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[Cartaresistente] Paralleli su carta n°7: Coe e Van Hamme-Vallès

Le saghe familiari hanno sempre avuto notevole successo di pubblico, sia in letteratura che su pellicola, perché permettono di sviscerare molti aspetti della psicologia umana, di giocare con i sentimenti di molti protagonisti, di raccontare un periodo storico o un luogo con dovizia di particolari, quasi ci si trovasse davanti ad un acquerello dettagliatissimo che si fa scoprire poco a poco. Se poi pensiamo alle telenovelas, che si trascinano per decenni e miliardi di puntate… beh, più che acquerelli sembrano brodaglie. Ma pure loro agganciano alla sedia milioni di affezionati telespettatori.

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Il parallelo di quest’oggi mette accanto due storie che si dipanano per vari decenni, e i cui protagonisti sono i membri di due ricche famiglie: una inglese e l’altra belga.
I libri in questione sono “La famiglia Winshaw” di Jonathan Coe e “I maestri dell’orzo”, scritto da Jean Van Hamme e disegnato da Francis Vallès.

Del libro di Coe scriverò poco, visto che l’ho riesumato poche settimane fa in occasione della morte di Margaret Thatcher. È uno splendido romanzo del 1994, che racconta i primi passi nelle assemblee studentesche, l’ascesa al potere politico e la caduta della Lady di ferro, dagli anni ’60 fino ai primi anni ’90 del secolo scorso, e lo fa utilizzando la storia di una famiglia immaginaria – i Winshaw appunto – i cui membri diverrano ben presto gli esempi perfetti del peggior conservatorismo pseudo liberale dei Tories di quegli anni.

Parallelamente (e l’avverbio qua ci sta davvero bene), ne “I maestri dell’orzo” Jean Van Hamme ci racconta la saga della famiglia Steenfort e di come – dalla fuga d’amore dell’ex-novizio Charles Steenfort dall’Abbazia nella quale avrebbe dovuto diventare frate trappista – nasca la piu’ grande stirpe di birrai belgi.
Si parte nel 1854 e si finisce alle soglie degli anni 2000; la storia si svolge soprattutto nella cittadina di Dorp, e il fumetto è scandito dai vari protagonisti e dalle loro vite che si intrecciano con la Storia, la grande storia di fine ‘800 ed inizio ‘900 (le prime ribellioni operaie, la grande guerra, la seconda guerra mondiale) e quella meno grande degli anni ’90, fatta di speculazioni, di lotte industriali e di feroci scalate di imprese concorrenti.
Splendidi i disegni di Vallès, che rappresentano lo stereotipo della “ligne claire” resa famosa da Hergè e dal suo famosissimo Tintin, splendida la sceneggiatura e la costruzione di ciascuno dei sette volumi originari: ogni puntata è dedicata ad uno dei membri della famiglia, ed inizia con un disegno a due pagine del paese di Dorp, a far vedere l’evoluzione architettonica e sociale del paesino che anno dopo anno segue l’ingrandirsi della Birreria Steenfort.
Dopo questa introduzione visiva, Van Hamme inserisce una mezza pagina di didascalia che ricorda alcuni avvenimenti importanti dell’anno cui si riferisce il capitolo, cosi’ da inquadrare storicamente la saga, perché – come ho già scritto – la storia degli Steenfort così come quella dei Winshaw si svolge nel mondo reale e ne segue le vicissitudini e i drammi.

Se il volume di Coe è facilmente reperibile in qualsiasi libreria, “I maestri dell’orzo” sono un tesoro da cercare con cura e tenacia in rete o sulle bancarelle dell’usato, in attesa che qualche editore illuminato si decida a ristamparlo.

“La famiglia Winshaw”, di Jonathan Coe. Feltrinelli
“I maestri dell’orzo”, Jean Van Hamme e Francis Vallès. Eura Editore – Nel 2005 la serie completa e’ stata ristampata all’interno della collana “I classici del fumetto” di Repubblica.

Barney

Paralleli su carta (n. 7): saghe familiari

Coe Vs. Van Hamme per l’ennesima puntata dei paralleli da Cartaresistente.

Barney