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Minicronaca casuale dell’ultima settimana

Succedono cose interessanti e varie, sul palcoscenico del mondo.

Abbiamo un Presidente americano che sta iniziando a credere nel virus e nei sondaggi  (il che è un gran passo avanti rispetto a credere in Babbo Natale e ai gargarismi con la candeggina), che lo danno ben al di sotto di un Joe Biden sul quale non avrei scommesso neanche mi avessero regalato il biglietto, e siccome non vede all’orizzonte altro modo per risalire allora comincia ad avvelenare i pozzi e pone le basi per l’ingovernabilità del paese (con buona pace di chi ancora pensa che a Trump interessi, il paese…): il voto di novembre sarà sicuramente fallato ci dice, massimamente se lui dovesse perdere, per cui forse sarebbe meglio NON votare. Cosa mai successa nella storia USA, ma mi pare che il personaggio sia -come dire?- al di là della storia. E anche della fantascienza, a meno di non mettere nel mucchio anche “Idiocracy“…

Da noi, visto che un Presidente del Consiglio poco più che mediocre sta riuscendo a stare a galla (giusto per far capire di che livello è l’opposizione…), e a costo di enormi sacrifici -a volte assurdi- imposti alla popolazione ha contenuto per il momento il COVID-19, i sovranisti non han trovato di meglio che riprendere i vecchi ritornelli, in cui i negr gli immigrati sono la colpa di tutti i mali, inclusa l’epidemia che però è inventata nei giorni dispari, mentre in quelli pari ci si può scagliare urlando come assatanati contro la mascherina liberticida. Ma non contro i camici, soprattutto se son venduti da parenti. Il risultato al momento è che Fratelli d’Italia ruba gli elettori alla Lega, e Berlusconi li ruba al PD e forse a Italia Viva, parlandone come se davvero la creatura di Renzi continuasse a respirare.

Per cercare di dare fiato a un Salvini spompato, qualche giorno fa i senatori hanno ben pensato di votare a favore dell’autorizzazione a procedere per le note vicende di navi ONG non fatte attraccare, un annetto fa (tra l’altro quando Presidente del Consiglio era lo stesso Giuseppe Conte di oggi…). Il tenero Matteo non ha perso tempo nel dipingersi come novello Cristo mandato sulla croce per mondare i peccati degli uomini, ma la cosa fantastica è che l’house organ della Lega (il Tg2) è riuscito a dare la notizia che il Senato aveva votato contro l’autorizzazione, per poi rettificare “parzialmente” (parzialmente??) lo scoop a fine tg.

Per cambiare leggermente bersaglio, oggi leggo che uno studio americano certifica l’ovvio: chi si documenta primariamente sui social media è in buona sostanza un ignorante sesquipedale in quasi tutti i campi.

L’unica eccezione sono -ma va?- le fake news, ambito in cui i soggetti in questione non hanno rivali.

E tutto torna.

 

 

Barney

Filosofia da muro #156

In questo periodo di complotti, di fake news e di political correctness, questo stencil comparso sui muri del Mercato cittadino mi sembra ci stia benissimo:

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Il significato è chiaro: pedine nelle mani dei poteri forti!!1!!1! (TM e (C)), carne da cannone in prima linea a prendere le fucilate al posto dei vari Alfieri, Cavalli, Torri e -soprattutto- Re e Regine.

Dimentica però il bombolettaro anonimo che un pedone, nel giUoco degli scacchi (quel giUoco per il quale adesso si discute se l’apertura delle ostilità affidata da sempre al bianco sia da rivedere in quanto non conforme alle norme di sarcazzo cosa) ha caratteristiche interessanti, che lo differenziano dal resto dei pezzi.

Puoi muoverlo, il pedone, di una O di due caselle, la prima volta che lo muovi, ad esempio. E puoi mangiare “en passant” (o “al varco“, detta in italiano) un altro pedone, mossa unica che solo lui può compiere, in un solo momento della partita, e che ha un mondo filosofico dietro (ti mangio “al varco” perchè hai cercato di evitare lo scontro, brutto vigliacco).

Ma soprattutto ogni pedone, di qualsiasi colore esso sia, se arriva all’ultima riga della scacchiera -quella che ospita i pezzi avversari- si trasforma in qualsiasi pezzo il giocatore voglia. A parte il Re.

Per cui s’è andati a dimostrare come l’esser pedoni a volte è come esser bruchi (il che apre pure la questione gender, se vogliamo dirla tutta, quindi meglio chiuderla qua…).

