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Le piccole soddisfazioni della vita

Ieri mattina ero in giro a Lucca per varie questioni (e cio’ non m’ha impedito di definire un nuovo record satgionale nelle felefonate di lavoro: 50 minuti e spiccioli ininterrotti, entro i quali ho fatto di tutto 🙂 ), e prima di rientrare a casa sono passato a comperare pane e focaccia qua. Se siete in zona, vi consiglio caldamente di provare almeno la focaccia del Giusti: ci sono milanesi che ne comperano a chili, la congelano e ci vanno avanti mesi (a dimostrare che i milanesi capiscono pochino: vuoi mettere la focaccia appena uscita dal forno con quella scongelata?).

Vabbe’: provate e mi saprete dire. Dunque, ero a comperare pane e focaccia, ho chiesto, m’han servito e m’han detto quanto spendevo: cinque euro e ottantacinque centesimi. Ho pagato con venti euro e cinque centesimi, e il garzone m’ha dato di resto diciassette euro e venti.

Ora, io non sono una lince in matematica, ma la cosa non mi tornava, e dopo avere elaborato la giusta sottrazione (usando tutte le dita del mio corpo), ho ritirato fuori i soldi e ho detto al ragazzo che s’era sbagliato, e m’aveva dato di piu’, rispetto a quel che avrei dovuto avere.

Accanto a me, in fila, c’era una anziana signora, avra’ avuto settant’anni. S’e’ girata verso di me e m’ha detto: “Lei andrebbe fotografato, sa?”. Io non avendo capito a cosa si riferiva ho sfoggiato la mia migliore faccia da scemo, e lei: “No, perche’ non credo che molti altri avrebbero reso i soldi in piu'”.

A me e’ sembrato del tutto normale, invece. Veramente, non capivo lo stupore. E, veramente, non e’ la prima volta che mi succede.

Ora, non e’ che io sia speciale, ne’ il piu’ onesto cittadino in circolazione. Semplicemente, penso che ad essere onesti in casi come questi ci si guadagna due volte: la prima e’ la soddisfazione (ripensandoci dopo) d’essere giudicato bene dalle persone che ti stanno accanto. La seconda e’ il credito che acquisti con il commerciante: gli dimostri che sei affidabile, e se in futuro dovra’ fregare qualcuno io penso che ci pensera’ due volte, prima di fregare te.

Purtroppo, penso che la signora avesse ragione, e sicuramente questo e’ uno dei motivi per i quali l’Italia e’ col culo a terra.

Ma per quel che posso fare io, i miei figli impareranno a comportarsi cosi’. Sperando che anche altri figli vengano allevati con valori simili.

 

Barney

 

 

 

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Un milione di nuovi posti di lavoro, in Catalogna (o Andalusia)

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La crisi morde dappertutto, e soprattutto in Spagna dove la disoccupazione ha raggiunto livelli da paura. I giovani non trovano lavoro, e allora si muove la Chiesa Cattolica (TM e Copyright), che coglie la palla al balzo e piglia due piccioni con una fava (no pun intended, lo giuro su dio!).

Quello che vedete sopra e’ lo spot di reclutamento preti della Conferenza Episcopale Spagnola. Lo slogan e’ “Non ti prometto tanti soldi, ma un posto fisso”. Cioe’: se vieni in Seminario, un lavoro anche malpagato da prete lo rimedi anche tu.
Fantastico, no?

A quando spot simili per posti vacanti da Maria Maddalena?

 

ADDENDUM: Dovereoso hat trick per F. C., l’ex collega che mi ha segnalato la notizia dalla sua nuova patria, la Spagna perlappunto.

Barney

Lo stile e’ tutto, anche nella presa per il culo con maniglie

Ogni volta che un leghista fa qualcosa di diverso da scorreggiare in pubblico, scaccolarsi, bere grappa a garganella o portare i maiali a pisciare nei campi destinati a costruzione di moschee, mi viene il forte dubbio che vi siano fondati motivi per parlare di razze inferiori. Poi mi sveglio e mi ricordo che stiamo parlando di capre, non di uomini, e tutto va al suo posto.

