Archivi tag: Red Hot Chili Peppers

Man Vs Machine

Vince spesso la macchina, nello scozzo con l’umano: scacchi, go, bridge sono tutti giochi in cui un enorme potere di calcolo e la possibilita’ di gestire decine di migliaia di scenari diversi in frazioni di secondo fanno la differenza. A volte questa differenza non basta, soprattutto quando le cose non possono essere definite a priori, e l’improvvisazione dell’uomo puo’ venire fuori.

Il poker, per esempio, si presta poco a un campione computerizzato che non bari: se la macchina “vede” solo le sue carte e quelle eventualmente in tavola il giocatore professionista in carne e ossa ha piu’ o meno le stesse informazioni. Con in piu’ la capacita’ di usare quelle informazioni per ingannare il computer.

Per bluffare, insomma.

Cosa che non e’ permessa negli scacchi e -teoricamente, poi a volte succedono scandali inenarrabili ai tornei…[1]- nel bridge.

Ma non di Texas Hold’em, ne’ di dama cinese volevo parlare.

Tutto lo sproloquio qua sopra sta li’ per introdurre l’ennesimo scontro gastronomico che mi vede schierato nella fanteria umana contro l’armata motorizzata del Bimby, gia’ apparso su questi schermi tempo fa in tutto il suo splendore.

L’altro giorno a pranzo un collega s’e’ presentato con questa roba qua:

IMG_20170807_131122

Sembra un risotto, o il pastone del cane, o anche -ad esser creativi- un bel tegame di hummus.

Invece il collega che poi l’ha mangiato l’ha presentato come “la panzanella fatta ieri sera con il Bimby”.

Ora, siamo in Toscana e da noi (come in quasi tutta l’Italia centrale) la panzanella rappresenta il cibo tipico dell’estate. Un po’ quel che succede d’inverno con il cinghiale in umido con le olive.

Quindi, la sera mi sono preparato (con il solo aiuto di tagliere, coltellaccio da squarto e insalatiera) la mia panzanella, c’avro’ messo dieci minuti scarsi e il risultato e’ questo qua:

IMG_20170807_212510

 

 

 

Il giorno dopo l’ho mangiata davanti al collega, che ha avuto da ridire sui pezzi troppo grossi e le cipolle troppo cipolle.

Cioe’, le cose troppo simili alla realta’.

Quello che il Bimby non riesce a fare, insomma. Meno male c’e’ John Frusciante che a suonare la chitarra riesce assai bene.

 

 

[1] La soria raccontata nel link merita d’esser letta, anche se e’ lunga.

 

 

Barney

Annunci

Filosofia da muro #64 (hat trick: Tiziano)

Dal Golden Bridge Tiziano -teoricamente in trasferta di lavoro per sei mesi negli USA, in pratica in giro tutti i giorni- mi spedisce questo messaggio su sasso di fiume. Obiettivamente non siamo di fronte a un muro, ma la scritta merita la pubblicazione:

IMG-20160626-WA0000

La profezia ivi campita non e’ di facile spiegazione: un augurio apotropaico degli anonimi scrittori, oppure una confessione precrimine che allude alla possibilita’ che con quella pietra si sia posto -in un universo parallelo- delittuosamente fine alla carriera politica del cialtrone biondo?

Penso piu’ la prima, e a seconda di dove quel sasso e’ messo probabilmente la forza dei numeri fara’ avverare la profezia. Che meglio di Trump credo anche Calderoli, e ho detto tutto.

Spero solo che la pietra non sia sotto al ponte, o che almeno alla chitarra in quel caso ci sia John Frusciante…

 

 

Barney

 

Joe Formaggio e’ uscito di testa

Albettone.

Dove stracazzo e’, Albettone?

In provincia di Vicenza, pare. 2500 abitanti, che alle scorse elezioni amministrative non han trovato di meglio che eleggere a sindaco un tizio dal nome adèspoto (cit. Camillo Langone) e dal cognome edùle: Joe Formaggio.

Giuro che la prima volta che ne ho sentito parlare credevo fosse un nickname, che quello vero fosse Giuseppe Prosciutto. Invece e’ proprio il suo, di nomi. E non e’ certo il peggiore dei problemi che si ritrova addosso, il tizio. E’ esponente di una lista civica, appoggiata da Lega Nord e Fratelli d’Italia, ed e’ diventato famoso per le sue teorie (overstatement) su rom, immigrati e omosessuali.

