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Lo stile e’ tutto, anche nella presa per il culo con maniglie

Ogni volta che un leghista fa qualcosa di diverso da scorreggiare in pubblico, scaccolarsi, bere grappa a garganella o portare i maiali a pisciare nei campi destinati a costruzione di moschee, mi viene il forte dubbio che vi siano fondati motivi per parlare di razze inferiori. Poi mi sveglio e mi ricordo che stiamo parlando di capre, non di uomini, e tutto va al suo posto.

L’ultima vaccata di una capra leghista e’ questa interrogazione di Calderoli a Monti sui presunti sprechi che l’attuale Presidente del Consiglio avrebbe perpetrato a danno degli italiani. Sprechi dovuti al festone di fine anno tenutosi a Palazzo Chigi la notte del 31 dicembre. L’astVto Calderoli millanta informazioni certe su un party (danzante?) pieno di invitati e di agenti della scorta a presidiare gli augusti ospiti di Mario Monti e signora. Monti ci pensa un po’ su e poi risponde con un comunicato di precisazioni che e’ un capolavoro semantico e di ironia. Qua l’originale, sotto lo screenshot, ad imperitura memoria della supercazzola brematurata fatta da Mario a Roberto (e non c’e’ rischio che il Calderolo la capisca, ne’ ora ne’ mai):

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Mi verrebbe da chiedere a Calderoli se questa indignazione e questa sete di conoscenza lo prendevano, irrefrenabili, anche qualche mese fa, quando a palazzo Chigi c’era un altro Presidente il quale si faceva e si fa vanto di organizzare cene eleganti a base di troje e puttanoni. Quelli si, scarrozzati a destra e a sinistra con voli e aerei di Stato.

Ma di sicuro il buon Robertino era in letargo, a quei tempi. Come ogni buona capra padana, che si sveglia e si indigna solo quando la greppia dove si ingozza rischia di rimaner vuota per un pezzo.

 

Barney

L’angolo d’iccurturale mette d’accordo Feltri e Travaglio

Come tutti gli anni, puntuale come le tasse e il festival di Sanremo, s’e’ avuta il 6 dicembre l’inaugurazione della stagione operistica alla Scala di Milano.

Sono colpevolmente ignorante in fatto di lirica, (non avendo mai assistito a un’opera a teatro, e avendone visto al massimo un quarto d’ora in televisione anni fa), quindi non posso certo giudicare tecnicamente e emotivamente il “Don Giovanni” di Mozart messo in scena da Robert Carsen e diretto da Daniel Baremboin. Ne’ sono interessato piu’ di tanto ad analizzare al microscopio le mises sfoggiate dai VIPs che hanno copiosamente riempito platea e palchi (i loggioni saranno riservati ai poveracci anche a Milano, credo…). Pero’ leggo che due giornali -come dire?- non propriamente sintonizzati sulle stesse frequenze danno dell’avvenimento una lettura sostanzialmente simile, e quindi vado a riportare queste due visioni convergenti con partenze diametralmente opposte.

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Questa Sula viene buona per la fine del post. Abbiate fede…

Apre le danze il Giornale, l’house organ di casa Berlusconi, che ospita ben due articolesse sull’avvenimento. Una, a firma Vittorio Feltri, campeggia in prima, di spalla, accanto a una foto dell’editore del giornale in atteggiamento spallato e addormentato. La foto non riguarda l’articolo di Feltri, ma a leggere l’attacco si direbbe il contrario… Sull’edizione in rete (e forse anche sul cartaceo, chissa’ e chi soprattutto se ne frega?) c’e’ invece il pacato (?!?) giudizio di Vittorio Sgarbi, il quale parte dal commento della giornalista di regime Natalia Aspesi (letterale) per addentrarsi in una critica che risparmia -mi par di capire- solo le voci, e parla di scempio e insulto nei confronti di WA Mozart. Tranquillo come sempre, il vecchio borioso Sgarbi…

Ma il colpo della settimana lo fa Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano. L’articolo, che linkero’ piu’ sotto perche’ dal sito del fatto si puo’ leggere solo se abbonati, parte forte con un titolo elegante e raffinato, degno del circolo ARCI di Vergaio in cui e’ stato girato “Berlinguer ti voglio bene“:

Don Giovanni non tromba piu’

Il succo dello scritto di Travaglio e’ che il governo Monti fa schifo, e che PD= PdL menoelle, e che tutti erano vestiti benissimo ma con roba “vecchia”, e poi forse c’era anche aBbelluscone ma travestito da commendatore sudcoreano (ah, ah, la battutona!). Lo spettacolo? Si…deludente… scialbo… Ma era poi cosi’ importante, parlare del “Don Giovanni” se c’era la possibilita’ di spalare guano di Sula piediazzurri su Monti, Napolitano, il PD e il resto del mondo, e di riesumare alla cazzo di cane la salma di Silvio[1]? E poi, devono aver detto a Marco che non c’e’ stato verso di vedere un paio di tette o un culo. E quindi: a che pro scrivere sul “Don Giovanni”, eh?

