Filosofia da muro #156

In questo periodo di complotti, di fake news e di political correctness, questo stencil comparso sui muri del Mercato cittadino mi sembra ci stia benissimo:

20200701_180107

Il significato è chiaro: pedine nelle mani dei poteri forti!!1!!1! (TM e (C)), carne da cannone in prima linea a prendere le fucilate al posto dei vari Alfieri, Cavalli, Torri e -soprattutto- Re e Regine.

Dimentica però il bombolettaro anonimo che un pedone, nel giUoco degli scacchi (quel giUoco per il quale adesso si discute se l’apertura delle ostilità affidata da sempre al bianco sia da rivedere in quanto non conforme alle norme di sarcazzo cosa) ha caratteristiche interessanti, che lo differenziano dal resto dei pezzi.

Puoi muoverlo, il pedone, di una O di due caselle, la prima volta che lo muovi, ad esempio. E puoi mangiare “en passant” (o “al varco“, detta in italiano) un altro pedone, mossa unica che solo lui può compiere, in un solo momento della partita, e che ha un mondo filosofico dietro (ti mangio “al varco” perchè hai cercato di evitare lo scontro, brutto vigliacco).

Ma soprattutto ogni pedone, di qualsiasi colore esso sia, se arriva all’ultima riga della scacchiera -quella che ospita i pezzi avversari- si trasforma in qualsiasi pezzo il giocatore voglia. A parte il Re.

Per cui s’è andati a dimostrare come l’esser pedoni a volte è come esser bruchi (il che apre pure la questione gender, se vogliamo dirla tutta, quindi meglio chiuderla qua…).

 

 

Barney

xkcd: Modeling Study

Come descrivere certi articoli scientifici in una sola vignetta?

Ecco, così:

modeling_study

A sinistra abbiamo un classico esempio di struttura di articolo scientifico standard basato su esperimenti, in cui dopo avere definito il problema si fa una panoramica di quello che è stato fatto in passato, si descrivono i metodi usati nel nostro studio, si illustrano i risultati degli esperimenti e se ne traggono le conclusioni.

A destra quello che si fa in genere quando un fenomeno è approcciato attraverso modellazione e simulazione. In pratica, si prende il problema in esame e lo si sposta nella sezione “metodi”, assumendo per buone tutta una serie di cose che servono per far funzionare il nostro modello. Perchè altrimenti -se il modello non funzionasse- col cavolo che avremmo scritto l’articolo.

L’alt-text spiega perfettamente il tutto:

You’ve got questions, we’ve got assumptions.

che fa il verso al classico modo di dire: “you’ve got questions, we’ve got answers” ribaltandone il significato e stroncando definitivamente l’approccio modellistico.

Come chiosa perfettamente qualcuno su xkcd Explained: garbage in, garbage out (o GIGO, per gli amici).

 

Barney

Paura e delirio a Las Vegas

Il drammatico omicidio di George Floyd ha scatenato una serie di reazioni in tutto il mondo.

L’ovvio motivo è che la ragione principale ed unica per cui Floyd è stato assassinato da un poliziotto (con la connivente partecipazione di altri agenti in divisa) non è qualcosa che aveva fatto, ma il colore della sua pelle.

Non ce la faccio a capire come si possa considerare un essere umano inferiore o peggiore di un altro per come è esteriormente… ma anche per i suoi gusti sessuali, la sua religione, il voto che esprime alle elezioni politiche (si, anche se vota Lega): siamo tutti esseri umani, ed essere diversi è la nostra forza di specie dominante nell’unico pianeta abitato di questa piccolissima parte della Galassia.

Non ce la faccio, ma faccio enorme fatica anche a capire alcune delle risposte a questi drammi purtroppo non infrequenti. Se la rivolta contro la polizia di Minneapolis la capisco (la rabbia è un sentimento umano, così come la voglia di vendetta), così come le manifestazioni di supporto alla famiglia, mi cadono le braccia quando sento che HBO ha ritirato dai suoi cataloghi “Via col vento”, perchè considerato razzista. Certo che è razzista: descrive un’epoca in cui il razzismo era -purtroppo- naturale, come respirare. E proprio perchè descrive il passato dovrebbe servire a chi vive oggi per capire che essere bianchi o neri non è la cosa importante, e che il razzismo è una roba da idioti.

