Archivi categoria: Graffiti

Filosofia da muro #96 e #97 (hat trick: Pendolante)

Katia “Pendolante” in trasferta a Firenze mi manda questi due scatti:

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La prima e’ una classica discussione filosofico-esistenziale che solo sui muri trova la sua piena compiutezza: una domanda-risposta con ribattuta della stessa domanda che trascende il semplice graffito e va alla base della vita, l’universo e tutto quanto.

Una terza mano chiosa ermeticamente con un enigmatico “fammi un pi”, di cui non voglio sapere di piu’.

La seconda e’ bella, perche’ Katia mi avverte che e’ vergata in piccolissimo (e si vede dal confronto con la sua mano) a lato di una vetrina che vende scarpe griffate. Certo, un po’ piu’ di coraggio e decisione non avrebbe guastato…

Barney

Filosofia da muro #95 (hat trick: Leo)

La foto e’ stata scattata a Pisa da uno Spezzino espatriato a Barcellona, a dimostrare la confusione che regna sotto questi cieli:

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La scritta e’ impreziosita dall’omino col megafono; l’omino (spesso con palloncino rosso) e’ una presenza comune sui muri pisani e pur non essendo frutto di Michelangelo ha una sua bellezza. Molto meglio il graffito che la toppa sul muro in alto a destra, per dire.

Buona anche la calligrafia, e molto apprezzata da me la scelta dell’inchiostro verde. Sul contenuto non c’e’ molto da dire, se non che lo “stirare” si potrebbe prestare a doppie interpretazioni. La C finale di Copyright, a mo’ di firma, sembra rivendicare l’originalita’ del pensiero, ma forse e’ solo la tag del writer.

Il pezzo oramai l’avevo in mente. Sarebbe per un’altra filosofia da muro, ma e’ come l’omino col megafono: una presenza abituale qua dentro.

 

Barney

Filosofia da muro #92, 93, 94 (hat trick: adp)

Ancora immagini inviatemi da ammennicolidipensiero, che m’informa anche della location: Milano, piazza Cordusio. Il cantiere ha stimolato la creativita’ del writer, che filosofeggia in inglese cosi’:

 

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La prima e’ un classico: “invece di cercare vita su altri pianeti, potremmo prima smettere di uccidere vite su questo?” La seconda sa tanto di Woody Allen: “se dio non esistesse, bisognerebbe inventarlo“.

La mia foto preferita e’ pero’ l’ultima: inizia a sinistra con la revisione dello slogan sessantottino “mettete dei fiori nei vostri cannoni”, che diventa “libri, non pistole. Cultura, non violenza“, e si espande a destra con “la tua comfort zone ti uccidera’“, che trovo molto vera e veramente rivoluzionaria.

La firma fatta con lo stencil e’ identica nelle tre scritte, ma le mani mi paiono differenti. C’e’ una banda di graffitari nuovi, a Milano?

 

Barney

Filosofia da muro #91 (hat trick: adp)

Ammennicolidipensiero mi ha mandato parecchie scritte, molte le pubblichero’ perche’ sono notevoli.

Questa, per esempio, e’ un bell’esempio di come l’amore (o amMore) vince sempre sull’odio e sull’ignoranza:

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Vince alla lunga soprattutto sull’ignoranza, come si vede qua sopra.

Prima c’e’ da sbattere contro le “U” troppo numerose nel nome dell’amata, che pero’ potrebbe prendersela se le si trasforma in “O”, e allora il primo tenero abbozzo viene barrato: “Urso“, si sposta la timida mano un po’ piu’ in la’ e si scrive -finalmente- la cosa giusta.

Giusta finche’ dura…

E anche se e’ gia’ passata molte volte qua, questa e’ la colonna sonora:

 

Barney

Filosofia da muro #89 e #90 (hat trick: Gabriele V.)

Due scritte pisane dal collega G., che alla macchina del caffe’ mi sussurra “puo’ interessare?”, come se mi facesse vedere una partita di coca colombiana e invece sono foto sul suo telefonino.

