xkcd: US State Names

In questa vignetta Randall ci propone una mappa degli USA con i nomi degli stati cambiati, che mantengono una certa assonanza con gli originali:

us_state_names_2x

L’alt text -che si riferisce a Washington DC- e’ questo:

Technically DC isn’t a state, but no one is too pedantic about it because they don’t want to disturb the snakes

Qualche anima buona nel forum ha compilato la tabella sinottica di interpretazione della mappa, eccola:

 

  • Alabama => Bandana
  • Alaska => Alberta
  • Arizona => Verizona
  • Arkansas => Arkanoids
  • California => Cafeteria
  • Colorado => Colocated
  • Connecticut => Connect Four
  • Delaware => Delorean
  • District of Columbia => District of Colubrids
  • Florida => Fyoridor
  • Georgia => George
  • Hawaii => Kawaii
  • Idaho => Idolatry
  • Illinois => SK8RBOIS
  • Indiana => That Other One
  • Iowa => Iota
  • Kansas => Candice
  • Kentucky => Kennedy
  • Louisiana => Loisa
  • Maine => Spanish Maine
  • Maryland => Maybelline
  • Massachusetts => Masseuses
  • Michigan => Mishy
  • Minnesota => Minestrone
  • Mississippi => Misstate
  • Missouri => Mossouri
  • Montana => mount -a
  • Nebraska => Nebrunswick
  • Nevada => Fallout New Vegas
  • New Hampshire => New Hamper
  • New Jersey => Nude Juggalos
  • New Mexico => Namaste
  • New York => Newark
  • North Carolina => Sweet Caroline
  • South Carolina => South Caroline
  • Ohio => Oh Hi
  • Oklahoma => Okay
  • Oregon => Organs
  • Pennsylvania => Pencilmania
  • Rhode Island => Roald Dahl
  • South Dakota => Dakota
  • North Dakota => More Dakota
  • Tennessee => Thennessy
  • Texas => Hexxus
  • Utah => Uhaul
  • Vermont => Vermouth
  • Virginia => Virjayjay
  • Washington => Willwheaton
  • West Virginia => Wyvern
  • Wisconsin => Wainscot
  • Wyoming => WYSIWYG

Roald Dahl al posto di Rhode Island e’ geniale.

 

Barney

 

 

Una garanzia: CitizenGO

In questa campagna referendaria pensavo di averle viste e lette tutte.

Mi sbagliavo, ovviamente.

I miei “amici” di CitizenGO (la risposta scema de noantri ai TeoCon americani) mi fanno sapere proprio oggi che c’e’ un motivo profondo e  decisivo per votare “NO” al referendum di domenica prossima.

Eccovelo qua:

citizengo1

citizengo2

citizengo3

 

Adesso sono tranquillo, sappiatelo. Adesso ho almeno un buon motivo per andare a votare, e -nel caso decidessi di andare- per votare si: voi, immensi coglioni retrogradi e cattotalebani di CitizenGO. Voi, che se al governo ci fosse Forza Nuova fareste due settimane di festa perche’ loro li’ si che rispettano i vostri valori del cazzo, e che sicuramente impedirebbero anche solo di parlare di gender.

Grazie di esistere, davvero.

E -come sempre- vaffanculo.

 

Barney

Le radici cristiane alla base della nostra cultura

Il titolo e’ un acchiappa coglion leghisti-fratellistiditalia-forzanovisti e Giovanardiani. Che pero’ rimarranno delusi dal contenuto, lo dico subito cosi’ si possono scansare.

Si diceva: le radici cristiane dell’Europa, che vanno difese dagli attacchi possenti di Islam, frocismo komunista, giudei serfaditi e aschenatzi, gender e altro a piacere. Ah, mancano i negri: fatto.

Tutto quello che non e’ “radici cristiane” va male, per i tradizionalisti della patria e famiglia (e del Duce), tutto quello che non e’ normato dalla loro religione va combattuto. E combattuto -lo dobbiamo ripetere- in nome delle radici culturali della nostra Patria. Che sono, indovinate un po’?

Cristiane, bravi.

