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Filosofia da muro #135

Direttamente da Londra -Mile End Road- uno stencil bombolettato su truciolato da cantiere che è uno splendido esempio di filosofia artistica da metropoli moderna.

L’indegno scatto racchiude in lontananza i nuovi simboli della skyline londinese, e in alto l’insegna di un kebabbaro. La sintesi assoluta di globalizzazione e multiculturalismo, insomma:

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La scritta fa il verso a uno street artist merregano, tale Plastic Jesus, che è l’autore della frase qua sopra sbeffeggiata. L’originale fa così: “Stop making stupid people famous“, e l’ignoto graffitaro londinese (il cui nickname probabilmente è quella roba in alto a sinistra che inizia con una specie di “#”) con estrema sagacia colora di arancione lo “stupid” sì da attrarre l’attenzione del lettore su quella parola, e poi a tradimento cambia “people” in “artist” (cambiando pure il font, altra finezza), il che mi porta a pensare due cose (o tre): o è un writer dotato di autoironia estrema, oppure sta prendendo per il cuBo Plastic Jesus (o -terza ipotesi- è addirittura Plastic Jesus in trasferta da Los Angeles a Londra).

La scritta a destra è secondo me un’esortazione a trasformare i propri sogni in realtà, senza lasciarli al mattino sul cuscino del nostro letto.

Il lato frontale del truciolato era ricoperto da un altro paio di stencil bombolettati, sempre dalla stessa mano, che non ho repertato per mancanza di tempo (o di voglia).

E dire che ho vagato un paio di giorni alla ricerca di scritte murali, per poi sbattere dentro questa tre minuti prima di prendere la metro per l’aeroporto…

 

 

Barney

Giornalì e giornalà

Sono tornato ieri da una trasferta in UK, e una delle cose che faccio quando sono in trasferta è scroccare i giornali locali in albergo o in aeroporto, per vedere come il mondo viene visto con altri occhi (o meglio: raccontato con altre parole). Stavolta mi è capitato sotto mano il Times, che è stupefacente per la quantità di roba che presenta al lettore e anche per come la presenta. I giornali italiani ho smesso di comperarli anni fa, e adesso li leggo il sabato in emeroteca, ma se vivessi a Londra il Times me lo comprerei spesso.

Il numero di ieri apriva con tre notizie principali:

  • il caldo record nella capitale (pare dal 1940 non si avessero quelle temperature. Addirittura un cavallo è morto dopo una corsa, e due si sono accasciati al suolo nella stessa corsa), con rimando a un articolo interno sulla maratona di Londra di domani e il consiglio di non farla travestiti con costumi improbabili perché si rischia la morte per colpo di calore,
  • un Sir a capo di Save the Children che rimette il mandato dopo accuse di molestie sessuali,
  • l’esecutivo diviso sulle norme sull’immigrazione.

Quasi metà pagina è presa da una foto di guardie reali incolbaccate e imbandierate per una cerimonia, presi ad esempio di categoria che col caldo soffre un pochino…

A pagina due tutti articoli sulla Brexit, compreso un trafiletto in cui si racconta dell’appello di un veterano inglese della seconda guerra mondiale di 96 anni che non è stato fatto votare perché risiede da troppo all’estero (in Italia, tra l’altro). A pagina tre articolone sull’olio di palma; sotto un pezzo sul primo robot in grado di assemblare i mobili IKEA (dopo che è stato un po’ a pensarci su…) e accanto un altro su un barbiere messo in galera perché aveva rasato la testa di un bambino per punizione. Pagine 4 e 5 per i reali inglesi e per la politica (90% reali 10% politica), e via via altre pagine (siamo da pagina 2 nella categoria “News”) che parlano di tutto, da marinai che inventano motori ecologici in garage al sesso nelle mosche, dall’appello delle Università inglesi alle donne affinché si iscrivano più a ingegneria che a facoltà umanistiche, alla donna che era in salotto a vedere la tv e viene uccisa da un pulmino che le entra in casa (con foto del pulmino dentro casa), fino a pagina 20 che si chiude con l’allarme Xilella fastidiosa che pare stia aggredendo anche l’Inghilterra.

Da pagina 21 inizia la sezione “articolesse” (Comment) in cui giornalisti presumo famosi scrivono di argomenti vari, poi ci sono le lettere dei lettori e una pagina di pout pourri (la 25) in cui si svaria da “successe oggi”, a “compleanni famosi” a “Note della Natura”, che incorniciano tre pezzi non firmati che presumo siano del Direttore in cui ci si occupa dei rapporti tra UK e India, della crisi del partito Laburista, e delle scelte ambientaliste di una catena di supermercati che sembra costerà parecchio ai proprietari.

A pagina 27 inizia il resto del mondo, e ci sono Macron e la Merkel, la Siria, Cuba, la Turchia, la morte di Prince dovuta a pillole tarocche, dieci righe di Italia per una retata di mafia, e addirittura un terzo di pagina  per Lucca, ovviamente grazie a quegli studenti coglioni che hanno bullizzato il loro professore. A pagine 31 il mondo è bell’e che finito, e inizia il Business che dura fino a pagina 47 e riempie di tabelle, numeri, grafici e percentuali il lettore.

La sezione successiva è “Register”, ed è un altro mini pout pourri sull’intrattenimento, l’arte e una pagina fondamentale su:

  • tutto quello che i reali hanno fatto il giorno prima (tipo: al mattino la Regina ha accompagnato la Duchessa del Sarcazzo alla matinèe, poi è arrivato il Duca di Vergate sul Membro e han bevuto il the. Una colonna intera di questa roba qua…);
  • Nascite (due), Matrimoni (uno) e morti (dodici, più i ricordi per gli anniversari).

Pagina 57 è per le previsioni del tempo, con particolari e mappe barometriche accuratissime, più un pezzo molto carino sulla Luna e sul perché la vediamo come la vediamo quando è crescente.

Poi c’è lo sport. Si inizia col rugby, che prende il terzo superiore di pagina 58 e 59, e i due terzi rimanenti sono zeppi di programmi (odierni) e di risultati (del giorno prima) di corse di cavalli. Decine e decine, ma si sa che l’inglese è appassionato di scommesse. Anche sui cavalli. La pagina successiva è solo tennis, poi inizia il calcio che imperversa per tre o quattro pagine, ma la chiusura è con due paginoni sul cricket e su un nuovo regolamento che mira a rendere le partite “fruibili” anche dai telespettatori (in pratica vorrebbero farle durare un massimo di due ore e mezza, quando adesso ci sono partite che durano giorni…).

Ah, la cultura (alta e bassa) e gli immancabili giochi enigmistici stanno sull’inserto Arts, venti pagine con sotto-inserti tematici che rendono il Times una roba vicino alle cento pagine, molto divertenti da leggere per uno abituato ai quotidiani italiani.

Peccato che qua da noi in pochi leggano, e altrettanto peccato che chi legge si ritrova con quotidiani molto meno interessanti da sfogliare.

 

Filosofia da muro #35 (hat trick: Massimo S.)

Da Londra un ex collega mi spedisce questa foto, presa ad East London, vicino a Brick Lane. E’ un’ottimo modo per inziare l’anno:

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La colonna sonora e’ un pezzo considerato minore dei Who, scritto e cantato da John “The ox” Entwistle. Alla batteria in questo disco e nel tour corrispondente c’era Kenney Jones, che prese il posto dell’indimenticabile Keith Moon per un paio di anni. Eccovi “The quiet one“, e buon anno:

 

Barney