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Il Contratto

E niente,  pare che undici settimane dopo le elezioni almeno il programma di governo ci sia. Dice siano quaranta -o cinquanta?- pagine, elaborate da Lega e M5S in lunghe serate di trattative e veti incrociati. Con non so quanti punti, che se è vero quel che dice Salvini sono “il 90% di quello che già era nel nostro programma“, ma pare sia anche gradito ai grillini perché oggi c’è stato il plebiscito bulgaro sulla “Piattaforma Rousseau” che tutti chiamano “Sistema Operativo”, ma io ci sono stato a vedere quel sito -fossi un grillino avrei scritto “ci ho cliccato!!11!!“- e mi pare piucchealtro un paio di pagine in php messe lì a cazzo di cane con tre scopi principali: farti iscrivere (e quindi fotterti i dati personali in una maniera che Zuckeberg sembra un innocuo bimbetto di sei anni al confronto), ciucciarti soldi con le donazioni -sempre gradite-, e darti l’idea che anche tu, si dico a te, imbianchino di Padova, conti quanto un Ministro in pectore, e puoi dire la tua su tutto. A patto che sia quel che il Direttorio -o Direttivo?- ha deciso, ovviamente.

Per esempio, stasera Di Maio ci ha detto bello tronfio che ben 44.796 persone hanno espresso il loro parere sulle 50 -o 40- pagine di contratto di governo, e di queste ben 42.274 han detto “SI“. La fronda del “NO” ha contato quindi 2.522 “iscritti”, e siccome c’era il Signor No il Notaio (ce lo dice sempre Di Maio) i conti tornano, il 94% ha ratificato un programma di governo che -ricordiamolo per i distratti- è per il 90% quello della Lega. Ma ora va bene anche ai grillini. O meglio: a 42.274 iscritti al Sistema Operativo Rousseau. Che in italiani farebbero tipo lo 0,0007 di tutti quelli che vivono in Italia, e qualcosa in più se si contano solo i votanti. Li possiamo chiamare Legione, no?

Domani e domenica la votazione sul programma/contratto si sposta nelle piazze, nei gazebo leghisti aperti a tutti i cittadini (quindi anche a quelli non iscritti a Rousseau), e siccome -l’ha detto Salvini e io ve lo ridico- quel contratto è in pratica la copia del programma elettorale leghista, anche dai gazebo non potrà che uscire un plebiscito.

Forse.

A meno che il PD (ma esiste sempre? E che fanno? Aspettano l’Assemblea nei gazebo, o votano attraverso Twitter?) non saboti la consultazione bBobolare mandando stuoli di negri e di cinesi prezzolati a votare “NO”. Magari appoggiati dai forzisti, che ringalluzziti dall’ennesima resurrezione di Silvio (la dodicesima? oramai s’è perso il conto) puntano decisi a nuove elezioni.

In tutto questo io questo contratto di governo non l’ho letto, né lo voglio leggere, ma faccio mio il commento di Mario Seminerio che parafraso così: dopo averlo faticosamente scritto, quel contratto i nostri eroi dovranno attuarlo. Ecco, li aspetta quella vecchia baldracca della realtà, appoggiata ad una staccionata con la sigaretta accesa e un’aria sorniona.

E poi, a che serve leggerlo se ben 42.274 persone su 44.796 (o su 60.000.000) hanno già detto che è perfetto? A che serve domandarsi come si coprono i 120 Miliardi di Euro necessari a rispettare le promesse del contratto, se i due cardini grillini-leghisti (abolizione dei vitalizi e tagli alle pensioni d’oro) porterebbero 5 o 600 Milioni di Euro e basta, e di altre coperture non v’e’ traccia? Serve a qualcosa -oltre che a sbellicarsi dalle risate- ascoltare il nuovo Nobel in pectore per l’Economia, il leghista Claudio Borghi Aquilini, che tira fuori i mini-BOT e la cancellazione unilaterale di 250 Miliardi di debito italiano perché sennò sbattiamo i piedini per terra?

Nell’attesa di scoprire il nome del pupazzo che accetterà il ruolo di Presidente di un Consiglio in cui è già tutto deciso dal contratto/da Rousseau/dai gazebo non mi resta che chiuderla qua, con dell’anestetico potente.

 

Barney