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No Trump(s)

Il titolo si riferisce ad un contratto "chiamabile" a Bridge, 
maanche a Donaldone ovviamente 🙂

Di tutte le cose successe nell’ultima settimana negli USA a me sono rimasti impressi due episodi che mi pare non abbiano colpito l’immaginario collettivo.

La prima si riferisce alla oramai famosa telefonata minatoria al povero Segretario di Stato della Georgia, Raffensperger.

In un passaggio del delirante quasi monologo di Donald, Raffensperger riesce a prendere la parola e dice a Trump:
“Mr. President, the problem you have with social media, they… people can say anything”.

La risposta di Trump è passata inosservata ai più, ma a me ha colpito:
“Oh, it’s not social media. This is Trump media… I don’t care about social media, couldn’t care less…”, per poi continuare nel tentativo di intimidazione dell’interlocutore.

Ecco: la fonte di Trump sono i Trump media. L’oste che certifica la bontà del suo vino, il giocatore che arbitra da solo la sua partita perchè il referee ufficiale non è abbastanza di parte.

La realtà riscritta dal capo ad uso del capo, insomma. Ricorda molto da vicino un certo romanzo di Orwell…

Se dopo questa uscita qualcuno si chiede ancora se Twitter e Facebook sono stati antidemocratici a chiudere gli account di Trump, se questo atto è l’anticamera della censura staliniana… si rilegga il virgolettato di Donald qua sopra.
E si prepari ad un futuro in cui esisteranno due verità alternative, e due schieramenti in aperto scontro per decidere quale delle due è più verità dell’altra.
Qua non si tratta di andare dietro al mainstream “liberal” (che per inciso non capisco perche’ il mainstream debba per forza sempre essere liberal, ma andiamo avanti): si tratta di scegliere se credere a una sola campana (i Trump media, ricordiamocelo) o cercare di leggere ed ascoltare campane variegate, che includono sicuramente -almeno per me- i Trump media, ma anche tutto il resto.


Io non avrei chiuso gli account social dell’oramai ex-POTUS, ma capisco che con un clima così teso il non alimentare le fiamme del popolo “non mainsteam” (che a questo punto sara’ di destra O di estrema destra per definizione, no?) può essere una priorità. Altrimenti accadono quelle simpatiche cosine democraticissime tipo occupare Capitol Hill, roba mai vista in nessuno stato civile del mondo se non perchè c’era un colpo di stato in atto.


Con il risultato che dopo il 6 gennaio molti dei votanti per Trump, e la stragrande maggioranza dei manifestanti pro-Trump dell’assalto a Capitol Hill (sui quali tornerò a breve, brevemente) avranno un solo canale informativo, con la sua narrazione della realtà che per loro diventerà LA realtà. Tutto il resto sarà bullshit se va bene, oppure la trama del grande inganno globale che vuole azzittire Donald: il complotto pedofilo condito con adrenocromo, il Deep State, la congiura dei Savi di Sion e le Corporation che decidono il destino del mondo… tutto nel grande frullatore dei Trump media,ad alimentare la certezza di essere dalla parte giusta dello schieramento, con il nemico dall’altra che vuole solo fotterti.

Il secondo episodio è avvenuto durante l’assurdo assalto a Capitol Hill. A parte il resto, incommentabile a partire dai morti e dai feriti, la cosa che mi è rimasta in mente non è il coglione vestito da sciamano, con le corna in testa.
Durante le prime fasi della diretta CNN si è vista, per qualche minuto, una scena che avrebbe potuto tranquillamente essere stata girata a Berlino nei primi anni ’30: un circolo di “manifestanti democratici” che ha sfasciato completamente le attrezzature di una troupe televisiva (credo fosse la NBC, ma non è importante). Ci ho rivisto i roghi dei libri, lì dentro.

Ma sicuramente mi sono sbagliato, era tutto normale e civile.

Ecco: questa è stata l’ultima settimana per me negli Stati Uniti, visti da qua.
Siete liberi di pensare che Biden abbia vinto grazie a dei brogli inenarrabili (anche dopo che tutti i ricorsi dei Repubblicani sono stati rigettati perchè non consistenti), che Biden sia il male assoluto e che Trump il secondo Gesù Cristo, ma dopo questi sette giorni spero che un briciolo di dubbio almeno sul metodo vi sia venuto, a voi Trumpiani (qualcuno ha coniato lo splendido “Trumpanzé”, che mi pare faccia il paio con gli insulti alle “zecche rosse” da parte avversa).

Altrimenti, come dice sempre Giorgio “fatevi fottere” (amichevolmente, eh?).

Barney

xkcd: 2020 Election Map

Randall oggi fa una bellissima sintesi visuale della distribuzione dei voti all’interno dei vari Stati:

Si nota la concentrazione dei voti e dei votanti sulle due coste e attorno alle grandi città (la cosa non è strana nè inattesa), e la scarsità di popolazione nel gruppo di nordovest Montana, Wyoming, Idaho, Nord e Sud Dakota e Nebraska. Più il Nuovo Messico, che chiude il gruppo degli stati meno popolosi.

Nulla di strano o di sconvolgente, di nuovo.

Quello che invece è interessante è l’alt-text:

There are more Trump voters in California than Texas, more Biden voters in Texas than New York, more Trump voters in New York than Ohio, more Biden voters in Ohio than Massachusetts, more Trump voters in Massachusetts than Mississippi, and more Biden voters in Mississippi than Vermont.

Anche questo dato è legato alla densità di popolazione e fa vedere come il sistema elettorale americano premia la vittoria -anche con un solo voto in più- in stati-chiave, piuttosto che la sconfitta onorevole in California.

Bello? Brutto? Diciamo strano per chi non ci è abituato, per loro presumo sia l’unico metodo elettorale possibile.

Barney