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Mi tocca riparlare di fusione fredda, anche se non c’entra una ceppa…

Ho trovato, oggi, un articolo sul blog di Daniele Passerini, sito di riferimento per notizie/indiscrezioni/chiacchierate sulla fusione fredda e soprattutto l’E-Cat di Rossi e (un po’ meno) Focardi.

Tale pezzo si intitola cosi’: “Armi nucleari tattiche prive di massa critica che sfruttano i principi della fusione fredda“.

Che, va detto, e’ un bel titolo. Pero’ se tu mi pianti li’ quel titolo, io m’aspetto di leggere di micro-bombe atomiche a fusione, magari sparate da bazooka o addirittura tirate a mano, come se fossero delle granate. Una roba che giustifichi almeno in parte il titolo, no?

Quindi, leggo il pezzo che scopro subito NON essere di Passerini, ma di un tale A. Rampado, attivo nel campo delle ricerche sulla cavitazione (e qua siamo sulle cose plausibili) e sul piezonucleare, argomento che pure Wikipedia si rifiuta di prendere in considerazione perche’ troppo poco discusso a livello di articoli e convegni seri. Il pezzo, poi, parla di proiettili ad uranio impoverito, che purtroppo per chi la pensa diversamente non han bisogno della fusione fredda per ammazzare tutto l’equipaggio di un carro armato in un cinque secondi. E no: non han bisogno nemmeno della radiazione alfa che si trano dietro. Ammazzano con altri meccanismi

Sabot1

Un proiettile ad uranio impoverito che sta per liberarsi del suo sabot. Appena arrivato sulla corazza del carro armato, il simpatico ago, velocissimo, pesantissimo e piroforico, penetrera’ in profondita’ autoincendiandosi e bruciando tutto quel che c’e’. Uomini compresi…

Alla fine del pezzo ci sono due link, uno ad un .pdf che mischia parecchio il culo con le quaranta ore, e rivoga in sostanza il -mi si permetta- nulla che compone il post, e l’altro -destinato a gente che ha tempo da perdere o soffre di insonnia- che ci fa vedere un video con la prolusione del Prof. Zucchetti che -secondo chi ha scritto il tutto- dovrebbe spiegare il motivo di cotanto titolo per il post. Tanto per dirla tutta in quel video Zucchetti NEGA che si sia di fronte a bombe nucleari, e tutto quel che dice e’ “si son trovate micro tracce di prodotti di fissione nei bersagli dei proiettili ad uranio impoverito”. Che mi immagino sia del tutto possibile, visto il macello che uno di questi penetratori fa su un carro armato o un bunker. In fondo al video, Zucchetti ipotizza “reazioni piezonucleari” a spiegare gli strani risultati delle analisi chimiche sui (va ripetuto…) bersagli di proiettili ad uranio impoverito in scenari di guerra. Ma siamo a livello di “forse, magari, chissa’”. Insomma, nulla, veramente.

Allora, piu’ interessanti questi articoli qua sotto, che verranno presentati in una sessione un po’ sui generis del congresso “Nuclear and Emerging technologies for space, 2012“, che si terra’ a Woodland, in Texas dal 21 al 23 di Marzo. La sessione di riferimento che vi segnalo e’ “Advanced Concepts: LENR, Anti-Matter and new Physic“, dove se uno va si dovrebbe di sicuro divertire, almeno a vedere i titoli dei lavori (conoscendo un paio di persone che incidentalmente leggono queste puttanate che scrivo, linko pure gli abstract in .pdf, va’…):

  • 3:30 p.m. Kim Y. E., “Cryogenic Ignition of Deuteron Fusion in Micro/Nano-Scale Metal Particles” [#3006] – Possibility of cryogenic ignition of deuteron fusion in micro/nano-scale metal particles is described based on nuclear fusion theory for Bose-Einstein condensation of deuterons in metal. Experimental tests of hypothesis and predictions of the theory are also discussed.
  • 3:50 p.m. Yang X.   Miley G. *, “A Game-Changing Power Source Based on Low Energy Nuclear Reactions (LENRs)” [#3051] – Excess heat generation from our gas-loading LENR power cell has been verified, confirming nuclear reactions provide output energy.  Neglecting unlikely chemical reaction contributions, the energy gain is virtually unlimited due to negligible power input with gas loading.
  • 4:10 p.m. White H. *   March P., “Advanced Propulsion Physics:  Harnessing the Quantum Vacuum” [#3082] – NASA/JSC is implementing an advanced propulsion physics laboratory, “Eagleworks,” to pursue propulsion technologies necessary to enable human exploration of the solar system over the next 50 years, and interstellar flight by the end of the century.
  • 4:30 p.m. Obousy R. K. *   Long K. F.   Smith T., “Project Icarus:  Antimatter Catalyzed Fusion Propulsion for Interstellar Missions” [#3104] – This paper will explore the possibility for using antimatter catalyzed fusion propulsion for interstellar missions. This includes direct anti-proton and magnetically insulated ICF schemes.

