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Una garanzia: CitizenGO

In questa campagna referendaria pensavo di averle viste e lette tutte.

Mi sbagliavo, ovviamente.

I miei “amici” di CitizenGO (la risposta scema de noantri ai TeoCon americani) mi fanno sapere proprio oggi che c’e’ un motivo profondo e  decisivo per votare “NO” al referendum di domenica prossima.

Eccovelo qua:

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Adesso sono tranquillo, sappiatelo. Adesso ho almeno un buon motivo per andare a votare, e -nel caso decidessi di andare- per votare si: voi, immensi coglioni retrogradi e cattotalebani di CitizenGO. Voi, che se al governo ci fosse Forza Nuova fareste due settimane di festa perche’ loro li’ si che rispettano i vostri valori del cazzo, e che sicuramente impedirebbero anche solo di parlare di gender.

Grazie di esistere, davvero.

E -come sempre- vaffanculo.

 

Barney

I grossi probBlemi d’aa vita moderna

Meno male che i miei amici cattotaliban di CitizenGO mi tengono informato sui veri ed enormi problemi che attanagliano la nostra nazione, in tempi di crisi.

Il piu’ enorme di tutti i problemi pare sia questo qua:

conchitaasanremoSiamo -come potete vedere- all’apice della questione cruciale di questi anni, il fulcro che spiegherebbe sia la crisi economica mondiale, sia la strabordante quantita’ di teste tagliate da quei coglioni dell’Asciugamanistan dell’ISIS.

Io questo/a Conchita Wurst non l’ho mai sentito/a, ma quasi quasi compro il disco a spregio…

E mi raccomando: attenzione affinche’ la comparsata sanremese non si traduca in un momento di propaganda contro i valori della famiglia, che poi diventate tutti ciechi!

I valori della vera famiglia italiana standard son quelli portati avanti da Michele Misseri, da Chiatti, dalla Franzoni, da Erika e Omar… Famiglie normali, senza donne barbute o figlioli finocchi, senza negri e albanesi a turbare l’equilibrio cattotalebano che fa tanto bene al Papa Francesco e ai coglioni di CitizenGO.

Attenzione a Sanremo, insomma: oltre che per la classica musica di merda, quest’anno si rischia di rimanere scioccati dalla visione di un travestito austriaco.

Nel 2015…

Mavaffanculo, CitizenGO.

Ci vuole Giorgio Canali, via, e se non ci metto la lettera del compagno Lazlo al colonnello Valerio (che e’ una bestemmia continua, diciamolo) e’ solo perche’ questa e’ una delle piu’ belle canzoni italiane degli ultimi decenni:

Barney

CitizenGO spiega CitizenGO

Mi sto appassionando al sito dei cattotalebani petizionisti, lo ammetto.

Oggi m’e’ arrivato un loro reminder, perche’ NON ho risposto ad una mail della settimana scorsa. Ecco l’incipit della mail odierna:

Immagine

Le sottolineature rosse sono mie, ovviamente.

La sostanza, oltre al fatto che loro sanno che a me interessa questa causa (quale?) e sanno anche per certo che io difendo i loro stesso valori della vita, la famiglia e la liberta’, e’ semplice e diretta: mi si chiede di fare una donazione, adesso, immediatamente, di quindici fottutissimi Euro.

Poi c’e’ il testo della mail cui non ho risposto, e nel testo c’e’ una splendida tabBella che spiega tutto. Nella tabBella si mettono a confronto tre siti di petizioni on line: Change.org (famoso, credo sia il primo sito di questo tipo), Avaaz (di cui ho parlato tempo fa a proposito delle api), e poi ovviamente CitizenGO. Chi sara’ il buono? Chi saranno i kattivi? ImmagineSono dei geni, non c’e’ che dire.

 

 

Barney

MozZzilla, i bimbi abBruciati, le canNne. E due fettine di culo no?

Ho gia’ raccontato -che per motivi a me ignoti- sono capitato tra le fauci di CitizenGO, il petizionificio famoso per mischiare culo (a camionate) e quaranta ore (di piu’!).

Le mail che mi arrivano a ondate quotidiane sono sempre un’ottima finestra sulla coglionaggine catto-fascio-talebana cui fanno schifo gli omosessuali e il sesso in generale (che tanto, diciamolo chiaramente: quello e’ il target!), e ogni tanto ci si imbatte in chicche eccellenti. Ve ne presento un paio come mi sono arrivate:

ImmagineQua, a parte l’errore ripetuto di chiamare Mozilla “MozZilla”, si sottolinea come Eich e’ stato allontanato da Mozilla per avere finanziato, anni fa e con mille dollari -una miseria…- una campagna per la famiglia tradizionale. Eich NON E’ omofobo, ma e’ stato deciso il suo allontanamento dopo che gli attivisti GLBT hanno cominciato a fare casino. CitizenGO alza il polverone in nome della liberta’ di pensiero e di parola; mi immagino faccia lo stesso in Polonia a favore della liberta’ di parola e di pensiero degli omosessuali nel paese di Papa GPII.

Dite di no, eh? Mhhh… Penso di no pure io…

 

Il secondo e’ Grand Guignol di classe. Non commento, lascio tutto allo screenshot:

ImmagineTra Matrix, la raccolta differenziata nel cassonetto e gli incentivi sul fotovoltaico, CitizenGO si muove con la levita’ d’un elefante in un negozio di porcellane.