Questa:

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E quest’altra:

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La prima soprattutto mi lascia perplesso, perche’ Umberto Smaila non lo vedo come ideale in alcun modo. Mah. C’e’ la svastica fatta dalla stessa mano che ha vergato la scritta (e questo forse fa capire qualcosa del cervello del graffittaro), e un’altra mano probabilmente livornese che in verde cancella il simbolo nazista e chiosa con l’inarrivabile “Deh!” che racchiude un’intera Divina Commedia.

La seconda ha diversi piani di lettura, dal tentativo di poetica denuncia al messaggio mafioso, ed ha delle belle “e” ed “r”. Il muro di mattoni che la accoglie sembra una tamponatura di un portone, tra due mura antiche e belle, e la scritta sembra quasi una denuncia di questo scempio architettonico. Almeno, speriamo sia questo e non il prodromo alla classica testa di cavallo mozzata fatta trovare nel letto di chi abita li’.

Musica adeguata e a chilometro zero. Gli Zen, ovviamente, con una canzone che e’ tutto fuorche’ leghista (se qualcuno pensasse il contrario): e’ fatta semplicemente mettendo assieme una manciata di intelligentissimi commenti di scimmie da social.

 

Barney

 

Filosofia da muro #88 (hat trick: Ammennicolidipensiero)

Ancora da Adp questo scatto presumo dal nord Italia, che mischia il veterocomunismo degli anni di piombo col disincanto dei nostri giorni:

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Due mani si dividono il muro, e ovviamente la scritta a sinistra e’ “di sinistra”. Bella grafia, con i puntini sulle “i” marcati cosi’ chiaramente che a volte si trasformano in barre. Bello e deciso anche l’accento sulla “a” della prima superiorita’. Pare una scritta a meta’ tra i proclami delle BR prima maniera (una sorta di velata chiamata alle armi insomma) e un qualche slogan mutuato da Enrico Berlinguer.

A destra si cambia registro, colore e mano. Due parole in giallo per demolire il costrutto dell’interlocutore sconosciuto, una affermazione apodittica e decisa, resa piu’ dura dalla ruvida spigolosita’ del tratto. Un accenno di nazifascismo sulle due “S” di nessuna, tracciate come si tracciavano nel Terzo Reich sulle mostrine delle Schutz-Staffeln mi fa collocare scritta e scrittore dall’altra parte politica rispetto al primo graffitaro.

Un po’ il ritratto del nostro paese, che non superera’ mai il ventennio fascista e la Seconda Guerra Mondiale.

A chiudere in bellezza mi ci dicono i “Last Internationale” (che sono gia’ passati da qua, ma chissenefrega), tie’:

 

Barney

Filosofia da muro #86 e #87 (hat trick: Ammennicolidipensiero)

C’e’ un nuovo pusher di scritte murarie, in giro.

Ammennicolidipensiero mi ha spedito un po’ di materiale interessante, che pubblico volentieri iniziando da una combo che ha praticamente gia’ scritto sopra il titolo del commento musicale che chiudera’ il pezzo.

Sono due scritte “classiche”, di quelle fatte a  pennarello su un muro da adolescenti in crisi ormonale, e sotto ciascuna la mano cinica ma saggia di un compagno piu’ navigato a chiosare apoditticamente, tranciando speranze e ardori giovanili:

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Nella prima il sentimento e’ espresso da mano presumibilmente maschile, con data precisa a definire l’ambito temporale del sentimento. Sotto, una calligrafia femminile (forse addirittura la Chiara della dedica) che non lascia scampo al poveraccio. Nel mezzo si intravede qualcosa, forse addirittura un’altra data cancellata, a dimostrazione di quanto caduca fosse la prima scritta, e quanto vera invece la seconda.

La foto sotto e’ un classico intramontabile: i nomi di due piccioncini uniti dal “+” e con un cuoricino a chiarire che non e’ amicizia quella che li lega, e sotto una scritta che guarda al futuro, per Sam e Giulia non proprio roseo. Magari questa mano e’ di un rivale di Sam, qualcuno che s’e’ innamorato pure lui di Giulia, e che presagisce -o spera- una veloce separazione. O magari Sam non e’ un Samuele, e’ una Samantha (mi raccomando, con la “h”), che non ci sarebbe nulla di strano. E il rivale e’ una rivale, vai a sapere.

Quello che invece e’ sicuro e’ il brano musicale:

 

Barney