Archivi tag: E-Cat

Il miracolo della fuffa fredda

Ieri i seguaci della Chiesa dei Monaci Diacci Marmati degli Ultimi Giorni si sono leggermente rianimati, dopo mesi e mesi di attese e pochissime notizie di quel che il Mastro Monaco Marmato Andrea Rossi stava preparando: l’E-Cat QX, un oggettino che secondo i claims del venditore di pentole della Brianza fa quasi a gratis calore, luce ed energia elettrica, e tu scegli quale percentuale di calore rispetto alla luce e all’energia vuoi ottenere.

Il tutto in qualcosa che nessuno ha visto, ma che il Mastro Monaco Marmato ci dice essere una specie di barretta di 30 mm per 1 (?) mm, piena di non si sa cosa (polvere della fatina dei dentini), e che restituisce indietro 500 volte l’energia che gli si butta dentro.

Ieri il Nostro e’ volato da Miami (dove sta svernando perche’ l’italico suolo non capisce il suo genio, e la magistratura l’ha anche perseguitato anni fa, poverino) a Stoccolma, dove ha tenuto una “dimostrazione” del suo nuovo prodotto davanti a settanta selezionatissimi spettatori.

La cosa e’ andata come tutte le altre volte, con il setup sperimentale guidato dal Mastro e dai suoi aiutanti, con numeri dati a caso e risultati sempre eccellenti. Salvo alcuni problemini, come per esempio che la scatola di controllo dissipa piu’ calore dell’aggeggio magGico, ma ci stanno lavorando, anzi: se ci fosse un investitore in sala potrebbe aiutare, e altre amenita’ tipo che in meno di un giorno si sono ipotizzati almeno tre modi facili e non controllati ieri per barare anche a ‘sto giro.

Gli interessati possono seguire la vicenda sul sito tirato su apposta per ospitare la telecronaca dell’evento, concentrandosi su questa pagina qua. Li’ si trova anche il video integrale e i commenti, che si dividono come sempre in credenti aprioristi, (che manco se Rossi confessasse che e’ un fuffaro smetterebbero di credere che la magGica macchina funziona) e moderati scettici (gli scettici duri col cavolo che li fanno scrivere li’).

A me interessa far notare la vera magGia che si e’ compiuta in un anno.

Il miracolo.

Questo era Andrea Rossi tempo fa:

Rossi_2016

Lo definirei “stempiato”, diciamo che ha qualche capello piu’ di me ma ce la giochiamo.

Ieri era cosi’:

Screenshot_20171125_212658

Rossi e’ quello in mezzo, con quei folti capelli a meta’ tra il grigio e il turchino che non si capisce dove comincia il bulbo e dove finisce il toupet.

In oramai quasi dieci anni di storia, l’unica cosa che e’ cambiata concretamente e’ in effetti la chioma del Mastro Monaco Marmato. Se per caso la cosa ha un qualche collegamento con gli “esperimenti” che dice di aver fatto, bene: brevetti tutto e fara’ soldi veri, garantito. Il mondo non aspetta altro che alternative serie ai vari centri tricologici svizzeri, che promettono da decenni migliorie e ricrescite che poi solo se ti chiami “Antonio Conte” funzionano.

Altro che E-Cat: capelli.

 

 

Barney

E’ tempo di processi (freddi)

E’ tempo di scrivere qualcosa sulla saga della fuffa fondente a freddo, che da anni promette energia gratis e senza limiti a stuoli di Monaci Diacci Marmati della Chiesa degli Ultimi Giorni.