Siamo ancora nel regno delle fiabe, insomma, ma bisogna saperle raccontare bene: NASA lo sa fare 🙂

 

Barney

Uno dei motivi per cui l’E-Cat non puo’ essere messo in commercio cosi’, alla bersagliera

Uno, dicevamo, tra mille. Bene: poniamo il caso che l’accrocchio funzioni.

Getmedia

Uno poi dice “i casi della vita”: la roba qua sopra e’ una composizione di Tubi Tucker che dovrebbero fare non so cosa…

Non mi pare probabile, ma diciamo che funziona ed e’ energeticamente ed economicamente conveniente. Allora, funziona e il genio Rossi lo produce (come dice lui…) in milioni di esemplari all’anno, ad un costo per l’end user di 500-900 $. Una giacchettata, no? Ottimo, quindi abbiamo un attrezzo che produce energia -sotto forma di calore, per il momento, ma gia’ il vulcanico Rossi pensa a turbine o altri metodi per produrre pure energia elettrica- e che costa… nulla, con manutenzione ridicola: una ricarichetta ogni sei mesi di pochi grammi di nickel. Ce lo mettiamo in casa subito, no?

Ecco… non cosi’ di corsa, come ci spiega l’ottimo Mr. Serni in questo suo messaggio in risposta ad un ottimista convinto. Per almeno questo motivo:

 

On Tue, 31 Jan 2012 22:25:41 +0100, “Leonard” <leon1985x@alice.it> wrote:

>Si può facilmente istallare in parallelo o al posto delle caldaie
>domestiche. Costo di una ricarica circa 10 euro ogni 6 mesi.

Sì, col cazzo. Se a una caldaia attacchi un tubo non a norma, anche se è
fatto di acciaio dieci rivestito di impervium, garantito 100 atm, o vedi
se non ti fanno lo stesso un multone a tre stadi.

Se attacchi un trabagài *elettrico* a qualsiasi cosa sia connessa con l’
impianto *idraulico* e il coso non e’ a norma, rischi il carcere – e no,
non lo dico cosi’ per esagerare.

Ora l’e-Cat e’ in parte elettrico e, se ci vuoi scaldare l’acqua, dovrai
attaccarlo al tubaccio, forse perfino insieme alla caldaia (o, per farti
una doccia calda, aspetti i tempi di setup dell’e-Cat).

Poi siamo in Italia! Dove, per spostare di qui a li’ un emettitore gamma
all’americio, dentro il suo tubo di acciaio e piombo, dovresti in teoria
avvertire S.E. il Prefetto e informarlo del percorso. Se detieni, *E NON
IMPORTA IN QUALE FORMA O CON QUALI PRECAUZIONI!*, materiale radioattivo,
_DEVI_ denunciarlo a S.E. il Prefetto, in quanto autorita’ di Protezione
Civile. Legge 230/95, articolo 1, comma 1, lettera b. L’e-Cat rientra (e
questo avendo fortuna e DOPO ispezione) fra le “sorgenti sigillate”. Sto
dando per scontato che l’acqua NON entri in contatto con il nickel, e lo
spessore dello scambiatore di calore sia sufficiente, e la valvolina per
immettere l’idrogeno sia saldata.

La relazione prescritta dall’art. 61, comma 2, non e’ mai stata fatta (e
se lo fosse stata, credimi, un uccellino me l’avrebbe detto… e NO, non
puoi “farla in segreto”, comprarla su eBay, ne’ fartela rilasciare da un
amico. Cioe’ puoi: ma non e’ una “relazione”: e’ “carta igienica” a ogni
effetto di legge.

E finche’ mancano gli adempimenti ex lege 626/94, art. 4 comma 2, almeno
sul territorio italiano NON puoi vendere e-Cat. Come non puoi importare,
che so?, una “fancy car” dagli USA (anche se li’ e’ legale), finche’ non
hai la relazione della Motorizzazione e altre scartoffie. Stessa cosa.

