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“Spider-man: un nuovo universo”, P. Ramsey, R. Persichetti, R. Rothman (USA, 2018)

Ore 15,45, unica proiezione nella mia città di “Spider-man: un nuovo Universo”.

Superata una folla di bambini urlanti, aggrappati alla macchina del popcorn come cozze allo scoglio, arrivo al botteghino.

“Un biglietto, grazie”

“…? Per lei? Per Spider-man?”

“Si, non è colpa mia se ci portano i bambini”.

spidermanuniv

Ecco, diciamolo subito: “Spider-man, un nuovo universo” non è un film di animazione per bambini. O meglio: non per tutti i bambini. Alcuni potranno divertirsi a qualche battuta (ne capiranno poche), ridere all’apparizione di Spider-ham, gioire -forse- dell’animazione splendida e dei colori impressionanti, ma la storia è cupa alla fine, c’è il cattivo (e che cattivo: Kingpin), e se non lo sapete già Peter Parker muore.

E il film è spettacolare, da vedere: in molti hanno definito questo nuovo Spider-man “qualcosa che non si era ancora visto”, un mix tra action movie, fumetto e manga, con colonna sonora da suburbi newyorkesi che ci sta alla grande. Non posso che confermare, aggiungendo che se avete visto il trailer in tv o su youtube, non avete visto nulla della eccellenza dell’animazione e della vividezza dei colori che animano lo schermo del cinema.

C’è una storia, che regge come tutte le storie di fumetti e che come un fumetto va presa, ci sono i buoni (tanti), c’è il già nominato Kingpin come cattivo contornato da molti nemici storici del ragno, ci sono continui riferimenti al mondo Marvel che faranno contenti i lettori delle nuvole parlanti, c’è anche in questo film una continua rottura della quarta parete, qua fatta tirando sullo schermo proprio i fumetti, a spiegare antefatti e storie laterali. E ci sono le onomatopee scritte a caratteri cubitali che appaiono sullo schermo proprio come se stessimo leggendo un fumetto: “BOOOOOOOM”, “BANG” e via andare.

C’è insomma tanto cinema dentro questo film, e dispiace vedere come in Italia la pellicola sia passata come “film di Natale per famiglie” invece che come prodotto che farà la storia.

Fidatevi.

 

Barney