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Una volta ho cacato alla Normale.

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Il grande peccato della sinistra.

Mi sembra un ritratto perfetto di questa Italia:

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Flight — Indiegogo

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No, e’ che sono parente d’uno di questi entusiasti filmakers, che pero’ se mi avessero avvertito per tempo che facevano crowdfunding, io avrei sparso la voce e magari qualche altro dollaro l’avrebbero raccattato…

Pero’ potete -nell’attesa dell’uscita di “Flight”, che oramai han quasi terminato di girare- guardarvi il loro primo short.

Oh, si divertono parecchio i ragazzi, e hanno addirittura girato a Fiumicino :-).
Meglio che guardare la tv, senza alcun dubbio.

Barney

Le puttanate di Scientology (TM e Copyright, ovviamente) spiegate ai comuni mortali

Ad ogni divorzio del nano bello (Tom Cruise) due sono gli argomenti che appestano i media: il fatto che le ex mogli finalmente possono ricominciare a portare tacchi del 35, e l’ovvia considerazione che la separazione tra Tom e la trota di turno e’ dovuta al fatto che il Nostro e’ un fanatico devoto della Chiesa di Scientology.

Che non so se voi sapete di che si tratta, ma se dovessi raccontarvela io sarebbe una roba come “cagata pazzesca”. Pero’ i seguaci della Chiesa di Scientology (TM e Copyright, che mica c’ho i soldi per gli avvocati, io) ci credono, a quel che gli viene raccontato. E pagano per farselo raccontare.

A gratis c’e’ una famosa puntata di South Park, che ci spiega in maniera filologicamente corretta e puntuale tutto quel che c’e’ dietro la “religione” fondata da Lafayette Ron Hubbard. Oppure questo recente post del Post. O anche il sito di riferimento contro Scientology: Xenu.com.

Xenu21

Sempre meglio essere informati, piuttosto che credere a quel che ci raccontano Tom Cruise e John Travolta, no?

 

Barney

 

 

La via italiana per combattere la grossa grisi

Ieri, nel tragitto tra l’azienda e la fermata dell’autobus che mi porta alla stazione ho incontrato un SUV, una BMW di quelle non enormi, ma lustra e seminuova.

Fermo, parcheggiato all’ombra davanti ai cassonetti della raccolta differenziata nella ridente localita’ industriale di Ospedaletto, il SUV aveva tutti i finestrini aperti, e conteneva il proprietario: un ometto d’una sessantina di anni, intento a smazzare pacchi su pacchi di carta, che estraeva da una cartella portadocumenti poggiata aperta sulle sue ginocchia.

Ho visto la scena nei dieci secondi che c’ho messo a passargli a fianco, al SUV; non e’ che abbia molto da fare, quando vado alla fermata dell’autobus. E poi mi fermo anch’io all’ombra, un po’ piu’ in la’ rispetto a dove s’e’ fermato l’ometto con la sua macchinona. Insomma, ho potuto vedere abbastanza bene quel che faceva l’ometto, e quali carte stesse smazzando con una certa animosita’.

Erano cartoncini colorati, diciamo venti per quindici. Questi qua (ho dovuto scorrere tutto il catalogo, ma sono quasi certo sian questi):

Miliardario-media1

La cosa stupefacente era la quantita’ di questi cartoncini. Quando dico “mazzi”, intendo almeno trenta-quaranta pezzi. Scappavano letteralmente dalla cartellina in finta pelle che l’ometto aveva in grembo… come se non potessero essere costretti nello spazio angusto del portacarte.

Nell’attesa dell’autobus ho avuto tutto il tempo per osservare da una decina di metri l’ometto che a un certo punto e’ sceso dall’auto e ha buttato qualcosa nel cassonetto per la raccolta della carta. Poi ha chiuso la portiera ed e’ partito lentamente verso chissa’ dove. 

Non credo abbia vinto qualcosa, comunque non abbastanza da farlo gioire e saltare come un capretto.