Pensavo che si fosse toccato il fondo con la HBO (e la Migros che toglie dalla circolazione i moretti). Poi mi capita sotto mano questa notizia qua. E penso che stiamo impazzendo.

Tutti.

Perchè se qualcuno ha paura di un gioco che ha ventisette anni, giocato da decine di milioni di persone in tutto il mondo, se qualcuno pensa che cinque o sei carte pubblicate nel 1994 e ancora in gioco oggi possano instillare nel giocatore l’odio razziale, beh, siamo alla frutta.

La conferma che la situazione è grave ma non seria me la dà un’altra notizia, questa: uno degli inventori di ZFS, un filesystem Sun usato inizialmente nelle workstation Solaris, ha proposto alla fondazione OpenZFS di cambiare il termine “slave” che in informatica classica si accoppia -come nel BDSM- a “master” in un più politicamente corretto “dependent“. Ora, va tutto bene. Ma che un programmatore, quando scrive relazioni tra processi principali e secondari abbia in mente i negrieri e gli schiavi a me personalmente pare del tutto improbabile. Poi, fate voi… Qua c’è una interessante discussione sull’argomento tra geek e amanti del politicamente corretto, con i primi che proprio -come me- non capiscono di cosa stiamo parlando (del nulla, probabilmente…) e i secondi che si affannano a spiegare l’inspiegabile (almeno per me, sarò duro ma non capisco proprio il problema).

Ecco alcuni commenti:

Utente A:
I think it’s a bit of a stretch to call the use of master/slave in technical terminology “racist”, because A) I think it’s pretty clear there was no racist intent and B) slavery has been around since approximately forever and is not intrinsically a race-based relationship.

However, there is absolutely no good reason to keep this terminology in technical language, it obviously has the potential to be offensive, and people who object to dropping this terminology probably have some underlying prejudices they need to get over.

Good riddance.

Utente B:

The intent might not be racist; the effect is. And that’s what counts.

Cui l’Utente C risponde così:

I’ve got nothing against dropping “master/slave”. But now is the next target “male/female” connectors because there isn’t a third choice? Or is just “male/female” somehow sexist on its own?

I’d entertain suggestions on new gender-less terminologically for connectors.

Sure, I’m a little out there on this – but you have to admit it could come to this.

E l’Utente C ha ragionissima, da vendere. Io aggiungerei di prendere in seria considerazione -oltre alle whitelist e blacklist citate in commenti poco sopra- il cambio di nome ai “white papers“. Li farei diventare “plain grey” per non sbagliare.

Un altro utente (Utente D) risponde a Utente A cosi’:

Utente A:
However, there is absolutely no good reason to keep this terminology in technical language, it obviously has the potential to be offensive, and people who object to dropping this terminology probably have some underlying prejudices they need to get over.
Utente D:

I’m guessing the argument would fall under a couple of categories.

The first would likely be “just doesn’t seem worth the effort”.
The second would be “it’s clear and presently understood terminology and replacing it for aesthetic rather than technical reasons has a questionable ROI”… kind of like refactoring without a use-case for doing so.

I suppose I might also wonder if there is an idea where we should draw the line? Given issues of gender in modern society, will the male/female terms for identifying ports and plugs need to be revisited? What about “blacklist” and “whitelist”? Are there other terms that are going to be politically sensitive? What do we do if/when the sensitivities change? Is “dependent” really that far from being politically charged (think about how “entitlement” and “liberal” have become practically slanderous)?

I can’t say that I’m in the group that cares one way or another; but it seems to me your “if you disagree: you are prejudiced” is, literally, a prejudice, a preemptive ad-hominim fallacy, and poisoning the well.

E anche D ha perfettamente colto il punto, a mio modesto avviso.

Perchè “L’intento non è razzista, ma l’effetto si” è uno statement che si può applicare a tutto: “l’intento non è fascista/sesssita/comunista/juventino/vegano/omosessuale, ma l’effetto si, ed è questo che conta“.  Senza considerare per quanti soggetti l’effetto è “x” (soggettivamente, non obiettivamente) , la regola vale davvero per qualunque cosa, e allora meglio smettere anche di pensare.