 

 

Barney

Paura e delirio a Las Vegas

Il drammatico omicidio di George Floyd ha scatenato una serie di reazioni in tutto il mondo.

L’ovvio motivo è che la ragione principale ed unica per cui Floyd è stato assassinato da un poliziotto (con la connivente partecipazione di altri agenti in divisa) non è qualcosa che aveva fatto, ma il colore della sua pelle.

Non ce la faccio a capire come si possa considerare un essere umano inferiore o peggiore di un altro per come è esteriormente… ma anche per i suoi gusti sessuali, la sua religione, il voto che esprime alle elezioni politiche (si, anche se vota Lega): siamo tutti esseri umani, ed essere diversi è la nostra forza di specie dominante nell’unico pianeta abitato di questa piccolissima parte della Galassia.

Non ce la faccio, ma faccio enorme fatica anche a capire alcune delle risposte a questi drammi purtroppo non infrequenti. Se la rivolta contro la polizia di Minneapolis la capisco (la rabbia è un sentimento umano, così come la voglia di vendetta), così come le manifestazioni di supporto alla famiglia, mi cadono le braccia quando sento che HBO ha ritirato dai suoi cataloghi “Via col vento”, perchè considerato razzista. Certo che è razzista: descrive un’epoca in cui il razzismo era -purtroppo- naturale, come respirare. E proprio perchè descrive il passato dovrebbe servire a chi vive oggi per capire che essere bianchi o neri non è la cosa importante, e che il razzismo è una roba da idioti.

Pensavo che si fosse toccato il fondo con la HBO (e la Migros che toglie dalla circolazione i moretti). Poi mi capita sotto mano questa notizia qua. E penso che stiamo impazzendo.

Tutti.

Perchè se qualcuno ha paura di un gioco che ha ventisette anni, giocato da decine di milioni di persone in tutto il mondo, se qualcuno pensa che cinque o sei carte pubblicate nel 1994 e ancora in gioco oggi possano instillare nel giocatore l’odio razziale, beh, siamo alla frutta.

La conferma che la situazione è grave ma non seria me la dà un’altra notizia, questa: uno degli inventori di ZFS, un filesystem Sun usato inizialmente nelle workstation Solaris, ha proposto alla fondazione OpenZFS di cambiare il termine “slave” che in informatica classica si accoppia -come nel BDSM- a “master” in un più politicamente corretto “dependent“. Ora, va tutto bene. Ma che un programmatore, quando scrive relazioni tra processi principali e secondari abbia in mente i negrieri e gli schiavi a me personalmente pare del tutto improbabile. Poi, fate voi… Qua c’è una interessante discussione sull’argomento tra geek e amanti del politicamente corretto, con i primi che proprio -come me- non capiscono di cosa stiamo parlando (del nulla, probabilmente…) e i secondi che si affannano a spiegare l’inspiegabile (almeno per me, sarò duro ma non capisco proprio il problema).

Ecco alcuni commenti:

Utente A:
I think it’s a bit of a stretch to call the use of master/slave in technical terminology “racist”, because A) I think it’s pretty clear there was no racist intent and B) slavery has been around since approximately forever and is not intrinsically a race-based relationship.

However, there is absolutely no good reason to keep this terminology in technical language, it obviously has the potential to be offensive, and people who object to dropping this terminology probably have some underlying prejudices they need to get over.

Good riddance.

Utente B:

The intent might not be racist; the effect is. And that’s what counts.

Cui l’Utente C risponde così:

I’ve got nothing against dropping “master/slave”. But now is the next target “male/female” connectors because there isn’t a third choice? Or is just “male/female” somehow sexist on its own?

I’d entertain suggestions on new gender-less terminologically for connectors.

Sure, I’m a little out there on this – but you have to admit it could come to this.

E l’Utente C ha ragionissima, da vendere. Io aggiungerei di prendere in seria considerazione -oltre alle whitelist e blacklist citate in commenti poco sopra- il cambio di nome ai “white papers“. Li farei diventare “plain grey” per non sbagliare.

Un altro utente (Utente D) risponde a Utente A cosi’:

Utente A:
However, there is absolutely no good reason to keep this terminology in technical language, it obviously has the potential to be offensive, and people who object to dropping this terminology probably have some underlying prejudices they need to get over.
Utente D:

I’m guessing the argument would fall under a couple of categories.

