Archivi tag: i leghisti sono gli anelli di congiunzione tra molluschi ed echinodermi

Non e’ la bambolina

Non e’ la bambola gonfiabile che mi perplette, nell’ultima uscita delle scimmie leghiste di fronte al domatore di scimmie-capo.

Quello e’ il livello che mi aspetto da questa gente qua, che vi ricordo gia’ aveva dato spettacolo -assieme al domatore- con il coretto su Napoli e il colera.

Quello che mi fa perdere le speranze nel futuro della nazione e’ il tifo da stadio iniziale delle scimmie: “un capitano, c’e’ solo un capitano“, che rimanda all’unica cosa che l’italico medio capisce, il calcio.

Si tifa come si fosse in curva, contro la Boldrini (che -sia detto per inciso- ne azzecca una ogni cinque anni, e se stesse zitta non sarebbe male. Per tutti), e si gioisce quando il nemico e’ sbeffeggiato e svilito al ruolo di puttana muta, come in questo caso.

Il livello e’ questo, e ovviamente se volete questa destra di dementi e scimmie ammaestrate continuate a votare Salvini.

E per favore, non ve ne uscite dicendo “Gne’ gne’, ma e’ colpa della sinistra“, che e’ l’altra risposta tipica dell’italiota medio: mai colpa sua, sempre gli altri brutti e kattivi.

Cazzo, quando uno la pesta (e questi la pestano ogni giorno), dovrebbe essere in grado di capire se e’ cioccolato o no. E caro Salvini: questo non e’ cioccolato.

 

 

Barney

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Brexit 2 – a bocce ferme

A bocce ferme a me e all’omino del mio cervello risultano le seguenti cose:

  1. il referendum (consultivo) e’ stato il risultato di una lite tra pastori per questioni di eredita’ (cit. De Andre’) tra Cameron e Johnson. Cameron l’ha indetto un per d’anni fa solo per ammazzare politicamente Boris il Biondo, suo compare di partito. Mission accomplished, ma col cazzo.
  2. E’ sicuramente non vero che hanno votato “Remain” solo i giovani e “Leave” i vecchiardi. Soprattutto perche’ i giovani sono andati pochissimo a votare.
  3. Ma e’ quasi certamente vero che i giovani, diciamo i 18-35enni, sono in UK messi nelle peggiori condizioni per votare[1], soprattutto se metti il referendum di giovedi’.
  4. In Italia io personalmente ho assistito al seguente spettacolo: gli elettori di destra ad esultare indistintamente, quelli di sinistra ad invocare in questo caso il riconteggio o il secondo turno di voto. A prescindere da cosa s’era votato. In UK…
  5. Chi ha votato in UK “Leave” lo ha fatto sulla spinta di una campagna orchestrata sostanzialmente solo da Nigel Farage, il vero vincitore morale del torneo “martellate sui coglioni” (forse oggi se ne sta accorgendo, ma ne dubito in verita’). Ho sentito Farage parlare per la prima volta la sera del referendum. Non mi riusciva di identificare la voce calda e impostatissima, dall’inglese perfetto, che sentivo. Credevo fosse un attore, un calciatore, un cantante. Non un politico. E infatti Farage parla al suo pubblico come un guitto da teatro; il pubblico ha bisogno di discorsi semplici e immediatamente traducibili in azioni. Non parla come un politico, Farage; e’ nella medesima condizione del leghista italiano: ottimo a fare opposizione e ad alzar le masse contro immigrati e lacciuoli della Commissione Europea, pessimo a governare o a fornire alternative che non siano “Loro fuori, poi se ne discorre”. Per il passaggio successivo ci vuole un po’ piu’ di impegno: sono buoni tutti a fare casino, in meno a rimettere a posto. Farage non e’ tra i secondi. Come non lo e’ un altro cialtrone come Salvini, sia chiaro[2].
  6. Chi ha votato “Leave” credo l’abbia fatto perche’ i negri, gli arabi, i diversi li stavano invadendo. Ecco: gli stessi negri, arabi e diversi sono secoli che li stanno invadendo. Il vero problema e’ che…
  7. … l’UK e’ composto da due nazioni: la ricca Londra e il resto del mondo. Il resto del mondo, sulle isole della Regina, se la passa forse peggio che l’italiano medio. Mentre il londinese medio vive piu’ o meno come sempre, ossia alla grande. Stupisce che i negri, gli arabi e i diversi colonizzino di piu’ le periferie? Beh, visti i costi delle case a Londra, direi che e’ una cosa normale. Ma in tempi di crisi, come diceva il Maestro Eisner, basta fomentare la massa in difficolta’ contro il diverso, additare a lui tutte le colpe. Il resto e’ automatico.E la cosa funziona da sempre: ha funzionato in Russia, ha funzionato con gli ebrei in Germania, con gli oppositori di Pol Pot in Cambogia… E’ un classico che non delude mai.
  8. Quindi, il problema “Leave-Remain” s’e’ tramutato in un “via i negri e gli arabi” Vs. “non sa/non risponde/se ne fotte”.
  9. Ma alla fine questi isolani inventori del calcio che si fanno perculare a calcio dall’Islanda, cosa stracazzo volevano? Erano in Europa pur mantenendo la loro fottutissima moneta, continuavano a usare unita’ di misura ridicole (le inches, il chicco di riso, la pisciata piu’ lontana, la minchia di segugio e via cosi’ di stronzata in stronzata, per essere “imperiali”. Mavaffanculo…), a guidare a sinistra, potevano addirittura mettere bocca nelle leggi degli altri paesi… Gli dava noia la regolamentazione della lunghezza dei cetrioli? Benissimo. Adesso decideranno da soli questa fondamentale misura. In piedi. Imperiali.
  10. Trovo che tra i comportamenti piu’ stupidi vi siano quelli che oltre a danneggiare gli altri, facciano del male a noi stessi. Il referendum inglese e’ la summa teologica della stupidita’, in questo senso.
  11. E chiudo: il commento piu’ sensato sul referendum brexit l’ho sentito da Noel Gallagher, il che da la cifra del tutto. Egli ebbe a dire nei giorni precedenti il tragicomico voto: “Cazzo, io ho eletto dei politici per prendere delle decisioni su materie fondamentali. E questi rompono i coglioni a me, che non ne so nulla di quali saranno le conseguenze dell’uscire o del restare in Europa? Mavaffanculo!“.