Ma cosa non si fa per tirare su l’ennesima petizione antiaborto…

E le canne? Beh, quelle ve le leggete da soli, eh?

 

Colonna sonora da Simone Lenzi e compagnia. Anche io e’ un po’ che non li ascolto…

 

 

 

Barney

Ho un nuovo idolo, e manco lo conoscevo…

Non ho ancora capito come, ma da un po’ di settimane mi arrivano sulla casella postale di Google tutte le petizioni aperte su CitizenGo.  Per chi non lo conoscesse, CitizenGo e’ una piattaforma sulla Rete dove si puo’ iniziare una campagna di raccolta-firme in modo molto semplice e rapido: dalla homepage del sito si puo’ stiacciare il bel pulsantone “crea la tua petizione“, e in tre balletti siam pronti a protestare contro l’uccisione della giraffina nello zoo di Copenhagen, oppure contro l’aggressione dell’ONU alla Chiesa Cattolica (??!!!!), contro la legge belga sull’eutanasia anche per i minori, e assieme a questo una serqua di raccolte contro i matrimoni omosessuali, le bandiere arcobaleno in Campidoglio (??!?!?!?!), le linee guida sull’educazione sessuale in Europa, e via andare di robe molto spesso molto, troppo catto-fascio-talebane per i miei gusti, pero’ interessanti perche’ mi danno la possibilita’ di vedere da vicino quanto sian bui i tempi che viviamo.

Vabbe’, ieri CitizenGo mi ha informato che il nostro paese corre un gravissimo pericolo: il festival di Sanremo verra’ infatti visitato tra pochi giorni da un cantante che si chiama Rufus Wainwright (di cui io ignoravo persino l’esistenza, pensa un po’), un canadese omosessuale che a me pare del tutto innocuo a sentirlo cantare, ma la mail di CitizenGo dice questo (grassetto e sottolineato mio):

“Xxxx ci ha contattati dichiarandosi offeso e indignato, dopo aver scoperto che il cantante in questione si esibisce spesso in performance denigratorie nei confronti del sentimento religioso dei credenti, con feroci parodie della religione cristiana e della figura di Gesù. Anche i testi dei pezzi di Rufus Wainwright non sono da meno quanto a blasfemia e vilipendio: ad esempio, nella sua canzone “Gay Messiah” (Messia Gay), Rufus Wainwright parla di un salvatore che rinasce “dal porno degli anni Settanta” e di “battesimo con lo sperma”, concludendo con i seguenti versi: “allora io mi inginocchierò e Glielo darò guardando in basso”.

Inoltre, il cantante è da sempre un aggressivo attivista nel campo dei presunti “diritti delle persone LGBT”, ovvero della possibilità da parte di coppie formate da persone dello stesso sesso di sposarsi e adottare figli. Di conseguenza, non è difficile prevedere che la presenza di una “icona gay” al Festival di Sanremo rappresenterà l’occasione per un ennesimo caso di propaganda ideologica contro i valori della famiglia fondata sull’unione di una donna e un uomo.

Qui non si sta mettendo in discussione la libertà di espressione di un cantante (libertà che comunque deve accordarsi con il divieto di vilipendio alla religione, secondo l’articolo 403 del Codice penale), ma si sta parlando dell’inopportunità e la faziosità di proporre questo tipo di contenuti in prima serata e nella trasmissione più vista dell’anno dal pubblico italiano.

Soprattutto, molti telespettatori sono stati feriti dal fatto che Rufus Wainwright sarà ospitato dalla televisione pubblica, che dovrebbe dimostrare un’attenzione massima ai propri contenuti e al rispetto della sensibilità di chi guarda, e che soprattutto (il che non è trascurabile) viene finanziata dal canone RAI, che in quanto tassa dello Stato è obbligatorio per tutti. Come scrive giustamente Xxxxx nella sua petizione, “è semplicemente vergognoso che un telespettatore debba essere insultato e offeso nella sua libertà religiosa da un cantante pagato con le tasse che egli stesso versa nelle casse dello Stato”.

Su internet da alcuni giorni sono partite iniziative e campagne di vario genere contro questa ospitata: c’è chi invita tutti a non pagare il canone RAI e chi propone il boicottaggio della kermesse sanremese. Noi di CitizenGO vogliamo agire in modo concreto ma non per questo illegale: decidere di non guardare il Festival è ovviamente un diritto di ognuno, ma qui non è solo in gioco il gusto del singolo telespettatore, in quanto si tratta di difendere la libertà religiosa di tutti (anche la mia e la tua, Barney, che magari neppure guarderemmo l’eventuale esibizione) e di ripristinare il valore di un servizio pubblico rispettoso della sensibilità di ciascuno e libero dalla propaganda del discorso unico.”

Oh, e’ tutto vero: l’unica modifica che ho fatto e’ aver tolto il nome della persona che ha scritto la petizione.

Ho anche scoperto che i papaboys sono gia’ frementi ai loro posti per tirare gavettoni d’acqua santa al cantante frocio che si vorrebbe esibire al festival della canzone Italiana.

Non mi resta che farvi ascoltare “Gay Messyah”, cosi’ la vostra anima sara’ perduta per sempre, ed i cardini della societa’ europea cadrnno sotto i colpi di Lucifero in persona.

Penitenziagite, e du’ ova:

Barney