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Filosofia da muro #166 (Hat trick: ADP)

Ancora uno scatto da una stazione milanese inviatomi da Ammennicoli di pensiero, che inizia parafrasando Goya e poi prende pieghe tutte sue:

Due mani, con la seconda a dare corpo alla prima frase con un tratto meno elegante ma più deciso (anche per il pennarello usato).

I puntini di sospensione potrebbero anche non esserci, tanto è deciso il commento sull’insipienza di questi mostri generati dal sonno della ragione.

E se ci si guarda intorno, tra inutili reality show e insulsi complottismi, non c’è che da dar ragione all’anonimo completatore di scritte sui muri.

E anche a Giorgio Canali, di riflesso:

Barney

Filosofia da muro #164 (hat trick: ADP)

Ammennicoli di Pensiero mi spedisce questa scritta ambigua, da Milano e più precisamente da Zona Bastioni, porta Venezia:

La frase sembra perfetta come incipit di un giudizio apodittico su qualcuno, magari un abitante del palazzo, magari uno (o una, per carità) che inizia qualcosa e non finisce mai, e mi immagino faccia lo stesso con -appunto- tutte le sue frasi. Potrebbe essere un’accusa di incompiutezza per un amore che si promette ma poi non si manifesta, un eterno “oggi no, domani forse, dopodomani di sicuro”, o la protesta (in)civile dopo l’ennesimo appuntamento bucato dall’incompiuto.

Potrebbe, ma temo che la spiegazione sia molto meno poetica.

Una veloce passata di Google mi informa infatti che la scritta non è altro che il titolo di una canzone di un certo DiNotte, di cui non so altro ma immagino sia meneghino e di cui non vi faccio ascoltare il pezzo perchè non mi piace per nulla.

Quindi, per rimanere geograficamente in tema metto una bellissima versione unplugged di “Strategie”.

Barney

Filosofia da muro #122 e #123 (hat trick: ammennicolidipensiero)

Adp mi manda questo doppio scatto milanese, che reitera esattamente lo stesso concetto con forma diversa sullo stesso muro dell’Università:

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Tenderei a pensare a due mani diverse, non solo per il maiuscolo di una e il corsivo dell’altra, ma soprattutto perché il punto dopo “puttana” è una virgola nello scatto di sotto. E i particolari sono importanti.

Come il timidissimo “Boom!!” che chiosa la scritta in corsivo, a testimoniare un dissenso sussurrato e composto alla scritta principale.

Si nota chiaramente come quel muro sia tavolozza prediletta per scritte e tag varie, tanto che è stato ridipinto di fresco e immagino lo sarà di nuovo tra poco, quando altre scritte sovrasteranno queste qua.

Comunque, il pasto gratis non esiste: l’arte costa come costano tutte le altre cose. Sulle tariffe delle puttane non sono esperto, ma presumo sia la stessa cosa.

 

Barney

 

Filosofia da muro #92, 93, 94 (hat trick: adp)

Ancora immagini inviatemi da ammennicolidipensiero, che m’informa anche della location: Milano, piazza Cordusio. Il cantiere ha stimolato la creativita’ del writer, che filosofeggia in inglese cosi’:

 

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La prima e’ un classico: “invece di cercare vita su altri pianeti, potremmo prima smettere di uccidere vite su questo?” La seconda sa tanto di Woody Allen: “se dio non esistesse, bisognerebbe inventarlo“.

La mia foto preferita e’ pero’ l’ultima: inizia a sinistra con la revisione dello slogan sessantottino “mettete dei fiori nei vostri cannoni”, che diventa “libri, non pistole. Cultura, non violenza“, e si espande a destra con “la tua comfort zone ti uccidera’“, che trovo molto vera e veramente rivoluzionaria.

La firma fatta con lo stencil e’ identica nelle tre scritte, ma le mani mi paiono differenti. C’e’ una banda di graffitari nuovi, a Milano?

 

Barney

Filosofia da muro #11 (Milano)

Ho approfittato di una trasferta meneghina per raccattare alcune foto di scritte murali milanesi.

Queste due sono carine. Ecco la prima, zona Milano Congressi (Via Gattamelata): siamo sul classico filosofeggiante-buonista-radicalchic-politically correct. Insomma, non credo l’abbia scritto un fan di Salvini…

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La seconda e’ meglio. E’ stata scattata nel tardo pomeriggio in via Borsieri (zona Porta Garibaldi, quartiere Isola), sul muro di un bar che si chiama “Nord Est Cafe'” (birra alla spina ottima, tra l’altro). Accanto al bar c’e’ un famoso locale in cui si fa musica dal vivo, il “Blue Note”. Credo basti questo per spiegare la scritta:

IMAGE00209Ringrazio n., membro dell’Organizzazione, per avermi fatto conoscere il locale.

Ramen, e non sperate che metta jazz, qua sotto, perche’ non se ne parla neanche.

Metto anche una bonus track nel caso n. legga. Che si sappia: non conosceva Amanda Palmer…

Barney