Nota che non ho detto “l’e-Cat non funziona”… okay? Ho solo detto “Non
lo vendi”. Venderlo e’ un REATO. Come importare una fancy car senza dire
niente al MCTC.

E fin qui Rossi. Ora veniamo a te che compri (e pure quello e’ reato; ma
te la cavi con sei mesi di carcere e diecimila euro di multa. Inezie).

Ti metti in casa una sorgente radioattiva. Schermata? Certo. Peccato che
l’articolo 97, comma 3, non preveda la schermatura. “E’ nucleare? Allora
basta”: “tutte le sorgenti di radiazioni ionizzanti”, dice la legge. Che
cosi’ continua:

      E’ vietato mettere in circolazione, produrre, importare,
      impiegare, manipolare o comunque detenere, quando tali attività
      siano svolte a fini commerciali,

(E Rossi l’e-Cat lo vende…)

      i seguenti prodotti o manufatti,
      ove agli stessi siano state deliberatamente aggiunte materie
      radioattive, sia direttamente, sia mediante attivazione:

(Quindi e’ INUTILE dire “Ma il nichel all’inizio non e’ radioattivo!)

      oggetti di uso domestico o personale, ad eccezione di quelli
      destinati ad uso medico o paramedico

Una caldaia domestica, be’! Io direi sia un oggetto di uso domestico. Di
conseguenza, in circolazione non lo trovi – finche’ non viene rilasciato
un documentuccio da nulla, il “Riconoscimento cat. A/B”. Che ci vuole…

      Con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
      dell’artigianato, di concerto con i Ministri dell’interno,
      della sanità, del lavoro e della previdenza sociale e
      dell’ambiente, sentiti l’ANPA, l’ISPESL e l’ISS…

 (Inizialmente, diceva anche “Sentiti il Papa e Gesu’ Cristo”, ma l’hanno
tolto per via della separazione fra Chiesa e Stato, suppongo).

Comunque: forse dopo che Rossi sara’ riuscito a mettere d’accordo CINQUE
MINISTERI, tre enti, ed avrà camminato sull’acqua (questa è la parte più
facile… il recupero post-agonistico), potrai metterti in casa l’e-Cat.

Oppure tenta la strada della deroga con GIUSTIFICATA MOTIVAZIONE (seeee,
buona fortuna…) del Ministero della Sanita’. Per il quale serve – come
minimo – una ricerca epidemiologica. Su cosa, visto che l’e-Cat, ancora,
non c’e’? La legge non se ne preoccupa. Fare la ricerca e’ affar tuo.

(Io sospetto che Rossi subisca il prolasso del colon quando leggera’ che
cosa gli e’ richiesto dalla “sicurezza per congegni irradianti, artt. 41
fino al 45″, tipo consegnare il prototipo, i progetti dettagliati, ecc.,
ecc., ecc., ecc. …)

Ma se ce la fa (ed io al posto suo non ce la farei), l’e-Cat, si diceva,
e’ tuo! Gaudio e tripudio, hai un e-Cat tutto per te.

E questo comportera’ alcuni obblighi! Del resto, se ti metti in casa una
caldaia a gas, anche li’ paghi pegno: una volta all’anno il controllo di
combustione, lo scarico fumi, la verifica volumetrica e la pervieta’ per
le vie d’aria (provaci a tappare una griglia perche’ entra freddo e vedi
cosa ti fanno… e se, per fartelo, usano burro, vaselina o sabbia).

Questo per una miserabile caldaia a metano, che dovrebbe darti una mano.

Vorrai mica avere MENO obblighi sostituendo al gas una ROBA NUCLEARE?!?

Tanto per dirne una divertente, devi sottoporti a controllo dosimetrico.
Perche’ bisogna avere la certezza che quella sorgente resti sigillata (e
a proposito… mi domando quali precauzioni sono state prese per il caso
di crolli e incendi).

Poi, quando disinstallano l’e-Cat per ricaricarlo… MICA VORRAI FARE LA
RICARICA TU, EH? UN CIVILE?!?… a parte la segnalazione al Prefetto, tu
non ci crederai, ma serve un’ALTRA autorizzazione! (Ah, l’Italia!)

      L’attività di raccolta, anche con mezzi altrui, di rifiuti
      radioattivi, provenienti da terzi, allo scopo di conferire i
      medesimi blah blah blah, è soggetta ad autorizzazione del
      Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato,
      sentita l’ANPA.

