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News from abroad

Per la serie “il culo e le quaranta ore”, due notizie cultural-tecnologiche mentre aspetto l’imbarco da Orly.

La prima e’ corredata da foto d’ordinanza, e mostra due dei best seller francesi del momento:

IMAGE00163Se il libro in alto a sinistra non stupisce piu’ di tanto, quello a destra ha un che di -come dire?- scatologico. Il titolo incuriosisce: “Il fascino segreto dell’intestino“, e sottotitolo anche migliore “tutto su un organo malfamato“. Sarei curioso di leggere il contenuto, probabilmente incentrato sull’idrocolonterapia, ma lascio perdere, forse e’ meglio.

Quindi passo al lato “b” del post, quello tecno. Che parla di Apple e del nuovo sistema operativo iOS9, arricchito da una ficiur assolutamente fondamentale per tutte le donne in età fertile. No, non si tratta di robe porno, ma di questo qua sotto:

iOS9Cliccando l’immagine si arriva all’articolo, che scatenera’ l’entusiasmo dei Mac lovers e l’invidia dei poveri utenti PC o Android.

Io, per riprendermi dallo smacco, mi faccio una birra…

Barney

The Cage, Livorno: I Gatti Mézzi (18 gennaio 2014)

Per i due o tre lettori non toscani e’ d’obbligo una premessa linguistica: “mézzi” e’ qualcosa di molto differente da “mèzzi”. Nell’ultimo caso, si parla di meta’, e allora il gruppo sarebbe di gatti tagliati in due. Con la  “e” chiusa, invece, la parola e’ sinonimo -in Toscana- di “fradicio”, e allora il nome del gruppo si puo’ tradurre cosi’: “Gatti bagnati da strizzare”. Fine della premessa linguistica. Pòle principià a iniziare i’ccurturale.

Serata da lupi, ieri sera, con pioggia battente e temporali sparsi che non hanno pero’ impaurito le molte persone accorse a Livorno per ascoltare i Gatti Mézzi, gruppo pisano di swing-blues-vaudeville che canta di episodi spesso banali capitati in posti noti solo a loro e ai toscani della costa (Riglione, via di Pratale, Calafuria -che pero’ e’ a Livorno!-, i loggiati della stazione, Marina di Pisa…) per toccare scherzando temi universali, che non sono solo le puppe o il culo delle donne. Tra splendide prese per il culo del resto della Toscana (i lucchesi ieri sera sono stati risparmiati, ma per i fiorentini e’ stato un massacro), i Gatti cantano d’amore, dei loro figli piccoli, della paura di impazzire, del padre morto da vent’anni la cui salma deve essere spostata per far posto ad altri morti… Della vita, insomma, che anche se e’ dura e bastarda vale la pena d’essere vissuta, e se magari gli ridi sul muso e’ pure meglio.

Il gruppo e’ in sostanza un duo (Tommaso Novi alle tastiere e Francesco Bottai alla chitarra), ma sul palco sono quasi sempre accompagnati da batteria e contrabbasso per una classica formazione swing senza fiati (emmenomale :-P. Non mi piacciono gli strumenti a fiato). Sentirli suonare dal vivo e’ meglio che ascoltarne i dischi: la chitarra di Bottai e’ molto piu’ calda e presente dal palco, e le improvvisazioni imprevedibili di Novi -che accompagna quasi tutte le canzoni fischiando mirabilmente- lasciano a bocca aperta. I brani (vecchi e nuovi, comunque conosciuti dalla maggioranza del pubblico) sono inframmezzati dai discorsi a bischero dei due musicisti, che a volte recitano anche vere e proprie commedie (che tra l’altro son presenti anche sui dischi). Un concerto-recital, insomma, qualcosa che val la pena di vedere perche’ ci si diverte, si ride -molto-, ma ci si trova anche a volte a sorridere amaro, o ad emozionarsi come su questo pezzo qua, cantato da Tommaso Novi e dedicato al padre morto tanti anni prima, col quale cerca di stabilire un dialogo che non c’e’ mai stato:

 

Al termine della serata, classica vendita diretta dei dischi del gruppo fatta direttamente da loro, con Tommaso che bestemmiava perche’ nessuno aveva spiccioli. Mi piace questa dimensione del concerto, senza la ressa e le migliaia di bancarelle che ti vendono di tutto, mi piace il contatto con l’artista, l’assenza di bodyguard, nessun recinto ne’ protezione… Mi sembra anche un modo per non omologarsi, per non dovere per forza andare a sentire Bruce e poi avere l’obbligo di certificare la tua presenza con una foto o un tweet da sotto il palco. Eh, son strano, vero?