L’antirazzismo e il pensiero razionale non vanno imposti: vanno insegnati a scuola. Dal punto di vista prima di tutto scientifico (e infatti i nazisti dalla scienza iniziarono, per definire gli ebrei un popolo inferiore), poi culturale.

Se abbiamo paura di un film, di un cioccolatino, di un paio di carte da gioco, di concetti informatici da programmatore… non penso vi sia alcuna speranza che in futuro un altro George Floyd non venga assassinato di nuovo esattamente per lo stesso motivo per cui l’hanno ammazzato a Minneapolis una decina di giorni fa.

 

Barney

 

la vita ai tempi del virus #3: un bilancio della prima ondata

Che cosa resterà di questo fine inverno-inizio primavera 2020, negli annali?

  • Le parole: Lockdown, Assembramentio Distanziamento, Mascherina, DPI, Congiunto, wet market, droplet, gel igienizzante, autocertificazione, smart working, didattica a distanza…
  • I concetti: infettività, tasso di mortalità, R0 (se non vi chiamate “Gallera” dovreste oramai averlo capito :-)), il salto di specie, lavarsi le mani…
  • le cure e prevenzioni (vere o presunte): clorochina, idrossiclorochina, plasma iperimmune, vaccino, tocilizumab, remdesivir, la Vitamina C, la Vitamina D, l’aglio, la cipolla, l’alcool, la madonnina di Lourdes, Padre Pio…
  • I Colpevoli e/o gli Eroi (aka I buoni e/o i cattivi): i cinesi, gli americani, i tedeschi, il pipistrello, il serpente, il pangolino, i poteri forti, Big Pharma, Dio, Satana, il Papa, il Papa Emerito, gli epidemiologi, i virologi, i tuttologi, i giornalisti, i complottisti, la Trilateral Commission, George Soros, Bill Gates, Xi Jin Ping, Donald Trump, gli ebrei, il 5G…
  • I problemi veri d’aaggente: il campionato di calcio che non riparte, Wimbledon cancellato, le Olimpiadi rimandate al 2021 ma che comunque si chiameranno “Olympic Games 2020”, i concerti posticipati e ripagati col voucher che ti sbatti sui coglioni…

Più un po’ di cose che ho notato forse solo io:

  • La merda e il piscio di cane che almeno nella mia città han raggiunto livelli che nemmeno negli allevamenti intensivi di maiali della Val Padana.
  • la quasi assoluta ignoranza scientifica del 99% dei giornalisti italiani.
  • la assoluta mancanza di senso dello stato del 100% dei politici dell’opposizione.
  • la totale inadeguatezza al ruolo del 100% dei politici della maggioranza E del 100% dei politici dell’opposizione.
  • La paura del contatto fisico per strada, nelle case, tra parenti. Anche in regioni dove l’epidemia è stata assolutamente sotto controllo sin da quasi subito.
  • la resilienza della popolazione italiana, almeno dei toscani (ma qua si sa che a noi c’importanasega di tutto).
  • la triste e preoccupante adesione acritica a qualsiasi norma venisse erogata dal Governo da parte della maggioranza della popolazione italiana.
  • la politicamente comprensibile ma purtuttavia assolutamente ridicola presa di posizione diametralmente opposta a quella del governo da parte dei caporioni e dei tifosi dell’opposizione, altrettanto cieca e acritica, a prescindere.
  • la totale inadeguatezza del sistema di gestione delle emergenze, in questo paese. Checché se ne dica, abbiamo avuto una quantità di morti enorme, se consideriamo che abbiamo chiuso tutto per primi, e che abbiamo tenuto chiuso per più tempo. Siamo riusciti a far morire gli anziani negli ospizi come mosche, ai medici e agli inferimeri e’ andata poco meglio: erano attrezzati più o meno come gli alpini che il Duce mandò a morire in Russia, con le scarpe di cartone.
  • la quantità di stronzate che ha raggiunto livelli da diluvio universale in tutti i campi, dalla scienza all’economia.
  • la pertinace convinzione nella maggioranza degli utenti dei social media che studiare non serve a un cazzo, e che l’unica università seria e’ quella di Youtube o -in alternativa- quella della vita.
  • i discorsi di Conte, prima su Facebook poi in tv, a raccontare l’ovvio e a deliberare l’assurdo.
  • le fantastiche conferenze stampa della Protezione Civile, in cui pareva di assistere all’estrazione dei numeri della tombola da tanto non avevano senso le cifre snocciUolate.
  • la mia playlist giornaliera per sopravvivere al COVID-19 arrivata al giorno 77, che un giorno pubblicherò anche qua… ma non è questo il giorno.

