Filosofia da muro #149

Oltre alle scritte, sui muri ci sono appiccicati a volte dei manifesti.

Possono essere manifesti funebri, pubblicità, anticipazioni di concerti e spettacoli teatrali, inviti a sagre e feste paesane…

Oppure possono essere robe come questa qua:

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L’assenza di timbri comunali indica una afissione abusiva, ma questo è francamente il minore dei problemi del nostro Filippo.

Già colpisce il colore, rosso sangue (che avrebbe voluto -immagino- essere un rosso passione), ma il messaggio e il font danno il colpo di grazia alla composizione, senza parlare del fatto che accanto all’opera d’arte di Filippo campeggia il manifesto della trentacinquesima sagra del rigatone…

Il font: deve essere della famiglia del Comics Sans, una delle cose peggiori che un word processor possa mettere nelle mani di un bimbominkia.

Il messaggio: a naso l’idea che il buon Filippo voleva dare al suo amore era una roba del tipo “non posso vivere senza di te”. Io cerco di immedesimarmi nel destinatario (o destinataria), e l’unica cosa che mi viene da dire è “bene: trattienilo, il respiro. Ma tanto, eh?”

La firma peggiora il tutto, ancora più Comics Sans, a dare l’idea di un corsivo fatto a mano.

Un consiglio non richiesto a Filippo: la prossima volta vai di bomboletta: la scritta risulterà sicuramente più onesta e sincera di questa roba qua sopra.

E ispirati a questa canzone, se vuoi parlare di respiro:

 

Barney

3 pensieri su “Filosofia da muro #149

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