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The Wall

L’ultima uscita di Trump e’ un pezzo di vaudeville che farebbe schiattare di invidia Groucho Marx, fosse sempre vivo.

Il Ganassa col Parruccone straparla una volta di piu’ del muro con il Messico, ma lo fa in un modo che davvero -fossi americano- mi imbarazzerebbe quanto i discorsi in inglese di Silvio, come quello in cui… Ai considers des de fleg of iunaited steits nos only a fleg of e cauntry, bas is an iuniversal messag of fridom ev.. Dimocrasy per capirsi.

Ecco qua il video:

E’ tutto vero, non e’ una roba costruita col Photoshop, l’idea -come sentirete- e’ tutta del Ganassa che se ne bulla alquanto, ed e’ sicuro che oltre che redditizio il muro solare potra’ essere pure bello.

La mimica sul palco a me sembra quella d’un coglione che crede di avere appena dimostrato alla platea che il prossimo Premio Nobel per la Fisica ha un padrone: lui. Guardate come e’ tronfio quando racconta l’idea, quanto e’ pieno di se quando dice “my idea”, a sottolineare la genialita’ che solo dai suoi pori sprizza.

Come tutti i Ganassa, il POTUS non si rende minimamente conto della quantita’ di cazzate che dice.

E’, per l’ennesima volta, la dimostrazione che Dunning e Kruger hanno ragione da vendere.

E che loro si che si sarebbero meritati il Nobel…

 

 

 

Barney

Filosofia da muro #59 (hat trick: anonima via Tommyno)

Questa scritta, presumo fiorentina, chiama da sola la colonna sonora (e non solo):

wishbeer

“Vorrei che tu fossi birra” ha una sua CeccoAngiolierita’, racconta una visione della vita -come dire?- piu’ attenta ai piaceri che ai doveri, piu’ prona all’orzo fermentato che alla mezza minerale di marca che ti fa fare tanta plinplin. Cioe’: che ti fa pisciare come un cavallo, che pero’ in tv non lo puoi dire, soprattutto se sei Miss Italia di un anno a caso.

Certo, le proprieta’ diuretiche della bionda bevanda degli dei dell’Olimpo non son da meno. Ma il sapore, il retrogusto di amaro che ti lascia il luppolo, l’alcool… col cavolo che le trovi nella plinplin.

E comunque per certe cose la minerale proprio no, dai…

E’ tempo di una birra, ed e’ tempo di “Wish you were here”:

 

 

 

Barney

Filosofia da muro fuori classifica: intermezzo

Varcato l’incredibile numero di 50 filosofie da muro, e avendo quasi altrettante foto da pubblicare (grazie alle gentili donazioni di innumerevoli -tre o quattro- inviati speciali volontari), per nessun motivo particolare stasera m’e venuto in mente di condividere questo cartello che oltre che essere borderline con la filosofia da muro e’ anche un po’ a cavallo con l’arenato progetto “Still life”, essendo esso appiccicato nel sottopasso della stazione che frequento tutte le mattine.

Ecco qua il reperto, misto-mare con spruzzata di folle antisemitismo:

EbreiCane

Si parte col cane smarrito, riconoscibile da un particolare sulla zampa, che imparo stasera si chiama “secondo arpione” e che vedo nella foto a destra. Presumo che il padrone del povero cane voglia ritrovarlo, quindi non credo sia male se il messaggio originale gira (come ci ordina Beppe Grillo!!11!!!). Il cane Roy con secondo arpione andrebbe ritrovato, insomma. Grazie da parte del padrone, e di Roy.

Sul messaggio originale, pero’, una mano idiota e ignota verga con bella calligrafia e notevole gestione delle trappole grammaticali un altro messaggio, che porta non al cane Roy, ma nel baratro del ricovero psichiatrico coatto.

Intanto, come nelle migliori tradizioni che si rifanno ai Protocolli dei Savi di Sion, tutto il male viene dagli ebrei, e colui che fa il male e’ automaticamente ebreo.

Maometto? Ebreo.

Un Papa a caso? Ebreo.

Andreotti? Ebreo, figlio di un Papa ebreo.

La Massoneria? L’han creata gli ebrei.

Tutte le guerre? Colpa degli ebrei, chiaro.

Gesu? No, quello dice di no, che non era ebreo (??!!!) e il nostro pazzo lo mette tra stanghette, quasi a commentare (se fosse questo scritto un sorgente in C++) il resto del delirio.

Credo si tratti di un innocuo senza cervello, che sfoga la sua frustrazione scrivendo su fogli A4 destinati al ritrovamento del cane Roy.

