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Filosofia da muro #89 e #90 (hat trick: Gabriele V.)

Due scritte pisane dal collega G., che alla macchina del caffe’ mi sussurra “puo’ interessare?”, come se mi facesse vedere una partita di coca colombiana e invece sono foto sul suo telefonino.

Questa:

smaila

E quest’altra:

cemento

La prima soprattutto mi lascia perplesso, perche’ Umberto Smaila non lo vedo come ideale in alcun modo. Mah. C’e’ la svastica fatta dalla stessa mano che ha vergato la scritta (e questo forse fa capire qualcosa del cervello del graffittaro), e un’altra mano probabilmente livornese che in verde cancella il simbolo nazista e chiosa con l’inarrivabile “Deh!” che racchiude un’intera Divina Commedia.

La seconda ha diversi piani di lettura, dal tentativo di poetica denuncia al messaggio mafioso, ed ha delle belle “e” ed “r”. Il muro di mattoni che la accoglie sembra una tamponatura di un portone, tra due mura antiche e belle, e la scritta sembra quasi una denuncia di questo scempio architettonico. Almeno, speriamo sia questo e non il prodromo alla classica testa di cavallo mozzata fatta trovare nel letto di chi abita li’.

Musica adeguata e a chilometro zero. Gli Zen, ovviamente, con una canzone che e’ tutto fuorche’ leghista (se qualcuno pensasse il contrario): e’ fatta semplicemente mettendo assieme una manciata di intelligentissimi commenti di scimmie da social.

 

Barney

 

Filosofia da muro #72 (hat trick: Pendolante)

Katia “Pendolante” M. colpisce ancora, spedendomi una foto a meta’ tra un graffito e una natura morta ferroviaria:

foto

E’ bella la definizione geometrica del tutto, ma la scritta e’ quella che mi ha fatto dire subito “la pubblico”. Non per il “Sav” finale, che potrebbe essere Saverio, ma per l’Ufo sopra. Inteso non come oggetto volante non identificato, bensi’ come il bassista della piu’ famosa band pisana, gli Zen Circus.

Scopro solo ora che Ufo ha anche un nome “vero”, Massimiliano. Ma davvero importa poco, il suo basso e’ elemento imprescindibile della musica degli Zen. E per tutti e’ Ufo e stop.

Un mesetto fa e’ uscito il nuovo disco degli Zen Circus, “La Terza Guerra Mondiale”, che suoneranno dal vivo a fine novembre al Cage. Se siete da queste parti, accorrete numerosi perche’ live i tre meritano sempre di essere ascoltati.

Altrimenti, godetevi (si fa per dire, visto il tema e il video) questa tremenda “Zingara (il cattivista)”. Alla fine del brano c’e’ la voce ricampionata del Colonnello Kurtz da “Apocalypse Now”.

Senno’ c’e’ sempre “Amici”…

 

 

Barney

 

Post Scriptum: l’idea di mettere i deliranti messaggi che si trovano a pacchi su Internet venne qualche anno fa anche a Gipi, che inseri’ l’ulteriore genialata di far leggere il tutto ad un sintetizzatore vocale. Il risultato e’ un capolavoro.