Archivi tag: Don Zauker

Il Papa e la satira

Dopo l’uscita -che sottoscrivo in pieno- sulle veggenti di Medjugorje, il posto in cui la Madonna appare tutti i giorni ad una selezionata élite di intermediari alle 18,40 e se arrivi tardi son cavoli tuoi, Papa Francesco (il Papa con il 30% di bonta’ in piu’ rispetto a tutti gli altri Papi della stessa fascia, secondo i Paguri) ha scatenato commenti seri e meno seri.

Questo qua di Lercio e’ sicuramente sul versante “meno serio”, ma non certo una novita’. Qualche decina di anni prima di oggi il buon vecchio Paz pubblico’ infatti questa vignetta che per me resta inarrivabile come satira blasfema:

se_esistesseVisto che la vignetta l’avro’ usata mille volte, metto una colonna sonora altrettanto abusata ma assolutamente in tema:

Barney

Lucca Comics and Games (and Movies) 2014

Eccomi qua, reduce dalla quattro giorni piu’ colorata e gioiosa dell’anno (che a noi lucchesi il carnevale ci fa un baffo, diciamolo una volta per tutte!).

E’ andata bene, con la citta’ invasa da una roba come duecentoquarantamila persone paganti e il doppio a naso di curiosi che non han fatto il biglietto, (che sono assai se si pensa che noi abitanti del centro storico siamo meno di novemila…), le strade intasate e i treni assaltati.

Due o tre foto a caso prima di parlare di cose serie, ovvero di fumetti:

I fumetti, dicevo. Tra le cose acquistate, l’ultimo lavoro di Manu Tonini, il fantasy demenziale “Il siero della draghitudine” (secondo me la cosa migliore che ha fatto Manu, sia come storie che come disegni), l’ottimo “La caccia” di Canemarcio, l’irriverente, divertente e blasfemo (as usual, e mi sarei incazzato non fosse stato cosi’) Don ZaukerHabemus Papam“, e lo splendido “Poco raccomandabile” di Chloe Cruchaudet. Quest’ultimo ve lo consiglio vivamente, e’ una storia vera che prende come poche, disegnata splendidamente dalla giovane francese. Qualche immagine dall’edizione originale del fumetto:

E poi le mostre a Palazzo Ducale.

Quest’anno abbiamo avuto Silver (che non mi ha mai entusiasmato), una sala dedicata alla computer graphics per i videogames (saltata a pie’ pari anche se devo dire che le immagini erano splendide. Ma fredde come una tedesca frigida…), un’altra sala per “The walking dead” (che mi lascia del tutto indifferente), una mostra dedicata al giapponese JoJolion (non malaccio) e due sale fantastiche, una per Gabriele Dell’Otto, l’altra per Rutu Modan. Alcune indegne foto dei due fumettisti, anzi artisti, completamente differenti l’uno dall’altra: lui che si ispira a Caravaggio, lei molto ligne claire nel tratto e molto yiddish nel contenuto:

Tutto nella norma, insomma. Tutto molto bello, molto vivo, molto intelligente. Peccato si debba aspettare un anno intero per avere di nuovo tutto questo…

Barney

Mauro Moretti, ovvero: come spiegare al mondo perche’ l’Italia e’ senza speranza

Sono un paio di giorni che uno degli argomenti piu’ chiacchierati sui giornali, in tv e dai parrucchieri e’ la dichiarazione di Mauro Moretti, AD di Ferrovie dello Stato, in risposta alla proposta di Matteino Renzi di porre un limite agli stipendi dei manager pubblici.

 

Me lo puppa!

pare abbia dichiarato Moretti ai suoi piu’ stretti collaboratori, mentre a gambe larghe si afferrava il pacco. Qua sotto un’istantanea della scena, per gentile concessione del duo Pagani-Caluri:

 

Immagine

In realta’ questo e’ Don Zauker che commenta il commento di Moretti

Qualche minuto dopo, le dichiarazioni ufficiali del numero 1 delle ferrovie italiane davanti ai microfoni sono state piu’ lievi solo nella forma:

“… Lo Stato può fare quello che desidera, sconterà che una buona parte di manager vada via. Questo lo deve mettere in conto”.

Il boiardo di stato, ex-sindacalista, amico di destra, sinistra e centro ha continuato cosi’:

“… io prendo 850mila euro l’anno e il mio omologo tedesco ne prende tre volte e mezza tanto. Siamo delle imprese che stanno sul mercato ed è evidente che sul mercato bisogna anche avere la possibilità di retribuire, non dico alla tedesca e nemmeno all’italiana, un minimo per poter far sì che i manager bravi” rimangano ad operare là “dove ci sono imprese complicate e dove c’è del rischio ogni giorno da dover prendere”

Renzi ha risposto pacatamente da Bruxelles, sostenendo che quando Moretti avra’ letto la ratio del provvedimento, si trovera’ d’accordo con lui.

