicurezza e’ stata sempre una priorita’ assoluta e tutti gli aspetti sono attualmente in fase di certificazione. [NdB: questa a casa mia si chiama “supercazzola brematurata”, e la risposta alla domanda di JB e’ quanto meno parziale.]

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JB: Ha parlato dell’idrogeno e del nickel come elementi che possono essere considerati il carburante della macchina, ma che ci dice del catalizzatore? Sara’ necessario sostituirlo di tanto in tanto? [NdB: un catalizzatore di norma non dovrebbe “scomparire”, ne’ essere consumato dalla reazione. Altrimenti non si chiamerebbe catalizzatore…]

AR: la cartuccia di refill conterra’ sia il nickel (o il rame, a seconda che sia nuova o usata) sia il catalizzatore. Entrambi [NdB: io capisco il nickel e il catalizzatore] saranno sostituiti assieme.

JB: Considerato che ci vuole un po’ di tempo sia per accendere che per spegnere un E-Cat, non pensa che la gente lo fara’ funzionare sempre a pieno regime, anche se non c’e’ bisogno di energia in un determinato momento?

AR: No, perche’ l’E-Cat puo’ essere regolato. [NdB: la domanda era un’altra, ed era corretta anche alla luce di quel che Rossi aveva detto poco sopra sul fatto che per avviare un E-Cat serviva tempo]

JB: Quanto tempo ci vuole per aumentare o diminuire la quantita’ di potenza generata?

AR: Circa un’ora. [NdB: non mi pare un tempo stretto… Un’ora per regolare la potenza in uscita e’ tantino, IMVHO]

JB: E di quanto e’ possibile aumentare o diminuire la quantita’ di potenza che un E-Cat puoì tirar fuori mentre e’ acceso?

AR: 100%

JB: Una volta che un E-Cat e’ installato ed in funzione, funzionera’ semplicemente per 30 anni [NdB: trent’anni? E che e’, un generatore a radioisotopi?] producendo un quantitativo stabile di energia in uscita, o ci sara’ bisogno di una attenta regolazione?

AR: L’E-Cat dovrebbe funzionare senza problemi, ma avra’ bisogno di asistenza ogni 180 giorni di uso per il cambio del “carburante” [NdB: la cartuccia di refill]

JB: Nei trent’anni di vita di un E-Cat, tenuto conto del costo di acquisto, dei costi di funzionamento, dei costi di manutenzione e cosi’ via… Quanto dovrebbe far risparmiare ad un proprietario, un E-Cat?

AR: Ovviamente ci sono numnerosi fattori che influenzeranno la risposta a questa domanda. Il tempo in cui il costo di acquisto viene recuperato potrebbe essere un momento qualsiasi tra pochi mesi e tre anni dall’acquisto, ma dopo questo tempo il cliente dovrebbe risparmiare almeno il 66% della sua “vecchia” bolletta energetica.

JB: Quale ruolo pensa che assumera’ la sua invenzione nel futuro? Ciascuna casa avra’ il suo, oppure la rete elettrica sara’ collegata a enormi centrali ad E-Cat?

AR: Forse, pero’ perferisco parlare di cose di cui sono certo. Se dico qualcosa, devo essere sicuro che faro’ quella cosa. Perche’ nessuno mi fa sconti, come lei ha gia’ visto; e questo e’ sempre stato cosi’, nella mia non semplice vita. [NdB: sento un certo fumus persecutionis…]

JB: Dove immagina lei e la sua azienda tra uno/tre/cinque anni da adesso?

AR: Lo sa solo Dio. Stiamo lavorando duro per sviluppare esponenzialmente la diffusione della tecnologia. [NdB: qua si ritorna alla supercazzola brematurata, con scappellamento a destra]

JB: Che idea s’e’ fatto della nuova macchina LENR “Hyperion”, della Praxen Defkalion Green Technologies Global Ltd.? E’ un competitore serio per il suo E-Cat? Si sente tradito dai suoi ex-compagni di business?

AR: No comment.

JB: Lei ha detto che l’E-Cat funzionera’ accanto ai combustibili fossili. Ma pensa che in futuro l’E-Cat possa aiutare a ridurre la dipendenza del genere unamo dagli idrocarburi fossili?

AR: Si.

JB: Ma come puo’ fare uno che e’ interessato ad acquistare un E-Cat? Puo’ contattare qualcuno per piazzare un ordine di acquisto?

AR: Basta scrivere una email a info@lenoardocorp1966.com [NdB: quasi quasi ci provo 🙂 ]

Fine dell’intervista, le prime due puntate le trovate qui e qui.