The first would likely be “just doesn’t seem worth the effort”.
The second would be “it’s clear and presently understood terminology and replacing it for aesthetic rather than technical reasons has a questionable ROI”… kind of like refactoring without a use-case for doing so.

I suppose I might also wonder if there is an idea where we should draw the line? Given issues of gender in modern society, will the male/female terms for identifying ports and plugs need to be revisited? What about “blacklist” and “whitelist”? Are there other terms that are going to be politically sensitive? What do we do if/when the sensitivities change? Is “dependent” really that far from being politically charged (think about how “entitlement” and “liberal” have become practically slanderous)?

I can’t say that I’m in the group that cares one way or another; but it seems to me your “if you disagree: you are prejudiced” is, literally, a prejudice, a preemptive ad-hominim fallacy, and poisoning the well.

E anche D ha perfettamente colto il punto, a mio modesto avviso.

Perchè “L’intento non è razzista, ma l’effetto si” è uno statement che si può applicare a tutto: “l’intento non è fascista/sesssita/comunista/juventino/vegano/omosessuale, ma l’effetto si, ed è questo che conta“.  Senza considerare per quanti soggetti l’effetto è “x” (soggettivamente, non obiettivamente) , la regola vale davvero per qualunque cosa, e allora meglio smettere anche di pensare.

L’antirazzismo e il pensiero razionale non vanno imposti: vanno insegnati a scuola. Dal punto di vista prima di tutto scientifico (e infatti i nazisti dalla scienza iniziarono, per definire gli ebrei un popolo inferiore), poi culturale.

Se abbiamo paura di un film, di un cioccolatino, di un paio di carte da gioco, di concetti informatici da programmatore… non penso vi sia alcuna speranza che in futuro un altro George Floyd non venga assassinato di nuovo esattamente per lo stesso motivo per cui l’hanno ammazzato a Minneapolis una decina di giorni fa.

 

Barney

 

la vita ai tempi del virus #3: un bilancio della prima ondata

Che cosa resterà di questo fine inverno-inizio primavera 2020, negli annali?

  • Le parole: Lockdown, Assembramentio Distanziamento, Mascherina, DPI, Congiunto, wet market, droplet, gel igienizzante, autocertificazione, smart working, didattica a distanza…
  • I concetti: infettività, tasso di mortalità, R0 (se non vi chiamate “Gallera” dovreste oramai averlo capito :-)), il salto di specie, lavarsi le mani…
  • le cure e prevenzioni (vere o presunte): clorochina, idrossiclorochina, plasma iperimmune, vaccino, tocilizumab, remdesivir, la Vitamina C, la Vitamina D, l’aglio, la cipolla, l’alcool, la madonnina di Lourdes, Padre Pio…
  • I Colpevoli e/o gli Eroi (aka I buoni e/o i cattivi): i cinesi, gli americani, i tedeschi, il pipistrello, il serpente, il pangolino, i poteri forti, Big Pharma, Dio, Satana, il Papa, il Papa Emerito, gli epidemiologi, i virologi, i tuttologi, i giornalisti, i complottisti, la Trilateral Commission, George Soros, Bill Gates, Xi Jin Ping, Donald Trump, gli ebrei, il 5G…
  • I problemi veri d’aaggente: il campionato di calcio che non riparte, Wimbledon cancellato, le Olimpiadi rimandate al 2021 ma che comunque si chiameranno “Olympic Games 2020”, i concerti posticipati e ripagati col voucher che ti sbatti sui coglioni…

Più un po’ di cose che ho notato forse solo io:

