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Filosofia da muro #98 (hat trick: Tratto d’Unione)

Restano moltissime foto da pubblicare tra quelle gentilmente fornitemi millenni fa da Tratto d’Unione. Una, a tema stagionale, e’ questa qua sotto:

Finisce_il_mare

Questo e’ sicuramente un muro, e’ certamente filosofia -di quella minimalista e proprio per questo piu’ vera-, e va a pennello con il caldo torrido di questo estate iniziata con troppo anticipo che chissa’ se e quando finira’.

Ma che sto dicendo? Di sicuro finira’: come dice la scritta tutto finisce.

Frase apocrifa, non so chi sia il pensatore o la pensatrice e cio’ mi dispiace perche’ meriterebbe la citazione.

Tra lo sterminato compendio di canzoni italiane ce ne sarebbero millemila a tema, pero’ io preferisco il buon signor Stipe che fa la cover di un famoso brano di Legadue (nei sogni bagnati di qualcuno, forse e’ davvero cosi’…).

 

 

Barney

 

 

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Filosofia da muro #73 (hat trick: Tratto d’Unione)

TdU tra le tante cose che mi ha spedito ha incluso anche questo scatto:

gandhi_e_il_diavolo

Il contrasto tra Gandhi e il diavolo e’ troppo bello per non essere sottolineato, e quale miglior modo di sottolinearlo se non far cantare l’inno a Satana direttamente dagli Stones?

 

 

 

Barney

Filosofia da muro #70 (combo hat trick: TdU e Cartaresistente)

Per il settantesimo appuntamento casuale con scritte (quasi sempre) murali approfitto della generosita’ sincronizzata di Tratto d’Unione e Cartaresistente che ieri -indipendentemente e a distanza di pochi minuti- mi hanno spedito due foto che apparentemente non c’entrano nulla una con l’altra.

La prima e’ quella di TdU, perche’ in fondo sono un cavaliere e quindi prima le donne. E poi lei m’ha addirittura aggiunto lo spiegone che vi copincollo sotto la scritta sbiadita che campeggia qua sotto. Che vogliamo di piu’?

sardo_o_corso

l’ho fotografata lo stesso anche se è mezzo cancellata (a Bologna le scritte durano un po’ e poi basta perché la rincorsa a combattere il cosiddetto degrado non finisce mai). Mi è sembrata poetica e centra bene lo spirito bello e giovane degli studenti bolognesi. All’inizio credevo fosse scritta in catalano, invece dopo qualche ricerca in rete direi che sia sardo… mi rimane qualche dubbio sul corso…

Eo cheria solamente de poder respirare liberu, e bessire de sas cadenas pro aboghinare sa gioia mea.

La traduzione alla lettera dovrebbe essere questa: “Io vorrei solamente poter respirare libero, e uscire dalle catene per tirar fuori la mia gioia.

Bessire in sardo vuol dire uscire. Aboghinare invece non è chiarissimo, però so che Bogare in sardo vuol dire tirar fuori/togliere perciò suppongo che aboghinare significhi qualcosa del genere.

Chapeau alla delatrice e all’anonimo imbrattamuri.

Qua sotto Cartaresistente1 mi segnala invece questa doppia scritta sul marciapiede della stzione di Treviglio (Crt e’ attento alle scritte in terra, ho notato. Fossi uno strizzacervelli ne deriverei un profilo. Ma non e’ cosi’, quindi vi basti la mia nota da osservatore distratto).

Il suo titolo: “Filosofi”:

trevigliostazione

La scritta e’ bicolore, ma secondo me la mano e’ unica cosi’ come unico e’ lo spleen depresso che trasuda dalle parole prima inglesi, poi italiane, vergate sul marmo che delimita un sottopasso. E magari il legame tra il sopra e il sotto e’ una storia finita proprio per non aver provato nulla. Bella foto anche questa, direi “un bianco e nero a colori”.

Il contrasto tra la scritta bolognese e quella bergamasca e’ notevole in termini di stati d’animo opposti. E anche il fatto che quella rivoluzionario-gioiosa sia stata subitamente cancellata con la biacca da imbianchino e’ un segno dei nostri tempi: meglio in questo senso la cupa malmostosita’ della scritta lombarda, testimone di una catalessi dell’anima che dura oramai da decenni.

Per tirarsi un po’ su ci vuole della musica adeguata. Fornita anche essa da TdU, che io qua son solo un manovale che esegue il compitino 🙂

 

Barney

Filosofia da muro #65 (hat trick: Tratto d’Unione)

Dall’enorme archivio che mi ha condiviso TdU vi propongo questa foto, credo sia stata scattata in terra emiliano-romagnola, che cita un gruppo “de sinistra“, “impegnato”, con testi un po’ piu’ alti di quelli di Geminaz o J-Ax:

Testa_posto

L'”apposto” al posto di “a posto” mi sembra sia tipico di quella regione, e si puo’ tollerare, dai.

Almeno sui muri.

 

Barney

Filosofia da muro #55 (hat trick: Tratto d’Unione)

Oramai non ci sarebbe neanche piu’ da premetterlo. Anche questa foto e’ di TdU, ovviamente:

DisegnareVene

La prendo come una scritta romantica, non come una promessa di un tossico ad un altro che si fa di spade tutti i giorni.

Nell’accezione romantica, allora, la scritta mi piace moltissimo. Da’ l’idea di qualcuno che sfiora qualcun altro seguendo i rilievi delle vene, per carpire con i polpastrelli i piu’ piccoli particolari topografici del corpo dell’altro.

E anche la modalita’ di scrittura (pennarello su muro: improvvisazione estrema) da’ l’impressione di un’urgenza da placare al piu’ presto.

Mi immagino che lui o lei sia poi davvero tornato per disegnare le vene, e che l’altro o l’altra abbia lasciato fare, contento ed onorato d’esser mappa per si’ tenera esplorazione.

 

Barney

Filosofia da muro #54 (hat trick: Tratto d’Unione)

Dallo sterminato repertorio speditomi da TdU pesco questa altra scritta muraria:

ubriachiamoci

che a prima vista potrebbe sembrare corretta, ma invece a volte da ubriachi si prendono decisioni ottime.

Basta la scritta, e la colonna sonora che ci rammenta come vino e amore vadano assieme. In fase o in controfase, dipende ovviamente dal vino e dalla donna (o dall’uomo) che hai per le mani.

 

Barney

Filosofia da muro #53 (hat trick: Tratto d’Unione)

Questa e’ un’altra delle perle che Tratto d’Unione mi ha spedito da Bologna:

Guns_roses

Mi piace lo scatto -i portici che fuggono in prospettiva- e il soggetto -una rivisitazione attualizzata del Flower Power anni ’60, e del “mettete dei fiori nei vostri cannoni“-.

La “A” di anarchia (o un cazzo disegnato alla vole’, vai a sapere) disturba solo un poco il soggetto, sparato -e’ proprio il caso di dirlo…- con uno stencil e due differenti bombolette spray sulla colonna in primo piano. Un lavoro di fino insomma, pensato e pianificato da tempo.

Qua la colonna sonora e’ quasi chiamata.

 

 

 

Barney