Per adesso non si puo’ scrivere nulla di tecnico, perche’ non abbiamo sott’occhio la relazione sull’anno continuativo di funzionamento del trabiccolo di Andrea Rossi in una factory a caso (che per i MDMdCdUG e’ di sicuro -ma a giorni alterni-: una distilleria di bioetanolo, una lavanderia industriale, un’azienda chimica che produce spugne metalliche per marmitte catalitiche, un mangimificio per pesci da acquario [1]) dalle parti di Miami, Florida. Non abbiamo nulla da discutere, a parte quello che ci dicono Rossi e i suoi ferventi sostenitori, ovviamente.Versione che vi risparmio, non essendovi anche qua nulla di nuovo da riferire (ovviamente tutto ha funzionato alla grande, in media l’energia erogata dal ciottoro e’ stata sei volte quella immessa, ma spessissimo anche sessanta volte, poi come sempre nessuna radiazione e’ uscita dal bussolo, e il Secret Customer -di cui sappiamo piu’ o meno un cazzo- e’ stato cosi’ contento che ha ordinato altri tre accrocchi a Rossi. E la marmotta viola per un anno intero incartava cioccolate fondenti…).

Quindi toccherebbe scrivere una storia accessoria, fatta di accordi, contratti, cessioni di diritti di proprieta’ intellettuale, e -infine- rottura di tutto quello che era stato diligentemente sottoscritto e conseguente azione legale. Da parte di Andrea Rossi nei confronti del fondo di investimento merregano che gli aveva promesso 100 milioni di dollari in tutto (di cui 11 e mezzo gia’ versati), SE il trabiccolo avesse funzionato.

Alla fine del test, non vedendo soldi, Rossi ha denunciato a un tribunale della Florida gli investitori per inadempienza, e gli investitori se ne sono usciti, dopo qualche giorno, con un laconico comunicato il cui succo e’:

“…Industrial Heat has worked for over three years to substantiate the results claimed by Mr. Rossi from the E-Cat technology – all without success…”

Che tradotto in lingua corrente a suona piu’ o meno come “non funziona”.

Da li’ s’e’ scatenato Rossi, che impazza da giorni con dichiarazioni sempre piu’ roboanti, accuse sempre piu’ pesanti contro Industrial Heat (l’investitore) e nuovi piani per aggeggi ancora piu’ magGici di quello testato per un anno in una fabbrica a caso in Florida.

Questa volta si tratterebbe di un trabiccolo delle dimensioni di un sigaro, che produce direttamente energia elettrica, calore, luce e -cosi’ dice Rossi, quindi per i MDMdCdUG e’ automaticamente vero– puo’ anche essere usato per produrre spinta in un motore a turbogetto o in un razzo.

Il modello successivo fara’ anche il caffe’ corretto, credo mettendoci dentro solo pneumatici esausti…

Non vado oltre, ma continuo (dal 1989) a stupirmi di come la gGente creda a questa cosa della fusione fredda (o Low Energy Nuclear Reactions, come si chiamano adesso), senza uno straccio di prova convincente, ma con la cieca speranza di avere, un giorno una fonte di energia inesauribile e gratuita, tirata fuori da questi ciottori che fanno tanto steampunk di terza mano. Mi stupisco soprattutto perche’ oltre alla assoluta inconsistenza scientifica della cosa, nel caso specifico l’inventore e’ un personaggio di questo tenore:

doctorrossiIsuppose

Uno che insomma se lo vede la NeuroDeliri in giro lo carica su una bella macchinina con la sirena accesa, dopo avergli allacciato la camicia sulla schiena (se non l’aveste notato, quello che Rossi ha in mano e’ uno stetoscopio. E quel cassone e’ il famigerato E-Cat…).

Il motivo e’ che la cultura scientifica si e’ drammaticamente ridotta, in tutto il mondo, se va bene a “ricercare su Wikipedia“, oppure nel caso peggiore “guardare i video su youtube”. Ma in realta’ il problema non e’ della cultura sientifica; e’ della cultura in generale. Come ho gia’ scritto un po’ di volte, oggi come oggi e’ piu’ facile far pensare gli altri al posto nostro, che pensare e ragionare e’ faticoso e difficile. Al problema di inventare -rigorosamente in garage, rigorosamente senza avere mai frequentato un’aula di Fisica- una nuova fisica (in culo Feynman, Einstein, Maxwell e gli altri cialtroni del passato), e di scoprire la magica fonte energetica del terzo millennio ci pensano i tipi come quello qua sopra, con lo stetoscopio piantato nelle recchie che ascolta il coro di idrogeno e nickel che reagiscono col litio e producono tutta l’energia che ci serve.

