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Superstiziosi e tifosi di calcio? Ahi, ahi ahi…

Per una coincidenza astrale quasi incredibile, mi ritrovo oggi nello stesso posto in cui ero due anni fa, durante i mondiali di calcio in Brasile.

Quel giorno c’era Italia-Paraguay, decisiva per il passaggio del turno. E tutti sanno come e’ andata.

Bene, anche stanotte assistero’ ad Italia-Belgio dalla stessa citta’ in mezzo al nulla cinese (Lanzhou), e per aggiungere particolari scaramantici negativi saro’ con lo stesso collega dell’altra volta.

Quindi, se siete particolarmente superstiziosi sapete adesso di chi e’ la colpa (nel caso vada male) o il merito (se per una incredibile botta di culo la nazionale si mettesse a giocare bene e vincesse…).

Il mio unico rimpianto e’ che in contemporanea ci sara’ anche gara sei delle finali di basket. Nessuno o quasi in Italia vedra’ Reggio tentare di allungare la serie con Milano, o giocarsi il match point (scrivo di sabato, senza sapere come e’ andata gara 5), e le mie speranze di poter vedere questa partita invece che il calcio sono praticamente nulle.

Bene, e’ tempo di andare a cercarsi un barraccio cinese in piena notte, e sperare che almeno una delle due partite vada bene. Quella con il pallone arancione, se devo proprio scegliere 🙂

 

 

Barney

Postcards from Lanzhou

Ecco qua alcuni scatti indegni pure di “Cronaca Vera”. A grandissima richiesta c’e’ pure il cappello francese in trasferta cinese sulla testa di un italiano: ‘na barzelletta, insomma 🙂

Lanzhou, provincia di Gansu, Cina

Lanzhou e’ il posto dove sono ora.

E’ in mezzo alla Cina, a 1500 chilometri da Pechino, tra colline di sabbia e il fiume Giallo (che in realta’ e’ marrone) che la taglia in due, ma non cambia di una virgola una delle caratteristiche meteorologiche della citta’: avere un tasso di umidita’ ridicolo, cosi’ che molte delle aiuole sono finte, e sulle montagne attorno (siamo a 1600 metri di altezza) gli alberi paiono messi li’ apposta da solerti giardinieri. Infatti, e’ esattamente quel che succede: le montagne sono terrazzate a mano, e stentati cespugli perdono continuamente la guerra contro gli elementi. La pioggia e’ rara come il sole a Milano, la neve che c’e’ nei dintori dell’aeroporto e’ artificiale. Il freddo (ora siamo a -14°) e’ comunque sopportabile, perche’ il vento non c’e’.

Il fatto di stare in alto, circondata da montagne che bloccano il vento, fa si che Lanzhou abbia un’altra caratteristica poco simpatica: risulta essere la citta’ piu’ inquinata della Cina (Pechino e’ meglio, e ho detto tutto…), e una delle piu’ inquinate del mondo. Le macchine sono tutte coperte da uno strato di polvere che mi fa pensare che i moltissimi fumatori siano quelli piu’ fortunati, qui: i filtri delle sigarette sicuramente evitano di inalare PM10 e altra bella roba.

La citta’ e’ un continuo cantiere: le gru e i camion riempiono ogni metro libero di spazio per costruire incessantemente palazzoni di quaranta piani. Wikipedia dice che gli abitanti sono 3,6 milioni, ma a me da l’idea che siano molti di piu’.

Trovandosi sulla Via della Seta vanta una storia bimillenaria, ma credo che le cose antiche siano pochissime: una di queste e’ un ponte in ferro, che mi dicono sia stato fatto dai tedeschi un centinaio di anni fa. Il resto invece e’ molto piu’ recente, o ancora da venire. Come la metropolitana.

Una caratteristica comune ad altre citta’ cinesi e’ l’illuminazione notturna (che invariabilmente viene spenta alle 22,30 0 -d’estate- alle 23): sembra di essere in un perenne e fantasmagorico presepe. Infatti davanti all’albergo c’e’ ancora un enorme albero di natale di plexiglas, ovviamente illuminato sino alle 22,30.

Gli occidentali non sono tantissimi, e quelli biondi (sto parlando dei tre capelli che mi restano, chiaramente) e con la barba ancora meno: io in tre volte che sono venuto qua sono stato oggetto di osservazione divertita da parte di molti bambini (vulg.: mi stanno a piglia’ per il culo senza ritegno, o mi si presentano come se avessero visto la donna barbuta del circo Barnum, credo che poi lo raccontino in classe per bullarsi con gli sfortunati compagni che non han goduto dello spettacolo), e stamani un canetto da calcio, al guinzaglio di una signora distinta, alla mia vista e’ quasi impazzito; ha cominciato ad abbaiare e a tirare il guinzaglio manco avesse visto il diavolo in persona. Mah… Forse ha disturbato il fatto che avessi anche il cappello?

Il cibo e’ vario e piacevole (per me, anzi: direi che e’ davvero buono) e include stranezze come le meduse, le classiche zampe di gallina in umido, i noodles freddi (?!!) da mangiare anche a colazione (!!!???), l’agnello fatto in tremila modi differenti, e un the’ aromatico molto particolare. Quello che quai chiamano “vino bianco” e’ in realta’ una grappa di riso che ha almeno 50°, e va bevuta a shottini ad ogni giro di brindisi (in una cena “ufficiale” tutti devono brindare a qualcosa almeno una volta).

La gente e’ simpatica (a me stanno simpatici un po’ tutti, pero’. Quindi il mio giudizio e’ assolutamente irrilevante), e data la posizione centralissima c’e’ un mix di etnie notevole.

Un posto interessante, dove forse l’unica cosa che per me non sarebbe sopportabile a lungo andare e’ la barbara usanza di servire la birra calda.

Domani si torna nel caos di Shanghai, per abituarci al ritorno nel Bel Paese (del cazzo).

Barney

Le grandi scoperte

Il tofu e’ molto buono. Basta cuocerlo con una quantità di maiale uguale al doppio del suo peso.

Barney

Segni dal cielo

Non vorrei portare merda gufare, ma mi dite quante possibilità ci sono che un’ora fa, qui a Lanzhou, la seconda città più inquinata al mondo, la radio locale passi “Notti magiche”?

Ecco, per la gioia degli scaramantici irriducibili è successo… Ora non ci resta che prepararci per andare a vedere la partita con i nostri ospiti locali, per fare il giusto casino italiano.
Ho con me il cappello con la stella rossa di Mao, stasera sarà la mia bandiera di guerrigliero capitalista nel posto più capitalista che ci sia ora come ora al mondo.

Che Eupalla ce la mandi buona…

Barney

Latitanza

Sono sempre vivo, sebbene temporaneamente in giro per la Cina. Solito giro Pechino – Lanzhou – Shanghai in cinque giorni di corse verso l’aeroporto di turno, pranzi strani con cibo in genere ottimo (ma speziatissimo), e riunioni a nastro, chiaramente.
Foto e approfondimenti tematici (es.: le varie tipologie di cessi cinesi) al mio ritorno, che il il muro di fuoco della grande muraglia mi secca tutte le connessioni.

Ma confido nell’aiuto del Grande Leader Mao…

Barney