L’ultima vaccata di una capra leghista e’ questa interrogazione di Calderoli a Monti sui presunti sprechi che l’attuale Presidente del Consiglio avrebbe perpetrato a danno degli italiani. Sprechi dovuti al festone di fine anno tenutosi a Palazzo Chigi la notte del 31 dicembre. L’astVto Calderoli millanta informazioni certe su un party (danzante?) pieno di invitati e di agenti della scorta a presidiare gli augusti ospiti di Mario Monti e signora. Monti ci pensa un po’ su e poi risponde con un comunicato di precisazioni che e’ un capolavoro semantico e di ironia. Qua l’originale, sotto lo screenshot, ad imperitura memoria della supercazzola brematurata fatta da Mario a Roberto (e non c’e’ rischio che il Calderolo la capisca, ne’ ora ne’ mai):

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Mi verrebbe da chiedere a Calderoli se questa indignazione e questa sete di conoscenza lo prendevano, irrefrenabili, anche qualche mese fa, quando a palazzo Chigi c’era un altro Presidente il quale si faceva e si fa vanto di organizzare cene eleganti a base di troje e puttanoni. Quelli si, scarrozzati a destra e a sinistra con voli e aerei di Stato.

Ma di sicuro il buon Robertino era in letargo, a quei tempi. Come ogni buona capra padana, che si sveglia e si indigna solo quando la greppia dove si ingozza rischia di rimaner vuota per un pezzo.

 

Barney

Different seasons – Winter

Salgono sul treno semivuoto e freddo pochi minuti prima della partenza. Si vede che tornano da un viaggio: hanno un trolley a testa, sono stanchi e piombano sui sedili come mattoni sulla neve, quasi lasciandoci l’impronta spossata dei loro corpi. Scelgono un posto che mi permette di vedere bene lei: sia direttamente, sia riflessa sul finestrino accanto a me. La sua voce mi arriva chiara e nitida. Lui, invece, e’ coperto dal sedile e lo intuisco dagli scarponcelli che ogni tanto appaiono in basso, davanti alla ragazza. Ogni tanto sento una specie di bisbiglìo, una sola volta si avverte una sequenza di suoni che somiglia ad un discorso articolato.

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Questo e’ “Source Code”. Il treno c’e’, la coppia con grossi problemi pure, e poi e’ un gran bel film…

Ma e’ chiaramente lei ad avere in mano la scena.

Si capisce che c’e’ qualcosa che non va tra di loro, qualcosa che s’e’ rotto poco prima. Lei parla a voce alta, e accusa lui di averle rovinato la serata, di stare costringendola in pratica ad andare con lui al compleanno della nonna senza che lei ne abbia alcuna voglia. Lei avrebbe voluto terminare la piccola vacanza stando da soli, assieme, magari a riposarsi davanti ad un camino.

Da alcune frasi parrebbe che addirittura la storia sia oramai alla fine. Lei rinfaccia a lui di non avere mai il coraggio di dire le cose come stanno. Ricorda al ragazzo la figuraccia che le ha fatto fare l’anno prima, il primo di gennaio, quando hanno cannato il pranzo a casa dei genitori di lui che li aspettavano per iniziare, mentre loro dormivano beati perche’ lui aveva detto che “in casa mia il primo dell’anno fanno tutti quel che cazzo gli pare”.

Sembra un fiume in piena, lei: non smette un secondo di parlare, e come lui accenna ad una reazione, lei gli rinfaccia la sua insicurezza, il suo non essere un uomo adulto e vaccinato. E lei vuole accanto a se un uomo adulto e vaccinato, perlappunto; non un bimbetto.

Seguo la scena dal mio sedile e parteggio istintivamente per lui, che non vedo ma di cui intuisco solo un piede, il destro, che indossa una immacolata simil-Timberland alta alla caviglia: mi viene naturale sperare che il ragazzo riesca a introdurre nel flusso ininterrotto delle parole di lei una diga, un argine, un tappo che permetta loro di non scivolare assieme giu’ per lo scarico come acqua sporca. Tifo per lui perche’ mi sembra che la ragazza ne valga la pena: e’ forte di carattere, bella, interessante… E poi lui rappresenta un po’ il me stesso di vent’anni fa, con la stessa paura di fare qualcosa di sbagliato, e quindi la tentazione di non fare nulla per non sbagliare. Che e’ doppiamente sbagliato, anche se in ogni caso qualsiasi cosa tu faccia, sbaglierai.

Il viaggio e’ breve, ma quasi alla fine non so per quale motivo la situazione si chiarisce: la ragazza si tranquillizza e tranquillizza lui, e gli spiega che se lui decide per la cena di compleanno della nonna, lei e’ contenta e andra’ felice.

Le rimane un solo cruccio: che si ceni in fretta, perche’ poi i maschi di casa -ragazzo compreso- devono guardare la Fiorentina che gioca contro il Siena.

A lei non pare giusto che si facciano le corse a tavola per vedere una partita, e non pare giusto nemmeno a me (non che questo importi molto ai due, sia chiaro). Ma tant’e’: il treno arriva in stazione, le porte si aprono e io scendo prima di loro, lasciandoli all’ultimo problema da risolvere prima delle otto e mezza: mica tocchera’ ancora una volta alla ragazza di lavare i piatti da sola mentre gli uomini si stravaccano davanti alla tv, eh?

Eh, anche si…

Barney

L’angolo d’iccurturale mette d’accordo Feltri e Travaglio

Come tutti gli anni, puntuale come le tasse e il festival di Sanremo, s’e’ avuta il 6 dicembre l’inaugurazione della stagione operistica alla Scala di Milano.

Sono colpevolmente ignorante in fatto di lirica, (non avendo mai assistito a un’opera a teatro, e avendone visto al massimo un quarto d’ora in televisione anni fa), quindi non posso certo giudicare tecnicamente e emotivamente il “Don Giovanni” di Mozart messo in scena da Robert Carsen e diretto da Daniel Baremboin. Ne’ sono interessato piu’ di tanto ad analizzare al microscopio le mises sfoggiate dai VIPs che hanno copiosamente riempito platea e palchi (i loggioni saranno riservati ai poveracci anche a Milano, credo…). Pero’ leggo che due giornali -come dire?- non propriamente sintonizzati sulle stesse frequenze danno dell’avvenimento una lettura sostanzialmente simile, e quindi vado a riportare queste due visioni convergenti con partenze diametralmente opposte.

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Questa Sula viene buona per la fine del post. Abbiate fede…

Apre le danze il Giornale, l’house organ di casa Berlusconi, che ospita ben due articolesse sull’avvenimento. Una, a firma Vittorio Feltri, campeggia in prima, di spalla, accanto a una foto dell’editore del giornale in atteggiamento spallato e addormentato. La foto non riguarda l’articolo di Feltri, ma a leggere l’attacco si direbbe il contrario… Sull’edizione in rete (e forse anche sul cartaceo, chissa’ e chi soprattutto se ne frega?) c’e’ invece il pacato (?!?) giudizio di Vittorio Sgarbi, il quale parte dal commento della giornalista di regime Natalia Aspesi (letterale) per addentrarsi in una critica che risparmia -mi par di capire- solo le voci, e parla di scempio e insulto nei confronti di WA Mozart. Tranquillo come sempre, il vecchio borioso Sgarbi…

Ma il colpo della settimana lo fa Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano. L’articolo, che linkero’ piu’ sotto perche’ dal sito del fatto si puo’ leggere solo se abbonati, parte forte con un titolo elegante e raffinato, degno del circolo ARCI di Vergaio in cui e’ stato girato “Berlinguer ti voglio bene“:

Don Giovanni non tromba piu’

Il succo dello scritto di Travaglio e’ che il governo Monti fa schifo, e che PD= PdL menoelle, e che tutti erano vestiti benissimo ma con roba “vecchia”, e poi forse c’era anche aBbelluscone ma travestito da commendatore sudcoreano (ah, ah, la battutona!). Lo spettacolo? Si…deludente… scialbo… Ma era poi cosi’ importante, parlare del “Don Giovanni” se c’era la possibilita’ di spalare guano di Sula piediazzurri su Monti, Napolitano, il PD e il resto del mondo, e di riesumare alla cazzo di cane la salma di Silvio[1]? E poi, devono aver detto a Marco che non c’e’ stato verso di vedere un paio di tette o un culo. E quindi: a che pro scrivere sul “Don Giovanni”, eh?

