Filosofia da muro #101 (hat trick: Pendolante)

Pendolante s’e’ data al cinema, come potete leggere e vedere sul suo blog. Sara’ una delle protagoniste di un lungometraggio/documentario che si intitolera’ “Binari”, e che ovviamente raccontera’ le giornate di alcuni umani costretti dalla vita a muoversi da qui a la’ tutti i santi giorni, usando principalmente il treno.

Un po’ come faccio io, insomma.

Meno male che nel tran tran quotidiano appesantito anche dalla troupe al seguito Katia trova ancora il tempo di fotografare e spedirmi robe come questa scritta, che viene da Reggio Emilia:

pendolante_ReggioE

A parte la facile tripla rima baciata saltano subito agli occhi la doppia “d” di padDrone (un capo telecomandato, credo), il doppio accento sulla prima “è” (two is better than one), e la correzione della doppia “e” (qua proprio non ci stava) di “dell'”.

Oltre ovviamente al “disUccupazione” al posto di “disoccupazione”, ma questa la vedi solo se ci fai attenzione, cosi’ faccio rima anche io.

Il messaggio e’ chiaro, non v’e’ bisogno di interpretare nulla; lascio ai miei tre lettori il commento.

Quello musicale invece lo metto io. C’entra quasi con la tematica della scritta, parla di un marinaio che ha perso la sua gamba. E che va a Boston per farsene una di legno.

 

Barney

 

 

Filosofia da muro #100 (hat trick: Fede e Raffa)

Per il numero 100 in genere i fumetti escono a colori, con paginatura aumentata e copertina “Deviant Art” da collezione.

Qua non siamo in edicola, e per la filosofia da muro numero cento pubblico questo scatto lucchese inviatomi da un amico di mio figlio e da mio figlio (uno dei trentadue che lui ne ha) medesimo.

Lo pubblico perche’ e’ un embrione abortito di trittico filosofico dettato dalla saggezza popolare, che attinge al maschilismo contadino con motivazioni che trascendono il politicamente corretto e disvelano la realta’ agli occhi di chi riesce a superare il velo ammaliatore del buonismo modaiolo.

In piu’ -come vedrete- rimarca un secondo aspetto della cultura contadina delle mie parti, ossia la sostanziale immortalita’ di chi apotropaicamente magari scrive una cosa e poi fa esattamente il contrario.

E adesso ecco l’immagine nella sua scarna purezza:

fumouccide

Come vedete, abbiamo Tabacco, ma mancano Bacco e Venere.

E come vedete, la minaccia e’ volta solo ai pischelli, che non reggono ne’ Tabacco, ne’ tantomeno potrebbero reggere Bacco e Venere.

Mi vien quasi da andare a completare la scritta, sapete?

Ora, se fossi coerente metterei qualcosa tipo “Smoke on the water”. E invece ripesco questo live dei Velvet Underground del 1993, che tra l’altro ebbi la ventura di vedere, che ci racconta di una Venere.

In pelliccia.

 

Barney

Man Vs Machine

Vince spesso la macchina, nello scozzo con l’umano: scacchi, go, bridge sono tutti giochi in cui un enorme potere di calcolo e la possibilita’ di gestire decine di migliaia di scenari diversi in frazioni di secondo fanno la differenza. A volte questa differenza non basta, soprattutto quando le cose non possono essere definite a priori, e l’improvvisazione dell’uomo puo’ venire fuori.

Il poker, per esempio, si presta poco a un campione computerizzato che non bari: se la macchina “vede” solo le sue carte e quelle eventualmente in tavola il giocatore professionista in carne e ossa ha piu’ o meno le stesse informazioni. Con in piu’ la capacita’ di usare quelle informazioni per ingannare il computer.

Per bluffare, insomma.

Cosa che non e’ permessa negli scacchi e -teoricamente, poi a volte succedono scandali inenarrabili ai tornei…[1]- nel bridge.

Ma non di Texas Hold’em, ne’ di dama cinese volevo parlare.

Tutto lo sproloquio qua sopra sta li’ per introdurre l’ennesimo scontro gastronomico che mi vede schierato nella fanteria umana contro l’armata motorizzata del Bimby, gia’ apparso su questi schermi tempo fa in tutto il suo splendore.

L’altro giorno a pranzo un collega s’e’ presentato con questa roba qua:

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Sembra un risotto, o il pastone del cane, o anche -ad esser creativi- un bel tegame di hummus.

Invece il collega che poi l’ha mangiato l’ha presentato come “la panzanella fatta ieri sera con il Bimby”.

Ora, siamo in Toscana e da noi (come in quasi tutta l’Italia centrale) la panzanella rappresenta il cibo tipico dell’estate. Un po’ quel che succede d’inverno con il cinghiale in umido con le olive.

