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Come si fa?

Domenica prossima ci sono le elezioni politiche.

Non credo assisteremo a plebisciti clamorosi per uno dei tre raggruppamenti maggiori, ne’ che i partiti minori che non hanno accettato apparentamenti riusciranno a fare qualcosa di più che dignitoso (m’aspetto un qualcosa più del 3,5% da Liberi e Uguali, il resto finirà come lacrime nella pioggia).

Non so davvero chi voterò. So che è impossibile per me votare Lega,  Fratelli d’Italia, il Partito della Famiglia, CasaPound e i forzanovisti travestiti da Italiani.

E sono ragionevolmente sicuro che chiunque vincerà, messe da parte le mirabolanti ed impossibili promesse elettorali, si troverò dinnanzi a un compito improbo e del tutto inadatto a -perlappunto- chiunque vincerà.

In questo clima di balle sparate a due a due finché non diventan dispari ci viene in soccorso Gipi con i suoi splendidi corti, che in pochi minuti disegnano per immagini il ritratto dell’Italia vera.

Questo, mandato in onda venerdì scorso, risponde alla domanda del titolo: per governare, in Italia, si fa così:

 

 

 

 

Barney

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Il sentimento bBobolare

Tutte le sere mi faccio -dopo il lavoro- un bagno di paese alla radio. Ascolto “La Zanzara”, su Radio24, e sento il peggio del peggio di quelli che il 4 marzo andranno a votare.

Convinti che la colpa (di cosa? Ma di tutto!) sia tutta dei negri, che i musulmani complottino contro la mortadella a merenda negli asili e contro il crocefisso negli ospedali, che gli zingari rubino i posti letto in pronto soccorso alle vecchine con la pensione minima, mentre loro -catenone d’oro al collo- spendono e spandono a spese nostre.

Queste convinzioni derivano dalla ripetizione a manovella di stronzat mantra Salvinian-Meloniani, dalla riproposizione pavloviana di qualsiasi post su Facebook che dimostri incontrovertibilmente che il negro sul Frecciarossa paga il biglietto del regionale e viaggia in prima classe, dal repost selvaggio di “notizie” prese nelle peggiori cloache della rete. Senza mai (MAI) prima controllare se la cosa e’ vera o no, senza mai (MAI) accendere il cervello per ragionare.

Questi sono la maggioranza degli italiani, non c’e’ nulla da fare: quelli che -trovato per il tramite di qualche populista d’accatto il capro espiatorio per tutti i problemi del mondo- vi si buttano a capofitto, contenti poter dare la colpa a qualcun altro anche di quanto misera e ignorante e’ la loro vita.

Vinceranno, e non sono ne’ di destra ne’ di sinistra, perche’ oramai la differenza nei programmi politici non c’e’, anzi: non ci sono piu’ nemmeno i programmi.

Questo popolo imbarbarito, questa “gGente” ce la racconta mirabilmente Gipi, in una perla che andrebbe fatta girare tra le scuole. Perche’ e’ il modo giusto di raccontare, e di far pensare.

Godetevelo, e ricordatevi che di mestiere Gipi disegna fumetti.

 

Barney

 

Filosofia da muro #72 (hat trick: Pendolante)

Katia “Pendolante” M. colpisce ancora, spedendomi una foto a meta’ tra un graffito e una natura morta ferroviaria:

foto

E’ bella la definizione geometrica del tutto, ma la scritta e’ quella che mi ha fatto dire subito “la pubblico”. Non per il “Sav” finale, che potrebbe essere Saverio, ma per l’Ufo sopra. Inteso non come oggetto volante non identificato, bensi’ come il bassista della piu’ famosa band pisana, gli Zen Circus.

Scopro solo ora che Ufo ha anche un nome “vero”, Massimiliano. Ma davvero importa poco, il suo basso e’ elemento imprescindibile della musica degli Zen. E per tutti e’ Ufo e stop.

Un mesetto fa e’ uscito il nuovo disco degli Zen Circus, “La Terza Guerra Mondiale”, che suoneranno dal vivo a fine novembre al Cage. Se siete da queste parti, accorrete numerosi perche’ live i tre meritano sempre di essere ascoltati.

Altrimenti, godetevi (si fa per dire, visto il tema e il video) questa tremenda “Zingara (il cattivista)”. Alla fine del brano c’e’ la voce ricampionata del Colonnello Kurtz da “Apocalypse Now”.

Senno’ c’e’ sempre “Amici”…

 

 

Barney

 

Post Scriptum: l’idea di mettere i deliranti messaggi che si trovano a pacchi su Internet venne qualche anno fa anche a Gipi, che inseri’ l’ulteriore genialata di far leggere il tutto ad un sintetizzatore vocale. Il risultato e’ un capolavoro.

Lettera a Matteo Salvini, dal futuro (di Gipi)

Eccola qua, dal Post di oggi.

hd_gipi

Aggiungo solo un po’ di musica:

Barney

Et enfin, je suis Gipi

Barney

Ortolani strikes again

Qua il post. Qua sotto la splendida “foto di gruppo”:

Immagine

Barney

Lucca Comics and Games 2013

La gioiosa invasione e’ passata anche quest’anno, lasciando uno strascico di sorrisi e di gioia beata in quelli che han partecipato. A me ha lasciato anche questi fumetti qua sotto:

ImmagineDa sinistra in alto: “Pyongyang” di Guy Delisle, “Ratolik” di Leo Ortolani, “Deficiens and Dragons” di Manu Tonini, “Unastoria” di Gipi, “La lunga notte dell’investigatore Merlo” di Leo Ortolani, “Viola Giramondo” di Stefano Turconi e Teresa Radice, “Il blu e’ un colore caldo” di Julie Maroh.

Le mostre quest’anno hanno spaziato da Hermann (il fumettista belga creatore di Jeremiah), a Guy Delisle (eccezionale cronista, i suoi libri sono cronache fedeli di paesi lontani), passando per Beatrice Alemagna (illustratrice per bambini di tutte le eta’, e gia’ a dire questo mi sembra di sminuirla), Stephan Martinière (illustratore famoso tra chi gioca a Magic the Gathering), Terry Moore (il disegnatore di Stranger in Paradise ed Echo), Giulio De Vita (Da Lazarus Ledd a Thorgal senza ritorno). Ecco alcune immagini, assolutamente insufficienti a dare l’idea della bellezza delle tavole:

Tra gli stand e le vie della citta’ si sono aggirati come sempre disegnatori piu’ o meno famosi. Alcuni di quelli famosi sono qui sotto: Vittorio Giardino, Silvia Ziche, Guy Delisle, Daniele Caluri+Emiliano Pagani+Leo Ortolani.

Poi c’e’ stato il consueto e coloratissimo delirio di gente e cose strane:

… e la definitiva consacrazione della terza costola della fiera: “Movies”, con anteprime e mostre in tutta la citta’.

Meglio farvi vedere direttamente dal canale youtube della manifestazione una clip che si riferisce al secondo giorno di fiera (gli altri li trovate sul tubo), e dare appuntamento all’anno prossimo a tutti gli appassionati e ai semplici curiosi:

Barney