Io, fossi stato in Renzi, avrei mandato a chiamare Moretti, l’avrei preso per un orecchio e l’avrei gentilmente accompagnato a calci in culo alla piu’ vicina frontiera. Avrei anche voluto assistere a qualche colloquio di lavoro di Moretti, per vedere se la sua specchiata professionalita’ e competenza gli avrebbero garantito non gli ottocentocinquantamila Euro l’anno che prende oggi, ma tre volte quello stipendio che -parole di Moretti- sono il salario per l’AD di Deutsche Bahn. Ora, di questa affermazione io personalmente non ho trovato alcun riscontro in giro. Tutto quel che ho trovato e’ questa simpatica infografica che mette in relazione gli stipendi dei manager pubblici di alto livello in vari paesi del mondo. Stupisce qualcuno che al top ci sia l’Italia?

Immagine

Fonte: Lettera 43.

La colpa pero’ non e’ mica di Moretti.

Lui fa i cazzi suoi, da sempre. Massimizza il suo guadagno, che spero si renda conto -ma non se ne rende conto, e’ matematico: Lawrence Peter rulez…- essere alla fine dei conti il frutto di una botta immensa di culo e di amicizie giuste, piuttosto che di capacita’ imprenditoriali sopra la media.

La colpa e’ di chi ce lo ha messo (politici di tutti i colori, massimamente di sinistra pero’), di chi ce lo ha tenuto dal 2006 ad oggi (di nuovo: tutti), e un po’ anche di noi. Noi italiani, che permettiamo che gente come Moretti, che Lombroso avrebbe immediatamente destinato a lavori piu’ produttivi (la zappa, la vanga, spalare fieno e letame nelle stalle… Robe cosi’, insomma), possano permettersi di dire questa serqua di stronzate senza che nessuno non dico gli raddrizzi un paio di randelli di castagno sulla schiena, ma che gli rida sul muso come si fa davanti a un pagliaccio, perdio questo si.

Sono persone come Moretti che fanno fuggire dal paese uomini e donne di gran lunga migliori di lui, che vanno fuori per essere pagate non dico alla Moretti, ma almeno alla tedesca, alla francese, all’inglese… A volte solo per essere pagate, che magari uno a trent’anni si sarebbe anche rotto i coglioni di stage non retribuiti, immagino.

Ecco: per spiegare a Bruxelles che razza di paese siamo sarebbe bastato raccontare di Mario Moretti, del suo stipendio, del trasporto dei pendolari su rotaia… Di Viareggio

Avrebbero capito, tutti.

 

 

Barney

Francy Idol

Ai miei tempi (il 1832, circa) c’era un cantante post-punk (che tradotto significa: uno che si veste da punk e canta come un qualsiasi poppettaro da hit parade), che prima di imboccare la carriera solista era il frontman di una band mediamente famosa.

Ma da solo, oh, da solo Billy Idol fece fortuna, fama e soldi. Divenne davvero un idolo, a giustificare il nick che s’era scelto anni prima.

Eccolo in uno dei suoi brani piu’ famosi:

che e’ punk come “Montagne verdi”, se capite di quel che stiamo parlando, ma ha venduto come il pane dalla prima meta’ degli anni ottanta in poi.

A distanza di una trentina di anni ho ripensato a Billy Idol l’altro giorno, quando mi son trovato davanti questo articolo indegnamente da me immortalato:

ImmagineLa notizia m’era assolutamente ignota, ma -come racconta il pezzo qua sopra- in questi giorni, per l’esattezza il mercoledi’ delle ceneri, e’ uscito  il primo numero d’un nuovo settimanale Mondadori: “Il mio Papa“.

Un rotocalco patinato di sessantotto pagine con un solo argomento: Papa Bergoglio. Prezzo di lancio: 50 centesimi, tiratura iniziale: 500.000 copie. Badala’ che roba:

ImmagineDopo aver detto che in Vaticano non l’hanno presa benissimo, per una serie di motivi -il primo e’ che la Mondadori tira a guadagnarci, con questa uscita, e se gli riesce (cosa che io darei abbastanza probabile) lo fara’ proprio “grazie” allo sfruttamento commerciale dell’immagine del Papa, che non e’ esattamente come sfruttare l’immagine di Lionel Messi-, mi chiedo cosa caspita possa contenere il numero tre della rivista.

Ok “sette giorni al suo fianco”, ma dopo ventuno uno si potrebbe rompere i maroni, no? E si: i fedeli in Piazza San Pietro sono migliaia e migliaia, ma riempire il giornale di interviste e’ un casino, non foss’altro che per inventarsi domande sempre diverse. Una cronaca come quella del primo numero alla fine credo stuccherebbe chiunque:

ImmagineIl pezzo forte, richiamato anche dagli inglesi, sara’ comunque il paginone centrale che -come nei Playboy dei vecchi tempi- ospitera’ sulle facciate due bei poster (spero non nelle versioni “ignudo” e “vestito”) del Nostro.

Insomma: una operazione di non amplissimo respiro, che rischia di annoiare anche le peggio bigotte da messa quotidiana e fara’ rimpiangere sicuramente i bei tempi in cui, sulla homepage di Don Zauker, campeggiava la cronaca minuto per minuto della giornata di Benny16.

