Archivi tag: Renaud

Filosofia da muro #165 (hat trick: ADP)

Ancora uno scatto lombardo di Ammennicoli di pensiero, scritta su tendaggio da cantiere che lascia poco all’interpretazione:

Il francese impeccabile (cediglia, plurale e trattino a parte) della botta e risposta è impreziosito dal particolare misterioso della “q” con il gambo tagliato, a formare una croce che chissà se voluta o casuale, e se fosse voluta chissà che vuol dire.

La risposta glaciale è sporcata dalla “s” che non ci sta, ma il tutto ha una sua bellezza e pulizia. Bello anche il nero sulla destra, vicino al lampione.

Chiusura con pezzo ovviamente francese.

Barney

Nizza

Avrei voglia di scrivere qualcosa di compiuto sull’ennesima strage di questi anni bui, ma credo che per il momento si possa lasciare spazio a Renaud e ad Axel Red. Che essendo francese e belga hanno da dire sicuramente piu’ di me. E lo dicono meglio.

 

 

Barney

Still life with slippers

Dopo mesi di ricerca neanche troppo matta e disperatissima di immagini da pubblicare in questa categoria, l’altro giorno non ho resistito a questa scena qua:

slippers

Oltre alla perfetta disposizione geometrica del tutto, con le linee che convergono prospetticamente verso il punto di fuga (addirittura curvo, quasi come ci fosse un buco nero in fondo ad attrarre traversine e marciapiede), e l’ordinato giaciglio del vagabondo di turno, mi han colpito le pantofole, anche esse precisamente appoggiate sopra una t-shirt rossa piegata bell’ammodino ai piedi del dormiente.

Quado vedo queste cose mi vien sempre voglia di chiedere a queste persone cosa le ha portate fin li’, ma svegliare un senzatetto alle otto e mezza di mattina per chiedergli della vita, l’universo e tutto quanto e’ forse troppo, anche per me.

Forse Renaud lo farebbe.

 

[Anche questo e’ un post dal passato, scritto prima di parire per la Cina. Spero sempre di non stiantare, in questi casi qua. Non vorrei che ci si immaginasse un mio ritorno dall’Ade, solo per scrivere queste cazzate qua]

 

Barney

 

 

 

Bruxelles, 22 marzo 2016

 

Ho perso il conto delle volte che sono stato a Bruxelles. Credo sia la citta’ che conosco meglio oltre la mia. Ho il mio hotel, quasi sempre riesco a farmi mettere li’, i miei bar, i miei ristoranti, le mie passeggiate a caso a notte fonda in una piccola capitale che negli anni s’e’ sempre piu’ degradata e sempre piu’ mi da una sensazione di inquietudine quando giro da solo e capito in strade buie e popolate da gente strana ed equivoca.

Andrei subito a viverci, comunque.

Mi piace il clima da non citta’, da non luogo (la stragrande maggioranza della gente che si incontra e’ straniera come te, li’), le birrerie sempre piene (e la birra splendida), la metro puntuale e comoda per girare dovunque.

Anche dopo stamani, ci andrei.

 

Volevo mettere i Girls in Hawaii, ma forse anche oggi ci sta bene questa qua:

 

Barney

Una cosa piccola…

Piccolissima…

Ieri ho scoperto che il mignolo in francese diventa l’auriculaire, e il motivo e’ esattamente quello che vi viene in mente: perche’ entra bene nell’orecchio.

Buffo, n’est-ce pas?

[prevengo domande e illazioni varie: non credo vi siano altre dita francesi che prendono il nome da altri buchi del corpo]

Barney