Barney

Servizio Pubblico: traduzione in italiano corrente dell’ultimo camion di puttanate dichiarate da Andrea Rossi in un’intervista in inglese (SECONDA PARTE)

Continuo la traduzione della intervista ad Andrea Rossi, l’uomo dell’E-Cat, apparsa nei giorni scorsi su “Oilprice.com” con il sobrio titolo

I potenziali illimitati dell’E-Cat: una intervista con Andrea Rossi

Come nella prima puntata, “JB” e’ l’intervistatore James Burgess, e “AR” e’ – ma va?- Andrea Rossi. “NdB” (Nota del Bischero) definisce invece l’intervento mio, che -per comodita’ dei leghisti e dei veri credenti della Chiesa del Monaco Diaccio Marmato degli Ultimi Giorni– e’ colorato in rosso.

Riporto l’ultima accoppiata domanda-risposta e poi vò ad iniziare senza porre altro inutlie tempo in mezzo.

JB: La transizione completa alla fusione nucleare probabilmente potrebbe durare decenni [NdB: nel caso che la fusione fredda funzioni, caro il mio pallette. No?]. I costi sempre piu’ alti dei prodotti petroliferi potranno essere un incentivo, ma il fornire il prodotto a sette o otto miliardi di persone sara’ un compito improbo. Una volta che lei avra’ i brevetti, quali sono i suoi piani per la produzione e la distribuzione? 

AR: Roma non e’ stata costruita in un giorno. Provo a seguire la stessa filosofia, e porto la stessa pazienza. Lo sviluppo progredira’ esponenzialmente man mano che andiamo avanti, fino a livelli che oggi non possiamo immaginare, ma per adesso ci stiamo focalizzando nella realizzazione di una linea di produzione in grado di produrre un milione di E-Cat l’anno.

JB: Pensa che le accuse che le sono state mosse in passato, in relazione al caso Petroldragon [NdB: la storia la si puo’ leggere qui], ha ostacolato l’accettazione della sua macchina E-Cat? Anche se poi e’ stato scagionato da tutte le accuse, pensa che la gente si aspetti che lei venga smascherato come un truffatore?

AR: Francamente, non ho tempo per pensare a queste cose. Per me la questione e’ irrilevante, quel che conta e’ il mio lavoro, e su quello saro’ poi giudicato.

JB: Ma con cosi’ tanti scienziati che bollano le LENR come un fenomeno impossibile, cosa la fa continuare con i suoi studi? Perche’ pensa che siano loro a sbagliarsi?

AR: Non sto nemmeno ad ascoltare chi mi dice che dovrei smetterla. Proprio non ho tempo. [NdB: questa continua e reiterata rivogata sulla mancanza di tempo si scontra con le numerose interviste, video, interventi di AR su siti, giornali, televisioni e quant’altro. Ma forse e’ quello il tempo che gli manca 🙂]

JB: Comunque, lei non ha ancora permesso a nessuno di studiare accuratamente gli intricati meccanismi che sono dentro la sua macchina, sostenendo che i brevetti che ha richiesto non sono ancora stati concessi [NdB: in sostanza Rossi sostiene da sempre che se facess vedere ora come funziona la sua invenzione, tutti gliela copierebbero]. Questa mancanza di trasparenza ha avuto come risultato una enorme quantita’ di scetticismo. Una volta che le verranno concessi i brevetti [NdB: non sarebbe meglio dire “SE” le verranno concessi i brevetti, caro il mio pallette?], lei rivelera’ informazioni piu’ dettagliate sull’E-Cat?

AR: Si

JB: In passate interviste lei ha detto che negli ultimi due anni le sue idee su cosa avviene all’interno dell’E-Cat sono cambiate tantissimo. Ha detto che c’e’ un qualche meccanismo di fusione nucleare, ma che questa potrebbe non essere la sorgente principale dell’energia sprigionata [NdB: ah, no? Ma questa e’ veramente fantastica. Se non e’ fusione, di cosa stiamo parlando, di grazia? Magia? Alchimia? Gli alieni che usano dei raggi speciali?]. Ci puo’ spiegare esattamente cosa succede all’interno dell’E-Cat? E da dove deriva l’eccesso di energia? [NdB: domanda che finalmente sottoscrivo. E’ l’unica che ha un senso

 

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AR: No, mi dispiace: non posso. Questa questione e’ al momento ancora confidenziale, e io non posso aggiungere nulla a cio’ che ho detto prima, o a cio’ che lei ha correttamente citato [NdB: mi permetto di far notare ad AR che JB ha detto NULLA. L’avra’ pure detto correttamente, ma sempre nulla e’…]

JB: Sembra quasi che lei voglia mettere in ombra il ruolo che le LENR potrebbero avere nel fornire abbondante energia a basso costo al mondo intero, dal momento che lei sta sviluppando solo unita’ relativamente piccole. Non pensa che la sua macchina che sfrutta le LENR potrebbe veramente risolvere parecchi dei problemi energetici che abbiamo sulla Terra? [NdB: voliamo bassini, eh? E la fame nel mondo? E il cancro? Li vogliamo debellare, porca miseria, o no?]. Ha in mente di costruire anche unita’ piu’ grandi, da 10-100 MW, o cio’ non e’ possibile?