 

Ora vi aspettate gli Oasis, vero? Eh, buonanotte…

Un Gallagher ve lo beccate, ma e’ quello buono, oramai purtroppo morto. Suonava il blues da dio.

E dopo il pezzo ci son le note, eh?

 

 

 

[1] Da http://www.phme.it:

“In questo caso negli anni recenti i governi conservatori hanno introdotto una serie di misure che hanno teso a rendere più difficile il voto ai giovani Inglesi. Per votare, è necessario recarsi al distretto dove si paga la council tax. La tassa comunale è estremamente costosa (io pago 150£ al mese per 38mq, altro che IMU!), ma i giovani hanno diverse agevolazioni che permettono agli under 25 che non siano stabiliti semi-permanentemente di evitarla. Unita alla grande mobilità dei britannici (la maggioranza studia e lavora lontano dalla casa paterna), un sistema di trasporti costosissimo e inefficiente (ovviamente non rimborsato) e la turnata elettorale infrasettimanale determinano che, per un numero non trascurabile di giovani, può essere un investimento insostenibile. Solo i più idealisti possono spendere centinaia di sterline per il viaggio e chiedere uno o due giorni di permesso (magari in un lavoro pagato a ore), per dare il loro contributo democratico.”

[2]: “E allora Renzi?” Chiedera’ il leghista tipo. Guarda, Renzi e’ uguale a Salvini. Sei contento ora, o hai bisogno di martellarti i coglioni un’altra mezz’oretta? E dopo la mezz’oretta, ruspa? Oppure raspa?

 

Barney

 

 

DEIEZIONI PADANE

Qua sotto un bel ritratto di uno degli ultimi esemplari leghisti saliti sul palcoscenico dei media per le stronzate che producono in quantita’ industriale.

Hat trick per Sendivogius. Ah, la tettona che a un certo punto appare NON VOTA LEGA.

Sorgente: DEIEZIONI PADANE

Barney

La locomotiva

Non si sentira’ Guccini, alla fine, state tranquilli.

La notizia del giorno, sconvolgente per molti e liberatoria per molti altri, e’ l’assoluzione di Erri De Luca dalle accuse di istigazione a delinquere.

Devo premettere due cose: Erri De Luca non mi sta simpatico e non mi piace come scrittore, e la TAV mi sta piu’ simpatica dei NO TAV.

Pero’ non avrei gioito per la condanna di De Luca. Perche’ sarebbe stata in primis una condanna “politica”, alla vecchia maniera; ci avrebbe riportato dritti agli anni di piombo che molti di voi nemmeno sanno cosa siano (ma Erri De Luca si) e che han segnato la gran parte della mia infanzia.