Ora non c’e’ piu’: anche i Paguri si sono rotti le palle.

Barney

Giornalismo di frontiera: “Miracoli”, edito da non ho capito bene chi, ma viene via con 1 Euro

Ho resistito finche’ non mi sono imbattuto nella pubblicita’ a tutta pagina del numero 2 della rivista, che campeggia oggi nel mezzo della Stampa. Ecco qua il paginone centrale:

ImageMi sia consentito, adesso, commentare i titoli. Peggio dei “giornalisti” di “Miracoli” non credo di poter fare.

Nemmeno dal punto della blasfemia, vedrete…

Iniziamo dunque dal titolo principale, che ci racconta di una visita di Carmen Russo e Enzo Paolo Turchi a Medjugorjie con conseguenze miracolose: “Madri a 50 anni grazie alla Madonna“. Non capisco il plurale (madri? Anche Turchi e’ femmina?), non capisco il ruolo della Madonna nel contesto della maternita’ a scoppio ritardato della soubrette d’antan, inorridisco alla vista della fotina piccina in alto a sinistra: la famiglia delle due mamme felici con a sinistra la Madonna e al centro uno wannabe passeggino in kevlar per zone di guerra.

A destra, in un riquadro ad altezza petto di Turchi, l’aggancio al filone zombi: “bimba nata morta resuscita sull’altare“. Che poi, se vai a leggere la notizia, scopri di sicuro che col cazzo che era nata morta, che la “resuscitazione” e’ stata aiutata da defibrillatore e ventilazione artificiale, e che l’altare era presidiato da una squadra di medici rianimatori. Pero’ detta cosi’ la notizia sarebbe poco interessante, il cane che morde l’uomo. Naaaa, meglio calcare un po’ la mano…

Sul lato sinistro, sotto la vera ed unica notizia che cattura l’attenzione del distratto lettore da ombrellone (“Costa soltanto 1 Euro“) veniamo informati che Giletti, grazie a San Pio, aiuta chi ha fame. Rimaniamo col dubbio di come fa San Pio a supportare Giletti mentre aiuta chi ha fame (lo affianca in cucina? Serve ai tavoli? Prepara gli aperitivi? Chi lo sa?), ma il dubbio viene sostituito dalla curiosita’ pelosa che ci prende dopo aver letto il box subito sotto Giletti: “Il Presidente che dona tutto ai poveri“. Partono le illazioni e i pensieri cattivi (sara’ mica un’altra volta Lui, eh? No, perche’ quale altro presidente donerebbe tutto ai poveri? Ma poi, tutto tutto, o tutto in parte?), e ancora una volta ci sostiene e ci aiuta il ritmo incalzante delle cazzat notizie che ci vengono propinate. “Lacrime di sangue“, urla infatti la news successiva, e le lacrime son quelle di due madonnine sperse chissa’ dove nel nostro paese. E subito sotto una modella -anonima quanto il Presidente di poco prima- ci dice che era ricca e famosa, ma ha scelto la fede. Il che potrebbe anche non contraddire l’essere ricca e famosa (dico, ci poteva stare anche un “E”, al posto del “MA”, no?).

La sarabanda finale dei titoli in basso si apre con Papa Wojtyla (cristo santo, non ho ancora imparato come si scrive. Un po’ come Noordwijk!), il cui primo miracolo e’ stato quello di avere ridato la vita ad una suora (zombi a gogo anche qua, mi pare di poter dire…), seguito senza soluzione di continuita’ da un articolo scientifico-tecnico (“Oltre la vita. La donna che parla coi defunti via radio“) di notevole interesse potenziale (per esempio, avrei voluto sapere almeno la marca della radio, se la tizia riesce a captare anche Capodistria, e se le trasmissioni dei morti si pigliano meglio in FA, AM o onde corte), e dalla chiusura con un evergreen: “I viaggi della fede. Lourdes, da sempre nel cuore di tutti“.

Aspetto indignazione e scomunica da parte di tutte le gerarchie ecclesiastiche. Non per me (che sono un bischero qualsiasi) ma per gli sciacalli che si approfittano in questo modo indegno della fede e della disperazione di molte persone.

Ma penso di potere aspettare decenni: proprio ieri l’agenda mediatica del nostro paese e’ stata settata ancora una volta sul Bunga Bunga e le Olgettine…

La musica e’ a tema, una splendida cover riadatta dai Paguri. Fatemi il piacere: ascoltatela 🙂

 

Barney

Sostegno: “Ora anche basta, eh?”

Don Zauker chiede di condividere, e io condivido.

B_P

365 perle. | Don Zauker

Media_httpwwwdonzauke_gcggw

Poggio e bùa fan pari, si dice dalle mie parti. Ecco quindi che dopo Dyo abbiamo Galactus XVI.
Hat trick obbligatorio per due delle peggiori menti che imperversano nel nostro paese (e oltre!): Emiliano Pagani e Daniele Caluri (http://www.donzauker.it)