(Inciso poetico:

Trainor lo sapeva come far reagire gli atomi, perche’ aveva studiato:

Only the chemist can tell, and not always the chemist,
What will result from compounding
Fluids or solids.
And who can tell
How men and women will interact
On each other, or what children will result?
There were Benjamin Pantier and his wife,
Good in themselves, but evil toward each other;
He oxygen, she hydrogen,
Their son, a devastating fire.
I Trainor, the druggist, a miser of chemicals,
Killed while making an experiment,
Lived unwedded.

Inciso poetico)

Dai, che comunque dal 2012 ogni anno e’ per gli ottimisti fusionisti l’anno buono per il loro gatto. E questo e’ pure bisestile!

 

[1] ovviamente, non ho inventato nulla. Non ce n’e’ bisogno, in questi casi. Basta leggere 🙂

 

Barney

Ancora sul perche’ la gGente crede alla fuffa, ovvero: perche’ anche un capraro pretende di essere un Nobel della fisica (con tutto il rispetto per il capraro)

Oggi al coffee break di chiusura dell’estenuante workshop cui partecipavo mi son messo a spippolare col PC, e sono capitato su questo interessante articolo, scritto da un simpatico astrofisico americano che -come me- non sopporta le fuffe scientifiche, che -come me- ritiene che l’E-Cat funziona come puo’ funzionare oggi la ISS Enterprise, o lo zaino protonico che cattura le onde psicocinetiche di Ghostbuster e infine che pensa -come penso io- che l’EMDrive sia un bel bussolo steampunk che fa la sua sporca figura in salotto, magari come bongo vittoriano, ma che mai e poi mai spingera’ alcun satellite nello spazio.

Il pezzo e’ molto piu’ talebano di quelli che scrivo io (??!!!), nelle sue conclusioni, ma muove de una considerazione iniziale interessante, che vò prontamente a proporre in una traduzione a spanne.

Siegel dice questo:

A noi umani piace pensare che se riusciamo a vedere le cose con una mente aperta, ci riuscira’ tutto. Che se ci mettiamo su un problema di buzzo buono e ci applichiamo al 100% ad una certa ricerca non solo potremmo capire cosa c’e’ sotto quanto ne capisce un esperto, ma addirittura potremmo fornire allo stesso esperto un valido supporto per qualsiasi campo dello scibile umano ci interessi. Ci piace pensare che le cose stanno cosi quando parliamo di energia, ambiente (io aggiungo anche : clima e riscaldamento globale), salute e farmaci (aggiungiamoci anche i vaccini, va’), e addirittura fisica e matematica.

Pero’, allo stesso tempo, siamo anche consapevoli degli anni -se non dei decenni- che sono necessari per diventare esperti “certificati” in qualsiasi dei campi sopra rammentati. Sappiamo che e’ davvero dura, anche per il piu’ intelligente e talentuoso, fare scoperte dirompenti in un campo scientifico dove magari uno ha passato anni della sua vita.

C’e’ pero’ una idea romantica che ci acchiappa quasi tutti, ed e’ quella che se un ricercatore indipendente ed anarchico, non inquadrato in una Universita’, se ne esce fuori dal coro con una idea rivoluzionaria anche senza avere alcuna base teorica sull’argomento, egli puo’ cambiare per sempre il corso della storia

Siegel continua raccontando come la vulgata comune sostanzia questa idea romantica: rafforzandola con quella che crediamo sia la storia delle vite di Albert Einstein, di Nikola Tesla, di Edison, Faraday, Newton e chi piu’ ne ha piu’ ne metta. Tutti geni assoluti, ovviamente, nulla da dire.