 

 

Barney

xkcd: 2020 Google Trends

Quella di oggi, sul sito di Randall, è splendida:

2020_google_trends_2x

Si tratta di una vera ricerca su Google trends (ve l’ho rifatta io, eccola qua) che Randall vorrebbe far vedere a qualcuno nel passato, per vedere cosa riesce a capire del 2020. La ricerca mostra come dall’inizio della pandemia gli interessi dellagGente (meglio: di qualchegGente) si sia spostata dal classico “tettecculi” o “fai soldi facile” a robe più in tema con il tempo. Prima tra tutti la farina, che oramai se non ti fai il pane in casa non sei nessuno (io non mi faccio il pane in casa), ma anche la macchina da cucire sta avendo un suo momento di gloria, e il povero pangolino è entrato nell’immaginario collettivo di parecchi.

L’alt text ci fornisce una possibile risposta del poveraccio del 2019 che deve immaginarsi cosa caspita succederà di lì a pochi mesi:

As the ‘exotic animals in homemade aprons hosting baking shows’ YouTube craze reached its peak in March 2020, Andrew Cuomo announced he was replacing the Statue of Liberty with a bronze pangolin in a chef’s hat.

 

Barney

Filosofia da muro #155

In lockdown nella città per vecchi, godo d’una certa libertà di movimento sia per le dimensioni della Metropoli dove abito (il centro storico e’ circondato da un giro completo di mura di 4,3 km, fate voi i conti di quanto potrà essere ampia…), sia perchè adesso in giro ci siamo solo noi residenti (credo meno di ottomila).

Girando cerco sempre nuove scritte, ma il periodo non è certamente propizio per un graffitaro, che oltre al fatto che teoricamente dovrebbe starsene chiuso in casa deve anche fronteggiare una -immagino io- carenza di bombolette spray.

Ma una scritta nuova l’ho scovata, e non mi pare tra le più tranquillizzanti:

20200416_085149

A me ha fatto subito venire in mente uno stalker che si rivolge minaccioso alla sua vittima, con un avvertimento che potrebbe essere l’ultimo prima di alzare le mani.

In quel vicoletto non ci abita nessuno, va detto, e oltre io che vado in caccia di scritte ci passa davvero poca gente (ieri ci ho trovato uno che faceva i saltelli con la corda, per allenarsi, sicuro che non sarebbe passata anima viva), ma per sicurezza terrò d’occhio la zona, e drizzerò le orecchie quando ci passo, tanto adesso oltre ai merli e ai gabbiani non ci sono altri rumori.

 

 

Barney

 

xkcd: Coronavirus Charts

Quella di oggi è l’ultima di una serie di vignette che Randall -obbligatoriamente- dedica alla pandemia.

coronavirus_charts

L’alt-text continua sulla falsariga della vignetta, inserendo correlazioni a caso senza alcun senso:

Adding data for South Korea but with their cases scaled to match the population of Japan and the land area of Australia, and vice versa.

Per far capire tutti, Randall ha messo nero su bianco la quotidiana serqua di numeri a caso -e a cazzo- snocciUolata da Borrelli verso le 18:00, puntuale come era fino a un mese fa solo la Madonna di Medjugorje.

Barney

La pandemia spiegata da Ted Chiang

Chi è Ted Chiang?