E no, non la rilasciano cosi’ sui due piedi. E no, non puoi mica spedire
l’e-Cat per posta a Rossi! E no, non puo’ venire Pinco Pallino a fare il
lavoro: ci vuole un tecnico autorizzato *e* con formazione specifica.

E ovviamente *NO*, non metti su una rete di installatori autorizzati nel
giro di un anno. Non partendo da un pool di idraulici termo-installatori
privi di patentino, autorizzazione ANPA, autorizzazione regionale, e che
abbiano superato le ispezioni degli Enti a cio’ preposti (ISPESL, …).

Quando il tecnico autorizzato arriva, poi, non sono sicurissimo; ma temo
proprio che tu debba temporaneamente evacuare la casa 😀

Tutto quanto sopra per giustificare quella che altrimenti potrebbe anche
sembrare una reazione scomposta, ingiustificata e poco educata:

>Quando arriverà l’E-Cat (verso fine anno, è stato detto)

PRRRRRRRRRRRRRRRR!

Leonardo

 

(Copyright Leonardo Serni, 2012)

 

Barney

E allora, ‘sta fusione fredda a che punto sta?

In sintesi: alla canna del gas.

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Siamo piu’ o meno al sipario, cui dovrebbero seguire ortaggi e uova marce con frizzi, lazzi e sberleffi per coloro che hanno aderito alla santa crociata contro la scienza mainstream ufficiale e oscurantista. E magari un par di barili di catrame e piume per chi ha tentato di lucrarci sopra, e -come ribadisco in fondo al post- non saran pochi alla fine, ci scommetto.

Ma andiamo a vedere piu’ in dettaglio gli avvenimenti piu’ salienti, perche’ son successe alcune cose in queste settimane che hanno aperto a manetta il rubinetto del gas (almeno, per come la puo’ vedere una persona mediamente equilibrata). Per i curiosi, le vado ad elencare in ordine rigorosamente sparso e caotico.

  1. La National Instruments ha ufficialmente dichiarato che Rossi non e’ piu’ un cliente, ne’ un partner.
  2. Un certo Dick Smith, della Australian Skeptics, ha offerto un milione di dollari USA sia a Rossi che ai greci della Defkalion perche’ i due aggeggi (l’Ecat e l’Hyperion) vengano provati al cospetto di almeno due ricercatori, per un certo numero di ore. Il pagamento sarebbe avvenuto se i marchingegni avessero dimostrato di produrre piu’ energia di quella immessa per un numero ragionevolmente lungo di ore. Nessuna sorpresa nello scrivere che Rossi ha subito sdegnosamente rifiutato, mentre i greci stanno giocando una melina fantastica pur di non accettare.
  3.  La Leonardo Corporation e’ adesso di proprieta’ di un trust di investitori privati di cui non si sa niente. Ovviamente la notizia l’ha data lo stesso Rossi.
  4. Sabato scorso c’e’ stato un incontro a Roma con Francesco Celani dell’INFN, strenuo difensore della fusione fredda / LENR, ma lievemente critico su Rossi. L’incontro e’ disponibile per la visione qui (saltate a pie’ pari i primi 15 minuti, che sono di “riscaldamento” del cameraman), ed e’ stato trasmesso in streaming da Livestream. L’incontro ha visto Celani parlare per circa due ore, con poche cose interessanti e alcuni sfondoni notevoli (uno sui generatori Stirling, un altro su un lavoro che NASA avrebbe messo a tacere perche’ rivoluzionario per la scienza mainstream, e che ovviamente avrebbe confermato un surplus energetico in reazioni di fusione fredda). Il pubblico romano e quello su Internet poteva fare domande, ma la scarsa preparazione della maggioranza degli astanti ha prodotto solo questioni di poco conto. Per dire: una delle migliori domande l’ho fatta io da casa, ed era: “perche’ non si registrano raggi gamma?” Celani ha risposto che in realta’ i gamma ogni tanto si vedono, poi che culo che non ci sono perche’ altrimenti saremmo morti tutti, e infine perche’ il meccanismo che sottosta ai fenomeni di fusione fredda e’ descritta dalla Teoria di Widom-Larsen. Gia’ dall’abstract mi pare una colossale puttanata, per usare un francesismo, ma nell’ambiente e’ uno dei migliori tentativi per far quadrare la fisica einsteniana con la fusione fredda.
  5. L’Universita’ di Bologna ha ufficialmente dichiarato che non c’e’ piu’ alcun contratto di ricerca con Rossi per colpa di Rossi stesso che non ha pagato, ma che se l’inventore vuole far testare il suo apparecchio all’Universita’, loro gli fanno il lavoro gratis. A patto pero’ di avere carta bianca sulla pubblicazione dei risultati.
  6. E’ saltata fuori una fattura non pagata da un tizio (ancora?) australiano a Rossi. Sembra che Rossi abbia “venduto” delle licenze di commercializzazione in esclusiva dell’E-cat (che per adesso a quanto mi risulta NON ESISTE…) a 200.000 Euro l’una. Rossi s’e’ difeso dicendo che sono liberi due posti di rappresentante, uno in Russia, l’altro in Giappone.
  7. il gruppo Facebook “informareXresistere“, la crème de la crème in quanto a fuffologia, vaccate sesquipedali e complottismo a manovella, ha dato ufficialmente il suo appoggio all’E-Cat. Manca Beppe Grillo, ma il suo forum gia’ ospita un thread sull’accrocchio, e vedrai manca pochino che il santone genovese salta sul carro del Rossi.

