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Sapevo che ci saremmo arrivati…

Escono dalle fottutissime pareti, non c’e’ niente da fare.

L’ultimo e’ questo qua:

air4gasAria come combustibile grazie all’electrino, che non si sa se esiste ma se c’e’ lo si puo’ ottenere millemila volte dallo stesso elettrone!

E se non c’e’, