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Bookcrossing, Sfere e altre sciocchezze

Sono stato a Bruxelles, a dicembre. Per un meeting in uno dei palazzoni della Commissione Europea, sempre lo stesso e sempre al diciannovesimo piano. Davanti alle sale riunione c’e’ una specie di salottino da attesa, e una libreria dove si puo’fare bookcrossing. C’e’ di tutto, in tutte le lingue dell’Unione, e a dicembre m’e’ cascato l’occhio su questo paperback:

pandora

Di Hamilton ho gia’ parlato qua, per la sua trilogia “L’alba della notte“, e’ uno degli autori moderni di science fiction piu’ interessanti. Ho scambiato il romanzo con un fumetto che avevo nello zaino, e me lo sono portato a casa.

Il libro e’ -come accade spesso con i romanzi dello scrittore inglese- un enorme intreccio su scala galattica, che ha come spunto iniziale l’osservazione di una stella binaria lontana centinaia di anni luce che all’improvviso scompare. Non esplode come una supernova, non si affievolisce pian piano: prima c’era, un secondo dopo non c’e’ piu’.

Si scopre presto che le due stelle sono state inglobate in due sfere di Dyson, il che rende la sparizione ancora piu’ misteriosa: gia’ costruire una sfera di Dyson e’ fantascienza. Ma metterla attorno a due stelle in un secondo e’ inconcepibile. Il resto lo lascio a chi vuole leggersi il torrenziale seguito; non prima di avervi segnalato che qualche anno fa il mondo dell’astronomia fu percorso da una scarica elettrica, quando Tabetha Boyajian (una giovane astronoma statunitense) annuncio’ che la sua osservazione della stella KIC 8462852 aveva mostrato anomalie impossibili. KIC ecc ecc. e’ a piu’ di mille anni luce da noi, e gli astronomi la stavano osservando per verificare la presenza di pianeti che le orbitano attorno.

L’osservazione di pianeti da cosi’ lontano e’ piu’ un’indagine indiziaria, che si basa sull’abbassamento della luminosita’ della stella nel caso vi passi davanti un pianeta.

Senza stare a farla tanto lunga, l’abbassamento di luminosita’ registrato era del tutto incompatibile con un pianeta, grosso quanto volete. Vennero fatte molte ipotesi, tra cui quella che attorno a quella stella ci fosse qualcuno che stava costruendo un’enorme sfera di Dyson.

Ma, come potrete sentire da soli tra poco: “extraordinary claims require extraordinary evidence“…

Lascio quindi la parola a Tabby, che vi spiega in modo chiaro e appassionato tutta la storia. Non prima di dirvi che KIC 8462852 e’ nota come “Tabby’s star”, in suo onore.

 

Barney

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Matematica elementare per leghisti e grillini

Come tutti sappiamo, il grande problema italiano dell’ultima settimana sono i sacchettini biodegradabili che ci costringono (!!!1!!uno!!) a comperare a due centesimi di Euro al pezzo al supermercato per metterci dentro frutta e verdura sfusa.

E’ sicuramente un problemone, che ha giustamente eclissato qualsiasi discussione su fine vita, unioni civili, femminicidio, crisi economica, tasso di disoccupazione, vaccini, manovre fiscali e financo le scelte dei candidati alle prossime elezioni di marzo.

L’indignazione e’ sorta spontanea nel popolo, che vessato da tasse e balzelli (non ultimi gli impercettibili aumenti del 5% su bollette del gas e dell’energia elettrica, che rispetto al problema dei sacchetti biodegradabili sono sciocchezzuole, un aggravio medio di qualche centinaio di Euro all’anno per famiglia e’ davvero niente se lo si paragona ai sacchettini) ha giustamente invaso i social con una civile e intelligente ondata di proteste.

Si va dalla geniale trovata di etichettare ogni pezzo di frutta e verdura singolarmente -cosi’ da evitare l’ignobile gabella e nel contempo minare le fondamenta economiche della Grande Distribuzione Organizzata, costretta a far fronte al decuplicarsi dei consumi di etichette (salvo scoprire alla cassa che un’etichetta conta come un sacchetto)-, all’invocazione di sportine di tela/di rete/Louis Vuitton che ciascun consumatore attento potrebbe portarsi da casa, al consiglio di boicottare per uno/due/dieci mesi sia la GDO che le farmacie (pure loro inserite nel bieco commercio dei sacchettini da 2 centesimi a pezzo). Tutte trovate geniali, a tutela del consumatore vessato da questa immonda burocrazia che fa gli interessi di amiche/cugine/ganze di Renzi, le uniche al mondo a produrre siffatti sacchettini biodegradabili.

Che poi pare che tanto biodegradabili non siano: dice chi li mette nella compostatrice che essi mantengono la forma a sacchetto per una/due/dieci/centotrentasei settimane consecutive…

In attesa della marcia su Roma, capitanata da un improbabile trust di cervelli formato da Di Maio-Salvini-Meloni, la gGente si chiede a quante migliaia di Euro dovra’ rinunciare nel 2018 per colpa di Renzi E dell’Europa: ho sentito cifre vicino ai 100 Euro, gente (anzi, gGente) che sostiene che in dieci anni di sacchettini ci si potrebbe comperare un viaggio a Bali, e altre amenita’ simili.

Ora, se un sacchetto costa due centesimi di Euro (per leghisti e grillini: 0,02 Euro), e se si ipotizzano tre spese settimanali al supermercato, in cui ogni volta si comprano sei diversi tipi di frutta e/o verdura, ora dicevo che siccome le settimane sono 52 il totale per famiglia per anno ammonta a meno di 20 Euro (!!111!!uno!!).

“Si, ma e’ una questione di principio, cribbio!” Dira’ il puro contestatore, postando un commento dal suo smartphone di ultima generazione pagato una seicentina di Euro (che a casa mia fanno trentamila sacchettini…) su Amazon.

Puo’ essere, ma allora mi si permetta di essere assai pessimista sullo stato complessivo del popolo italiano. E di aspettarmi il peggio, in questi tre mesi scarsi di campagna elettorale.

 

 

Barney

what if xkcd: Voyager

Mi e’ capitato sott’occhio un vecchio “what if” di Randall, che risponde a questa domanda:

“Con le attuali tecnologie, sarebbe possibile mandare una missione senza equipaggio a riprendere Voyager I per riportarlo indietro?”

Voyager I e’ l’oggetto artificiale terrestre che in questo momento e’ piu’ lontano da noi (qua il Jet Propulsion Laboratory traccia in tempo reale la sua posizione e quella del fratello Voyager II, un po’ piu’ indietro). Si trova a una ventina di miliardi di chilometri da noi, e soprattutto si muove a 17 chilometri al secondo fuori dal sistema Solare, i cui “confini” ha superato qualche mese fa.

La risposta in breve e’ “si, in un par di centinaia di anni si potrebbe raggiungere, rallentare, riaccelerare verso la Terra e fare in modo che arrivi piu’ o meno qua“. La risposta lunga e’ come sempre piu’ divertente, e fa capire come lanciare qualcosa in orbita e mouverlo nello spazio abbia un costo enorme in termini di propellente (la “benzina” da utilizzare per fare arrivare la sonda in scia al Voyager, e poi decelerarlo e riaccelerarlo verso Terra). E ovviamente anche in termini di soldi…

voyager_comparisonA sinistra, il Titan che ha mandato in orbita il Voyager I. A destra, i 10 Saturno V che sarebbero stati necessari, come minimo, per fare il viaggio di andata e ritorno…

La chiusura suggerisce una via alternativa: andare in Australia e recuperare il Voyager, una nave affondata nel 1964 davanti le coste del Nuovo Galles del Sud. Quello potrebbe essere piu’ facile da fare, senza dubbio…

 

Barney

 

xkcd: Seven Years

Randall molto personale e molto romantico, oggi:

seven_years

E’ la storia del tumore della sua compagna, scoperto sette anni fa, e del fatto che la medicina -per adesso, ma incrocio le dita per lui- l’ha sconfitto.

La medicina, non il santone di turno.

La striscia cita altre strisce pubblicate in passato (alcune di quelle che parlano di questo): sette anni passati a dover prendere in considerazione una ricaduta, e quindi il terrore che la vittoria sia stata solo parziale. Ma la speranza, come si vede dalle ultime vignette, e’ che tra altri sette anni i due possano vedere insieme la prossima eclissi di Sole.

Alt text:

[hair in face] “SEEEVVEENN YEEEAAAARRRSSS”

 

Barney

Filosofia da muro #112 (hat trick: pendolante)

E’ la seconda parte di un dittico involontario e non previsto dagli autori, che semplicemente hanno usato quasi la stessa tela.

Siamo infatti, incredibilmente, nello stesso bagno di questa scritta qua, e sempre Pendolante mi omaggia della nuova perla di saggezza:

IMG_4023(1)

Visto che pendolante e’ una signora che ha modi da signora, assumo che la ritirata ferroviaria sia per il gentil sesso. Questo sicuramente spiega la lindezza che si evince da questa foto e dall’altra, e l’assenza dei tipici graffiti da bagno dei maschi, che in genere decantano le lodi di Maila, porca e maiala, 335 xx58975 ore pasti. O declamano in centimetri l’amMore che Fausto potrebbe elargire agli interessati.

E’ quindi donna anche chi ha scritto la frase sopra, e siccome io sono uomo potrei rispondere alla domanda. Che e’ tipica, diciamolo, delle donne.

A cosa pensiamo quando stiamo zitti, noi maschi?

Spessissimo a nulla, ve lo assicuro. E’ solo un momento di riposo per i tre neuroni rimasti.

Poi riprendiamo a parlare, forse meno di quel che la scrivente vorrebbe.

Una che ha capito come sono gli uomini e’ lei, uscita chissa’ quante volte:

 

Barney

 

2017 o 1933?

Tra fumetti e romanzi di fantascienza trovo il tempo di leggere anche altro.

In questi mesi mi sono centellinato un libro splendido, “Postwar” di Tony Judt, migliaia di pagine sulla storia dell’Europa dopo la seconda guerra mondiale, e mentre stavo finendo questo capolavoro di storia moderna m’e’ capitato per le mani “Come si diventa nazisti” di William Sheridan Allen. Quest’ultimo e’ inquietante non tanto per quel che racconta (l’ascesa del partito nazionalsocialista in un paesotto tedesco dell’inizio degli anni ’30, attraverso scarne testimonianze di cronaca locale e minuziose conte di raduni, manifestazioni, risse, elezioni), ma per come i fatti possono tranquillamente essere trasportati in questa epoca e adattati al rigurgito di nazionalismo cui stiamo assistendo oggi.

Certo, mancano gli ebrei prima emarginati, poi deportati, ma il resto c’e’ tutto: la crisi economica, i migranti che ne sono causa unica agli occhi del popolino, l’incapacita’ della politica di rispondere alla situazione, l’inizio degli episodi di squadrismo, le divise, le bandiere, i cortei… C’e’ tutto, e se qualcuno si mette a sorridere quando i naziskin di Sarcazzo Alta irrompono in una riunione per leggere i loro proclami, se l’affermazione ad Ostia di CasaPound sembra folklore, se Forza Nuova che sfila vestita di nero sotto una redazione di un giornale vi fa venire in mente il carnevale. beh, secondo me avete bisogno di leggere entrambi i libri.

nazisti postwarPoi, solo dopo potete prendere per il culo i nuovi nazisti dell’Illinois; con attenzione pero’: l’ironia non e’ mai stata capita troppo ne’ dagli idioti ne’ dai nazisti.

 

 

Barney

 

Stasera s’e’ fatta la storia

La storia con la “s” minuscola, come s’addice al tempo e al livello culturale del paese. Che s’e’ fermato per un paio d’ore a sperare contro ogni logica e ogni cabala che la nazionale di calcio tra le piu’ brutte che io abbia mai visto facesse non uno, ma addirittura due gol alla Svezia, team di fabbri, boscaioli e cacciatori di foche che con il pallone hanno la stessa dimestichezza che c’ho io, ovvero molto poca.

Pero’ la data -almeno l’anno, via…- la si ricordera’ per decenni, cosi’ come successe per i mondiali del 1958 di cui tutti ovviamente oggi sapevano tutto quel che c’e’ da sapere: l’unica edizione in cui l’Italia riusci’ a non qualificarsi. Si giocarono in Svezia, e la cosa avrebbe dovuto preoccupare un minimo. Invece no: l’ottimismo scorreva forte nel popolo italico, che poneva illogica e folle fiducia in una nazionale guidata da un onest’uomo del tutto fuori ruolo, messo li’ da quell’altro omino buffo di Tavecchio, quello che fa il presidente della Federazione Italiana Gioco Calcio a forza di battute sui negri e tentativi disperati ed inefficaci di coniugare i verbi regolari meglio di come farebbe un negro.

Tutto assolutamente regolare, nessuna sorpresa e nessun dolore: siamo in Italia, cosa volevamo che succedesse?

La cosa positiva, dicevo, e’ che il popolo ha imparato una data storica: nel 2017 la nazionale di calcio non si qualifico’ per i mondiali di Russia.

Cosi’, al prossimo quizzettino preserale in cui lo sfoggio di ignoranza e’ richiesto piu’ della cravatta o dell’abito da gran sera per le dame non succedera’ piu’ quel che e’ successo la scorsa settimana su Rai Uno.

Questo:

matteotti

I concorrenti hanno cannato tutti, finche’ la risposta corretta non e’ rimasta a premiare l’asino che ha avuto la possibilita di dare una seconda risposta. E non dovendo scegliere ha -per cosi’ dire- indovinato.

Con la mancata qualificazione ai mondiali non succedera’, ne sono certo.

 

Barney