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Oggi ho avuto paura

Ma prima ho avuto solo tempo per lo stupore, l’incredulita’, la ricerca dei motivi di quel che e’ successo.

Molto succintamente, i fatti. Ero con E., la sorella di Mrs. Panofski su un furgone, qui:

bolzaneto

E’ l’uscita Bolzaneto a Genova. Non e’ importante perche’ fossi li’, ne’ l’ora (saranno state le due del pomeriggio), ne’ cosa contenesse il furgone (nulla che valesse piu’ di 50 Euro). Io guidavo e venivamo dalla rotonda in basso a sinistra (indicata dalla freccia). La stella rossa indica la posizione finale del furgone, al momento dei fatti.

I fatti, dunque.

Venivamo dal casello (lo si vede in alto a destra), perche’ avevamo sbagliato strada e dovevamo rientrare in autostrada. Ho visto il distributore chiuso (il segnaposto e’ nell’area del distributore, quella costruzione bianca a “1”), ho messo la freccia e impegnato -come si dice nelle scuole guida- la mezzeria della strada. Andavo forse a 5 km all’ora quando mi ha superato, clacsonando a mille, un’auto arrivata da chissa’ dove. Non l’ho francamente vista negli specchietti, ma penso sia arrivata dopo avere fatto la rotonda che si intuisce proprio al limite sinistro dell’immagine con due ruote sollevate, a settanta-ottanta all’ora.

La macchina ci supera, quindi, e si piazza esattamente nel punto del segnaposto, con stridore di gomme e sbattimento di porte. Ne escono tre persone: una ragazza che stara’ discosta per tutto il tempo, di cui posso dire nulla, e due uomini con evidente aria da guerra termonucleare globale. Capisco subito che non e’ aria, e alzo le mani chiedendo scusa (di cosa? DI avere effettuato una manovra corretta?). Il guidatore e’ in trance, urla e bestemmia, corre verso il furgone e cerca di aprire la mia portiera. L’intento non e’ quello di stringermi la mano, me lo fan capire la sua faccia e -soprattutto- le manate e i cazzotti che riserva al vetro quando scopre che lo sportello e’ chiuso con la sicura.

L’altro occupante della macchina, il terzo, se ne sta un po’ in disparte ma noto immediatamente che ha una felpa con cappuccio calato in testa, e una sciarpa legata sul viso a tenere scoperti solo gli occhi. Tutti noi andiamo in giro conciati cosi’, no?

E. e’ allibita come me, ma ha la prontezza di spirito di suggerirmi di ripartire. Cosa che faccio, passando sotto la tettoia del distributore e fermandomi all’uscita superiore.

Nel frattempo i tre della macchina si sono avvicinati al loro mezzo, e ci osservano mezzi dentro e mezzi fuori dall’auto.

C’e’ da decidere cosa fare: noi dobbiamo riprendere l’autostrada, e per fare questo dobbiamo passare davanti alle bestie di prima. Parto, e appena la mia direzione e’ chiara i due animali maschi raccattano della roba nella loro macchina e si dirigono verso la strada, ad intercettarci. Io accelero, e supero il luogo della prima aggressione mentre i due, con una certa difficolta, alzano due discrete pietre (entrambi debbono usare due mani per farlo), prendono la rincorsa e lanciano verso di noi. Ci centrano, io sento le botte sul tetto e sulla fiancata, ma i vetri non sono stati colpiti e adesso l’unica priorita’ e’ quella di mettere piu’ strada possibile tra noi e loro. Non ho intenzione di fermarmi a verificare i danni, e velocemente imbocchiamo di nuovo l’autostrada.

Ci mettiamo un quarto d’ora per assimilare quel che c’era successo, e una rapida sosta ad una piazzola ci permette di verificare che il furgone, adesso, ha tre bei bozzi nuovi.

Per tutto il viaggio di ritorno abbiamo cercato di capire cosa abbia potuto scatenare questa esplosione di rabbia idiota, ma non ci siam riusciti. Ho controllato, e la strada non aveva divieti di svolta a sinistra, ne’ doppie strisce continue a vietare la svolta verso il distributore. Ero fermo in mezzo alla strada, e sicuramente avevo la freccia attivata. Ma anche nel caso avessi fatto chissa’ cosa, una reazione cosi’, da animali idrofobi, non l’avevo mai vista. Neanche E., che pure sta a Roma… Ah, non so se v’e’ sfuggito il particolare che le pietre (o i mattoni) li avevano in macchina, le bestie. L’area -lo si vede bene dalla foto di Google Earth- e’ tutta asfaltata.

Solo a un certo punto ho notato quanto fosse vicino al finestrino uno dei bozzi. E vi assicuro che se l’avesse preso, le conseguenze sarebbero state catastrofiche per E., che stava da quella parte.

La conclusione della storia e’ stata una chiamata ad un amico poliziotto, il quale ha suggerito di procedere con la denuncia verso ignoti, ma ha pure detto che in assenza di testimoni, di foto e di numeri di targa, non v’e’ alcuna speranza di beccare le bestie. Si, perche’ nella concitazione, nell’increduilta’ di quel che stava succedendo e nel clima di paura che ci ha preso, non abbiam pensato a segnarci i numeri di targa dell’auto. Mi pare comprensibile, tutto sommato…

Alla fine, m’e’ rimasto un senso di stupefazione massima, e l’idea che il collega FD che sta terminando la pratica per il porto d’armi, allo scopo di dotarsi di Glock 9mm, non sia del tutto nel torto, anzi.