In tutto questo, a me perplime l’incrollabile fede che i seguaci di Rossi dimostrano di fronte a qualsiasi avvenimento. Sembra veramente di stare davanti alla grotta di Lourdes, dove un miracolo e’ sempre in agguato. E ogni cosa che succede e’ sempre interpretata ottimisticamente. Poi, tre giorni dopo, succede l’esatto opposto, e l’interpretazione e’ ancor piu’ ottimistica. Per dire: quando Rossi mise in giro la notizia che stava “collaborando” con National Instruments, gli entusiasti seguaci della fusione fredda esultarono per il colpaccio. Ieri, alla lettura della notizia -data da NI stessa- che non c’e’ piu’ alcun rapporto con Rossi si esultava maggiormente, perche’ ora il Nostro e’ libero di implementare le migliorie tecniche che ha in mente. Stessa cosa e’ successa prima con l’annuncio della firma e poi con la rottura del contratto con l’Universita’, entrambi avvenimenti ottimi e a favore di una rapidissima commercializzazione dell’accrocchio.

Beh, io mi sto divertendo a seguire il lato umano della questione, da svariati punti di vista. Ci sono coloro che hanno bisogno di credere in qualcosa, come il mitico T. da Pistoia che ho sentito a Viareggio l’anno scorso, e sono la maggioranza. Ma ci sono pure quelli che in un modo o nell’altro ci guadagnano qualcosa. In popolarita’ del loro blog, in prestigio o considerazione da parte della comunita’ scientifica o pseudo-scientifica, e anche in soldi, come accennato prima per il caso delle licenze vendute da Rossi.

Siamo alla fine, quasi, ma questo e’ il momento in cui i pescatori, dopo ottima e abbondante pasturazione, raccolgono il frutto delle loro azioni. Attenzione a non abboccare ad offerte sensazionalistiche che promettono l’arrivo dell’E-Cat domestico in pochi mesi, se magari ti prenoti sganciando qualche milaeuro di caparra: a mio modestissimo avviso sarebbe truffa…

 

Barney

Scienza Vs Fuffa Vs Religione

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Questo e’ il miglior commento agli sviuluppi sulla fusione fredda e l’E-Cat, storia che e’ sostanzialmente ai suoi titoli di coda.

Ovviamente la logica adottata dai true believers e’ l’ultima…

Barney

La fusione fredd(issim)a

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In queste ore si sta probabilmente scrivendo la parola “fine” alla storia della fusione fredda in salsa bolognese, e questo cartello demotivational mi pare il migliore commento a tutta la vicenda. La stramaledetta termodinamica vince sempre, non c’e’ storia…

Barney

I lettori di slashdot non mi pare che credano moltissimo alla fusione fredda…

Dopo qualche mese di (mio) silenzio, ritorno a parlare di fusione fredda che fa taaaaanto bene alle visite al blog, quasi piu’ di quando parlo di “threesome extreme pissing with crafted handmade dildos and nanotech sensor devices” (cosa che probabilmente dovrei veramente iniziare a fare, sapessi da che parte si comincia…).

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Figura 1: qua si vede un pissing con crafted handmade dildo. E te prova a dire di no, su!