Ma lascio la chiosa a questo strepitoso pezzo di Filippo Facci, sempre sullo stesso argomento. Facci e’ un genio 🙂

 

[1]: a proposito di salme, ritrovata la bara E la salma di Mike Bongiorno. Ci starebbe quasi la battuta cinica (“Allegriaaa!!”), ma mi astengo.

 

Barney

D’amore, di morte e di altre sciocchezze

Rubo il titolo a Guccini per parlare di Lucio Magri e del suo suicidio assistito.

Da meccanicista convinto non mi riesce di concepire il suicidio come azione plausibile, e forse e’ per questo che nutro profondo rispetto per chi lo ha praticato o ci pensa seriamente. Spesso non ce la faccio a capire i motivi del gesto piu’ estremo che ci sia, altre volte invece e’ relativamente semplice comprenderne il perche’; il caso di Lucio Magri ricade nella seconda fattispecie.

Magri non era “tecnicamente” ammalato di una malattia incurabile: era depresso, molto depresso, si. Ma la depressione si puo’ curare, non e’ un cancro, ne’ la sclerosi laterale amiotrofica.

Magri pero’ aveva anche perduto la moglie da poco. E siccome era legatissimo alla compagna, ha deciso che non valeva la pena continuare a vivere da solo.

Ecco, questa cosa m’ha fatto pensare, da uomo, non tanto a come reagirei io nella sua medesima situazione (che la cosa richiederebbe un paio di mesi di autoanalisi, e forse non basterebbero), ma al fatto che non e’ la prima volta che un uomo decide, alla morte della compagna, di seguirla nel viaggio eterno. E siccome l’opposto accade meno spesso (sto facendo delle affermazioni basate sul numero di annunci mortuari che riportano “vedova” sotto il nome della novantanovenne morta di vecchiaia, nulla di scientifico, per carita’…), anzi secondo me molto meno spesso… allora ci deve essere una spiegazione. 

Ne parlavo ieri sera con Mrs. Panofsky, e siamo arrivati alla ovvia conclusione che se e’ vero che i suicidi di mariti rimasti soli sono di piu’ rispetto a quelli delle mogli rimaste sole, allora cio’ significa che l’uomo regge molto meno bene della donna i dolori e gli sconquassi dell’anima. 

La donna si riprende, continua a tirare avanti imperterrita spesso per anni dopo la morte del marito (le mie nonne sono sopravvissute ai loro mariti, una per una trentina di anni, cosi’ come la nonna di Mrs. Panofsky morta vedova a 103 anni mentre era in vacanza). L’uomo cade in depressione, e a volte si suicida. Sara’ una questione fisiologica, ci sara’ una componente evolutiva che spiega la cosa (e una potrebbe essere che le guerre le han sempre fatte gli uomini, e nelle guerre si muore parecchio, e le donne rimangono vedove ed han bisogno di altri mariti…), ma il dato di fatto e’ che le donne sopravvivono spesso ai loro compagni, e tirano avanti abbastanza disinvoltamente, parecchie volte addirittura cambiando compagno.

Ecco, tutto questo per dire cosa? Che le donne sono -da questo punto di vista e secondo il mio modestissimo parere- molto, molto piu’ forti degli uomini. E che chi non capisce il motivo del suicidio di Magri e’ un coglione insensibile, anzi diciamo pure una merda d’uomo che non ha mai amato una donna, cosi’ chiariamo meglio il mio punto di vista.

Chiudo con un brano da “D’amore, di morte e di altre sciocchezze”, la canzone piu’ famosa e piu’ bella del CD. Non parla espressamente di morte, ma e’ una delle piu’ belle dichiarazioni d’amore scritte dal cantautore di Pavana: Cyrano. Come dice il Guccio, “tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali!”