Barney

Essere stronzi e’ dono di pochi, farlo apposta e’ proprio da idioti

Gli Zen Circus tornan sempre utili quando si deve parlare di idioti, coglioni, teste di minchia e merda varia. Ecco: siccome l’argomento del pezzo e’ Sallust(r)i, direi che ci siamo. E quindi inseriamo subito la colonna sonora che da il titolo al post:

Qua c’e’ Andrea Appino che si fa in tre, nella versione originale la parte di melodia e’ del basso (tanto per dare l’idea… E la gente continua a comperare i dischi di Bosso Rossi e LegaDue…).Son terminati i motivi per leggere, ma se proprio volete potete continuare sotto.

Mi resta infatti da parlare della bestia pelata che dirige il Giornale sotto diretto mandato dell’editore (chiunque egli sia), e del perche’ egli non sara’ mai -in accordo ad “Andate tutti affanculo”- stronzo di natura, ma irrimediabilmente solo un idiota se proprio gli va bene.

Saprete tutti che ieri il lurido e untuoso figuro ha ben pensato di rendere omaggio alla giornata della memoria con un titolo che fa vomitare da quanto e’ cretino. Questa e’ la prima pagina di ieri:

La_prima_pagina_giornale1

La figura e’ presa direttamente dalla latrina elettronica del Giornale.

I motivi di tale titolo, che Sallast(r)i ha orgoglionamente ascritto al suo mono/motoneurone sarebbero che “Der Spiegel” (una specie di “Panorama” tedesco) ha fatto una copertina con la Costa Concordia semiaffondata e un titolo che esprimeva piu’ o meno il concetto “Italiani tutti Schettino”.

In sostanza, il povero idiota ci dice che ha fatto un titolo osceno per contrastare un altro titolo osceno. Si, dai… Come quando da bambini si faceva a chi pisciava piu’ lontano, o a chi resisteva di piu’ senza respirare, o -infine- a chi riusciva a dire piu’ parolacce nel minor tempo possibile. Un comportamento da grandissimo giornalista maturo, quindi. Uno slancio -addirittura!- d’amor patrio, in cui il rinsecchito amante della Santanche’ (chapeau per il fegato ad entrambi, signori!) avrebbe rischiato l’incidente diplomatico solo per difendere il buon nome del Paese, anche se il suo padrone non e’ piu’ il Leader Maximo. Un afflato di vera liberta’ di pensiero (si, si, come no?) che affranca (certo, col cazzo!) il vecchio Sallost(r)i dal giogo del cavalier Berlusconi.

Puo’ pure essere che la spiegazione qua sopra sia vera, ma ci credo pochissimo.

Secondo me i motivi per i quali Sallest(r)i ha tirato fuori quel titolo sono essenzialmente due:

  • vendere piu’ copie possibile stupendo il lettore e vellicando la camicia bruna che e’ in lui (sto parlando dei vecchi nostalgici che comperano il GIornale);
  • sbeffeggiare l’Olocausto da buon fascista codardo quale il Sallast(r)i e’ (e’ reo confesso, il rinsecchito. E ha reso ennemila volte omaggio a quanto il Duce fosse buono e bravo).

In ogni caso, che Sallost(r)i si metta l’animo in pace: anche se continua con questi titoli da merdaccia fascista, non porta’ mai essere uno stronzo naturale; tuttalpiu’ risultera’ evidenziata la sua idiota coglionaggine. Non che ce ne fosse bisogno, sia chiaro, ma se gli piace cosi’…

Attenzione: nessun Sallusti e’ stato direttamente nominato in questo post, ne’ alcuna bestia ha subito danni fisici o morali.

Barney

Un sobrio e rapido commento sui fatti di Firenze

Detto in maniera chiara: i frequentatori di casa Pound e di Forza Nuova -che cercano di mimetizzarsi dietro battaglie plausibili come il mutuo sociale o la lotta agli interessi bancari- sono solo fascisti, razzisti, nazisti sino al midollo.

Guardia-nazionale-italiana1

Figura x: la scimmia Geppa agghindata come Saya, gli fa il verso e lo prende educatamente ma fermamente per il culo. Dietro la schiena, invisibile ma puzzolente, la montagna di merda tipica dei Sayamiti.

Se non l’avevate capito prima, forse (forse) l’episodio di ieri vi ha aperto gli occhi. E no, dio Nànos: non esiste nessun distinguo, nessun “se” o “ma”; chi frequenta casa Pound la pensa esattamente come il demente di Cireglio. Su tutto. Punto.

Ah, ieri e’ venuto fuori che il fascista “leggeva fumetti” e “amava la fantascienza anni ’50”. Questo non giustifica aver fatto assurgere Evola, Goebbels e Itle a grandi pensatori, mi vergogno quasi a scriverlo ma so che ci sono IMMENSI coglion c’e’ gente come Giovanni Donzelli che sicuramente e’ in partenza per la crociata contro Heinlein e Dick (non avendo mai sentito parlare ne’ dell’uno, ne’ dell’altro, sia chiaro). In altre parole, i fumetti rispetto a Goebbels non possono essere considerati IL problema.

No, perche’ se non si fanno i disegnini la gente tarda -i leghisti, i criptofascisti, i cattotalebani e altri coglioni da sbarco- mica ci arriva, eh?

 

Barney