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Still life with Spray Can

Ancora una crasi tra natura morta ferroviaria e filosofia da muro. Il punto di contatto e’ ovviamente la bomboletta di vernice spray, abbandonata oramai vuota tra la sporcizia dei binari.

IMAGE00114Chissa’ a cosa e’ servita, prima. Chissa’ quale opera d’arte vandalica ha aiutato a venir fuori dalla mente del suo utilizzatore…

La chiusura musicale non c’entra moltissimo, pero’ e’ una canzone dei Fugazi, e quindi estiquaatzi. E’ molto rilassante, contrariamente ai loro classici:

Barney

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Still life with pizza

Ecco qua, fresca di stamattina:

IMAGE00265Il trancio rinsecchito, proveniente quasi di sicuro dal vicino “Spizzico”, fa bella mostra di se accanto a un tappo di plastica.

Triste fine per la margherita, probabilmente la qualita’ complessiva non ha soddisfatto l’anonimo sporcatore di italici binari.

La colonna sonora e’ obbligatoria, versione mazurka:

Barney

Still life with playing cards

La raccolta di nature morte ferroviarie s’era interrotta per sopraggiunte ferie, e per assenza di soggetti interessanti.

Fortunatamente, qualche giorno fa ho trovato questo:

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… che mi fa venire in mente quest’altro:

Barney

(not so) Still life with rithm

Da un po’ sulla linea Lucca-Pisa ci sono dei treni nuovi, dai nomi musicali: Swing e Jazz. Sono a gasolio-gas-qualcosa che brucia, perche’ si devono avventurare su per i binari della garfagnana, che sono senza catenarie e quindi i treni elettrici son vietati.

Lo Swing e’ carino, scomodo ma carino.

E molto musicale, quando e’ in stazione:

Il ritmo mi fa venire in mente la versione live di “Shelter from the storm” credo al Budokan, di quando il buon vecchio Robert Zimmerman aveva ancora la voce:

Barney

Still life with cardboard and Jodel

C’e’ poca roba da fotografare sui binari, in questo periodo. Una fioritura di tristi siringhe, bottiglie e lattine in quantita’, impresentabili set di mutande e calzini usati -anche troppo-…

Ieri mattina avevo trovato questa scatolona di cartone:

IMAGE00170e stavo pensando al brano musicale da collegarci, quando da dietro di me (che credevo di essere l’ultimo ad essere sceso dall’ultimo vagone del treno) se ne esce questo bizzarro tizio:

IMAGE00171che da un senso alla mattinata, e mi risolve la questione musicale 🙂

Barney

Still life with green ponpon

IMAGE00143Poco piu’ in la’ c’era anche l’altro ponpon; chissa’ cosa ornavano, prima…

Barney

Still life with The needle (and the damage done)

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Ever since I left Canada, about five years ago or so… and moved down south… found out a lot of things that I didn’t know when I left. Some of ‘em are good, and some of ‘em are bad. Got to see a lot of great musicians before they happened… before they became famous… y’know, when they were just gigging. Five and six sets a night… things like that. And I got to see a lot of, um, great musicians who nobody ever got to see. For one reason or another. But… strangely enough, the real good ones… that you never got to see was… ‘cause of, ahhm, heroin. An’ that started happening over an’ over. Then it happened to someone that everyone knew about. So I just wrote a little song.

Neil Young, 1971

Per i piu’ giovani, c’e’ una citazione -direttissima- al brano di Neil Young anche in “Song to say goodbye“, dei Placebo.

Barney