Questi geni della lampada si sono fatti scappare da qualche annetto una roba che con le radici cristiane non c’entra un cazzo. Un po’ come Halloween, che giustamente condannano perche’ e’ roba da gaudenti e quando si fa festa sicuramente si va contro le radici ecc. ecc., e poi ti vengono i peli sulle orecchie e magari diventi anche cieco, ma questa e’ un’altra storia. O piu’ di una.

Ma torniamo a bomba in tema. Sto parlando del Black Friday, e di cos’altro, di grazia? Che fino a tre anni fa io di Black  conoscevo il martedi’ del 1929 (Google e’ di la, ma forse basta aspettare un paio di mesetti e lo vedremo dal vivo), e mai mi sarei aspettato che si potesse impiantare dalle nostre parti un baccanale consumistico basato sulle festivita’ del Thanksgiving Day, che a me pare piu’ un rito pagano che una festa religiosa ma tant’e’. Comunque, sicuramente non ha basi cattoliche, questo e’ un dato di fatto. E nessuno qua da noi sgozza tacchini, li riempie di castagne e se li mangia con tutta la famiglia, il quarto giovedi’ di novembre.

Che e’ per l’appunto seguito dal Black Friday, perche’ la gGente merregana e’ in ferie e si precipita nei templi moderni (gli Shopping Mall) a celebrare il rito magGico (il “compra a cazzo la qualunque, anche facendo a cazzotti con chi hai davanti“) che da’ potenza virile, salute di ferro e un appagante senso di benessere che svanisce quando la gGente realizza che per pagare quel fantastico televisore ultrapiatto 4D tristereo a valvole s’e’ indebitato per i prossimi trentasei mesi. Che saranno sicuramente piu’ neri del venerdi’ nero, ma quello e’ un altro giorno.

Da noi -ma immagino anche negli USA- il concetto di “venerdi’” quando si parla di nero e’ abbastanza flessibile, e si estende con scioltezza fino alla domenica.

Il lunedi’ successivo, da qualche tempo, si parla di Cyber Monday. Ossia la stessa cosa del Black Friday ma per le robe ipertecnologiche. Quindi la gGente si dovra’ comprare anche un altro televisore panoramico 5D pentatonico, al solo prezzo di altri chiodi da pagare in comode rate senza nemmeno accorgersene, tanto ha scelto il pagamento a rate con carta di credito.

Da noi pare che quest’anno moltissimi negozi abbiano recepito questa nuova radice cristiana moda, e che la gGente si sia precipitata a comperare anche se il giorno era lavorativo. Ma i riti vanno eseguiti come prescrive la Scrittura, e quindi via di scimmiottamento, e di acquisto compulsivo per poter dire “Ho partecipato pure io al Black Friday!”.

Stona -in questa pesca di coglion tonni con la canna- il silenzio assordante dei Paladini delle nostre radici cristiane: i leghisti, fratellistiditalia, forzanovisti e Giovanardiani di cui sopra sono pronti a fiondarsi su qualsiasi cosa leda la nostra radicata cultura cattolica, a patto che si tratti di omosessuali o di cose divertenti.

Qua tutti zitti. Il sabba degli acquisti pare sia prescritto anche dal loro Vangelo, o che non disturbi il loro CEO quanto -che so?- un Gay Pride o un utero in affitto. Diciamo che li disturba allo stesso livello di un prete pedofilo che violenta i suoi chierichetti, per indendersi. Chissa’ perche’?

Ma non preoccupiamoci piu’ di tanto, dopo il venerdi’ nero uscira’ il Sole di nuovo, e andra’ tutto bene. Forse, o forse no…

 

Barney

Altri segni della fine: il Bimby (C)

Fino a un anno fa non avevo idea di cosa fosse, ‘sto Bimby.

All’inizio, dato il contesto in cui veniva tirato fuori, avevo capito si trattasse di un certo Bimbi, che doveva aver scritto un libro di ricette infallibili e rapidissime. Pian piano pero’ mi si apriva uno scenario nuovo, finche’ non usci’ la parola magica.

Robot.

Bimby e’ -lo sanno tutti ormai- un aggeggio che taglia-sminuzza-impasta-cuoce qualsiasi cosa. Bimby e’ venduto dalla Vorwerk, l’azienda tedesca che dal 1883 vende porta a porta il famosissimo “Folletto”, un aspirapolvere che aspira come gli altri, ma costa il triplo e i sacchetti di ricambio te li porta a casa il rappresentante. Quando gli pare a lui. Al prezzo di sei etti di oro fino.