Quindi, la sera mi sono preparato (con il solo aiuto di tagliere, coltellaccio da squarto e insalatiera) la mia panzanella, c’avro’ messo dieci minuti scarsi e il risultato e’ questo qua:

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Il giorno dopo l’ho mangiata davanti al collega, che ha avuto da ridire sui pezzi troppo grossi e le cipolle troppo cipolle.

Cioe’, le cose troppo simili alla realta’.

Quello che il Bimby non riesce a fare, insomma. Meno male c’e’ John Frusciante che a suonare la chitarra riesce assai bene.

 

 

[1] La soria raccontata nel link merita d’esser letta, anche se e’ lunga.

 

 

Barney

xkcd: Emoji Movie Review

Allora, nel disastro culturale attuale c’e’ chi ha pensato di fare un film su quelle che i vecchi come me chiamano emoticons, e fanno usando punteggiatura e parentesi varie. Adesso si chiamano “emoji“, e sono una feature pare necessaria per ogni app che si rispetti, per esprimere le proprie emozioni telematicamente.

Il film -“Emoji“, per l’appunto, in uscita in questo periodo di assoluto vuoto cinematografico- pare abbia battuto ogni record in fatto di critica: su Rotten Tomatoes (che non e’ esattamente il mio blog) fino a pochi giorni fa aveva una media di zero, che significa proprio quel che pensate: tutte le recensioni gli assegnano zero.  Oggi siamo al maestoso risultato di 2,3 su 10: un risultato incoraggiante, di sicuro io mi fiondero’ a vederlo appena esce (maanche no), e anche Randall e’ rimasto piacevolmente colpito dalla notizia, tanto da dedicargli la vignetta di un paio di giorni fa:

emoji_movie_reviews

L’alt text e’ questo qua:

There’s this idea that emoji are bad for communication because they replace ambiguity and nuance with a limited set of preselected emotions, but it doesn’t really survive a collision with real-world usage of the thinking face or upside-down smiley.

Per fugare ogni dubbio sul livello del “prodotto” che atterrera’ nelle sale vi lascio col trailer.

 

 

Barney

 

E’ del tutto inutile

Inutile dialogare con i complottardi, i talebani del sospetto, i crociati della liberta’ di pensiero e di istruzione. Gli anti vaccinisti (o meglio: quelli che dicono di essere a favore dei vaccini maanche di essere in grado di decidere da soli quali vaccini fare ai propri figli, quando, perche’ e percome. D’altra parte hanno studiato su Youtube, no?), gli sciachimisti, i signoraggisti, gli undicisettembristi che era un inside job, i nonsiamostatisullaLuna, il global warming che e’ una montatura… Questi che lentamente stanno diventando legione e che se non sono maggioranza poco ci manca, insomma.

Inutile, lo dice uno studio pubblicato qualche giorno fa su PLOS (no, non e’ Youtube, e non ci sono filmati. Quindi nessun talebano del complotto leggera’ quell’articolo…): cercare di smontare una qualsiasi delle mille cazzate che circolano ogni giorno sulla rete produce zero risultati.

Perche’ -e non ci voleva certo uno studio su PLOS…- oramai la gGente vive divisa in mille tribu’ ideologiche, e le idee buone sono solo quelle che circolano all’interno di una specifica tribu’. Contatti con altri gruppi? Solo se la pensano come te. Altrimenti ci si tappano le orecchie e si comincia a fare “lalalalalalala” per evitare anche il rischio di prendere in considerazione un pensiero altro da quello cui il gruppo ti ha abituato.

Molte colpe le ha chi di scienza dovrebbe occuparsi seriamente, pure lui spesso troppo occupato a coltivare le sue relazioni intertribali. Altrettante ne hanno i politici: il recente decreto vaccini, gia’ di per se una mezza sciocchezza per il modo in cui e’ stato tirato fuori (un ottimo esempio di come fare una cosa giusta nel modo piu’ sbagliato possibile), e’ caduto nel ridicolo di rimangiarsi in una settimana due vaccinazioni obbligatorie: prima dodici, poi dieci per motivi che anche a spiegarli alla Lorenzini credo manco lei capirebbe.

Ma secondo me la causa scatenante di questo degrado culturale ce l’hanno i media.

Gia’ venti o trent’anni fa si poteva capire -guardando i talk showin tv- che la gGente trovava comodo e facile schierarsi acerebralmente da una parte o dall’altra. Internet e i social media hanno acuito questo comportamento, ed in piu’ hanno aggiunto la facilita’ di poter diventare -una volta scelto lo schieramento- protagonisti della narrazione. E siccome oggi come oggi non e’ che la gGente abbia moltissimo da dire, si diventa protagonisti schiacciando il “like” su facebook, duplicando articoli senza nemmeno leggerli, ripetendo a macchinetta una serqua di puttanate imparate -non capite, imparate– a memoria su nanoparticelle di alluminio nei vaccini, nanotermite nel World Trade Center, correlazioni tra il vaccino per il morbillo e l’autismo e via andare.