Prossimamente: l’apertura del tour degli Zen Circus, con il loro nuovo disco, i Perturbazione in formazione completa, i Red Fang che presento qua sotto nella loro grezzitudine:

Come si dice dalle mie parti per certificare l’assoluta disomogeneita’ di oggetti o concetti, o financo concerti: “ho mischiato il culo con le quarant’ore” 🙂

 

 

Barney

xkcd: Relativity

A Lucca si direbbe “mischiare il culo con le quaranta ore”.

Randall non e’ lucchese, e quindi arditamente mescola il didietro di Einstein con la relativita’ e… Shakira, a dimostrare ancora una volta che la scienza (o sciEnZa, detta alla Zichichi) puo’ pure essere divertente.

ImageSe non credete a Munroe, non vi resta che progettare e realizzare un Gedanken Experiment 🙂

 

 

Barney

Chiusure e scoperte

Chiusure: si ferma forse solo temporaneamente il blog di Daniele Passerini, punto di riferimento per tutti i Monaci Diacci Marmati degli Ultimi Giorni, i fusionisti freddi, i piezonuclearisti-cavitazionisti e i complottardi senza “se” e senza “ma”. Chiude per problemi personali, di cui spero sinceramente D22 arrivi a capo al piu’ presto.

Scoperte: e’ l’argomento del giorno. La pasionaria di Vittorio Veneto, Francesca Salvador, che giovedi’ scorso intervenne -con Berlusconi presente- da Santoro per lamentare una situazione insostenibile per le PMI italiane e chiedere a gran voce il ritorno alla sovranita’ monetaria. Mi pareva roba populista della migliore acqua, e infatti abbiamo due letture diametralmente opposte della nuova fenomena.

La prima l’accomuna a Paolo Barnard, ma in meglio, e la dipinge come una eroina delle teorie complottiste: dal signoraggio alla Goldman Sachs passando per il gruppo Bilderberg, l’immancabile Trilateral Commission e la massoneria. Ole’!

La seconda invece va a scoprire gli altri interessi di Francesca Salvador, e ne esce un quadro illuminante, fatto di scie chimiche, bicarbonato per la cura del cancro -con immancabile apparizione di Tullio Simoncini, pluri inquisito e pluri radiato dall’ordine dei medici per le sue truff cure a base di iniezioni di bicarbonato fatte pagare centinaia di Euro a botta-, e di una candidatura quasi certa con il partito di Alfonso Luigi Marra, attuale indirizzatore di pensiero della Sara Tommasi e paladino, assieme all’ubiquo Mimmo Scilipoti, di altre campagne contro il signoraggio bancario. Ri-ole’!

La domanda pertinente che chiude il secondo link (“Ma cosa e’ passato per la testa a Santoro, per scegliere questa donna come rappresentante della societa’ civile?”) la faccio immediatamente mia e rilancio: ma e’ possibile che il livello complessivo del dibattito politico italiano sia questo, oppure si puo’ ancora scavare?

Barney

Il polso della situazione politica

Dopo la splendida performance di Berlusconi chèz Santoro, non v’e’ piu’ alcun dubbio che il leader del PdL sia il migliore giocatore su piazza dello sport “Facciamo campagna elettorale con l’elmetto e vinciamo le elezioni“. Il problema e’ che in vent’anni ha dimostrato ampiamente di essere un pessimo, mediocre giocatore di “Governo“, che segue “Vinciamo le elezioni” e dura molto di piu’: cinque anni contro qualche mese.