Ma se l’occhio non m’ha ingannato, e se veramente i biglietti erano un trenta-quaranta, beh… Allora l’ometto ha bruciato un 150 Euro almeno sull’altare della Lottomatica, che sicuramente uscira’ benissimo dalla grossa grisi che c’attanaglia e c’ammorde come lupa famelica.

Per l’ometto invece la vedo molto piu’ grigia. Almeno sino alprossimo giro di “Miliardario”…

 

 

 

 

Philip Harris, illustratore

Un illustratore inglese scoperto come sempre per caso, che fa cose notevoli come questa:

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Si intitola “M for market”, e fa parte di una serie che si intitola “A world run by animals”, ma sul suo sito c’e’ moltissima roba interessante. Anche T-Shirt e poster strani e belli.

 

Barney

Tette, culi e criostati

Mr. Reconditi, da Augsburg, mi segnala un post di Mrs. Signorile da Londra su “L’orologiaio miope“, il blog che Lisa cura con sadica maniacalita’.

Lisa Signorile e’ una naturalista scappata in UK al seguito del compagno, Eugenio, decenni fa. Frequentavo elettronicamente i due gia’ nel secolo scorso, e a un certo punto la signora Tupaia s’e’ decisa ad aprire un interessantissimo blog scientifico che fa onore alla categoria degli studiosi di bestie strane,e quest’anno ha addirittura pubblicato il suo primo libro. OK, i venti Euro per la marchetta li ho guadagnati, adesso diamo un senso al titolo del pezzo.

Nel post in questione Lisa si indigna -giustamente- per una iniziativa finanziata dalla Commissione Europea, volta a stimolare le carriere scientifiche delle donne. Intento lodevolissimo, perseguito pero’ con i metodi e gli stilemi sbagliati. Ecco il video promozionale dell’iniziativa, presto ritirato dal sito di riferimento ma sempre presente sul Tubo:

La quantita’ di ammiccamenti sessuali e’ imbarazzante (nemmeno io avrei saputo fare peggio, lo ammetto): gas liquefatto che sublima con volute sensuali post-coitali, palline/gocce in ogni dove, immagini che ricordano piu’ una visita ginecologica che la visione di una capsula di Petri al microscopio…

Poi ci sono i doppi sensi sessuali-estetici, con le gocce di smalto che cadono lentissime e che possono essere anche qualcos’altro, e il fondotinta che spolvera dal pennello, e poi rossetti in erezione, e tacchi dodici, e minigonne clitoridee, e becker e beute che se non sono cazzi non so cosa siano (secondo 15 del video, controllate please), pennarelli-dildos di misura extra-extra large maneggiati da professoresse di materie a caso con treccia favolistica e sguardo assai conturbante, e ancheggi da Elvis the Pelvis a ogni pie’ sospinto…

C’e’ tutto il peggio del piu’ becero maschilismo d’accatto, e tutto quel che si vede e’ frutto di investimenti di denari pubblici, (immagino di qualche centinaio di migliaia di Euro come minimo, e non voglio dire la cifra che ho davvero in mente per evitare di scandalizzare troppo i miei tre lettori) che vengono tutti dalle nostre tasse, sperando che chi legge -come faccio io- le paghi, le tasse.

La homepage dell’inziativa europea “Science: it’s a girl thing!” e’ li’ a testimoniare che lo stereotipo che i creativi hanno in mente, per le ricercatrici europee, e’ esattamente quello che il video ci racconta: nulla di piu’, nulla di meno.

E testimonia ancora una volta che la nostra epoca ha saltato oltre il burrone da un bel po’, anche se la Commissione cerca di tappare il buco con un patetico Q&A file.

Insomma: non ci stupiamo se poi le donne sono considerate alla stregua delle bestie da soma, se vengono ammazzate a bastonate quasi ogni giorno, se non hanno quasi mai il ruolo che spetta loro.

 

Ah, quasi dimenticavo… ecco un criostato:

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Barney