Il piccolo problema e’ che nessuno di loro ebbe davvero l'”illuminazione”: tutti studiarono duro per anni, e solo dopo si permisero di fare la loro rivoluzione scientifica.

Pero’ ci piace credere che Einstein fosse un ciuco assoluto in matematica, e chissa’ come abbia preso il Nobel a soli 22 anni. Basta Wikipedia per dimostrare che -ma va?- la vulgata della sua asineria e’ una cazzata. E cosi’ per gli altri.

Ma come dice Siegel, all’uomo piace autoilludersi, e pensare che il genio sia anche nelle piccole cose, non solo in Feynman o in Enrico Fermi. Quindi, si da credito ai ricercatori indipendenti autodidatti e assolutamente (guai!) senza alcuna laurea nei campi dove dicono di eccellere, nella speranza che se il genio e’ uscito dalle loro teste magari un giorno potrebbe sortir fuori anche da noi, no?

La prima conclusione che Ethan deriva (dopo avere brevemente passato in rassegna le massime fuffe tecnologiche attuali) e’ che quando uno di questi “maverick” moderni tira fuori una teoria rivoluzionaria, i casi molto probabilmente sono solo due:

  1. o anche il ricercatore indipendente si autoillude d’essere un genio, ed e’ sinceramente convinto di avere davvero scoperto qualcosa che vale il Nobel. Come il personaggio che ho incontrato due volte e che e’ ancora convinto (contro tutte le evidenze) di essere un genio.
  2. oppure, molto semplicemente, siamo di fronte ad un truffatore. Ossia, a uno che non inganna se stesso, bensi’ gli altri. Ovviamente, lo fa per soldi, o per potere, o per la combo (che e’ sicuramente meglio).

C’e’ sicuramente spazio anche per la possibile epifania d’un nuovo vero genio, ma come direbbe un incallito scommettitore alle corse di cavalli “il picchetto me lo banca a 1000”. La conclusione amara di Siegel e’ che uno dei piu’ grandi fallimenti dell’uomo e’ quello di essere magari inconsciamente consapevole di non potere essere un esperto in tutti i campi della scienza, e allo stesso tempo di non fidarsi di coloro che -studiando duramente- esperti in almeno un campo lo sono davvero diventati. Medicina alternativa e scienza di frontiera sono i risultati di questa debolezza (sui motivi della quale si potrebbero scrivere altri tre post, ad averne voglia…), Rossi, Vannoni, Vanoli e compagnia cantante coloro che (di nuovo: consciamente o inconsciamente) se ne approfittano.

La chiusura e’ lasciata a una citazione di Richard Feynman, che piu’ o meno fa cosi’:

una tecnologia di successo deve far prevalere la realta’ delle cose alle relazioni umane, perche’ la natura non la si inganna.

Il sottinteso, non c’e’ bisogno che lo scriva, e’ che invece le persone si ingannano (o si autoingannano), eccome se si ingannano…

Barney

xkcd: New Products

Credo che Randall avesse in mente l’iWatch (o anche l’E-Cat di Andrea Rossi, si veda alla casella “unfamiliar person’s name), quando ha disegnato questa:

new_productsTutto per dire che non sempre le previsioni dei tecnici hanno una corrispondenza con il volume di vendita dei nuovi prodotti.

Per esempio: secondo me l’iWatch e’ una cagata pazzesca (cosi’ come l’E-Cat), quindi state pur sicuri che il prossimo Natale tutti i coglion consumatori del globo terracqueo si indebiteranno fino alla sesta generazione per avere questa stronzat mirabolante invenzione della casa di Cupertino.

Ramen.

Barney

La fuffa brevettata non e’ meno fuffa della fuffa liscia

Ieri e’ stato finalmente svelato il brevetto che e’ stato applicato al fantasmagorico E-Cat, l’aggeggio che secondo i Monaci Diacci Marmati degli Ultimi Giorni dimostra mandatoriamente (non vi preoccupate, chi ha da capire capisce…) che la fusione fredda esiste, Andrea Rossi e’ il suo profeta, e tutti gli scettici del mondo dovranno inchinarsi al nuovo fuoco che scaldera’ le nostre vite non da oggi, non da domani, ma di sicuro vedrai dopodomani esce sul mercato.