Se ne esce solo ricominciando a leggere, andando in giro invece che su facebook, vivendo la vita vera, insomma.

Magari anche ascoltando roba meno commerciale di quella che passa per la radio d’estate.

 

Barney

 

I malanni di stagione (secondo i trend pubblicitari)

In TV e alla radio c’e’ sempre piu’ pubblicita’ “medica”. E’ tutta roba da banco, chiariamoci, quella che in America si chiama appunto OTC. Nulla che puo’ veramente salvarti la vita. Pero’ puo’ essere utile per tracciare una specie di mappa delle piccole malattie di stagione, considerando la quantita’ di spot che si dedicano a determinate malattie.

Dal mio personale e casualissimo osservatorio mi sono segnato queste quattro epidemie, che rappresentano l’equivalente odierno della tubercolosi e del tifo petecchiale:

Unghie incarnite/funghite (cioe’, coi funghi). Capisco che d’estate andare a giro coi sandali e le unghie conciate come tartufaie non e’ il massimo, per cui come malanno di stagione questo e’ al primo posto. Da quel che mi pare di avere capito si deve spennellare l’unghia con una roba che presumo parente prossima dell’acido muriatico.

Diarrea. Qua si strizza l’occhio al viaggiatore incauto che si abbevera ad improbabili fontanelli guatemaltechi, oppure -c’e’ uno spot che gira adesso- a tizi sfigatissimi che dopo anni di solitudine riescono a strappare un appuntamento ad una trota a caso, per scoprire di essere vittime di cagotto pre-cena proprio la sera fatidica. Malanno buono per tutte le stagioni, insomma, che si cura con bustine di cemento a presa rapida, o pillole a scoppio controllato.

Prurito vaginale. Il caldo, il sudore, la promiscuita’… possono certamente acuire il problema. Basta telefonare alla mamma che vi spieghera’ come si risolve la cosa: con la pomatina che pure lei usava dopo essere stata col bagnino del Forte.

Colpo della strega/stiramento muscolare. Una bella partita di tennis alle due del pomeriggio, sul campo di cemento in pieno centro, puo’ lasciare questi ed altri ricordi. Ad esempio l’insolazione, la disidratazione. O l’infarto. Pomatina anche qua, oppure cerotto riscaldante, dipende da quanto velocemente volete tornare a rompervi il resto della muscolatura.

Poi c’e’ il resto: parodontite, bruciori di stomaco, carenza di sali minerali… Credo che la cosa peggiorera’ man mano che la popolazione invecchia. Credo sara’ uno dei migliori business del futuro.

 

Barney

 

xkcd: Russell’s Teapot

Vignetta di alto livello, quella di ieri di Randall.

Gioca sulla filosofia, la scienza, la religione e i fuffari, e tutto in questo disegno:

russells_teapot

Prima l’alt-text, poi lo spiegone:

Unfortunately, NASA regulations state that Bertrand Russell-related payloads can only be launched with launch vehicles that do not launch themselves.

La teiera del titolo e della vignetta e’ quella di Bertrand Russell, fiolsofo che ebbe a dire piu’ o meno questo:

Poniamo che io affermi che tra la Terra e Marte c’e’ una teiera, che percorre un’orbita ellittica. E che la teiera e’ cosi’ piccola che nessun telescopio terrestre o in orbita e’ in grado di osservarla.

La mia affermazione sarebbe non contraddicibile tecnicamente, perche’ nessuno e’ in grado di controllarla. A meno di andare a verificare di persona, cosa che al momento non e’ possibile…

Pero’, se aggiungessi che chiunque non crede alla teiera e’ un idiota, ecco che mi metterei immediatamente dalla parte del torto, perche’ nemmeno io sono in grado di provare la mia affermazione. Sarei io stesso proclamato un idiota.

Ecco: le religioni funzionano piu’ o meno cosi’, e funzionano cosi’ da migliaia di anni perche’ si basano sull’accettazione incondizionata di affermazioni non falsificabili oramai passate dalla parte delle cose non discutibili. E chi ne dubita e’ immediatamente tacciato di eccentrismo.

Se cambiate “religioni” con una qualsiasi delle fuffe moderne (medicine alternative, anti-vax, fusione fredda, omeopatia e via andare) il risultato non cambia. A riprova che sia Munroe che la filosofia alla fine servono, e parecchio.

Peccato, e chiudo, che le didascalie dei vari sottosistemi del cubesat siano illeggibili (in realta’ non ci sono proprio): mi sarebbe piaciuto sapere quale sistema propulsivo si immagina Randall su quel cubesat 3U.

Infine, sarebbe interessante sapere quanto potrebbe davvero ramazzare una campagna di crowdfunding di questo tipo 🙂

 

Barney