AR: Abbiamo gia’ sviluppato impianti da 1 MW, e sara’ facile collegare parecchi di questi impianti per fare impianti piu’ grandi. Data la taglia compatta, e l’efficienza nel processo di generazione di energia, una centrale elettrica ad E-Cat sara’ molto piu’ piccola della sua equivalente a idrocarburi fossili o a fissione. [NdB: ovvio, chi ne puo’ dubitare? Piu’ efficienti, meno inquinanti, meno impattanti… Una favola!]

JB: ha detto che si possono collegare assieme piu’ impiantid a 1 MW per fare centrali piu’ grandi. Come funzionerebbe, questa centrale? E che costo avrebbe?

AR: Gli impianti da 1 MW si possono realizzare in una taglia compatta di 3 metri per 2,5 per 2,5 [NdB: approssimativo, Rossi usa i piedi come unita’ di misura], che poi possono essere collegati in serie o in parallelo per produrre la potenza necessaria [NdB: altro punto interessante, si possono collegare gli impianti O in serie, O in parallelo. A scelta? Boh?]. Il costo sara’ di 1000$/kW.

JB: Uno dei problemi con molte fonti di energia rinnovabile e’ che esse usano terre rare che sono incredibilmente costose [NdB: e rare, perlappunto… Ma questo discorso e’ corretto: eolico e solare hanno bisogno di robe assurdamente rare e costose per piccolissimi ma cruciali componenti. Per dirne uno: i magneti degli alternatori degli impianti eolici.]. Ma l’E-Cat, usa pure lui un qualche composto raro che puo influenzare drammaticamente il prezzo della macchina in futuro?

AR: Mi spiace, ma non posso fornire alcuna informazione sui nostri catalizzatori prima che i brevetti siano concessi.

JB: Da chi ha ricevuto i primi finanziamenti per lo sviluppo ed i test dell’E-Cat?

AR: Ho finanziato da solo lo sviluppo.

JB: E come viene finanziato, attualmente, lo sviluppo?

AR: Sto continuando a finanziare lo sviluppo con soldi miei.

JB: Ma sta cercando, al momento, investitori?

AR: Solo investitori istituzionali. [NdB: e chi altri, di grazia?]

JB: Lei pensa che l’E-Cat sia la risposta all’imminente crisi energetica? [NdB: si noti che JB chiede proprio se l’E-Cat e’ LA risposta, non UNA DELLE risposte…]

AR: Si, credo che possa aiutare.

AR: Siamo ancora molto lontani dal poter usare un E-Cat come fonte di energia per mezzi di trasporto. Ci vorranno vent’anni prima d’essere in grado di alimentare i mezzi di trasporto con l’E-Cat, ma con l’aiuto di Dio nulla e’ impossibile per gli uomini laboriosi. [NdB: una nota spirituale che non conoscevo. E che mi lascia perplesso…]

JB: Ma qual’e’ il suo scopo con l’E-Cat? Spera di cambiare il mondo con una fonte di energia nuova, virtualmente illimitata, oppure la sua motivazione primaria e’ puramente finanziaria? [NdB: certo, se la metti cosi’… Ma cosa vuoi che ti risponda, incrocio tra Vespa e Marzullo? Dai…]

AR: Il mio obiettivo e’ quello di sviluppare una nuova fonte di energia pulita e molto economica; e’ questo il senso dell’intera mia vita.

JB: Ma c’e’ stato un qualche sviluppo recente che puo’ condividere con noi?

AR: Stiamo per completare un impianto da 1 MW, negli USA, che verra’ presto aperto al pubblico. [NdB: Ciumba! E quando e’ “presto”? Oggi no, domani forse, e dopodomani di sicuro?]

JB: Quanti impianti da 1 MW ha realizzato e venduto sino ad oggi?

AR: Ne abbiamo realizzato uno, e 13 sono in costruzione. Vogliamo consolidare i primi 14 prima di espanderci. L’albero deve crescere proporzionalmente alle radici, altrimenti i venti ostili possono buttare tutto giu’.

JB: Ma quanto costera’ un E-Cat?

AR: L’unita’ domestica da 10 kW costera’ all’incirca 900$, l’impianto industriale da 1 MW 1,5 milioni di $. Sono due tecnologie completamente differenti.

[fine seconda parte]

La prima parte e’ qua.

Barney