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Still life with toothbrush

La fine (??!!!) della pandemia mi porta -purtroppo- sempre piu’ spesso in ufficio, il che comporta un ritorno alla classica vita da pendolare: almeno due ore al giorno buttate via tra andata e ritorno, sveglia almeno mezz’ora prima di quando lavoro da casa e corse per non perdere le coincidenze treno-autobus.

Tra le cose belle della vita da pendolare c’e’ la possibilita’ di fotografare nature morte steampunk, composizioni casuali che solo l’interazione giornaliera di una massa caotica di viaggiatori con le infrastrutture Trenitalia puo’ generare. Infatti, negli ultimi due anni pur facendo molta attenzione ai binari ho trovato poca roba interessante.

Fino all’altro giorno, quando al mattino m’e’ apparso questa roba qua:

Il povero spazzolino da denti appare solitario sulla traversina, chissa’ se buttato via da mano incivile o perche’ vittima di uno smarrimento da fretta di prendere il treno.

La colonna sonora perfetta per la composizione e’ Mark Lanegan che canta “One way street”. Abbiamo perso anche lui, quest’anno…

Barney

Weird things

Sono molto attratto dai pezzi di carta scritti che si trovano in giro. Le liste della spesa, per esempio, sono irresistibili e quando le trovo nei carrelli dei supermercati le prendo. Un giorno, appena ne ho a sufficienza, ne faro’ una rubrica -casuale come tutto quel che appare qua sopra, non c’e’ nemmen bisogno che lo scriva-.

Stamani sul treno ho trovato un pezzo di pagina di giornale strappata. Era sul sedile dalla parte opposta alla mia, e ha solleticato la mia curiosita’ perche’ su quel piccolo brandello di chi sa quale quotidiano si vedevano segni e parole.

Ecco qua il reperto:

img_20161104_080140

Rimpiango -ora che rivedo la foto- di averlo lasciato li’, il brandello, perche’ non avevo fatto caso alla decisa precisione con cui le quattro frecce sono state vergate, ad indirizzare se ce ne fosse bisogno l’attenzione sul periodo cerchiato e sottolineato. E mi era sfuggita la perfetta scrittura del nome di GP2, con la “l” polacca che prevede un taglietto esattamente cosi’ (dal basso a sinistra verso l’alto a destra) e che si pronuncia “u”.

Oh, tutta questa roba sul polacco l’apprendo ora da Wikipedia, non immaginatevi chissa’ cosa.

Anche la calligrafia e’ interessante, e azzardo che l’anonimo autore possa avere qualcosa a che fare con i fumetti, sia per la nitidezza dei tratti che per l’uso di un pennarello a punta fine… ma non di quelli indelebili (che su quella carta avrebbero sbavato), roba semi-professionale. Piu’ uno Stabilo che uno Staedtler da CD, ci siamo capiti.

Il contenuto dell’articolo e’ piu’ o meno comprensibile, l’autore scrive sul Corriere della Sera e in rete ho trovato una sua roba recente che parla piu’ o meno della stessa cosa intuibile dalle due o tre frasi della foto.

Altra incidentale: San Google mi dice che esistono due “Marco Gasperetti”, il giornalista autore dell’articolo e un grafico-disegnatore. Vedi mai che entrambi hanno partecipato alla realizzazione della reliquia?

La frase non posso invece verificarla, ne’ francamente mi interessa piu’ di tanto verificare se Karol Józef Wojtyła abbia avuto o meno da giovane moltissime amanti. Non mi pare una cosa impossibile, ma in ogni caso meglio le amanti che i chierichetti, senza alcun dubbio.

RAmen (non puo’ finire che cosi’ questo post)

 

Barney

Filosofia da muro #22 (guest photo. Hat trick: Cartaresistente)

Ringrazio anche stasera Cartaresistente (sia l’1 che il 2) che oltre che spedirmi il capolavoro di pop art acida (nel senso che l’artista vandalo probabilmente e’ devoto a qualche setta che fa uso nemmen troppo moderato di LSD o robe simili…) che vedete qua sotto, m’ha(nno)  pure inviato per posta “normale” uno degli ultimi quaderniresistenti prima serie, che a me piacevano tanto:

Bart_TrainChi volesse invece un quadernoresistente seconda serie, puo’ cliccare qua.

Tra l’altro, la foto e’ un crossover tra le mie “rubriche” Filosofia da muro e Still life, essendo la tela che ospita l’opera l’interno d’un treno.

E ora ho il problema di chiudere il pezzo con musica adatta.

Mhhhh… La cosa che si avvicina di piu’ a “Hitech trance” e che posso mettere io sono i Porcupine Tree con uno dei loro pezzi meno acidi e piu’ rock.

Si, dai, puo’ andare:

Barney