Si, perche’ la forza della Vorwerk e’ la vendita porta a porta. Con dimostrazione obbligatoria a casa tua di come pulisce bene il Folletto, o di come cucina velocemente e senza errori il Bimby.

Bimby costa 1.199 Euro, che e’ un classico prezzo-specchietto con due “nove” in fondo che dicono alla brava massaia (e al bravo massaio) quanto sono fortunati a non dover spendere ben 1.200 Euro, ma solo 1.199.

Chi ha il Bimby ne canta le lodi in ogni circostanza. Non v’e’ pietanza, preparazione, tipo di cottura che sono alieni al robot tedesco.La polenta dice viene benissimo, cosi’ come il risotto. Ma anche spezzatini, impasti per pane e pizza, marmellate, cheesecakes, cinghiale in umido con le olive… tutto puo’ essere preparato con maestria dall’aggeggio che costa solo 1.199 Euro. Ricettari specifici a parte, che vengono via a 35 Euro l’uno ovviamente. O di una specie di penna USB che pare ti guidi passo passo nella realizzazione dei manicaretti piu’ difficili. Come facevano una volta quelle robe di carta che si chiamavano “ricettari”.

Chi ha il Bimby descrive la sua vita come divisa da uno spartiacque rotante: prima di lui tristezza, pasti frugali, corse matte e disperatissime per riuscire a preparare qualcosa per cena, l’inferno in terra. Dopo: ruscelli di latte e miele, timer impostati al mattino che ti fanno trovare a casa le penne all’arrabbiata all’ora giusta, un sacco di tempo libero.

Che poi non si capisce uno cosa ci faccia di tutto quel tempo libero, ne’ come possa un aggeggio che costa solo 1.199 Euro e che ti risolve mezz’ora di vita alla sera essere il paradiso. O come si possa lasciare a un trabiccolo la cottura e mantecatura di un risotto, magari poi bullandosi con i commensali per come t’e’ venuto bene stavolta.

A me, cosi’ a naso, pare una cagata pazzesca. E se considerate che esistono alternative che fanno la stessa cosa a prezzi che sono al massimo di 800 Euro (e che non ti tirano neanche in casa i venditori Vorwerk, categoria fastidiosa quanto i Testimoni di Geova non perche’ son cattivi, ma perche’ entrati una volta non te li levi piu’ dai coglioni…), forse non considererete piu’ un affare averlo pagato solo 1.199.

Io quando torno a casa la sera e mi metto a cucinare, mi rilasso. Ascolto la radio e cucino, e davvero non riesco a capire come la gente si possa far convincere che cucinare e’ uno stress, e che il robot Thermomix (e’ il nome d Bimby nel resto del mondo) e’ quel che ci vuole nella vita di ciascuno.

Ma sicuramente dopo aver sborsato solo 1.199 Euro, uno non puo’ incazzarsi se il Bimby gli sbaglia la cottura (pare non succeda mai, o non viene tramandato nei sacri libri per timore di ritorsioni divine): tutto e’ rose e fiori, tutto e’ latte e miele. Tutto e’ Bimby.

O anche no, grazie. E’ gia’ una vita difficile anche senza di lui…

Barney

11/22/63

Sul libro di Stephen King ho gia’ scritto, i piu’ connessi avranno in mente la serie TV di quest’anno; il libro e’ certamente superiore.

Per parlare di qualcosa di piu’ serio del dibBattito Si-No-Non sa/non risponde che impazza in queste settimane, che neanche si fosse allo stadio a vedere un derby di alta classifica (peraltro con la maggior parte della gente nella stessa condizione del tifoso tipo, ovvero persona assolutamente ignara dei fatti ma che si sente in dovere di pontificare dall’alto della propria crassa ignoranza…), non resta che ricordare l’omicidio di JFK anche con la musica, oltre che con la citazione di uno dei piu’ bei libri del Re.