Ma lascio la chiosa a questo strepitoso pezzo di Filippo Facci, sempre sullo stesso argomento. Facci e’ un genio 🙂

 

[1]: a proposito di salme, ritrovata la bara E la salma di Mike Bongiorno. Ci starebbe quasi la battuta cinica (“Allegriaaa!!”), ma mi astengo.

 

Barney

Woman Buys a Block of Wood with an Apple Logo Thinking It’s an iPad

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Standing ovation per i due truffatori, che hanno si mirabilmente giulebbato la povera tapyna.

E poi, doppio godimento, visto che era un fake iPad ;->

Barney

Tuscan friars ask God to deliver diarrhoea for basilica bible thief

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In realta’ il cartello esposto dai frati diceva “cacarella”, ma il senso e’ quello…

Barney

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Infographic di riferimento per cultori di Dr. House e di Finnish porn splatter fetish.

Barney

Le priorita’ della vita

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Lega: esporre il crocifisso alla Camera. La richiesta inoltrata al presidente Fini.

“Sarebbe … un errore imperdonabile per il nostro Paese ignorare da dove deriva la sua stessa democrazia. E’ infatti innegabile che sia proprio la tradizione cristiana ad aver consegnato alla storia il moderno concetto di persona, cioè dell’individuo che in quanto tale, prima ancora di essere cittadino, è portatore di dignità e di diritti”.

Il virgolettato e’ farina del sacco di tal Maurizio Fugatti, uno dei due presentatori della richiesta a Fini.

Ora, a parte che di quello riportato tra virgolette non si capisce una sega, ma davvero per tale Maurizio Fugatti e’ indispensabile avere un crocefisso in aula? Perche’? Altrimenti non si sente ispirato mentre vota?

Qua bisognerebbe accendere la bestemmiatrice sul tiro a mitraglia, altroche’…

Barney

Oh, e’ notizia di oggi.

Io dico che basta davvero

Domani e’ il giorno dell'”Iodicobasta”, delle donne indignate e protestanti, dei cartelli e delle manifestazioni. E’ il giorno della rivendicazione della dignità femminile che ha ricevuto il colpo di grazia in queste ultime settimane. E’ -chiaramente- il giorno anti nano pelato, la domenica in cui si chiedera’ con maggior forza a Silvio di togliersi due o tremila chilometri dai coglioni. Nelle piazze italiane, dalle 15,30 in avanti, si snoderanno cortei e si sbandiereranno virginali reggiseni di pizzo, a reclamare rispetto da un lato e dimissioni dall’altro.

Ecco, a me ‘ste cose iniziano a sembrare -come dire?- non solo inutili, ma addirittura controproducenti. Per un milione di motivi, tra i quali (vado a caso):

  • il fatto che i partecipanti saranno sempre meno di quelli sperati,
  • che -senza alcun dubbio- ci saranno delle bandiere col Che a garrire splendide nell’umido pomeriggio di febbraio,
  • che in molti scandiranno slogan in cui Silvio viene mandato a raddrizzar le banane col cuBo,

e via così.

Tutti questi argomenti, e mille altri, saranno immediatamente utilizzati dai (rotfl) giornalisti embedded ai reparti della Celere: i Minchiolini, i Belpietro, i Littorio Feltri, i Cicciopotamo Ferrara… Tutto il Barnum che a destra chiamano “informazione” domani avra’ solo da infiocchettare un poco la merda che arrivera’ bell’e fumante in redazione. Per servire all’ora di cena la verita’ ai cervelli dello Stivale: manifestazione fiacca contro il nostro Presidente del Consiglio, bandiere comuniste, insulti, donne vestite come cubiste che protestavano contro cubiste professioniste.

In sintesi: l’ennesimo autogol dell’opposizione di sinistra, cui io pero’ vorrei partecipare in anteprima, mostrando qua i cartelli che domani NON portero’ in giro per la mia città.

Eccoli:

Basta1

e

Basta2

 

Dopo aver detto “basta!” attraverso i cartelli, chiudiamo i’rricreativo e principiamo i’ccurturale, va’.

 

Barney