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DibBa alla lavagna, i grillini dovrebbero mettercisi dietro…

Lo spettacolo (acclamato a squarciagola dai grillini, ovviamente) di Di Battista che fa lo spiegone alla lavagna sul perche’ il M5* ha ritirato l’appoggio al DDL Cirinna’ credo sia oramai passato alla storia. In due parole: perche’ si sono resi conto che Renzi e’ in estrema difficolta’ con i suoi cattotalebani interni, quindi se ne fottono dei diritti civili delle persone e provano a buttarla nel culo al fiorentino. Francesismo voluto, soprattutto quando intitoli lo spiegone “Unioni civili” e poi per sette minuti dici dodici volte PD, diciotto M5*,  ti infervori a parlare dei cattodem, e di unioni civili parli UNA volta, ma senza neanche entrare nel merito. Non ve lo rifaro’ vedere perche’ ho pieta’ di DibBa.

C’e’ bisogno invece di far leggere al maggior numero di persone possibile questo articolo qua, corto ma incisivo, scritto da un insider su come funziona il M5*. E’ chiaramente un messaggio per chi crede che Grillo e Casaleggio siano la panacea a tutti i mali, e invece proprio no.

“I pariolini di diciott’anni” ci sta bene:

 

Barney

 

 

La fallacia logica, il ragionamento circolare e i grillini

Pare che la capogruppo dei “cittadini” alla camera, Mrs. Lombardi, abbia or ora cosi’ sentenziato:

“Noi non incontriamo le parti sociali perche’ noi siamo le parti sociali”

La fonte e’ Phastidio.net, in genere affidabile.

La cosa mi puzza tanto di argomentazione circolare, una robina in cui sono espertissimi i cattotalebani creazionisti. Si parte da un assunto sbagliato, e rendendolo inamovibile ci si costruisce sopra il -overstatement- ragionamento. Insomma, una roba come quella che ha detto la cittadina Lombardi e’ espressa fantasticamente da questo splendido cartello:

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Al posto della Bibbia, potete mettere Grillo e/o casaleggio, il resto va bene cosi’ come e’.

 

Barney

Una ottima definizione del Grillismo/Casaleggismo

 

“E’ come il fascismo, ma fatto dai bimbiminkia”.

 

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Mi pare ci sia tutto: i fascisti, i bimbiminkia, e sullo sfondo Telespalla Casaleggio 🙂

 

Copyleft e licenza Creative Commons attribuite a Claudio R., attualmente espatriato ad Augsburg.

 

Stasera non ho molta voglia, ma…

… ma ho iniziato una discussione a distanza con Lorenzo, qua sul suo blog, riguardo al risultato che Grillo e il M5* (come ha fatto notare qualcuno, ora fa figo scrivere “*” al posto di “S” o “Stelle”) hanno strappato alle elezioni di domenica e lunedi’ scorsi.

Come ho scritto in un commento in moderazione, mi pare che la sua (di Lorenzo) visione dei motivi che hanno spinto moltissimi a votare Grillo sia una visione assai ottimistica:  Lorenzo assume che il voto sia di protesta contro il neoturboliberismo imposto dall’Europa e dalla BCE, che vi sia un “no” secco alle visioni di crescita obbligata della “troika”, che la gente sia contraria all’imposizione di una politica europea che solo al mondo finanziario guarda e che dimentica le necessita’ della gente.

Ora, io non metto in dubbio che il risultato della tripartizione quasi perfetta dell’elettorato italiano sia funzionale ad un -come dire?- raffreddamento della considerazione che Merkel, BCE e Unione Europea hanno del nostro paese. E nemmeno metto in dubbio che molti danni sono stati fatti dalla finanza in questi ultimi dieci anni. Ma secondo me se un risultato anticapitalista c’e’ ad aver votato Grillo, esso e’ del tutto incidentale: le persone hanno espresso un voto di massima protesta nei confronti d’un sistema politico locale che ha esasperato una popolazione non allo stremo come i greci, ma molto provata dal punto di vista economico e sociale, sia dal punto di vista di una imposizione fiscale ingiusta e vessatoria, sia per quel che riguarda privilegi e prebende alla casta dei politici che rappresentano -all’occhio dell’italiano medio di oggi- l’espressione massima del male. Insomma: che i voti a Grillo fossero voti “contro” mi pare non vi siano dubbi. Che fossero consapevolmente “contro” quello che Lorenzo chiama finanzcapitalismo, beh: mi permetto di dubitarne fortemente.

La cosa che mi preoccupa -ma fino a un certo punto: il nostro e’ un paese poco serio anche quando le crisi sono drammatiche…- e’ questa assoluta, tetragona convinzione degli eletti M5* a non prendere in mano le redini, ma ad agire da “controllori” degli “altri” (chiunque essi siano) che devono proporre e governare.

Io adoro “Watchmen”, ma non riesco a capire come ci si possa candidare alle politiche e poi rifiutare l’onere del governo. Vedo che stasera Grillo (che tra l’altro non si capisce se sia o meno il candidato Premier del movimento…) ha rilanciato alla provocazione di Bersani, chiedendo a lui e a Berlusconi il voto ad un governo M5*. Ottimo: che lo faccia, che presenti un programma ATTIVO (non di controllo delle leggi di altri: di proposizione di leggi proprie) e che accetti lo scontro democratico in parlamento. La mia personale convinzione e’ che non succedera’, per il semplice motivo che il M5* non troverebbe sponde politiche per -diciamo- piu’ del 20% delle proposte che portasse in aula[1], ma mi piacerebbe che la mia previsione fosse prima di tutto verificata e poi smentita dai fatti.

Ma cerchiamo d’essere ottimisti, e speriamo davvero che gli altri partiti (soprattutto a sinistra) abbiano capito che e’ tempo di cambiare, e che se non si inizia a nuotare s’affonda come sassi.

 

 

[1]: un altro motivo per cui non ci sara’ un governo M5* e’ che Grillo&Casaleggio sono troppo furbi per accettare di ustionarsi in un momento cosi’ difficile. Chiunque sara’ alla guida del paese (sempre che vi sia qualcuno…) dovra’ prendere decisioni difficili, in un senso o nell’altro, e si fara’ dei nemici o in patria o in Europa. Troppo piu’ facile fare l’opposizione, in questi frangenti.

 

Barney

Fuori tempo massimo: il Programma (?!!!) del M5S e “Webbe Grillo”

Dopo la scoperta tardiva del Movimento dei Caproni, cui ho immediatamente aderito, avevo promesso di recuperare uno dei testi fondamentali per capire il Grillismo (che -non va dimenticato mai- significa capire il Casaleggismo): “Webbe Grillo“, di Gaetano Luca Filice. Il libro si puo’ comperare nella versione cartacea su Lulu.com, e scaricare gratuitamente in .pdf dallo stesso sito. Ma se non volete registrarvi su Lulu.com ve lo procuro io, tra poco.

Il libro di Filice andrebbe letto in parallelo allo stringato e lineare programma dei grillini. Se siete particolarmente convinti che il Movimento 5 Stelle abbia un programma articolato, concreto e fattibile, vi invitereri a rileggerlo, ‘sto programma.

Ed ecco qua, quindi, “Webbe Grillo” e il programma del M5S per le Politiche 2013:

webbe_grillo

Programma-Movimento-5-Stelle

Infine: se dopo aver letto e riflettuto vorrete continuare a votare M5S/non vi sarete pentiti d’aver votato M5S, beh, io c’ho provato…

Barney