Pero’ ragazzi: come racconta panzane lui non c’e’ nessuno. Ravanando nel blog ho trovato, ad esempio, questa fantastica lettera datata primo febbraio 2011.
E’ sconcertante leggere quello che Silvio Berlusconi scriveva a quei tempi la’: i lusinghieri giudizi sulla Merkel, la manina tesa a Bersani per un governo di coalizione, nel tentativo di prolungare l’agonia del suo governo blindatissimo da una maggioranza quasi bulgara, la celeberrima “frustata al cavallo”, che avrebbe dovuto far ripartire il paese.
Circo della migliore qualità, giocoleria, leoni domati: tutto il campionario del truffolo che girava i paesini del Far West con il carro scalcagnato promettendo lunga vita a chi comperava il suo elisir.

Questo sosia di Berlusconi e' Nigel West Dickens, venditore di Olio di Serpente in "Red Dead Redemption".

Questo sosia di Berlusconi e’ Nigel West Dickens, venditore di Olio di Serpente in “Red Dead Redemption”.

E il tentativo riusci’, che la caduta del suo ultimo governo avvenne quasi un anno dopo…

Oggi, uguale sputato: come e’, come non e’, in un mese di ennesima discesa in campo e in chissa’ quante apparizioni in qualsiasi trasmissione televisiva, Berlusconi e’ riuscito a riportare il PdL quasi al 20%. E’ sempre poco per uno abituato a vincere, ma manca ancora più d’un mese al voto, io penso il PdL possa agevolmente superare il 25, e sto basso.

Penso che la sopravvivenza del fenomeno-Berlusconi sia dovuta ad una combinazione di fattori irripetibili:

  • la sua inarrivabile conoscenza del medium televisivo, dei tempi, modi e atteggiamenti da tenere
  • il suo totale controllo di circa un terzo del medium stesso
  • i tanti soldi
  • l’incultura dell’italiano medio, affascinato da tette-culi-figa e annoiato da chi racconta di problemi reali e di come realmente affrontarli
  • la drammatica insipienza dei suoi maggiori oppositori (i comunisti il PD), ottimisti per natura e perciò increduli di fronte ai tredici milioni di voti che il Nostro tira su come fosse la cosa più facile del mondo
  • la frammentazione del voto, specchio del provincialismo e del particolarismo italiano. I simboli presentati per le prossime politiche sono cinquanta, i partiti/movimenti sondaggiati quotidianamente sono oramai una decina, più altrettanti “minori”.

Scordo sicuramente qualcosa…

Ah, il calcio, vera metafora del nostro paese!

Lo sport in cui puoi non fare un cazzo per novanta minuti, difenderti scompostamente magari al limite del regolamento, godere di favori arbitrali dovuti non a malafede ma a insipienza del giudice, e alla fine vincere per una botta di culo ingiusta e truffaldina, salutata però come il dovuto premio a chi “s’è dato da fare”.

E se qualcuno dubita che il calcio c’entri una sega con la politica, beh… guardi chi e’ di fatto il Presidente del Milan dal 1986.

Come se ne esce, da un impasse che dura da venti anni? Un modo naturale e sicuro e’ attendere la dipartita fisica del Caro Leader. A 76 anni, pero’, potrebbe non ancora essere arrivato al capolinea (sinceramente, non glielo auguro: si vive una volta sola…), quindi -eliminando la possibilita’ di accelerare artificialmente il trapasso- c’e’ da pensare a qualcosa di altro.

Il PD, a mio modesto avviso, vive ora la certezza (e la paura) di non rappresentare la maggioranza dell’Italia. E i dirigenti lo sanno, tanto che Bersani (assolutamente inadatto a farsi intervistare, sia chiaro) racconta la balla del secolo quando dice “Noi sappiamo che vinceremo sia alla Camera che al Senato“. Sanno, i capi, che la gGente s’e’ rotta i coglioni di un direttivo piu’ attento a definire strategie di autoconservazione (si fanno le primarie ma le regole si decidono noi; si lasciano il 10% di posti per la decisione del Segretario; se qualche big rischia di essere massacrato alle primarie in Toscana, lo si manda in Calabria cosi’ stravince, e via cosi’), piuttosto che programmi seri e chiari su come cambiare l’Italia. Sanno, le persone normali, che continuare a blaterare del nulla cosmico, e poi dare ragione sia a Monti, che a Vendola, che alla Camusso, che a Casini vuole dire non avere idee in testa. Punto. Significa sperare nella botta di culo al novantesimo, per restare in metafora calcistica, e poi si vedra’ per la prossima partita.

