Fastidio

Su Cartaresistente  stamani una delle cose che mi da più fastidio.
Barney

Filosofia da muro #86 e #87 (hat trick: Ammennicolidipensiero)

C’e’ un nuovo pusher di scritte murarie, in giro.

Ammennicolidipensiero mi ha spedito un po’ di materiale interessante, che pubblico volentieri iniziando da una combo che ha praticamente gia’ scritto sopra il titolo del commento musicale che chiudera’ il pezzo.

Sono due scritte “classiche”, di quelle fatte a  pennarello su un muro da adolescenti in crisi ormonale, e sotto ciascuna la mano cinica ma saggia di un compagno piu’ navigato a chiosare apoditticamente, tranciando speranze e ardori giovanili:

nullaepersempretantovilasciate

Nella prima il sentimento e’ espresso da mano presumibilmente maschile, con data precisa a definire l’ambito temporale del sentimento. Sotto, una calligrafia femminile (forse addirittura la Chiara della dedica) che non lascia scampo al poveraccio. Nel mezzo si intravede qualcosa, forse addirittura un’altra data cancellata, a dimostrazione di quanto caduca fosse la prima scritta, e quanto vera invece la seconda.

La foto sotto e’ un classico intramontabile: i nomi di due piccioncini uniti dal “+” e con un cuoricino a chiarire che non e’ amicizia quella che li lega, e sotto una scritta che guarda al futuro, per Sam e Giulia non proprio roseo. Magari questa mano e’ di un rivale di Sam, qualcuno che s’e’ innamorato pure lui di Giulia, e che presagisce -o spera- una veloce separazione. O magari Sam non e’ un Samuele, e’ una Samantha (mi raccomando, con la “h”), che non ci sarebbe nulla di strano. E il rivale e’ una rivale, vai a sapere.

Quello che invece e’ sicuro e’ il brano musicale:

 

Barney

Il bene e il male

Il male oramai lo conosciamo tutti.

E’ l’olio di palma, che da ubiquo grasso saturo che stava davvero in ogni cosa si potesse mangiare s’e’ in pochissimi mesi ritrovato al bando da quasi tutti i prodotti. Meno -se non ho capito male- dalla Nutella. Che come ho gia’ avuto modo di dire a me fa schifo. Con o senza olio di palma.

Ma il resto dei prodotti confezionati da forno adesso sono venduti in confezioni su cui spicca bello grosso l’annuncio “senza olio di palma”. Addirittura alcuni prodotti hanno aggiunto sui pacchi la fondamentale informazione “da sempre senza olio di palma”. Che messa oggi fa ridere e non ti differenzia dalla massa, e tu creativo della domenica avevi a pensarci quattro o cinque anni fa. Vi sono annunci “senza olio di palma” credo anche sulle confezioni di pasta, sull’acqua minerale non so. Ma sull’acqua si e’ consumata la battaglia del sodio anni fa, quindi probabilmente non sembrava il caso di aprire pure quel fronte.

Il risultato non so quale sia dal punto di vista della nostra salute. Credo sostanzialmente nullo, visto che qualche altro olio saturo lo dovranno usare per fare i biscotti del Mulino Bianco, no? Dal punto di vista organolettico per me siamo andati in peggio, ma son gusti.

Vabbe’, abbiamo quasi del tutto eliminato il male, vivremo una settimana di piu’ e forse non piovera’ neanche.

E poi c’e’ il bene che ci aiutera’ a stare ancor meglio. La stevia.

Che sarebbe un dolcificante estratto da una pianta, con potere dolcificante ordini di grandezza superiore a quello dello zucchero. Pare ci sia una versione della Coca Cola (una vera Coca Cola, non un tarocco eh?) alla stevia, che si chiama “Life”. Il che mi interessa esattamente quanto mi interessa che nella Nutella ci sia olio di palma: nulla. Credo di aver bevuto un litro di Coca Cola in tutta la mia vita (quasi tutto mischiato con il rum), e ora come ora solo pensare al saporaccio della bevanda che ha reinventato Babbo Natale mi allappa la bocca. E poi ho visto chewingum alla stevia, gente che lo mette nel caffe’ al posto dello zucchero… un delirio. Io che in casa non ho nemmeno lo zucchero quasi quasi me ne compro una confezione cosi’, tanto per stare al passo coi tempi.