  • La merda e il piscio di cane che almeno nella mia città han raggiunto livelli che nemmeno negli allevamenti intensivi di maiali della Val Padana.
  • la quasi assoluta ignoranza scientifica del 99% dei giornalisti italiani.
  • la assoluta mancanza di senso dello stato del 100% dei politici dell’opposizione.
  • la totale inadeguatezza al ruolo del 100% dei politici della maggioranza E del 100% dei politici dell’opposizione.
  • La paura del contatto fisico per strada, nelle case, tra parenti. Anche in regioni dove l’epidemia è stata assolutamente sotto controllo sin da quasi subito.
  • la resilienza della popolazione italiana, almeno dei toscani (ma qua si sa che a noi c’importanasega di tutto).
  • la triste e preoccupante adesione acritica a qualsiasi norma venisse erogata dal Governo da parte della maggioranza della popolazione italiana.
  • la politicamente comprensibile ma purtuttavia assolutamente ridicola presa di posizione diametralmente opposta a quella del governo da parte dei caporioni e dei tifosi dell’opposizione, altrettanto cieca e acritica, a prescindere.
  • la totale inadeguatezza del sistema di gestione delle emergenze, in questo paese. Checché se ne dica, abbiamo avuto una quantità di morti enorme, se consideriamo che abbiamo chiuso tutto per primi, e che abbiamo tenuto chiuso per più tempo. Siamo riusciti a far morire gli anziani negli ospizi come mosche, ai medici e agli inferimeri e’ andata poco meglio: erano attrezzati più o meno come gli alpini che il Duce mandò a morire in Russia, con le scarpe di cartone.
  • la quantità di stronzate che ha raggiunto livelli da diluvio universale in tutti i campi, dalla scienza all’economia.
  • la pertinace convinzione nella maggioranza degli utenti dei social media che studiare non serve a un cazzo, e che l’unica università seria e’ quella di Youtube o -in alternativa- quella della vita.
  • i discorsi di Conte, prima su Facebook poi in tv, a raccontare l’ovvio e a deliberare l’assurdo.
  • le fantastiche conferenze stampa della Protezione Civile, in cui pareva di assistere all’estrazione dei numeri della tombola da tanto non avevano senso le cifre snocciUolate.
  • la mia playlist giornaliera per sopravvivere al COVID-19 arrivata al giorno 77, che un giorno pubblicherò anche qua… ma non è questo il giorno.

 

 

Barney

La pandemia spiegata da Ted Chiang

Chi è Ted Chiang?

Se avete letto due o tre pezzi da questo inutile blog, forse vi ci siete imbattuti: è uno scrittore di fantascienza americano di chiare origini cinesi, e tra le altre belle cose che ha scritto (incluso questo splendido racconto breve) c’è “Storia della tua vita”, un raccontino di poche decine di pagine da cui è stato tratto “Arrival“.

Chiang è stato intervistato ieri l’altro dall’editore (o editora, visto che è una donna?) di “Electric Literature“, una organizzazione non profit americana che ha come missione “amplificare la potenza della narrazione attraverso l’innovazione digitale”. L’intervista in formato lungo la trovate qua, e siccome non è poi così lunga e tutti abbiamo tanto tempo libero sarebbe da leggere.

Per i pigri c’è Slashdot, che fa un sommario dei passaggi più significativi. Nello screenshot qua sotto io rendo il compito del lettore ancor più semplice, sottolineando le tre o quattro righe fondamentali (secondo il mio sindacabilissimo giudizio, sia chiaro):

chiang_on_slashdot

Ecco, questa qua sopra è la foto del momento e del futuro prossimo, in attesa che ci troviamo di fronte tra qualche anno ad un altro “idiot plot”. O -ancora meglio-, a un “second-order idiot plot“.

 

Barney

 

xkcd: Pathogen Resistance

Una spiegazione del perchè l’isolamento sociale funziona contro il virus ce la disegna Randall oggi, rovesciando la prospettiva del problema:

pathogen_resistance_2x

L’Alt-text è questo qua:

We’re not trapped in here with the coronavirus. The coronavirus is trapped in here with us.

che somiglia molto a quello che Rorschach dice quando lo mettono in carcere, in Watchmen 🙂

 

Barney

La vita ai tempi del virus #2

Come ampiamente prevedibile il trend di crescita dei contagi rilevati è in crescita dappertutto. Anche -putroppo…- il numero di morti, soprattutto per adesso in Italia (ma speriamo che la tendenza si arresti presto) ma prevedibilmente in tutto il mondo a brevissimo.

I dati di ieri l’altro sempre presi dall’EDC danno la situazione del grafico qua sotto, che è grave ma forse lievemente meglio di quello che ci si poteva aspettare, almeno in Italia. Per gli altri stati, e qua ne ho presi alcuni a caso, ho invece tremendi dubbi.

cumulativi200318a

La linea di tendenza per tutti i paesi e’ una polinomiale di 4° grado.

