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Filosofia da muro #163

Ogni tanto anche nella mia città appaiono nuove scritte.

Questa è freschissima, a un passo dal mio portone:

Scusandomi per la pessima qualità dello scatto (d’altra parte la foto l’ho fatta ieri sera, sotto una fastidiosa pioggerella), e per la pochezza della scritta (questa non è colpa mia…), due parole sul contenuto.

E’ chiaro il messaggio, meno chiaro almeno per me il contesto logico nel quale il contenuto del messaggio va inserito. Il Presidente della Repubblica non fa pena allo scrivente, che probabilmente ha vergato il testo a valle del messaggio di fine anno di Mattarella. Messaggio che mi ricordo avere intravisto in sottofondo, e del quale m’è rimasto impresso il giallore della faccia del Presidente. Forse questo incipiente ittero è la spiegazione del “non mi fai pena”?

Meno difficile da spiegare l’A.C.A.B. che sta sotto, e la croce celtica a firmare (beh, firmare…) il tutto: connotazione politica a parte, sembrerebbe che chi ha scritto il tutto sia un ultras, abituato a cariche della Celere e a scontri con la tifoseria avversaria.

Il livello di “pensiero” sviluppato nelle poche parole qua sopra mi fa propendere per l’ipotesi che l’anonimo graffitaro sia pure terrapiattista e no-vax, e se mi sbaglio chissenefrega.

Barney

Filosofia da muro #155

In lockdown nella città per vecchi, godo d’una certa libertà di movimento sia per le dimensioni della Metropoli dove abito (il centro storico e’ circondato da un giro completo di mura di 4,3 km, fate voi i conti di quanto potrà essere ampia…), sia perchè adesso in giro ci siamo solo noi residenti (credo meno di ottomila).

Girando cerco sempre nuove scritte, ma il periodo non è certamente propizio per un graffitaro, che oltre al fatto che teoricamente dovrebbe starsene chiuso in casa deve anche fronteggiare una -immagino io- carenza di bombolette spray.

Ma una scritta nuova l’ho scovata, e non mi pare tra le più tranquillizzanti:

20200416_085149

A me ha fatto subito venire in mente uno stalker che si rivolge minaccioso alla sua vittima, con un avvertimento che potrebbe essere l’ultimo prima di alzare le mani.

In quel vicoletto non ci abita nessuno, va detto, e oltre io che vado in caccia di scritte ci passa davvero poca gente (ieri ci ho trovato uno che faceva i saltelli con la corda, per allenarsi, sicuro che non sarebbe passata anima viva), ma per sicurezza terrò d’occhio la zona, e drizzerò le orecchie quando ci passo, tanto adesso oltre ai merli e ai gabbiani non ci sono altri rumori.

 

 

Barney