Se avete letto due o tre pezzi da questo inutile blog, forse vi ci siete imbattuti: è uno scrittore di fantascienza americano di chiare origini cinesi, e tra le altre belle cose che ha scritto (incluso questo splendido racconto breve) c’è “Storia della tua vita”, un raccontino di poche decine di pagine da cui è stato tratto “Arrival“.

Chiang è stato intervistato ieri l’altro dall’editore (o editora, visto che è una donna?) di “Electric Literature“, una organizzazione non profit americana che ha come missione “amplificare la potenza della narrazione attraverso l’innovazione digitale”. L’intervista in formato lungo la trovate qua, e siccome non è poi così lunga e tutti abbiamo tanto tempo libero sarebbe da leggere.

Per i pigri c’è Slashdot, che fa un sommario dei passaggi più significativi. Nello screenshot qua sotto io rendo il compito del lettore ancor più semplice, sottolineando le tre o quattro righe fondamentali (secondo il mio sindacabilissimo giudizio, sia chiaro):

chiang_on_slashdot

Ecco, questa qua sopra è la foto del momento e del futuro prossimo, in attesa che ci troviamo di fronte tra qualche anno ad un altro “idiot plot”. O -ancora meglio-, a un “second-order idiot plot“.

 

Barney

 

xkcd: Pathogen Resistance

Una spiegazione del perchè l’isolamento sociale funziona contro il virus ce la disegna Randall oggi, rovesciando la prospettiva del problema:

pathogen_resistance_2x

L’Alt-text è questo qua:

We’re not trapped in here with the coronavirus. The coronavirus is trapped in here with us.

che somiglia molto a quello che Rorschach dice quando lo mettono in carcere, in Watchmen 🙂

 

Barney

La vita ai tempi del virus #2

Come ampiamente prevedibile il trend di crescita dei contagi rilevati è in crescita dappertutto. Anche -putroppo…- il numero di morti, soprattutto per adesso in Italia (ma speriamo che la tendenza si arresti presto) ma prevedibilmente in tutto il mondo a brevissimo.

I dati di ieri l’altro sempre presi dall’EDC danno la situazione del grafico qua sotto, che è grave ma forse lievemente meglio di quello che ci si poteva aspettare, almeno in Italia. Per gli altri stati, e qua ne ho presi alcuni a caso, ho invece tremendi dubbi.

cumulativi200318a

La linea di tendenza per tutti i paesi e’ una polinomiale di 4° grado.

Ciò detto, io spero che Trump e BoJo abbiano letto questo splendido ma inquietante studio dell’Imperial College di Londra, sull’impatto delle varie “strategie” di contrasto all’epidemia. Incluso il non fare nulla, o fare poco, che avevano in mente i due geni con la paglia in testa di cui sopra. Penso in realtà che BoJo sia tornato sui suoi passi quando ha avuto in mano il report, e magari ha chiamato The Donald…

Per il resto, abbiamo che tutti i maggiori produttori di auto al mondo -Tesla a parte- chiudono gli stabilimenti “per almeno due settimane“, che New York sta pensando di convertire alcuni Hotel cittadini per la cura di pazienti “non-COVID-19”, che le aziende che fanno Telecom sono le uniche che prosperano, e il motivo lo sapete tutti: smartphone e PC sono rimasti tra i pochi sistemi per comunicare attraverso la rete per lavoro, affetti, amore. Ovviamente questo comporta ingolfamenti e disservizi a catena (l’altro giorno una call organizzata da enorme multinazionale straniera attraverso un sistema di videoconferenza si è dovuta trasformare in una chiamata telefonica senza condividere nulla, giusto per fare un esempio che mi ha visto coinvolto). E negli ospedali dello stato di Washington si fanno mascherine con le robe che si trovano in ufficio, a dire che nessuno era preparato a questo, anche se Jared Diamond aveva descritto perché nel passato abbiamo avuto tutto e soprattutto perché sarebbe risuccesso  nel suo splendido “Guns, Germs and Steel” già nel 1997.

Legetevelo, quel libro: c’è anche in italiano e pur essendo un saggio scientifico scorre come i migliori gialli di Simenon.

Tanto dovete stare in casa, no? Ve lo dicono anche i Fugazi di avere pazienza:

 

Barney