Ciò detto, io spero che Trump e BoJo abbiano letto questo splendido ma inquietante studio dell’Imperial College di Londra, sull’impatto delle varie “strategie” di contrasto all’epidemia. Incluso il non fare nulla, o fare poco, che avevano in mente i due geni con la paglia in testa di cui sopra. Penso in realtà che BoJo sia tornato sui suoi passi quando ha avuto in mano il report, e magari ha chiamato The Donald…

Per il resto, abbiamo che tutti i maggiori produttori di auto al mondo -Tesla a parte- chiudono gli stabilimenti “per almeno due settimane“, che New York sta pensando di convertire alcuni Hotel cittadini per la cura di pazienti “non-COVID-19”, che le aziende che fanno Telecom sono le uniche che prosperano, e il motivo lo sapete tutti: smartphone e PC sono rimasti tra i pochi sistemi per comunicare attraverso la rete per lavoro, affetti, amore. Ovviamente questo comporta ingolfamenti e disservizi a catena (l’altro giorno una call organizzata da enorme multinazionale straniera attraverso un sistema di videoconferenza si è dovuta trasformare in una chiamata telefonica senza condividere nulla, giusto per fare un esempio che mi ha visto coinvolto). E negli ospedali dello stato di Washington si fanno mascherine con le robe che si trovano in ufficio, a dire che nessuno era preparato a questo, anche se Jared Diamond aveva descritto perché nel passato abbiamo avuto tutto e soprattutto perché sarebbe risuccesso  nel suo splendido “Guns, Germs and Steel” già nel 1997.

Legetevelo, quel libro: c’è anche in italiano e pur essendo un saggio scientifico scorre come i migliori gialli di Simenon.

Tanto dovete stare in casa, no? Ve lo dicono anche i Fugazi di avere pazienza:

 

Barney

 

xkcd: Earth Temperature Timeline

Ci sarà tempo per scrivere altro sul Coronavirus, oggi voglio riproporre questa splendida illustrazione di Randall, che -dati alla mano- spiega l’evoluzione della temperatura terrestre.

Perché quando sarà sconfitto COVID-19 avremo sempre quest’altro problemino, a livello mondiale. E’ enorme, ma vale la pena scorrersela tutta:

earth_temperature_timeline

Barney

La vita ai tempi del virus

SPOILER: Non moriremo tutti.

Edit: qua si spiega meglio quello che cerco di dire li’ sotto.

Qualche immagine tanto per iniziare bene, poi vediamo la situazione. Le ho fatte io, quindi graficamente fanno schifo. Ma i numeri sono corretti.

Italia200310

Questi qua sopra sono i casi giorno per giorno (curva azzurro chiaro) e cumulativi (curva blu) in Italia, fino a stamani. Sappiamo già che stasera i cumulativi totali (ammalati, guariti e morti) sono da noi 12.462, il che spiega bene come mai Conte continui a cercare di limitare i nostri spostamenti. Le linee tratteggiate sono l’interpolazione lineare (quella più bassa, ottimistica) e la polinomiale di secondo grado (quella che va più in verticale, pessimistica) per i prossimi 10 giorni. E come possiamo già capire sono entrambe sbagliate.

Abbiamo però una fortuna enorme rispetto a quello che vedrete tra poco, perchè da noi da tre o quattro giorni siamo praticamente in coprifuoco. Gli effetti si vedranno nettamente tra una settimana/dieci giorni, ma mi aspetto una discesa del numero di contagiati al giorno già entro domenica.

Vediamo come stavano in Germania, Francia, Spagna e USA stamattina. Sono i paesi che ci stanno trattando da appestati, e che fino a cinque giorni fa avevano casi che si contavano sulla punta delle dita di una mano.

Ecco la Germania:

tedeschia-200310

(stasera il dato tedesco dice 1908 contagiati, numero che l’interpolazione polinomiale prediceva tra 4 giorni…).

Questa è la foto della Francia di stamani:

Francia-200310

Il modello peggiore prevedeva per oggi circa 1700 casi, e qua ci siamo: adesso sono 1798 i contagiati. Ma mancano i coglioni vestiti da Puffo dell’altro giorno.

La Spagna:

Spain200310

La curva blu sale repentinamente qualche giorno fa, e oggi la situazione è di 2277 contagiati. Quasi mille in più rispetto a stamattina, crescita esponenziale. Un disastro.