Io speravo veramente che Giannino e Boldrin facessero il botto: una vera formazione di destra moderna, con un vero progetto liberale (il primo che dice che Monti e’ un liberale, metto mano alla tastiera) e dei personaggi al proprio interno che capiscono seriamente di economia e societa’. Ma probabilmente erano troppo eretici per tutti, e adesso i liberali di riferimento per Confindustria e Papa Ratzinger sono Casini, Fini, Rutelli e Monti perlappunto. Il “Grande Centro”: figurarsi di cosa saran capaci, figurarsi come possano convivere la chiesa e la finanza… Il culo e le quaranta ore reloaded, insomma.

Barney

Hey you fucking bastard! Don’t mix the ass with the forty hours!

Nei giorni scorsi la rete s’e’ giustamente alterata per le possibili conseguenze censorie dell’approvazione e messa in atto del SOPA e del PIPA. Pure io nel mio piccolo avevo aderito tramite Randall Munroe, e continuo a essere convinto che SOPA e PIPA siano delle puttanate sesquipedali.

Oggi gia’ al giornale radio delle 7 ho sentito che l’FBI ha bloccato l’accesso a Megaupload. Chi non sa cosa fosse Megaupload puo’ andare a leggerlo su Wikipedia.

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Subito s’e’ scatenata, in Italia, una delirante corsa all’accostamento delle due notizie piu’ commenti grillini-tunninari da veri esperti di fotoromanzi con Massimo Ciavarro come protagonista e raddrizzamento di banane:  

  • SOPA-PIPA hanno causato la chiusura di Megaupload!
  • Pericolo per la democrazia!
  • Moriremo tutti!!!!!
  • Occazzo m’e’ rimasto a mezzo lo scaricamento di “Biancaneve sotto ai nani”!

e altre vaccate di tale fatta.

Se volete un esempio di mischiamento del culo e delle quaranta ore lo trovate qua, ma basta cercare e c’e’ veramente pieno zibillo, in giro.

Bene… Quindi enorme disgusto e indignazione per il fatto del giorno. Ma…

C’e’ un piccolo problema, ragazzi: Megaupload e’ un sito illegale. Da sempre.

Chi -da anni- paga qualche dollaro al mese per l’abbonamento Premium e scarica di tutto senza aspettare in coda e’ un fuorilegge: nessuno vi vende l’ultimo disco di Laura Pausini, quando vi abbonate a Megaupload, ne’ i due DVD di Call of Duty 4, ne’ tutti i manuali tecnici della O’Reilly. E chi scarica senza abbonamento Premium e’ pure un fuorilegge, ma almeno non e’ un coglione che si fa in qualche modo schedare (scommetto c’e’ gente che pagava Megaupload con la propria carta di credito, non quella ricaricabile) e rintracciare dall’FBI. E ve lo dice anche Negrodeath, toh.

Ora, non sono certo io a fare la morale alla gente, ma faccio notare che SOPA e PIPA non c’entrano una mazza con la chiusura di Megaupload. Ma veramente una minchia.

E chi pensa il contrario e’ un italiano che guarda solo Studio Aperto. Oppure e’ Renzo Bossi. O tutti e due assieme.

 

Barney

Io non capisco quelli che dicono che siamo in crisi!

Ha ricordato giustamente il nostro Presidente del Consiglio da Cannes che:

  • i ristoranti son pieni zibilli;
  • trovare un posto su un volo qualsiasi e’ un casino della madonna;
  • solo pensare di poter prenotare un albergo in localita’ turistica in periodo di ferie e’ da pazzi;
  • i consumi? Aumentano!

E Silvio s’e’ dimenticato di soffermarsi sul numero di cellulari pro-capite, e sul prezzo del macinato che e’ in netta discesa.

Un paradiso, insomma. No?