Bene: nelle settimane passate s’e’ assistito alla solita pletora di dichiarazioni di Andrea Rossi su:

  • eccezionali prestazioni,
  • costi sempre piu’ in picchiata,
  • clienti a mazzi,
  • possibilita’ per ciascuno di noi di cambiare addirittura la cartuccia del catalizzatore come si cambia il refill alla penna a sfera (citazione letterale di Rossi),
  • e ovviamente sul fatto che oggi no, domani forse ma dopodomani sicuramente questi benedetti E-Cat saranno sul mercato.

Una sintesi per titoli di quel che e’ successo da settembre a oggi la potete trovare -se veramente interessati- su Ecatnews. Dallo stesso sito si arriva alla vera notizia delle ultime ore: la NASA (mica lo Sbuzzagrilli!) avrebbe pubblicamente appoggiato la fusione fredda, e starebbe addirittura per competere con Rossi per chi arriva prima alla commercializzazione del generatore domestico di calore ed energia elettrica quasi gratis per tutti. Una rivoluzione, insomma, che permetterebbe veramente di pensare a un futuro da fantascienza.

La notizia e’ stata ampiamente riportata dai siti dei true believers, che si fan forza del principio di autorita’ ogniqualvolta esso e’ a loro favore, e se lo dimenticano nelle altre (maggioritarie) occasioni. E commentata su moltissimi altri siti, compreso slashdot, un sito di notizie tecnologiche di un certo livello (direi sempre altino).

[Inciso: il titolo del sito e’ il letterale di /., slash e dot, appunto.]

La notizia e’ riportata qui, con una punta di scetticismo che s’avverte tutta, ma da leggere sono i commenti dei lettori, che pare la pensino in maggioranza come me sulla questione (e d’altra parte ci sara’ un motivo se slashdot e’ nei miei feed, no?).

Il primissimo commento del mazzo dei piu’ di 300 interventi e’ paradigmatico del modo di pensare e di esprimersi del geek standard. Il pezzo si intitola: “Ma la NASA puo’ “scaldare” la fusione fredda?”. La lapidaria risposta (che si intitola perlappunto “risposta, in breve”) e’: “no“. La risposta alla risposta, intitolata “risposta meno breve, piu’ dettagliata”) e’ “Cazzo, no“. Il resto del carteggio e’ da leggere, molte delle risposte sono molto articolate e spiegano perche’ “cazzo, no” e’ LA risposta alla domanda iniziale.

 

Barney

Come t’ammazzo il gatto (nessun animale stiantera’ durante la lettura del post)

Con Monti che strizza gli ultimi Euro rimasti nelle tasche degli italiani, rimane poco tempo per tenersi informati sulla questione fusione fredda, che ha visto nei giorni scorsi il prepotente affacciarsi sul (scusate l’overstatement) mercato internazionale di Defkalion, l’azienda greca prima alleata di Rossi, poi nemica e concorrente del filosofo e ingegnere honoris causa. I greci hanno un paio di atout in piu’ rispetto a Rossi e all’E-Cat. Intanto, hanno un sito che appare semi-professionale (beh, rispetto a qualsiasi ciofeca che Rossi ha tirato fuori negli ultimi anni, e’ iperprofessionale), con addirittura una sezione “careers” attualmente vuota ma foriera di assunzioni di massa nei mesi a venire. E un menu “products” che fa arrivare ad una pagina pulita e scarna, da cui pero’ si puo’ scaricare la brochure dell’Hyperion, il diretto concorrente dell’E-Cat sul (scusate di nuovo l’overstatement) mercato globale. Numeri a caso, unita’ di misura estrose, ma potrebbe far presa su un pubblico ben disposto…

Ma non e’ un sirtaki ballato bene che ha dato una botta da paura al gatto bolognese, bensi’ un notevole articolo scientifico-divulgativo che ho trovato partendo dall’Independent E-Cat News, un blog molto piu’ serio di quello di Passerini, e pieno di sorprese. La prima e’ avere scoperto che li’ sopra ci commenta Pekka Janhunen, un fisico finlandese che ho conosciuto di persona, e che coordina un progetto di ricerca al quale partecipa anche l’azienda per la quale lavoro. Con Pekka ci siamo trovati a Budapest a un convegno, e siamo incredibilmente finiti a parlare per un’ora proprio di fusione fredda (che non c’entrava nulla ne’ col convegno, ne’ con quello che entrambi facciamo). La sua posizione e’ possibilista, pur avvertendo nella storia dell’E-Cat alcune gravi stonature.