Peccato non si sia potuto sostituire l’olio di palma con la stevia, il male col bene: sarebbe stato il massimo.

Del marketing.

 

 

Barney

 

 

Filosofia da muro #85 (hat trick: Pendolante)

Stavolta dovrei dire chapeau, perche’ la pendolatrice modenese mi spedisce l’immagine qua sotto da uno dei corridoi di collegamento tra le linee 4 e 12 della Metro di Parigi. Stazione Marcadet-Poissonniers, per la precisione. La sua precisione, chiaramente.

E’ un’opera mista, pennarello su cartellone pubblicitario, come possiamo vedere qua sotto:

VeLOGAN

Si annuncia sul cartellone l’uscita di “Logan”, capitolo forse finale della saga del mutante piu’ amato dalle donne, Wolverine. Scopro addirittura che il film sara’ proiettato a Berlino, fuori concorso.

Una mano ignota -non si sa se burlona o appassionata- ha trasformato il LOGAN a caratteri cubitali in un VEGAN, e per completare l’opera mi fa notare Katia che lo stesso pennarello ha cancellato pure “son” davanti a “heure est venue“. Per cui, a una lettura attenta il cartellone adesso recita VEGAN heure est venue. Immagino le feste, a base di hamburger di tapioca e seitan, annaffiati da abbondante succo di barbabietola…

Ma a guardarla bene, la scritta, si nota che la V e la E stanno sopra una L ed una O, e se si leggono le quattro lettere nella sequenza temporale corretta abbiamo LOVE. Romantico, c’e’ anche il tramonto vicino agli artigli di adamantio di Logan…

Infine, se ci viene in mente di leggerle nella sequenza temporale “sbagliata” vien fuori un VELO che ci sta abbastanza bene se lo si legge con l’accento: d’altra parte e’ Parigi, no?

Tutto sommato propendo per la prima lettura: una battuta sagace di qualcuno che vegano proprio non ce lo vedo.

Morrissey invece e’ un vegano talebano, pero’ canta bene.

 

Barney

 

 

Filosofia da muro #84 (hat trick: Pendolante)

Katia colpisce ancora, e spedisce da Modena questa foto che e’ ancora una volta un ponte tra la filosofia da muro e la still life:

IMG_3762

E’ molto bella, molto attuale, molto forte. Anche per tutte quelle traversina in prospettiva che puntano dritte al cuore dell’immagine.

La scritta bilingue presumo che dica la stessa cosa in tedesco ed in italiano, ed ha una certa ironia cinica, a descrivere didascalicamente l’immagine dell’immigrata (o migrante) che pare tutto fuorche’ pericolosa. Ma non ha i documenti, quindi attenti!

Chissa’ dove e’ stato fatto il murales, chissa’ chi l’ha fatto; magari proprio un immigrato (o migrante). Forse davvero quel carro merci ha ospitato migranti stremati dal viaggio verso chissa’ dove, oppure -al contrario- il tutto e’ frutto della mano educata di qualcuno che i migranti (o immigrati) li considera veramente pericolosi, soprattutto se non hanno i documenti.

E’ il bello delle scritte sui muri (o sui carri ferroviari): ti lasciano sempre con piu’ domante che risposte. Ti fanno spesso pensare. E questo e’ sempre piacevole.

Per la musica, ci vedrei bene Samba Toure’…

 

Barney

Fire and forget

Lodi e’ l’ultimo di una serie di fatti di sangue in cui un ladro viene ucciso mentre sta rubando, sorpreso dal proprietario che -armato legittimamente- gli spara.

La discussione impazza in ogni dove, con schieramenti di entusiasti fautori dello stile Far West che esultano ad ogni colpo andato a segno, mentre i convinti assertori della non violenza denunciano l’ennesimo omicidio a sangue freddo compiuto proprio perche’ di armi in giro ce ne son troppe.