Ecco allora Lou Reed che canta del giorno in cui John Kennedy mori’, 0ramai 53 anni fa:

 

Barney

4NT

Il titolo, intanto.
E’ la chiamata standard a Bridge secondo la convenzione Blackwood in cui i due partner (che si trovano delle carte molto buone in mano) cominciano a interrogarsi secondo un codice che prevede risposte tipo “5x” con x che puo’ essere uno dei 4 semi a seconda di quanti assi il rispondente ha in mano. Il partner puo’ andare avanti e dichiarare 5NT, e allora il rispondente risponde “6x” dove stavolta il seme (la x) dichiara quanti Re si hanno in mano.

In genere la Blackwood prelude a uno Slam (piccolo o grande).

Sempre che i due che giocano assieme abbiano un livello di giUoco almeno minimo, ma questo e’ davvero uno degli step zero per il Bridge. Per dire: questa roba qua la so io che sono uno scarsissimo, quindi avete la conferma che si parla di livello terra-terra.

Forse qualcuno di quelli che ancora non ha infilato la testa nel forno acceso si chiedera’ cosa significa “NT“. E’ “No Trump“, ossia senza Atout (che da noi si tradurrebbe con “briscola”).

E allora, eccoci a Donald.

Il trionfatore delle elezioni di novembre, il vero padrone-di-mondo per i prossimi 4 anni.

Che rischiano di essere davvero 4NT, 4 anni senza atout.

Dico subito che di Trump mi preoccupa soprattutto -anzi, direi solamente- la visione medievale e bigotta (diciamo TeoCon, cosi’ ci si capisce) della scienza e del progresso umano. Lui e i suoi accoliti vedono dio (minuscolo voluto) dietro a tutto, quindi nessun global warming, nessuna evoluzione naturale, probabilmente tutte le catastrofi sono dovute al ditone di dio (minuscolo voluto) che si accanisce contro i sodomiti peccatori (maanche negri e comunisti. E guidei al sabato).

Cosa fara’ Trump del suo programma “alternativo” per me e’ abbastanza chiaro: un cazzo di nulla. I meno attenti, quelli che da una settimana godono perche’ ha vinto il maverick (che poi col cazzo che e’ un maverick, bimbi: quello ha piu’ soldi di molti stati del mondo…) pensano veramente che il muro al confine col Messico verra’ innalzato.

Stronzate.

Ve lo ha detto stamani Donald: “Beh, dai… dicevo “muro” ma in realta’ si tratta di una rete, di staccionate, e ogni tanto du’ mattoni ce li mettiamo.
Molto di quel “muro” e’ stato fatto da Bill Clinton (la parte “rete e staccionata”, quella che insomma gia’ c’e’). L’odiato marito di Hillary. Il confine messicano ha inziato a blindarlo lui…

E quell’altra pastura da cavedani? “Durante il mio mandato espellero’ dai 2 ai 3 milioni di immigrati clandestini!“. Beh, amici di Donald: ve lo dico sottovoce, ma quel negro di Obama nei suoi otto anni ne ha espulsi 2 milioni e settecentomila. Cioe’, Obama ha gia’ fatto quello che Trump ha solo promesso.

Ed era -ribadiamolo per i destrumani del KKK- negro.

Non vi sembra tutto molto ironico?
Sempre che abbiate un briciolo di ironia, dico.

Le “idee” di Donald sull’economia sono ancora piu’ bizzare, ma certo avranno avuto un notevole impatto sugli elettori-giocatori di bridge alle prime armi.
Protezionismo, dazi per le merci importate, rientro sul sacro suolo statunitense delle aziende americane che avevano delocalizzato in Malesia e Vietnam, revisione dei trattati di libero scambio (ironicamente, uno dei sogni  bagnati dei no-global e dei veri comunisti di tutto il mondo. Promesso da uno dei piu’ ricchi magnati del globo. E i coglioni abboccano…).
Robe che per un leghista brembano sono oro colato, ma per un capitalista anche a capo di una microimpresa del Veneto fanno gelare il sudore dietro la schiena: il prodromo al vero Stalinismo tanto odiato dai WASP che in massa hanno votato adDonald, uno stato wannabe autosufficiente che autosufficiente non sara’ mai perche’ bene o male siamo nel 2016, e per fare il giro di questo piccolo mondo ci metti un paio di giorni.
Tra l’altro non si capisce come non si possa vedere la beffa dietro il protezionismo declamato da Trump: se lui mette i dazi contro i prodotti cinesi, i cinesi -che sono tutto meno che leghist scemi- aumenteranno i prezzi di quelle simpatiche materie prime che gli americani non hanno e che invece loro si sono accaparrati negli ultimi anni. Cose tipo le terre rare, elementi che si usano in quantita’ infinitesimali per sostanzialmente tutto quello che e’ elettronico. E che si trovano abbondanti in Cina, ma non negli USA. Voglio poi vedere la Apple come li produce i suoi fenomenali iMinchius, magari a Cupertino, pero’ con le pigne delle sequoie invece che con Neodimio e Samario, prodotti al 95% in Cina. Magari funzionano lo stesso perche’ lo dice Trump, chissa’…

