xkcd: Timeline of Bicycle Design

Ieri sera ho passato un’ora imbambolato davanti al PC per colpa di Randall. E della sua striscia numero 1673.

Vi avverto, potrebbe succedere anche di peggio a voi -soprattutto a voi ingegneri…- che leggete questa roba qua, se avrete la forza di arrivare in fondo.

La vignetta e’ poco comprensibile, a prima vista:

timeline_of_bicycle_design

L’alt-text aiuta il giusto:

 I’ll be honest–the 1950s were a rough time for cycling

Quindi il curioso (io, per esempio) va sul forum e cerca di capire a cosa Mr. Munroe si riferisce, con quella vignetta.

E sul forum scopro che tutto quello che avete visto sopra si riferisce a questo sito qua, dove si trova uno splendido -per me- algoritmo di intelligenza artificiale che simula l’evoluzione di macchinine vettoriali in vari ambienti bidimensionali (rima cacofonica ineludibile, I beg your pardon).

In pratica, vedrete un generatore casuale di aggeggi con ruote (o anche senza), che -generazione dopo generazione- verranno selezionati dal programma attraverso un semplicissimo parametro: chi va piu’ lontano in quell’ambiente. E’ una combinazione di forma, potenza e botte di culo (che aiutano sempre), ma vedrete che dopo i primi cicli di robe che fanno pochi centimetri e poi si fermano (o addirittura manco partono…) il sistema sceglie la forma piu’ adatta.

O quella che e’ piu’ prona a botte di culo.

Notevolissimo, sempre per me.

Da cio’ capite tutto quel che c’e’ da capire.

Niente.

E quindi come da copione, -e ome raramente accade con Randall- musica.

De Gregori:

 

Barney

 

Un evergreen che ci ricorda Don Quixote e i famosi mulini a vento

E’ la Teoria della Montagna di Merda, naturalmente. Per gli amici, la TdMdM.

Che dice, in sostanza, che il successo che otterrai nel convincere un fanatico delle scie chimiche, o un antivaccinista, o anche un credente col cervello apertissimo che prende per buone tutte le teorie scientifiche piu’ strampalate (a patto che siano venute fuori da ignoti cialtroni buffi che “fanno ricerca” in bui e umidi garage) che le sue idee sono stronzate sesquipedali e’ pari a zero.

Perche’ lui -forte della sua ignoranza totale da un lato, e della sua cieca fede nel magGico dall’altro- a ogni tua confutazione parte con altri argomenti pescati a  caso dal pozzo senza fondo di Internet, dai vortici di ignoranza di Youtube, dai siti personali del santone di turno.

E’ una battaglia persa, e il motivo e’ semplice: la competenza e’ molto piu’ faticosa dell’incompetenza. Studiare e capire sui libri costa sforzi e fatica. “Informarsi” su Youtube e’ un gioco da bimbetti. E i risultati si vedono…

Ecco qua di nuovo l’immortale scritto.

 

Barney

Filosofia da muro #52 (hat trick: Ornella Risso)

Trittico artistico da Vercelli, senza interpretazioni filosofiche, solo segni sui muri:

Risso1Vercelli

Risso2Vercelli

Risso3Vercelli

Dal piccolo cuore su muro, allo scarabocchio in bianco e nera passando per una tag elaborata su vecchi mattoni ombreggiati da alberi urbani.

Piu’ arte che filosofia, insomma. I Marlene Kuntz con Skin ci stanno bene, quindi:

 

Barney

La Regione Toscana, il treno per Basovizza e il post antifascismo

Un 25 aprile diverso.

Lorenzo Guadagnucci

La lunga marcia della destra post fascista nella patria storiografia aggiunge tassello a tassello. Il consiglio regionale toscano nei giorni scorsi ha approvato (all’unanimità!) una mozione del consigliere Giovanni Donzelli (Fratelli d’Italia) e quindi istituito un secondo “treno della memoria” (stavolta chiamato “del ricordo”) in aggiunta a quello verso Auschwitz, che da tempo porta centinaia di studenti toscani a visitare il luogo simbolo degli orrori della seconda guerra mondiale e del  Novecento europeo. Il nuovo treno, a partire dal 2017, condurrà  a Basovizza, sul Carso triestino, la foiba simbolo del fatto storico che la destra post fascista scelse vari decenni fa come contrappeso all’antifascismo.