No, decisamente no.

Ecco… Parrebbe che le persone normali (quelle, cioe’, che non l’han votato, ne’ che han votato i gibboni verdi della padania) la vedano -come dire?- leggermente diversa, la situazione del nostro paese. Vediamo un po’ di homepages di giornali stranieri -tutti comunisti, tutti d’accordo con l’Euro di Prodi che e’ stata la nostra vera rovina, tutti assenti dalle cene eleganti a casa del nano di Arcore-, gentilmente fornite da Non Leggerlo.

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figura 1: The Guardian – UK.

 

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figura 2: The Economist – UK.

 

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figura 3: The Independent – UK.

 

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figura 4: der Spiegel – D.

 

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figura 5: el Mundo – E.

 

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figura 6: Kleine Zeitung – D. [il sobrio titolo pare sia: Basta! Cani da guardia per l’Italia]

 

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figura 7: Diario de Noticias – P. [qua siamo alla presa per il culo con maniglie doppie]

 

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figura 8: The Globe and Mail – CND.

 

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figura 9: le Point – F.

 

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figura 10: Foreign Policy – USA.

 

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figura 11: Al Jazeera – KSA

 

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figura 12: El Pais – E.

 

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figura 13: Bangalore Mirror – IND. [anche qua usano una ironia tutta british…]

 

Prima di passare al carico da undici, faccio notare che mancano la “Smarrita d’Altopascio”, l'”Eco di Bingo Bongo” e l'”Anchorage Post”, poi ci ha riso dietro il Mondo intero. Ma veniamo al commento piu’ incisivo, stringato, conciso e deciso che ieri sia apparso in rete. E’ in inglese, ma confido che pure Calderoli ce la faccia a capire il senso, magari con l’aiuto di un dizionario bilingue per le elementari. Dovrebbe bastare il titolo, ma la spiegazione sottostante (tre righe scarse) chiarisce, nel caso ce ne fosse bisogno.

Ecco qua:

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figura 14: Financial Times – UK.

 

Non so: serve mica un disegnino?

Pezzo dedicato a Silvio, sperando si decida a prenderne atto:

 

 

Barney

xkcd: Delta-P

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[SPOILERONE for dummies]

A me “Le cronache di Narnia” m’han sempre schifato. Mentre -non lo si fosse ancora capito…- adoro “Xkcd”.
E l’adoro ancor di piu’ quando rimarca la “bacchettonita’” di CS Lewis (questa ultima affermazione la si capisce solo leggendo l’Alt-Text sul sito di Randall).

Tolkien rulez, e non c’e’ storia.

Barney

The easy way

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Come convincere un uomo semiadulto a svolgere compiti non propriamente virili?

Semplice: basta farlo giocare, e allettarlo con una ricompensa adeguata.

Barney

Poggio e bùa fan pari [ovvero: il culo, le quaranta ore e il budello di su mà vestito da pirata]

Mentre facevo benzina, stamani, mi son caduti gli occhi. Prima su un enorme cartellone pubblicitario davanti alla pompa, poi in terra.

Il cartellone riportava il programma di incontri del “Teatro di verzura” di Borgo a Mozzano, ridente paesotto sul fiume Serchio, famoso per il Ponte del Diavolo e poi basta (c’e’ anche una “festa della Birra”, e una festa di Halloween, ma son cose che non si negano a nessuno, oggigiorno).

Il perche’ della mia reazione -e il motivo del titolo del post- lo si capisce leggendolo, ‘sto programma:

Programma

Si nota una certa (come dire?) disomogeneita’ di ospiti e di intenti: Paolo Brosio prima di Veltroni ci puo’ al limite anche andare. Poi pero’ c’e’ Emanuele Filiberto, la spalla scema di Pupo al Festival di Sanremo. E si prosegue con Mahhhrio Giohhhrdanhhho (che solo a nominarlo mi sta sui coglioni a bestia, come Pahhholhhho Giordahhhno: deve essere il cognome…) fino all’apoteosi: Roberto Giacobbo. E qui -per tornare al titolo- siamo al budello di su mà vestito da pirata.

Et tout se tient.

 

Barney