Un mesetto fa era stato “pubblicato” il reportindipendente” “di terze parti” che avrebbe dovuto provare mandatoriamente che l’E-Cat funziona. Potete aggiungere “col cazzo” ad ogni frase tra virgolette, per ottenere il giusto significato delle affermazioni secondo l’omino del mio cervello: un report scientifico non si pubblica su un sito-blog, se e’ indipendente l’inventore non si avvicina neanche al setup sperimentale (figuriamoci se ci puo’ mettere le mani sopra), e per essere terza parte rispetto all’inventore stesso devi almeno NON avere partecipato all’altro inutile test che si e’ dimostrato fuffa. “Col cazzo”, quindi, che il report e’ pubblicato, indipendente e di terze parti.

Ma andiamo avanti: oggi c’e’ il brevetto da analizzare, del #thirdpartyreport #cimportanasega.

Perche’ secondo i Monaci Diacci Marmati, se brevetti qualcosa, allora quella cosa e’ sicuramente funzionante.

Evito di andare sul tecnico, perche’ molti piu’ preparati di me hanno gia’ evidenziato dove il report fa acqua e dimostra proprio il non funzionamento dell’accrocchio, e mi concentro in queste ultime cinquanta righe (meno, meno… tranquilli!) sul brevetto e sul perche’ esso puo’ invece essere la prova che Rossi sta producendo fuffa a getto continuo.

Qualcuno dei miei due lettori si ricordera’ della storia del Quadro Tracker. Chi non l’ha mai sentita non ci credera, ma e’ tutto vero. Oggi il Quadro Tracker NON si puo’ piu’ vendere negli USA, perche’ e’ stato dimostrato che l’aggeggio e’ un pezzo di plastica con una antenna di rame collegata al nulla e -ovviamente- non alimentata. Sandia (come dire uno dei laboratori di fisica migliori al mondo) ha dimostrato che tra il Quadro Tracker e una bacchetta da rabdomante non c’e’ alcuna differenza, e gli stessi risultati si ottengono anche tenendo in mano un topo morto. Caso chiuso, almeno negli USA.

Ma…

Esiste un’altra azienda che invece e’ ancora sul mercato, e vende aggeggi dichiarando che con questi si scoprono persone vive a 500 metri di distanza. Funzionano anche sotto le macerie, secondo l’azienda, e si basano su tecnologie coperte da otto brevetti differenti. Bene: anche qui prove veramente terze (ancora i Sandia National Laboratories!) hanno dimostrato che il LifeSaver non funziona (meglio usare un cane, se si cercano superstiti sotto le macerie), eppure anche oggi negli USA si possono comperare questi aggeggi, a caro prezzo. Come direbbe Rossi, il mercato ha scelto, e ha scelto la fuffa.

Perche’?

Perche’ sopra quegli accrocchi immondi ci sono otto brevetti, e le persone si fidano dei brevetti anche se essi sono assegnati per cose del tutto inutili e non funzionanti. Pero’, cazzo! Otto brevetti, mica li danno a caso, no? Deve funzionare!

Ecco, vi sconvolgera’ sapere che no: non bastano i brevetti per far si che una invenzione fantasmagorica funzioni. Come non basta dire che esistono i draghi rosa a pallini blu per dimostrare che esistono i draghi. Con o senza pallini blu, ovviamente.

Leggetevi questo illuminante articoletto sui brevetti assegnati a quelle che si chiamano inoperable inventions, e alla fine capirete perche’ m’e’ venuto in mente proprio lui leggendo l’ennesima fuffa al cubo tirata fuori per “spiegare” (nella diciottesima maniera differente, peraltro) il “funzionamento” dell’E-Cat.

Ve lo dico io perche’ funziona, se funziona: e’ magia!

Barney