La Giornata del Ricordo, istituita nel 2004 per ricordare gli “infoibati”, è il capolavoro politico della destra post fascista e del principale animatore della campagna che portò a istituirla, ossia Roberto Menia, missino e post missino di Trieste, già sottosegretario in uno dei governi…

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E’ tempo di processi (freddi)

E’ tempo di scrivere qualcosa sulla saga della fuffa fondente a freddo, che da anni promette energia gratis e senza limiti a stuoli di Monaci Diacci Marmati della Chiesa degli Ultimi Giorni.

Per adesso non si puo’ scrivere nulla di tecnico, perche’ non abbiamo sott’occhio la relazione sull’anno continuativo di funzionamento del trabiccolo di Andrea Rossi in una factory a caso (che per i MDMdCdUG e’ di sicuro -ma a giorni alterni-: una distilleria di bioetanolo, una lavanderia industriale, un’azienda chimica che produce spugne metalliche per marmitte catalitiche, un mangimificio per pesci da acquario [1]) dalle parti di Miami, Florida. Non abbiamo nulla da discutere, a parte quello che ci dicono Rossi e i suoi ferventi sostenitori, ovviamente.Versione che vi risparmio, non essendovi anche qua nulla di nuovo da riferire (ovviamente tutto ha funzionato alla grande, in media l’energia erogata dal ciottoro e’ stata sei volte quella immessa, ma spessissimo anche sessanta volte, poi come sempre nessuna radiazione e’ uscita dal bussolo, e il Secret Customer -di cui sappiamo piu’ o meno un cazzo- e’ stato cosi’ contento che ha ordinato altri tre accrocchi a Rossi. E la marmotta viola per un anno intero incartava cioccolate fondenti…).

Quindi toccherebbe scrivere una storia accessoria, fatta di accordi, contratti, cessioni di diritti di proprieta’ intellettuale, e -infine- rottura di tutto quello che era stato diligentemente sottoscritto e conseguente azione legale. Da parte di Andrea Rossi nei confronti del fondo di investimento merregano che gli aveva promesso 100 milioni di dollari in tutto (di cui 11 e mezzo gia’ versati), SE il trabiccolo avesse funzionato.

Alla fine del test, non vedendo soldi, Rossi ha denunciato a un tribunale della Florida gli investitori per inadempienza, e gli investitori se ne sono usciti, dopo qualche giorno, con un laconico comunicato il cui succo e’:

“…Industrial Heat has worked for over three years to substantiate the results claimed by Mr. Rossi from the E-Cat technology – all without success…”

Che tradotto in lingua corrente a suona piu’ o meno come “non funziona”.

Da li’ s’e’ scatenato Rossi, che impazza da giorni con dichiarazioni sempre piu’ roboanti, accuse sempre piu’ pesanti contro Industrial Heat (l’investitore) e nuovi piani per aggeggi ancora piu’ magGici di quello testato per un anno in una fabbrica a caso in Florida.

Questa volta si tratterebbe di un trabiccolo delle dimensioni di un sigaro, che produce direttamente energia elettrica, calore, luce e -cosi’ dice Rossi, quindi per i MDMdCdUG e’ automaticamente vero– puo’ anche essere usato per produrre spinta in un motore a turbogetto o in un razzo.

Il modello successivo fara’ anche il caffe’ corretto, credo mettendoci dentro solo pneumatici esausti…

Non vado oltre, ma continuo (dal 1989) a stupirmi di come la gGente creda a questa cosa della fusione fredda (o Low Energy Nuclear Reactions, come si chiamano adesso), senza uno straccio di prova convincente, ma con la cieca speranza di avere, un giorno una fonte di energia inesauribile e gratuita, tirata fuori da questi ciottori che fanno tanto steampunk di terza mano. Mi stupisco soprattutto perche’ oltre alla assoluta inconsistenza scientifica della cosa, nel caso specifico l’inventore e’ un personaggio di questo tenore:

doctorrossiIsuppose

Uno che insomma se lo vede la NeuroDeliri in giro lo carica su una bella macchinina con la sirena accesa, dopo avergli allacciato la camicia sulla schiena (se non l’aveste notato, quello che Rossi ha in mano e’ uno stetoscopio. E quel cassone e’ il famigerato E-Cat…).

