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Teorie alternative

Come i miei due lettori sanno bene, frequento Usenet da una ventina di anni (e questo spiega molte cose). Alcune persone le ho conosciute anche dal vivo (nella real life, come si direbbe propriamente), altre no ma e’ come se ci conoscessimo da anni.

Su uno dei gruppi che frequento c’e’ un personaggio romano che scrive parecchio -lo chiameremo Mario Rossi- e spesso scrive cose cosi’ ovvie che le risposte sono di due tipi: l’utente sgamato, il vecchio frequentatore, l’uomo di mondo replica cosi’: “grazie al cazzo, lo sa anche il mio gatto”; il niubbo, la mente semplice, il regazzino invece scrive: “Aho, anvedi questo come ce capisce?”.

Da qualche tempo uno degli utenti del primo tipo ha iniziato a postare articoli scritti come se fossero di Mario Rossi, a firma Mario Bossi e in romanesco maccheronico. Spesso gli argomenti sono surreali, ieri l’anonimo prendingiro ha tirato fuori questa perla.

Per uscire dalla crisi bisogna usare la finanza quantistica

Cioè, come l’energia anche il denaro non può essere trasferito con
continuità.

Forse nun ci avrete pensato, ma la quantità minima de denaro che se po’
trasferi’ è er centesimo de euro.
Nun ce stanno monete più piccole: er centesimo è er minimo, overrosia è un
quanto de denaro.

Mo’ da qui po’ scaturi’ tutta una teoria che ve risparmio, dato che nun
potete arivacce, ma in sostanza se arriva a teorizza che nun se po’ sape’
dove sta effettivamente er denaro… anzi: come l’elettrone er denaro sta un
po’ dappertutto.

E stando dappertutto sicuramente sta anche nelle tasche de tutti noi.

Quindi frughiamoce bene, troviamolo e smettiamo de lamentacce della crisi.
La crisi esiste solo per la finanza classica. Nell’econnomia quantistica che
me so’ inventato io la crisi nun c’è.

Euri e antieuri se creano in continuazione nei portafogli vuoti.

Non male, no?

Gli Ska-P non ci incastrano molto, ma divertono, siempre!

Barney

Le correnti, gli spifferi e le mosche con la tosse

Devo al collega Andrea R. la scoperta di questa pagina di Wikipedia.

M’ha aperto un mondo affascinante, quello delle varie fazioni che -assieme- costituiscon costituivano il Partito Democratico, le stesse fazioni che hanno giocato nei giorni scorsi al virile e maschio giochino del chi fa la pipi’ piu’ lontano degli altri e, alla fine, sono riusciti a far rieleggere Giorgio Napolitano alla Presidenza della Repubblica, perche’ nessuna delle varie sfaccettature del PD ha voluto addivenire a patti con nessuna delle altre. Prova di forza, appunto…

Ecco, ma di quanti pezzi stiamo parlando?

Tre? Cinque? Otto? Legioni?

Direi piuttosto l’ultima che le precedenti. Vi riporto l’elenco cosi’ come lo fornisce Wikipedia, anche questo pezzo di informazione vada a futura memoria.

1.1 Maggioranza bersaniana
1.1.1 Bersaniani
1.1.2 Lettiani
1.1.3 Dalemiani
1.1.4 Rifare l’Italia (Giovani Turchi)
1.1.5 Bindiani
1.1.6 Cristiano Sociali
1.1.7 Ecologisti Democratici
1.1.8 Democrazia e Socialismo
1.2 Renziani (i c.d. “Rottamatori”, NdT)
1.3 Area Democratica
1.3.1 Franceschiniani
1.3.2 Fassiniani
1.3.3 Semplicemente Democratici
1.4 Movimento Democratico
1.4.1 Veltroniani
1.4.2 Fioroniani
1.4.3 Gentiloniani
1.4.4 Liberal PD
1.5 Insieme per il PD
1.6 Ulivisti
1.7 Cambia l’Italia
1.8 Teodem

Io ho votato spesso per il PD in passato, ma se mi si chiedesse “A quale raggruppamento ti senti piu’ vicino, te?”, confesso che sarei in difficolta’.

Dovrei intanto capire le differenze che ci sono tra “Insieme per il PD” (eh, meno male che e’ “per il PD”…) e “Cambia l’Italia” (certo, “Cambia la Slovacchia” pare fuori luogo qua da noi), tra gli “Ecologisti Democratici” (sottoinsieme dei Bersaniani, probabilmente di derivazione verde-ambientalista) e gli aderenti a “Democrazia e Socialismo” (pure loro sottoinsieme dei Bersaniani, immagino questi siano i cacciatori…). Plauso ai minimalisti di “Semplicemente Democratici“, ma pure loro hanno dovuto aggiungere quell’avverbio al nome, per chiarire bene le cose come stanno: cosi’, semplicemente. Appunto…

E si portebbe andare avanti all’infinito: che minchia di differenze potranno mai esserci tra “Cambia l’Italia” e “Rifare l’Italia“? E perche’ questa ultima fazione e’ chiamata anche “I giovani turchi”, se il nome era del gruppo dei DC sardi capeggiato da Cossiga? E quanti mai potranno essere i “Fassiniani“, nel 2013? Centotrenta? Mah…

Se si legge lo scarno resoconto di Wikipedia, si scopre che le differenze sono tra i cattolico-liberali centristi e i socialdemocratici, tra cattolici democratici ed ex-socialisti che aspirano a rifare il Partito Socialista, poi ci sono i liberali centristi, i cristiano-sociali, i socio-liberisti e i catto socialisti, i democratici di centro liberale e i liberisti libertari di democrazia cattolica.

Insomma: un universo del tutto ignoto a me ingenuo elettore, che votando “PD” pensavo di votare “la sinistra democratica progressista”… e invece col piffero.

Mescolando a caso i vari pezzi fondamentali (Democratici, Socialisti, Cattolici, Liberisti, Centristi) si possono ottenere mille e mille nuove correnti, in un gioco sempre nuovo e divertente che non finisce mai di stupire, un generatore automatico di correnti del PD che sicuramente Metilparaben ha gia’ inventato.

E infatti eccolo qua. Vecchio, tra l’altro, ma sempre valido.

Non e’ che questo spieghi tutto il disastro degli ultimi venti anni di sinistra italiana, ma direi che rimane davvero poco da immaginare: come si possa pensare di poter governare l’Italia con un coacervo di personalismi cosi’ gia’ all’interno di un solo partito che poi si deve coalizzare con altri, e’ per me un mistero, a questo punto.

Il commento musicale lo lascio agli Ska-P, che in questi casi sono sempre perfetti:

Barney