Archivi tag: Venus in furs

Filosofia da muro #100 (hat trick: Fede e Raffa)

Per il numero 100 in genere i fumetti escono a colori, con paginatura aumentata e copertina “Deviant Art” da collezione.

Qua non siamo in edicola, e per la filosofia da muro numero cento pubblico questo scatto lucchese inviatomi da un amico di mio figlio e da mio figlio (uno dei trentadue che lui ne ha) medesimo.

Lo pubblico perche’ e’ un embrione abortito di trittico filosofico dettato dalla saggezza popolare, che attinge al maschilismo contadino con motivazioni che trascendono il politicamente corretto e disvelano la realta’ agli occhi di chi riesce a superare il velo ammaliatore del buonismo modaiolo.

In piu’ -come vedrete- rimarca un secondo aspetto della cultura contadina delle mie parti, ossia la sostanziale immortalita’ di chi apotropaicamente magari scrive una cosa e poi fa esattamente il contrario.

E adesso ecco l’immagine nella sua scarna purezza:

fumouccide

Come vedete, abbiamo Tabacco, ma mancano Bacco e Venere.

E come vedete, la minaccia e’ volta solo ai pischelli, che non reggono ne’ Tabacco, ne’ tantomeno potrebbero reggere Bacco e Venere.

Mi vien quasi da andare a completare la scritta, sapete?

Ora, se fossi coerente metterei qualcosa tipo “Smoke on the water”. E invece ripesco questo live dei Velvet Underground del 1993, che tra l’altro ebbi la ventura di vedere, che ci racconta di una Venere.

In pelliccia.

 

Barney

Sette pianeti: Venere

Da Cartaresistente seconda puntata di “Sette pianeti”  in cui io, l’omino del mio cervello e Davide Lorenzon cerchiamo di fare fantascienza. Stavolta tocca a Venere, e ad un improbabile ménage a distanza tra B., emigrato a Lovetown in cerca di fortuna, e A., rimasta a San Francisco ad aspettare (??!!!!) il maritino che si spezza la schiena per lei e per il figlio che verra’. Forse…

Il racconto e’ in forma di lettera di B. ad A., (per i nerd in ascolto: no, non c’e’ C. in mezzo ad ascoltare[1], pero’ c’e’ M., alla fine :-P) ), ed e’ molto liberamente ispirato ad un romanzo non di fantascienza: Expo 58 di Jonathan Coe. Segnatamente alla parte in cui i due protagonisti si scrivono lettere, uno da Bruxelles, l’altra da Londra.

La musica, infine, prima di invitarvi ad andare da Nando e Davide a leggere il racconto e -soprattutto!- a godere della splendida illustrazione à là Karel Thole di Davide. Stavolta, due pezzi invece che uno. Il primo e’ scontato e bellissimo: “Venus in furs” dei Velvet Underground,

Il secondo e’ un molto piu’ casareccio “Rosa” di Brunori Sas, che potrebbe essere la seconda fonte di ispirazione del racconto, chissa’… 🙂

 

 

[1] per i non nerd, A. B. e C. (o Alice, Bob e Charlie) sono i nomi dei personaggi fittizi che si usano sempre quando in informatica si fa l’esempio di attacco “man in the middle” a messaggi crittografati: (. A. (Alice) manda un messaggio a B(ob), pero’ C(harlie), cattivello, si mette in mezzo e riesce, usando la chiave pubblica di B(ob), a capire quel che c’e’ scritto nel messaggio. Ganzo, vero?

 

 

Barney