Non voglio abbassarmi al livello del politico medio italiano di uno schieramento a caso (un Salvini o un Fassina sono quasi uguali, in questi casi. Con la non secondaria differenza che Fassina probabilmente manco pensa di lucrare voti facendosi un selfie col pistolero di turno. Salvini invece corre subito, a cadavere caldo, a cogliere i frutti della sparatoria…), non voglio difendere i ladri, ne’ dire che “siccome il loro e’ un mestiere a rischio, sanno che possono lasciarci la pelle”.

Mi interessa riflettere sull’aspetto oramai seriale della cosa, sul fatto che sembra oramai normale che le cose vadano cosi’. Avere un’arma in casa sta diventando normale come avere il gatto, e l’idea della difesa della proprieta’ come se fosse un’estensione del nostro corpo o della nostra famiglia e’ invocata da una marea crescente di italiani.

Quello che mi lascia perplesso e’ che non ci si accorge che questo fai da te e’ nient’altro che lo specchio di un degrado sconfortante dello Stato e della politica: il “meglio farsi giustizia da soli, tanto i poliziotti col cazzo che intervengono” e’ la certificazione della sconfitta di un paio di secoli di democrazia. Tutto l’apparato di tutela dell’ordine pubblico -che per definizione dovrebbe essere l’unico a poter usare la forza per appunto tutelare la vita dei cittadini rispettosi delle leggi- e’ fortemente sottodimensionato, depotenziato nelle sue prerogative e sfiduciato sulla tenuta dell’apparato giuridico, che spesso i ladri e gli assassini li rilascia in poche ore.Quindi, stante l’inadeguatezza delle forze di polizia (e la totale incertezza della pena per i rei), il cittadino si sente obbligato e legittimato a sostituire lo Stato nella tutela dei propri interessi privati. Il risultato che fa notizia e’ il morto durante una rapina; meno notizia fa che oramai ammazzare qualcuno e’ non dico normale ma quasi. E anche questa voglia di apparire in tv di coloro che -legittimamente, per carita’- si son trovati a dover sparare a un ladro mi disturba alquanto.Infine, come ciliegina sulla torta, sempre o quasi sempre il ladro e’ un negro, uno zingaro, un rumeno, un diverso insomma da chi tira il grilletto per difendersi. E anche questo viene enfatizzato e ostentato a mo’ di ulteriore giustificazione -ulteriore rispetto alla sacrosanta legittima difesa-, cosi’ da disumanizzare la vittima e rendere semplice e immediata l’accettazione della sua morte. A me pare tutto molto preoccupante oltre che gia’ visto, e l’uso sciagurato che la politica tutta fa di questi fatti mi preoccupa anche di piu’.Ma forse sono strano io: forse davvero le cose cosi’ devono andare…

Posizioni politiche

Negli USA il nuovo POTUS sta mettendo in piedi un omogeneo gruppo di potere e di indirizzo che -in ultima analisi- non crede per nulla all’impatto antropico sui cambiamenti climatici. Questo e’ il nuovo presidente dell’EPA (il Ministero per l’Ambiente americano), quest’altro il consigliere scientifico di Donaldone, che addirittura e’ entusiasta dell’aumento della CO2 in atmosfera, perche’ le piante cresceranno meglio.

E allora, mentre aspettiamo che al Ministero della Ricerca venga nominato un creazionista (ci stiamo lavorando…) o un terrapiattista, a noi italiani non resta che concentrarci sulle iniziative scientifiche dell’ottimo (??!!!) pentastellato Bartolomeo Pepe, che ha organizzato per il 20 marzo prossimo un convegno su Scie Chimiche e Geoingegneria (anzi, il titolo e’ “Geoingegneria e Disinformazione“). Dopo i danni da vaccinazioni e prima di una analoga iniziativa su fusione fredda, moto perpetuo e motore di Schietti, ovviamente.

 

Barney