E poi, non si sarebbe capito (io e l’omino del mio cervello) perche’ De Luca andava condannato, mentre un Borghezio o un Buonanno qualsiasi (quest’ultimo fascista DOC, passato alla Lega per continuita’ ideologica ed assenza della squadra del cuore dalle sue parti) possono dire quel che passa loro per la testa (aria, probabilmente?) senza timore di essere condannati. Oppure, perche’ in un paese che per legge vieta la ricostituzione in qualunque forma del partito fascista ci siano cosi’ tanti movimenti politici che espongono svastiche e rune.

Di che ha paura, lo Stato, quando si sente in dovere di processare uno scrittore schierato politicamente perche’ s’e’ permesso di dire quel che gli passava per la testa, foss’anche la peggio stronzata del secolo?

Secondo me, solo della sua pochezza. Intendo ovviamente la pochezza delle istituzioni, che se si fanno intimidire da un De Luca qualsiasi siam davvero alla frutta. E in effetti, a leggere le liste degli eletti, a guardarne gli occhi spenti come quelli di una triglia pescata tre giorni fa, ad osare financo d’ascoltare i discorsi inutili e vuoti non si puo’ che chiedere l’ammazzacaffe’.

E invocare -per pieta’- il sipario.

Oppure, continuare a farsi stordire dal primo Renzi che passa per la strada, che prima si chiamava Berlusconi e raccontava le solite puttanate, ma con la faccia da vecchio puttaniere. Meglio il guitto bischero giovane, no?

Barney

Lettera a Matteo Salvini, dal futuro (di Gipi)

Eccola qua, dal Post di oggi.

hd_gipi

Aggiungo solo un po’ di musica:

Barney

Toh, non e’ stato il negro…

… e allora Babbeo Salvini contro chi puo’ urlare? Contro i militari? Contro i comunisti? I Cattolici?

noislamNo, non funziona con le scimmie ammestrate leghiste. E allora, Babbeo S. per oggi stara’ zitto, evitera’ tre delle sei trasmissioni cui doveva partecipare e si concentrera’ sul NO EURO e la crisi greca, trattata da cialtrone quale lui e’.

Domani e’ un altro giorno, si spera in un exploit d’una banda di zingari, o almeno in un bell’abigeato perpetrato da pastori albanesi ai danni di un capraro di Ostuni.

O nel default della Grecia, altrimenti e’ un casino trovare “argomenti di discussione” per il Nostro…

Barney

Servizi sociali: spiegare ai leghisti perche’ Salvini e’ un cialtrone

E’ un tentativo disperato, che ogni tanto mi viene in mente di fare cosi’, per sport e perche’ sono in fondo un ottimista.

Per esempio: stasera non so a che trasmissione delle sei o sette che la nuova icona del celodurismo padano presidia quotidianamente, il Nostro s’e’ lanciato in una filippica contro il Pericolo Islamico che ci ammazzera’ tutti, e passando da un classico lapalissiano “A casa nostra le tradizioni sono le nostre” a un bollitissimo “Mai piu’ moschee per soli islamici” (??!!!), a un certo punto ha deviato dal fiume di stronzate sparate a coppiole e ha fatto un inciso di questo tenore:

“Ma perche’ la NATO non toglie tutti i soldati che stanno sui confini orientali a controllare la Russia, e li manda in Siria a sterminare i terroristi dell’ISIS?”

che potrebbe anche essere un discorso condivisibile, per carita’.

Il punto e’ che Salvini dice queste cose sapendo benissimo che:

  • non e’ lui a decidere dove mandare i soldati della NATO;
  • nel caso qualcuno ce li mandi, ne morirebbero a vagonate;
  • col cazzo che se fosse al governo si prenderebbe la responsabilita’ di anche una sola di quelle morti.

Quindi, cari leghisti-fratelliditalia-neofascisti io stasera scommetto che se (ipotetica inglese del terzo tipo) Salvini mai andra’ al governo, i nostri soldati potranno dormire sonni tranquilli. Salvini e’ bravissimo a fare il finocchio col culo degli altri, soprattutto quando si tratta di farlo a parole. Anche nel suo caso la distanza tra parola e azione e’ un baratro insuperabile.

Insomma, Matteo: coi discorsi puoi vincere le elezioni ma non potrai mai governare un paese. Per fare quello servono idee e coraggio, e tu mi sa tanto che difetti di entrambi gli ingredienti.

(si, lo so: ci poteva stare “Il Gorilla”, magari nella versione originale di Brassens… Ma coi leghisti meglio i RATM)

Barney