Cane sicuramente meno solo di questo poveraccio, anche adesso che s’e’ sperso.

Il cane, non il mentecatto.

 

 

Barney

Filosofia da muro #37 (hat trick: Pendolante)

Sono di nuovo a ringraziare Katia aka Pendolante, che mi omaggia di questa crasi (ma anche no, pero’ ogni tanto una parola difficile ci va messa, qua e la’. A caso. Rigorosamente a caso) tra “Filosofia da muro”, pop art, e la pagina della Sfinge della gloriosa Settimana Enigmistica:

Pendolante2

Che dire?

In epoche di coppie non ortodosse (ma ortodosse rispetto a cosa?) e di bambini con genitori monosesso o con piu’ di due genitori, questa scritta puo’ significare di tutto, meno che quello che c’e’ scritto. Che ancora devo capire cosa sia, comunque.

E in tempi sanremesi, come fare a meno in chiusura di post d’un omaggio canoro alla mamma?

Le voila’:

 

 

(si, quello con i capelli a paggetto che suona la chitarra e’ David Gilmour :-O)

Barney

 

 

Le cose importanti

Questa splendida striscia del duo danese Mikael Wulff – Anders Morgenthaler (in arte WuMo) spiega bene come la scelta vegetariana-vegana-biodinamica-radicalchic sia spesso una scelta per pochi eletti (vulg.: quelli coi soldi):

mutuoCe ne fosse bisogno, i Pink Floyd ribadiscono per l’ennesima volta il concetto:

https://www.youtube-nocookie.com/embed/Kjgwjh4H7wg?rel=0

 

Barney

La locomotiva

Non si sentira’ Guccini, alla fine, state tranquilli.

La notizia del giorno, sconvolgente per molti e liberatoria per molti altri, e’ l’assoluzione di Erri De Luca dalle accuse di istigazione a delinquere.

Devo premettere due cose: Erri De Luca non mi sta simpatico e non mi piace come scrittore, e la TAV mi sta piu’ simpatica dei NO TAV.

Pero’ non avrei gioito per la condanna di De Luca. Perche’ sarebbe stata in primis una condanna “politica”, alla vecchia maniera; ci avrebbe riportato dritti agli anni di piombo che molti di voi nemmeno sanno cosa siano (ma Erri De Luca si) e che han segnato la gran parte della mia infanzia.

E poi, non si sarebbe capito (io e l’omino del mio cervello) perche’ De Luca andava condannato, mentre un Borghezio o un Buonanno qualsiasi (quest’ultimo fascista DOC, passato alla Lega per continuita’ ideologica ed assenza della squadra del cuore dalle sue parti) possono dire quel che passa loro per la testa (aria, probabilmente?) senza timore di essere condannati. Oppure, perche’ in un paese che per legge vieta la ricostituzione in qualunque forma del partito fascista ci siano cosi’ tanti movimenti politici che espongono svastiche e rune.

Di che ha paura, lo Stato, quando si sente in dovere di processare uno scrittore schierato politicamente perche’ s’e’ permesso di dire quel che gli passava per la testa, foss’anche la peggio stronzata del secolo?

Secondo me, solo della sua pochezza. Intendo ovviamente la pochezza delle istituzioni, che se si fanno intimidire da un De Luca qualsiasi siam davvero alla frutta. E in effetti, a leggere le liste degli eletti, a guardarne gli occhi spenti come quelli di una triglia pescata tre giorni fa, ad osare financo d’ascoltare i discorsi inutili e vuoti non si puo’ che chiedere l’ammazzacaffe’.

E invocare -per pieta’- il sipario.

Oppure, continuare a farsi stordire dal primo Renzi che passa per la strada, che prima si chiamava Berlusconi e raccontava le solite puttanate, ma con la faccia da vecchio puttaniere. Meglio il guitto bischero giovane, no?

Barney

Filosofia da muro

Un altro post che potrebbe diventare rubrica irregolare: i graffiti sui muri che spandono saggezza popolare, odio, amore o nichilismo a seconda dei casi e della mano che li ha vergati.

Questo qua mi piace perche’ e’ scritto con bomboletta color oro, perche’ la stessa mano ha vergato un altro graffito proprio di fronte che magari vi faro’ vedere poi, e infine perche’ va parzialmente a sovrapporsi ad una scritta (questa era in nero) che e’ stata cancellata (o meglio: che hanno tentato di cancellare) solo un paio di settimane fa, e che faceva cosi’:

Se gratis non e’ lavoro

Ecco qua la perla odierna, diretta citazione dal “Barone Rampante”:

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La colonna sonora e’ per forza “Comfortably numb”, da “The Wall”.

Barney