Archivi tag: Common People

The end

Forse il governo Serpeverde è arrivato alla fine.

Dico forse perchè anche dopo la sfiducia del CapitOne, recapitata stamani al Senato, non si può escludere l’ennesima giravolta.

Ma il paziente è messo parecchio male.

Stamani si sperticavano le spiegazioni sul perchè er Felpa avesse accelerato i tempi nelle ultime ventiquattro ore.

La vulgata classica dell’Homo sapiens medio, quello che dopo anni di televisione, serie TV, social media e reality show riesce ancora ad articolare un pensiero compiuto, è che nessuno della Lega ha voglia di prendersi la responsabilità dello sfascio dei conti che -come un muro di cemento armato- si avvicina a gran velocità al redde rationem del DEF di autunno. Lì anche il valligiano più convinto che la colpa di tutto è dei negri che ci invadono potrebbe avere un barlume di ragionevolezza, e accorgersi che la colpa è tutta dei politici. Inclusi quelli che ha votato lui.

Una lettura facile, con abbondanti dosi di verità, che sposo anche io assieme all’omino del mio cervello. Il quale però aggiunge anche la semi-bocciatura del Decreto Sicurezza bis, ieri promulgato da Mattarella “salvo intese” (come direbbero i Serpeverde) e con abbondante dose di schiaffetti al Ministro dell’Interno, il quale non l’avrà certo presa bene.

Quindi, elezioni a ottobre.

Forse.

Quello che è sicuro è che avremo l’invasione di tutti i mass media, più di quella attualmente in corso, con dirette Facebook dalle otto alle 22, senza soluzione di continuità. Con tanti bacioni ad amiche ed amici, e tante promesse che al prossimo giro, con le mani meno legate, vedrai come si risolvono i problemi della nazione!

A cominciare dai negri, ovviamente.

 

Nell’attesa, i Pulp: ci stanno sempre bene.

 

Barney

 

Lettera aperta all’amico piddino

Caro amico piddino, che domenica hai votato alle Primarie per l’ennesima volta, scegliendo tra tre candidati che si distinguevano per sfumature di programmi che non esistono,

oramai dovresti avere capito che queste primarie hanno l’unico scopo di dare un senso a un partito che solo di autoreferenzialità vive, che si ritrova esclusivamente quando c’è da decidere chi sarà il frontman di un gruppo imbolsito, in cui il chitarrista è stato sostituito da un mediocre suonatore di trombone e tutta la sezione ritmica si poggia su dentiere che sbattono nei bicchieri di vetro. E te che sei cresciuto con i Clash e i Sex Pistols ti ritrovi a dovere ascoltare questo liscio da balera, e a dover dire anche che ti piace. Però dovresti prendere atto che non è cioccolato, quella roba nel piatto.

Caro amico piddino, non credo tu uscirai presto dal tunnel in cui una classe dirigente da confino nei gulag ti ha trascinato in trent’anni di quasi vittorie per manifesta inesistenza di avversari, sconfitte assurde, rincorse populiste dietro un paese che preferisce sempre il populista originale all’imitazione, tentativi di nascondere la tua cultura da spocchioso radical-chic di fronte ad elettori che sono interessati a tette, culi e palloni piuttosto che alla situazione politica in Siria. Stasera m’è capitato, amico piddino, di ascoltare il vecchio Bersani che si è lanciato in una corretta analisi di uno dei cavalli di battaglia dei leghisti (la legittima difesa), snocciolando i termini della questione come vanno snocciolati (in quattro anni i casi di persone giudicate per legittima difesa sono sette. Sette, porca puttana), per poi cadere nell’errore più banale di voler correre dietri a Salvini (“Noi non abbiamo dato ascolto agli italiani su questo problema”. Ma QUALE problema, di grazia? Hai detto tu che non esiste il problema!). Ecco, amico piddino: fintanto che rincorrerete la destra su questo campo perderete, anche se ci fosse Berlinguer come Segretario.

Caro amico, ora gioisci per i sondaggi che ti danno ad un’incollatura dai grillini (e non hai ancora capito che l’italiano medio piuttosto che dire che votera’ Lega o M5S si professa omosessuale, per poi votare ovviamente per Salvini e Di Maio), e strolaghi di quali alleanze sia meglio arronzare per le Europee (ci sarà da ridere, in questi mesi).

Ma finché non avrai lasciato da parte il partito, e non ti rivolgerai alle persone invece che alle tessere, non ti schioderai da una mediocre assenza sia dal governo che dall’opposizione. Un nulla cosmico, una vacanza dalla realtà che dura da trent’anni, e che sarebbe l’ora di interrompere. Per il bene del paese, e non di una delle dodicimila correntine di pensiero che credi animino questo mammuth oramai congelato che continui a preferire chiamandolo “male minore”. Il male minore sarebbe prendere atto che le grandi lotte etiche si fanno e son giuste, ma al momento giusto, e no: il momento non è questo.

Caro amico piddino, ma tu “Common People” dei Pulp cantata da William Shatner e Joe Jackson l’hai mai ascoltata? Cercati il testo, e sappi che la stronzetta ricca sei tu.

Vai, che poi mi rammenti.

 

Tuo,

Barney

Brexit 1 – commento a caldo

Per stasera, bastano i Pulp cantati da Joe Jackson e William Shatner, che e’ una delle pietre miliari per capire perche’ siamo arrivati a questo: perche’ i politici sanno una sega loro di come vive la gente normale…

 

Barney