Joe Formaggio e’ uscito di testa

Albettone.

Dove stracazzo e’, Albettone?

In provincia di Vicenza, pare. 2500 abitanti, che alle scorse elezioni amministrative non han trovato di meglio che eleggere a sindaco un tizio dal nome adèspoto (cit. Camillo Langone) e dal cognome edùle: Joe Formaggio.

Giuro che la prima volta che ne ho sentito parlare credevo fosse un nickname, che quello vero fosse Giuseppe Prosciutto. Invece e’ proprio il suo, di nomi. E non e’ certo il peggiore dei problemi che si ritrova addosso, il tizio. E’ esponente di una lista civica, appoggiata da Lega Nord e Fratelli d’Italia, ed e’ diventato famoso per le sue teorie (overstatement) su rom, immigrati e omosessuali.

Gia’ ad aprile di quest’anno s’e’ prodotto in questo numero da circo Barnum (audio disponibile sopra l’articolo), obiettivi diretti gli zingari che -nel suo comune- non possono entrare. Il suo e’ un comune deromizzato.

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Copyright Il SecoloXIX. Il sindaco e’ quello vestito di nero; da non confondersi col cartello, che si candida alle prossime comunali.

Come se potesse esserci una legge che -lombrosianamente- impedisce a cialtroni con la faccia da Joe Salsiccia di pascolare liberi per le nostre strade. Per fortuna di Joe cio’ non e’ possibile, e non e’ possibile neanche impedire a chicchessia di transitare per le strade di Albettone.

Per fugare qualsiasi dubbio sul suo stato mentale, sabato scorso il genio Joe Cassoeula ha esternato sulle coppie omosessuali: andrebbero -secondo lui- tassate, perche’ non fanno razza. Non procreano, e quindi non contribuiscono ne’ a fornire carne da cannone alle sconquassate casse dell’INPS, ne’ ad arginare con il loro numero l’ondata di extracomunitari e rom che ci assalta ogni giorno.

Geniale, non trovate? E mi sembra strano che questo Nobel in pectore per la politica, l’economia e la pace non abbia esteso il concetto: tassiamo allora anche le coppie eterosessuali che non hanno figli, soprattutto se non li hanno per scelta.

Quelli che non li hanno perche’ non li possono avere li tassiamo, ma meno: la volonta’ ce la mettono, sara’ il dio Po che impedisce loro di figliare. Pero’ tassiamo anche loro, per lo stesso motivo delle coppie omosessuali.

Ma allora i preti? Le suore? I single? Tassiamo tutti no?

O no?

Oppure, secondo Joe la Cima van tassati solo i froci, gli invertiti, i culi, i busoni?

E le lesbiche? Tassa doppia: due uteri in un colpo solo levati al dovere della procreazione!

Per evitare slogature di motoneuroni, evitero’ di suggerire al Joe Banana che una soluzione potrebbe essere lasciare che gli omosessuali adottino bambini, o che possano accedere a programmi di fecondazione eterologa. Anche se mi par di capire il problema non e’ tanto che gli omosessuali non fanno figli, quanto che sono finocchi.

Come gli extracomunitari: spesso sono negri e puzzano, e al premio Lombroso per la faccia piu’ intelligente della Padania questo -come la liberta’ sessuale- non deve piacere moltissimo.

Beh, so che stara’ tranquillo anche se gli dico che a me e’ lui che fa paura. Con o senza fucile in mano, anche se senza spara solo cazzate, che non fanno male come i pallettoni.

Joe Formaggio: la rana dalla bocca larga.

(pero’ un John Frusciante per chiudere il pezzo e dare un -mezzo- senso al titolo ci vuole…)

Barney

xkcd: Car Model Names

Randall s’e’ preso la briga di ordinare per frequenza numeri e lettere che compongono i nomi delle auto tipo sigla, e di comparare la loro frequenza relativa con quella di parole compiute. Eeehhh? Una roba cosi’, insomma:

car_model_namesLa parte bassa della vignetta spiega quali nomi sono da evitare (a sinistra), e quali invece potrebbero rappresentare una scelta vincente (a destra).

Per chiarire ancora di piu’ il concetto, c’e’ l’alt-text:

CLIMAX is good, but SEXCLIMAX is even better.

Non ci resta che aspettare trepidanti la nuova Ford SexClimax555 :-P

Barney

Filosofia da muro #17

Come succedeva un tempo con i pittori, le tele e gli affreschi, anche i graffitari spesso sovrascrivono le opere di altri, visto che lo spazio utile sui muri d’una citta’ e’ una risorsa limitata. Cosi’ abbiamo delle stratificazioni filosofiche come questa qua:

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L’ultima mano ha vergato il pensiero in blu, che mi pare interessante come concetto.

E quale modo migliore di chiudere il post che far cantare gli Who?

Barney

xkcd: Engineer Syllogism

Questa e’ molto divertente, e probabilmente non piacera’ ai miei colleghi ingegneri:

engineer_syllogism

L’alt-text disegna uno scenario anche piu’ inquietante:

The less common, even worse outcome: “3: [everyone in the financial system] WOW, where did all my money just go?

Ma credo che lo stadio 3 di chi pretende di capire le logiche della borsa (sia egli ingegnere o aiuto pasticciere) sia sempre piu’ o meno “Ehi, dove cazzo son finiti tutti i miei soldi?