Il motivo e’ che la cultura scientifica si e’ drammaticamente ridotta, in tutto il mondo, se va bene a “ricercare su Wikipedia“, oppure nel caso peggiore “guardare i video su youtube”. Ma in realta’ il problema non e’ della cultura sientifica; e’ della cultura in generale. Come ho gia’ scritto un po’ di volte, oggi come oggi e’ piu’ facile far pensare gli altri al posto nostro, che pensare e ragionare e’ faticoso e difficile. Al problema di inventare -rigorosamente in garage, rigorosamente senza avere mai frequentato un’aula di Fisica- una nuova fisica (in culo Feynman, Einstein, Maxwell e gli altri cialtroni del passato), e di scoprire la magica fonte energetica del terzo millennio ci pensano i tipi come quello qua sopra, con lo stetoscopio piantato nelle recchie che ascolta il coro di idrogeno e nickel che reagiscono col litio e producono tutta l’energia che ci serve.

(Inciso poetico:

Trainor lo sapeva come far reagire gli atomi, perche’ aveva studiato:

Only the chemist can tell, and not always the chemist,
What will result from compounding
Fluids or solids.
And who can tell
How men and women will interact
On each other, or what children will result?
There were Benjamin Pantier and his wife,
Good in themselves, but evil toward each other;
He oxygen, she hydrogen,
Their son, a devastating fire.
I Trainor, the druggist, a miser of chemicals,
Killed while making an experiment,
Lived unwedded.

Inciso poetico)

Dai, che comunque dal 2012 ogni anno e’ per gli ottimisti fusionisti l’anno buono per il loro gatto. E questo e’ pure bisestile!

 

[1] ovviamente, non ho inventato nulla. Non ce n’e’ bisogno, in questi casi. Basta leggere:-)

 

Barney

Filosofia da muro fuori classifica: intermezzo

Varcato l’incredibile numero di 50 filosofie da muro, e avendo quasi altrettante foto da pubblicare (grazie alle gentili donazioni di innumerevoli -tre o quattro- inviati speciali volontari), per nessun motivo particolare stasera m’e venuto in mente di condividere questo cartello che oltre che essere borderline con la filosofia da muro e’ anche un po’ a cavallo con l’arenato progetto “Still life”, essendo esso appiccicato nel sottopasso della stazione che frequento tutte le mattine.

Ecco qua il reperto, misto-mare con spruzzata di folle antisemitismo:

EbreiCane

Si parte col cane smarrito, riconoscibile da un particolare sulla zampa, che imparo stasera si chiama “secondo arpione” e che vedo nella foto a destra. Presumo che il padrone del povero cane voglia ritrovarlo, quindi non credo sia male se il messaggio originale gira (come ci ordina Beppe Grillo!!11!!!). Il cane Roy con secondo arpione andrebbe ritrovato, insomma. Grazie da parte del padrone, e di Roy.

Sul messaggio originale, pero’, una mano idiota e ignota verga con bella calligrafia e notevole gestione delle trappole grammaticali un altro messaggio, che porta non al cane Roy, ma nel baratro del ricovero psichiatrico coatto.

Intanto, come nelle migliori tradizioni che si rifanno ai Protocolli dei Savi di Sion, tutto il male viene dagli ebrei, e colui che fa il male e’ automaticamente ebreo.

Maometto? Ebreo.

Un Papa a caso? Ebreo.

Andreotti? Ebreo, figlio di un Papa ebreo.

La Massoneria? L’han creata gli ebrei.

Tutte le guerre? Colpa degli ebrei, chiaro.

Gesu? No, quello dice di no, che non era ebreo (??!!!) e il nostro pazzo lo mette tra stanghette, quasi a commentare (se fosse questo scritto un sorgente in C++) il resto del delirio.

Credo si tratti di un innocuo senza cervello, che sfoga la sua frustrazione scrivendo su fogli A4 destinati al ritrovamento del cane Roy.

Cane sicuramente meno solo di questo poveraccio, anche adesso che s’e’ sperso.

Il cane, non il mentecatto.

 

 

Barney

Un paio di suggerimenti o anche tre ai NoQualcosa (post serio)

Le trivelle sono andate a puttane, speriamo che tutti abbiano preso coscienza della cosa.