Barney

 

Be optimistic, be darwinian!

Tutti i complottardi e gli antimainstreamers danno oramai per spacciati sia l’Italia, sia l’Euro, sia la UE, e anche il Papa pare non stia benissimo…

Le analisi di questi corvi sapienti sono piene di “ve l’avevo detto da sei anni, io!”, di “massoni! Poteri forti! Goldman Sachs! Trilateral Commission! Bilderberg!”, di “e’ colpa dell’EurodiProdi!!!!!”  e via andare di puttanate varie, di -infine- fosche previsioni che differiscono solo per la data in cui dovrebbero avverarsi.

Lo spread continua a essere compulsato piu’ della Madonna Pellegrina di Santiago del Pilar, con esattamente lo stesso effetto pratico che l’adorazione della Madonna Pellegrina di Santiago del Pilar ha sulla vita di ciascuno di noi (direi zero, cosi’ a spanne…), e i tassi dei BOT/CCT/BPT sono stabilmente sopra i sette punti, anche per quelli a due mesi.

In sintesi: le cassandre la vedono particolarmente nera, e forse tutti i torti non li hanno…

Bene: in questo quadro fosco e cupo, in cui la distinzione tra cacca e cioccolata pare banale e immediata (e no: pare proprio NON sia nutella, quella roba laggiu’…) io mi sento moderatamente ottimista.

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Mi sento ottimista perche’ ho un vantaggio strategico rispetto alla stragrande maggioranza della popolazione: ho una laurea in scienze biologiche. Non l’ho mai sfruttata, la mia laurea -anche perche’, diciamoci la verita’: non e’ che serva a moltissimo esser laureati in scienze biologiche…-, ma il fatto di avere studiato l’evoluzione degli esseri viventi, la selezione naturale, l’adattamento, le relazioni tra organismi differenti… mi portano a pensare che in un rapporto tra un ospite ed un parassita lo scopo di quest’ultimo non e’ mai quello di ammazzare l’ospite. Il parassita ha tutto l’interesse a tenere in vita la fonte del suo facile sostentamento.

Ecco: noi (inteso come “le persone normali”) siamo l’ospite. I parassiti sono gli speculatori, i traders, le merchant banks, gli stronzi che si autodichiarano “l’1% della popolazione”. Loro non vogliono ucciderci: vogliono sfruttarci ancora, perche’ se noi schiantiamo, schiantano anche loro. Loro hanno bisogno di qualcuno da sfruttare.

Tutto cio’ e’ confortante per due motivi. Il primo l’ho gia’ detto: i parassiti non hanno alcun interesse a uccidere l’ospite, e quindi non v’e’ pericolo di un crollo dell’Euro, ne’ della disgregazione dell’Europa che ha le sue belle radici cristiane, ne’ vi saranno invasioni di grigi/rettiliani/omini verdi al soldo del club Bilderberg, e ci risparmieremo pure le cavallette.

Il secondo motivo e’ in realta’ per me il primo: stanti cosi’ le cose, se loro non possono fare a meno di noi, noi invece sicuramente potremmo vivere meglio senza di loro. Qualsiasi organismo tende a staccarsi dai coglioni i parassiti, a meno che essi non si trasformino in simbionti che apportano qualcosa di utile all’ospite. Se il parassita rimane  un parassita, non c’e’ alcun motivo per l’ospite di sopportarlo. Allora, capite che vivere con la prospettiva di rovinare una decina di queste piccole merdine che sfruttano il 99% del mondo, di questi inutili succhiasangue evaditasse, beh… e’ molto meglio che vivere con il terrore della crisi. No?

Darwin ha vinto contro i bigotti e i cattotalebani: puo’ vincere tranquillamente anche contro Adam Smith, Karl Marx, Colbert, Vaciago e tutti i cazzo di raider di Wall Street. Basta aver fiducia, in lui e nel lungo periodo. Fidatevi di Charles: miliardi di anni di evoluzione non possono essersi sbagliati. 

Barney