Ma i miei due lettori con simpatie TeoCon a questo punto diranno: “Si, ma Hillary era peggio. Era il prodotto dell’establishment, la guerrafondaia a capo delle truppe merregane in Libia, quella che s’e’ fatta finanziare la campagna elettorale dai beduini dell’ISIS!
Sara’ pure vero, come e’ vero che la sua campagna elettorale tutta giocata sulle minoranze (e gli ispanici, e i froci, e le donne, e via e via) ha perso il timone di un sentimento di una popolazione che voleva farsi raccontare altro.
Tutto vero, d’accordo.
Ma una cosa almeno e’ certa: Hillary non si sarebbe circondata di razzisti, creazionisti, negazionisti e altri pagliacci da corte medievale come invece pare stia facendo the Donald.

In questo, la mano di bridge giocata ad inizio novembre era molto equilibrata: entrambe le coppie avevano carte da schifo. Trump e’ stato solo molto, molto piu’ bravo a raccontare una realta’ diversa da quella che aveva in mano, sostanzialmente barando quindi. Ossia promettendo mari e monti con in mano due fanti e basta.

Le convenzioni, dicevo all’inizio, sono la base del bridge.
Per questo e’ un gioco estremamente noioso se giocato con le regole ufficiali, ma e’ anche estremamente corretto, e prevede sanzioni pesantissime se ti trovano a barare in tornei seri. Ad una famosa coppia italiana e’ successo qualche anno fa. Espulsi dalla federazione internazionale.

La politica da qualche decennio e’ invece un gioco senza regole se non quella di sparare cazzate piu’ grosse del tuo avversario. Non c’e’ controllo a posteriori, nessuno ti guarda nelle maniche alla ricerca di carte nascoste, nessuno poi controlla se quando hai dichiarato 4NT tu davvero avevi una ventina di punti in mano, nessuno si prende la briga di verificare quanti assi aveva in mano il tuo compagno.
La competizione elettorale viene poi vista piu’ come assistere ad una partita allo stadio che come competizione tra idee e -non sia mai!- programmi realizzabili. Non interessa alla gente cosa si fara’, interessa che qualcuno dica loro quel che si vogliono sentir dire.

E sentirsi dire “quattro senza”, con la prospettiva di andare a slam anche avendo in mano carte del cazzo e’ troppo allettante per stare a pensarci troppo.
Ti fidi, tu hai carte di merda ma sicuramente il compagno ha assi e re a profusione.

Altrimenti, come avrebbe fatto a prometterti la Luna?

 

Chiudiamo con un po’ di roba che rispetta le convenzioni, almeno le mie. Questo e’ uno dei tanti concerti dei Diaframma che ho visto e il pezzo e’ uno di quelli che meriterebbe fare ascoltare a tutti quelli che “ma X-Factor e Amici sono musica!”.

 

 

Barney

xkcd: November 2016

Il titolo della vignetta di un paio di giorni fa spiega tutto (e potrebbe avere effetti depressivi su alcune persone particolarmente sensibili al passare del tempo…):

november_2016

L’alt text e’ questo:

Once you’ve done this, make a note of how old they were. Then, when their age reaches double that, show them this chart again.

Ora, si puo’ discutere sul momento in cui Randall inizia a contare, probabilmente da quando uno inizia a saper leggere.

Ma in ogni caso io sono nell’ultima riga…

 

Barney