Gia’ ad aprile di quest’anno s’e’ prodotto in questo numero da circo Barnum (audio disponibile sopra l’articolo), obiettivi diretti gli zingari che -nel suo comune- non possono entrare. Il suo e’ un comune deromizzato.

nomadi

Copyright Il SecoloXIX. Il sindaco e’ quello vestito di nero; da non confondersi col cartello, che si candida alle prossime comunali.

Come se potesse esserci una legge che -lombrosianamente- impedisce a cialtroni con la faccia da Joe Salsiccia di pascolare liberi per le nostre strade. Per fortuna di Joe cio’ non e’ possibile, e non e’ possibile neanche impedire a chicchessia di transitare per le strade di Albettone.

Per fugare qualsiasi dubbio sul suo stato mentale, sabato scorso il genio Joe Cassoeula ha esternato sulle coppie omosessuali: andrebbero -secondo lui- tassate, perche’ non fanno razza. Non procreano, e quindi non contribuiscono ne’ a fornire carne da cannone alle sconquassate casse dell’INPS, ne’ ad arginare con il loro numero l’ondata di extracomunitari e rom che ci assalta ogni giorno.

Geniale, non trovate? E mi sembra strano che questo Nobel in pectore per la politica, l’economia e la pace non abbia esteso il concetto: tassiamo allora anche le coppie eterosessuali che non hanno figli, soprattutto se non li hanno per scelta.

Quelli che non li hanno perche’ non li possono avere li tassiamo, ma meno: la volonta’ ce la mettono, sara’ il dio Po che impedisce loro di figliare. Pero’ tassiamo anche loro, per lo stesso motivo delle coppie omosessuali.

Ma allora i preti? Le suore? I single? Tassiamo tutti no?

O no?

Oppure, secondo Joe la Cima van tassati solo i froci, gli invertiti, i culi, i busoni?

E le lesbiche? Tassa doppia: due uteri in un colpo solo levati al dovere della procreazione!

Per evitare slogature di motoneuroni, evitero’ di suggerire al Joe Banana che una soluzione potrebbe essere lasciare che gli omosessuali adottino bambini, o che possano accedere a programmi di fecondazione eterologa. Anche se mi par di capire il problema non e’ tanto che gli omosessuali non fanno figli, quanto che sono finocchi.

Come gli extracomunitari: spesso sono negri e puzzano, e al premio Lombroso per la faccia piu’ intelligente della Padania questo -come la liberta’ sessuale- non deve piacere moltissimo.

Beh, so che stara’ tranquillo anche se gli dico che a me e’ lui che fa paura. Con o senza fucile in mano, anche se senza spara solo cazzate, che non fanno male come i pallettoni.

Joe Formaggio: la rana dalla bocca larga.

(pero’ un John Frusciante per chiudere il pezzo e dare un -mezzo- senso al titolo ci vuole…)

Barney

Evoluzione

Qualche giorno fa ho scoperto che il passaggio successivo al selfie sulla scala (d)evolutiva dell’Homo socialneworkensis coglionato si biforca in due rami distinti (almeno per quel che riguarda le femmine della specie):

  • il belfie (o “#belfie”, o “foto del tu’ culo allo specchio”)
  • il bikini bridge  (o “#bikinibridge”, oppure “autoscatto della topa che si intuisce ma non si vede”).

Il primo ramo prevede minime conoscenze di fisica (rifrazione), e riesce meglio se si inguaina il culo in mutandine inesistenti con filo interdentale d’ordinanza a separare le due meta’ del culo.

Un esempio SFW e’ questo qua, che ci permette di notare come uno specchio montato in un anta dell’armadio e’ di notevole ausilio nell’ottenere questo selfie del nostro lato “b” (si, insomma, la foto del vostro culo).

Belfie-1Il secondo ramo e’ -quasi- esclusivamente femminile e prevede di farsi una foto da sdraiate, con il bikini. Per ottenere un effetto come questo qua:

bbridgeComprendendo appieno il dramma di dover sempre cercare di andare oltre per distinguersi dalla massa, e la voglia matta di conquistarsi i propri dieci minuti di notorieta’ di wharoliana memoria, suggerisco l’evoluzione successiva, dal #bikinibridge alla #ecografiadelleovaie in falsi colori. Piu’ di quello credo ci siano solo gli esami del sangue messi in bacheca su facebook, ma qualcuno potrebbe scandalizzarsi…

Colonna sonora doppia e adeguata:

 

 

Barney