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Filosofia da muro #156

In questo periodo di complotti, di fake news e di political correctness, questo stencil comparso sui muri del Mercato cittadino mi sembra ci stia benissimo:

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Il significato è chiaro: pedine nelle mani dei poteri forti!!1!!1! (TM e (C)), carne da cannone in prima linea a prendere le fucilate al posto dei vari Alfieri, Cavalli, Torri e -soprattutto- Re e Regine.

Dimentica però il bombolettaro anonimo che un pedone, nel giUoco degli scacchi (quel giUoco per il quale adesso si discute se l’apertura delle ostilità affidata da sempre al bianco sia da rivedere in quanto non conforme alle norme di sarcazzo cosa) ha caratteristiche interessanti, che lo differenziano dal resto dei pezzi.

Puoi muoverlo, il pedone, di una O di due caselle, la prima volta che lo muovi, ad esempio. E puoi mangiare “en passant” (o “al varco“, detta in italiano) un altro pedone, mossa unica che solo lui può compiere, in un solo momento della partita, e che ha un mondo filosofico dietro (ti mangio “al varco” perchè hai cercato di evitare lo scontro, brutto vigliacco).

Ma soprattutto ogni pedone, di qualsiasi colore esso sia, se arriva all’ultima riga della scacchiera -quella che ospita i pezzi avversari- si trasforma in qualsiasi pezzo il giocatore voglia. A parte il Re.

Per cui s’è andati a dimostrare come l’esser pedoni a volte è come esser bruchi (il che apre pure la questione gender, se vogliamo dirla tutta, quindi meglio chiuderla qua…).

 

 

Barney