Gli Stati Uniti erano così:

USA200310

Stasera siamo già a 1133 casi, e sappiamo tutti che la stima qua è drammaticamente affetta dal fatto che i test si pagano salati e i kit non ci sono, e pure dal fatto che il Commander in Chief non crede al Corona Virus più di quanto crede al Global Warming. Ma faccio notare al Commander in Chief che oggi MIT e Harvard (che non sono proprio la YouTube University…) hanno sospeso le lezioni frontali a tempo indeterminato, con proibizione di accesso ai campus agli studenti. Anche l’Ames Research Center della NASA ha chiuso i battenti per COVID-19. E pure che la E3 Conference 2020, la kermesse di riferimento per i videogiochi, è stata cancellata. I tre fatti c’entrano l’un l’altro come il culo con le quaranta ore, ma danno un’idea di come persone con un minimo di cervello capiscano al volo che tra Trump e COVID-19 la cazzata non è certo il virus.

Sia la Germania che gli altri stanno seguendo l’esatto trend italiano, e il contagio lì sembra essere davvero solo all’inizio. E mancano Olanda, Svizzera, Ungheria, UK… Per non parlare dei dati farlocchi della Russia dove secondo questo fantastico aggregatore della Johns Hopkins University (che peraltro non ha alcuna colpa, perchè si basa sui dati forniti da ciascun Ministero della Sanità) i contagiati a stasera sono venti. E io sono la marmotta viola che incarta la cioccolata.

Questo è il quadro che si evolve di ora in ora, e che potete seguire anche voi scaricandovi quotidianamente l’elenco di tutti i casi in ogni singolo paese del mondo, per ogni giorno della settimana dallo scorso novembre e giocando un po’ con filtri e cumulative.

Se ne esce? Sicuramente, abbiamo passato la peste bubbonica e il vaiolo, supereremo anche COVID-19.

Presto? Non domani, ma sono fiducioso che prima o poi (più prima che poi) un vaccino esca fuori.

Nel frattempo cerchiamo di comportarci da responsabili. Ascoltiamoci ad esempio Delila Paz:

Barney

A simple prop to occupy my time

Come sa bene chi mi conosce io adoro discutere con chi non la pensa come me, su qualsiasi argomento. E’ per questo che tra i vari contatti sui social media ho gente (o gGente) che chi mi conosce poco non sa spiegarsi: complottisti, sovranisti, populisti, credenti nelle peggio puttanate scientifiche, antivaccin… no, aspetta: quelli no.

Bene, tra i miei contatti c’è un tizio (di cui non dirò il nome) che ha fondato un partito politico (che non svelerò), partito che si è addirittura presentato alle scorse Europee.

Costui posta ininterrottamente su Facebook frasi apodittiche in cui Soros, la UE, il MEC, il PD, il signoraggio, l’usura e qualcos’altro che adesso mi sfugge si scambiano i ruoli ma alla fine il risultato è lo stesso: dobbiamo stampare subito 100 Miliardi di Euro per poterci salvare. Ah, prima bisogna riprendere la sovranità monetaria, ovviamente.

Più o meno le cazzate di Borghi sui miniBOT-Torte di Fango, argomento che mi sta particolarmente a cuore perchè per credere a una vaccata simile devi spegnere il cervello dopo avere inalato gas mostarda.

Ordunque, qualche giorno fa mentre aspettavo il treno per andare al lavoro apro Facebook, e mi appare il messaggio del tizio in questione, che fa più o meno così:

Ogni 18 minuti un greco si toglie la vita. Colpa dell’€uro. Se l’Europa sapesse, potrebbero salvarsi.

Mi colpisce la frequenza (uno ogni 18 minuti, non ogni 20), e penso che se uno scrive una cosa simile ci deve essere qualcosa di vero. E mi metto a fare quello che faccio sempre: cercare i numeri. Non mi aspetto di trovare esattamente 29.200 (uno ogni 18 minuti, moltiplicato per 24 ore, moltiplicato per 365 giorni) casi di suicidio l’anno, in Grecia, ma almeno una frazione significativa di quel numero si (SPOILER: che cretino che sono…).

Con una ricerca che mette a dura prova l’algoritmo di Google, quindi al di fuori della portata dell’utente sovranista medio di un social media a caso (“numero di suicidi in Grecia”), arrivo come risultato numero due (ricordatevelo, questo particolare) della ricerca ad una pagina scritta da Soros, dalla Merkel e dai membri della Trilateral Commission a una riunione del Club Bilderberg (“Wikipedia”), questa qua per la precisione.