E speriamo che oltre al problema dell’impatto ambientale (che sicuramente c’e’, ma ci sono anche essere leggi che puniscono chi inquina oltre i limiti, e che andrebbero fatte rispettare), che esiste nei pensieri dei “NoTutto” anche per le pale eoliche, i pannelli solari su superfici verdi, le dighe (salvo poi ricordarsi che l’idroelettrico e’ “pulito”, e subito dopo pensare alle migliaia di metri cubi di cemento armato che stuprano valli e fiumi d’Italia, cosi’ da generare un moto turbinoso a trottola che se ci attacchi un alternatore risolvi davvero il problema dell’energia…) e i termovalorizzatori di biomasse… oltre a questi problemi che ci sono davvero, dicevo, mi piacerebbe che si guardasse -pragmaticamente- all’altro aspetto della questione.

Quello economico.

Che si traduce nel caso del referendum di ieri con “quanto pagano i petrolieri per estrarre gas dai nostri mari“? La risposta e’: pochissimo, e solo se produci piu’ di una certa quantita’. Sotto di quella, tiri fuori gas e petrolio gratis.

Questo E’ uno scandalo, certamente che lo e’. Ma si doveva parlare d’aa trivella e del petrolio che ammazza il cormorano (si, e’ vero, ma NON QUI), e quindi per questo giro e’ andata cosi’, magari se si fosse picchiato su questo tasto piu’ gente andava a votare, opinione personale, poi fate un po’ voi, eh?

Pero’, dicevo prima, guardate cari NoTutto che la situazione e’ identica per millanta altre cocessioni di beni demaniali ai privati.

Per esempio: l’Italia e’ il paese al mondo in cui si tira su da sottoterra piu’ acqua minerale. E gli italiani, pur avendo mediamente una buona acqua pubblica, bevono acqua in bottiglia come cammelli del Sahara. Quanto pagano le varie Ferrarelle, Panna, Recoaro per poter piantare i loro tubi e tirare su miliardi di litri di acqua all’anno? Un cazzo, o quasi. Le concessioni variano da poche decine di centesimi di Euro al metro cubo (che fanno mille litri, giusto per capirsi), ai massimo tre Euro per le regioni “illuminate”. Altre ancora piu’ illuminate fanno pagare anche qualche centinaio di Euro in piu’ in base alle dimensioni degli impianti, ma la Toscana ad esempio fa pagare solo i metri cubi. Comunque, si parla di spiccioli rispetto al prezzo che il consumatore paga al supermercato.

Tre Euro per mille litri, mi sembra un ottimo affare. Si: per chi imbottiglia. Non certo per chi vende acqua all’imbottigliatore, ne’ per chi quell’acqua poi se la ricompra in negozio.

E vogliamo parlare delle spiagge? Concessioni regalate decenni e decenni fa, che si autorinnovano senza bisogno di asta per qualche migliaio di Euro l’anno a fronte di ricavi -concentrati e vero in quattro mesi o poco piu’- almeno un ordine di grandezza superiori. Certo, ci saranno taaaanti costi, ma se paghi ventimila Euro l’anno per la spiaggia (e ventimila e’ un prezzo alto, eh?), ci pianti cento ombrelloni, e li noleggi a 50 Euro al giorno, in 4 mesi di occupazione al 50% (sto strettino e non tengo conto che in alta stagione i prezzi aumentano), ti intaschi un 300.000 Euro. Hai le spese, certo, ma hai anche il barrettino, che ti permette di tirarne su altri diciamo 150.000. E rimane un ottimo affare, per te che hai lo stabilimento.

Per la popolazione che vorrebbe godere del mare che alla fine e’ dello Stato, un po’ meno. Certo, ci sono sempre le spiagge libere. Come i panda in Cina: sette o otto metri pieni di pattme e raggiungibili con la mongolfiera magari li trovi, poi dovresti riuscire ad entrarci senza pestare gli altri che hanno avuto la tua stessa idea. Altrimenti, paghi a quello che ha la concessione, presa senza gara e a un tozzo di pane.

Qua da noi c’abbiamo anche il marmo, eh? E la situazione e’ la stessa che con le spiagge: concessioni di cava che si tramandano di generazione in generazione, senza gare d’appalto, con tasse di concessione anche qua abbastanza basse (5% massimo del valore finale del blocco). E leggi che risalgono al 1846. Allegria, come sempre per chi puo’ godere del trattamento di favore: il padrone della cava.

Immagino sia cosi’ anche per altre cose, queste qua spero siano chiare e comprensibili a tutti, anche ai NoTutto perche’ la mobilitazione su questi temi potrebbe sortire effetti migliori che rispetto alle trivelle.

A patto che nessun “NoTutto” abbia una ditta di acque minerali, chiaramente…

Barney