La sorpresa maggiore e’ stata pero’ avere trovato il link a questo articolo qua, di un astrofisico teorico, che smonta in maniera assolutamente convincente i supposti risultati incredibili di Rossi e del suo E-Cat. Il titolo e’ gia’ una bastonata sulla schiena del felino elettrico: “The physics of why the e-Cat cold fusion’s claims collapse“, ma non fatevi spaventare dalla fisica; i concetti sono chiari e lineari, e alcuni passaggi li ha -credo volutamente- saltati per non far scappare i lettori non appassionati o preparati. Tra l’altro in quell’articolo trovate un rarissimo filmato originale russo della piu’ potente bomba mai fatta esplodere dall’uomo, un ordigno a fusione perlappunto, da 50 Megatoni (1400 volte la potenza delle bombe di Hiroshima e Nagasaki insieme…), e una serie di mini tutorial su come funzionano le stelle (Sole compreso). La conclusione e’ che il trabiccolo di Rossi NON PUO’ FISICAMENTE funzionare, almeno cosi’ come lui racconta che funzioni (trasmutando, cioe’, Nickel in Rame). Da leggere, sicuramente.

 

Barney

La fusione omeopatica e la sucussione fredda

E’ sempre fonte di stupore, per me, verificare come i fuffari, i complottardi, i seguaci dell’antimainstream a tutti i costi… quelli cui “la scienza ufficiale”, maanche “la storia ufficiale” gli fa una sega insomma, convergono tutti -immancabilmente- verso comportamenti e tentativi di ragionamento logico (??!!!) che assomigliano al fanatismo religioso (sia islamico che cattolico, sia chiaro).

Uno dei punti “forti” dei seguaci dell’E-Cat bolognese, ad esempio, -L’E-Cat e’ l’attuale pietra filosofale energetica che dovrebbe affrancare il mondo dal giogo del petrolio e del nucleare sporco a brevissimo (“oggi no, domani forse, dopodomani sicuramente”), la maGgica macchina che nessuno sa come e’ fatta  ne’ come funzioni- e’ che ha l’endorsement senza “se” e senza “ma” di un premio Nobel per la Fisica, Brian Josephson.

La notizia e’ del tutto vera: Josephson e’ un fisico di chiara fama, ha ricevuto il Nobel nel 1973, ed e’ assolutamente convinto che l’E-Cat funzioni. Quello che i seguaci di Andrea Rossi si dimenticano di dire e’ che Josephson, settantunenne, e’ da tempo impegnato nel progetto “Unificazione Mente-Materia”, e che e’ un appassionato sostenitore della veridicita’ dei fenomeni paranormali. Insomma: l’ultima parte del suo Curriculum Vitae e’ -quanto meno- discutibile, e la prova ce la da direttamente la sua pagina personale. Una conferma dell’eccentricita’ di Josephson in questi ultimi anni me l’ha data un fisico dell’University College London, che ho conosciuto di recente. Il fisico mi ha detto che Josephson e’ famoso in UK perche’ sta cercando di indagare sulle differenze chimiche e fisiche dell’acqua di Lourdes rispetto all’acqua normale. Sorprendentemente per lui -ma devo dire non per me- al momento la ricerca e’ a un punto morto. Ma aver tirato in ballo l’acqua di Lourdes mi permette di saltare all’altro argomento della serata: l’omeopatia.

Quello che oggi si chiama “omeopatia” e’ -detto in estrema sintesi- un business da centinaia di milioni di Euro l’anno che pochissimo ha a che vedere con le estrose e poco scientifiche teorie di Samuel Hahnemann. Vi son talmente tante cose che differenziano il signor Boiron da Hahnemann che non basterebbe un mese per descriverle. Basti sapere che solo il fatto che Boiron vende “Oscillococcinum” come cura universale per l’influenza e’ -per gli omeopati ortodossi- una bestemmia carpiata con triplo avvitamento. Ma lasciamo stare le questioni di bassa lega e di alto guadagno monetario, e vediamo come i seguaci dell’omeopatia moderna si avvalgono di un appoggio altrettanto famoso rispetto all’E-Cat. E’ storia degli ultimi anni, infatti, il nuovo corso di ricerche del premio Nobel 2008 per la medicina Luc Montagnier, il quale -affiancato anche dal fisico italiano Emilio Del Giudice, curiosamente pioniere delle ricerche sulla fusione fredda…- s’e’ messo a studiare le incredibili capacita’ di trasmissione dell’informazione a distanza (si, wireless… Giuro!!!) dell’acqua, meccanismo che supporterebbe enormemente l’omeopatia nel caso si rivelasse vero (ma non vi preoccupate: le possibilita’ sono veramente poche :-)).