L’infida pagina mi avverte che tutto quello che leggerò da quel momento in poi è derivato dai dati di un’altra organizzazione sionista-illiberale-comunista-gender (l’Organizzazione Mondiale della Sanità, per gli amici OMS), e mi snocciUola subito una tabella lunghissima con l’elenco delle nazioni, e il numero di suicidi ogni 100.000 abitanti -addirittura con tassi di suicidi maschili e femminili-.

Sono fiducioso di trovare la Grecia nelle prime posizioni, non proprio al top ma vicino. Invece, dopo l’esorbitante 83 suicidi ogni 100.000 abitanti della Groenlandia, trovo la Lituania (con un tasso di 36,7), la Corea del Sud, la Guyana…

Ma dove sta la Grecia?

Scorro la classifica.

Al 10° posto c’è la Lettonia, al 20° il Bhutan. La Grecia non è ancora uscita, e siamo già scesi a 16,7 suicidi ogni 100.000 abitanti. Gli USA occupano un decente 30° posto, il Canada è 40°, la Serbia 50°, al 64° posto troviamo l’Italia con 6,5 suicidi ogni 100.000 abitanti, al 70° c’è Panama, all’80° abbiamo l’Honduras e finalmente, all’ottantottesimo posto in questa poco invidiabile classifica, troviamo la Grecia. Con 3,5 suicidi ogni 100.000 abitanti.

Si, i dati sono del 2009, ma siccome in Grecia vivono un po’ meno di 11 milioni di persone, in quell’anno si sono suicidati -a stare larghi- in 400.

Ma i dati sono del 2009. E il primo risultato della difficilissima ricerca su Google mi dava un articolo allarmante, dal titolo “Grecia, ma quale fine della crisi: è record suicidi, sanità al collasso“, che citava senza linkarlo un report della Commissaria UE per i Diritti Umani.

Ho quindi scaricato il report (è difficilissimo trovarlo. Una ricerca sul deep web -Google-con il nome della Commissaria e “Greece report” vi fa infatti scaricare tutte e 28 le pagine in un formato illeggibile -pdf-) e cercato “suicide” nel testo. Lo troviamo tre volte, e il dato dell’aumento dei suicidi (che viene dato così: “il tasso aumenta del 40% dal 2010 al 2015“) è ricavato da uno studio scientifico linkato pero’ come notizia su un sito giornalistico greco (tecnicamente lo si definirebbe “un link alla cazzo di cane”). Che tra l’altro sbaglia a citare gli autori (si diceva “a cazzo di cane”, appunto). Ma qualcuno (non io) l’ha scovato, è un lavoro serio, addirittura pubblicato su Nature, e riporta il numero di suicidi in più, in Grecia, nel 2014 rispetto al 2009. Anno in cui abbiamo visto i suicidi siano stati (cito me stesso) “400 a stare larghi”. Ecco, nel 2014 i suicidi in più sono stati 174. CENTOSETTANTAQUATTRO. Ovvero, nel 2014 in Grecia ci sono stati più o meno 574 suicidi.

Che a casa mia e anche a casa vostra non fanno in alcun modo “un suicidio ogni 18 minuti”, nè tanto meno 29.200 suicidi l’anno.

Qualcuno -i sopravvissuti sin qui, quelli che non sono andati ad ingrassare le fila dei suicidi nostrani- si chiederà dove stracazzo voglio andare a parare.

Il punto è che quel post del tizio che non nominerò ha raccattato un’ottantina di “like” (‘na miseria, diciamolo), e dieci commenti. Tre sono miei, molto meno prolissi di questa roba qua: nel primo riporto la pagina di Wikipedia e i calcoli fatti al volo su quanti suicidi c’erano stati l’anno prima in Grecia. Dopo poco una tizia commenta “Ma perchè nessuno ne parla??22???“, a lei rispondo “semplicemente perchè i dati sono falsi. In breve, è una cazzata“. Il terzo mio commento è in risposta ad un successivo tizio che chiedeva “Qualcuno sa quanti sono i suicidi in Italia all’anno?“. Rispondo che lo so io, e che avrebbe potuto saperlo anche lui, visto che avevo dato sia i numeri che il link per controllare dieci minuti prima.

Sono serviti a qualcosa, i miei commenti?

Se almeno uno dei due cui ho risposto s’è fatto venire il dubbio, direi di si.

Ma sono un inguaribile ottimista…

 

Ah, qualcuno penserà adesso di ascoltare “The one I love“, dato il titolo del post. E invece vi beccate “Drive”, son sempre i R.E.M..

Se non ci credete, cercate su Google.

 

 

Barney