Barney

Lettera a Matteo Salvini, dal futuro (di Gipi)

Eccola qua, dal Post di oggi.

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Aggiungo solo un po’ di musica:

Barney

Lo scaldabagno

Allora, dopo tre anni di “oggi no, domani forse, dopodomani di sicuro“, ieri finalmente Andrea Rossi ha ottenuto il suo primo brevetto per l’accrocchio inguardabile (™, ® e © miei) che lui chiama “E-Cat” e che sarebbe una specie di reattore nucleare a bassa energia ma ad altissimo rendimento che “oggi no, domani forse, dopodomani di sicuro” ci affranchera’ dal giogo dei petrolieri. Grazie alla fusione fredda, o LENR, o come minchia si chiama questo mese quella roba la’.

Peccato -per gli entusiasti Monaci Diacci Marmati degli Ultimi Giorni- che il brevetto sia stato riconosciuto ad un bussolo (sinonimo di accrocchio inguardabile) entro cui scorre acqua, che viene scaldata attraverso una reazione chimica (lo dice lui, mica io!) tra litio e idrogeno, i quali reagirebbero grazie alle proprieta’ endocroniche della tiotimolina risublimata al nickel che funge da catalizzatore. Nickel che fino a ier l’altro era il “carburante” della reazione, ossia l’elemento che reagiva; peraltro la reazione era nucleare, e trasmutava il nickel stesso in un suo rarissimo istopo e in rame. Ma solo di venerdi’ dei mesi che finiscono in “o”. Nei mesi pari tale reazione nucleare (o chimica, a scelta del lettore) emetteva raggi Gamma, che nei mesi dispari termalizzavano su uno scudo di piombo Il quale scudo, va detto, risultava essere in grado di sopportare temperature ben superiori al punto di fusione del materiale per motivi che per questioni di proprieta’ intellettuale nessuno vi potra’ mai spiegare. In tutti gli altri periodi dell’anno si potevano cuocere salsicce sull’oggetto acceso, senza alcun problema di radiazioni.

Pero’ niente paura: anche oggi, come sempre il bussolo garantisce (parole di Rossi, ovviamente) un rendimento pari a sei volte l’energia immessa.  Se ti va male, perche’ spesso fai anche un par di chilometri al litro in piu’, specie se sei in discesa e col vento a favore. La moltiplicazione dei pani e dei pesci? Bischerate da dilettanti…

Non sono ubriaco, ve l’assicuro. Ho cercato di sintetizzare lo status quo delle “ricerche” di Rossi prima di lasciarvi estasiati all’ammirazione del brevetto.

Le voila’, mesdames et messieurs:

USPTO009115913.pdf

Io nutro profonda ammirazione per il modo con il quale l’uomo gestisce il circo che e’ riuscito a mettere su, e profondo disprezzo per le sue sboronate da Nobel in pectore che non si rende conto di quanto egli rappresenti la prova vivente della bonta’ delle teorie di Dunning e Kruger, ma c’e’ chi lo ammira senza “se” e senza “ma”, che fa l’esegesi terzarolata di quanto egli (anzi: Egli) dice e scrive, c’e’ chi infine aspetta imperterrito e fiducioso il magGico “Gattone” sugli scaffali dei Leroy Merlin. Oggi no, domani forse, dopodomani di sicuro.

Per un’approfondimento di parte opposta alla mia, inveterato scettico che alla fatina dei dentini ha smesso di credere anni fa, non c’e’ che l’imbarazzo della scelta:

Uno

Due

Tre

Cavallo, carrozza e re:

Barney

“Ant-Man”, P. Reed (USA, 2015)

Ero andato a vedere “Ant-Man” piu’ per curiosita’ che per interesse nel personaggio (uno dei minori -in tutti i sensi- dell’Universo Marvel), e sono stato ripagato da un film che non e’ certo un capolavoro, ma che regge per tutta la sua durata e diverte quasi (quasi) come “Guardiani della Galassia“.

antman

Il film non e’ niente di speciale: nessun messaggio recondito, nessuna filosofia nascosta, personaggi caratterizzati sin dall’inizio nei rispettivi ruoli (il buono-belloccio sfigato, i suoi amici sfigatissimi e semideficienti che pero’ contribuiranno in maniera determinante a salvare il mondo, il geniale e vecchio scienziato buono, sua figlia bòna che ovviamente s’innamorera’ del belloccio sfigato, il cattivo demente semigeniale e pelatissimo, prima pupillo del vecchio scenziato e ora iperambizioso villain, qualche comparsa qua e la e un cameo finale per Stan Lee che ci vuole in questi film), storia semplice e lineare.

Pero’ e’ veramente divertente, forse proprio perche’ t’aspetti piu’ o meno tutto quel che succede sullo schermo.

E poi ci sono milioni di formiche semi-intelligenti -in realta’ sono semplicemente controllate dai buoni-, e un continuo cambio di prospettiva grande-piccolo che e’ il marchio di fabbrica del piu’ piccolo tra i supereroi Marvel.

E la tuta di Ant-Man, che e’ molto, molto bella.

Finale che prelude all’ingresso di Ant-Man nel gruppo dei Vendicatori, magari ce lo ritroviamo in uno dei prossimi “Avengers”, chissa?

Barney