Insomma: se le teorie alternative non hanno sufficienti basi teoriche / sperimentali, la parola di supporto di un premio Nobel e’ vista come la prova decisiva della bonta’ di queste ardite ipotesi scientifiche. Per approfondire molto piu’ scientificamente l’argomento, potete leggere qui, e qua. La rete e’ infatti -fortunatamente- piena di roba interessante che dimostra scientificamente come  l’omeopatia non funziona quasi per nessuno. A parte per il signor Boiron, per il quale funziona alla grandissima, direi.

Barney

I believe in the E-Cat (no, non io; ma loro pare di si…)

L’affare si ingrossa. Adesso addirittura una canzone su youtube a sostegno della fuff dell’invenzione di Andrea Rossi:

 

Barney

Ancora gatti, serpenti e altre bestie a sangue freddo

I true believers seguaci dell’E-Cat si sono scatenati in rete, dopo il grande successo del test per l’important customer dei giorni scorsi. E’ un fiorire di “sento di credo” e di speranze di futuri migliori (la piu’ bella che ho sentito e’ “L’E-Cat ci tirera’ fuori dalla crisi mondiale!”, che e’ in sostanza uguale ad affidarsi a Padre Pio…). Contestualmente, gli scettici e i non convinti per partito preso iniziano a criticare ferocemente i -pochi- dati forniti dal Rossi e dai partecipanti alla prova. SI parte con Steve Krivit, un giornalista scientifico USA esperto di LENR che da possibilista si e’ trasformato nel piu’ convinto assertore dell’ipotesi-truffa dolosa. Ecco qua il suo pezzo, delicato e gentile come sempre. Chiaramente, chi ha ppreso parte alla prova pensa che sia Krivit ad essere un truffatore prezzolato al soldo delle multinazionali del petrolio. Per capire il rapporto tra l’inventore e il giornalista, Rossi chiama Krivit “Snake”, nei suoi scritti…

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Infine, v’e’ la querelle sul report dell’altro giorno, quello che io ieri ho definito “disordinato”, ma che forse si potrebbe chiamare “impiastricciato”. Una delle impiastricciature avrebbe dovuto, secondo Rossi, cancellare il nome dell’important Customer, ma la cancellatura e’ maldestra, e sotto si vede che c’e’ scritto, semplicemente, “Customer”. Insomma, a me pare che il Gatto sia sempre piu’ zoppo…

Gatto_con_le_stampelle

Bene, ma queste sono questioni di lana caprina. Il problema e’ stato affrontato in maniera o troppo complicata (teorie quantistiche, supercazzole brematurate, calcoli assurdi…), o troppo semplicistica (va perche’ lo dico IO!). Stasera Leonardo Serni (di cui ho citato qualche tempo fa lo stupendo “Algoritmo del fuffaro“, ma vi invito a leggere questa vecchia ed incompleta raccolta di sue frasi celebri, perche’ il ragazzo ha classe da vendere) la mette giu’ semplice, piana e facilmente comprensibile. Ecco qua (attenzione ad ironia e giochi di parole sparsi a quattro mani qua e la; 42 ovviamente si riferisce a Douglas Adams):

“… il criterio per stabilire se siamo davanti a una reazione di origine non chimica e’ sempre il solito: produrre piu’ di 36 kWh (per sicurezza e motivi filosofici io farei 42 kWh) per chilogrammo che la macchina, completamente isolata, pesa. Compreso l’isolamento [1]. 

A questo giro mi pare si sia isolata la macchina – anche se leggo, su uno dei “favorable reports”, di un genset (?)  <http://pesn.com/2011/10/28/9501940_1_MW_E-Cat_Test_Successful/>

…ma la macchina pesa 10 tonnellate: quindi il limite da raggiungere adesso è 36*10000 = 360.000 kWh. Ne abbiamo visti produrre 2600.

Spiacente (Daniele 5, 27).

Un attrezzo di dieci tonnellate, per escludere fonti chimiche, dovra’ produrre 470 kW in self-sustained mode per un mese abbondante

Leonardo

[1] è ammissibile, suppongo, detrarre il peso di tutte le parti della macchina che siano state esaminate da almeno un fisico, ED almeno un prestigiatore.

 

Mi pare che abbia un senso, che sia semplice, e che PER ADESSO Rossi non abbia minimamente avvicinato questa performance.

 

 

Barney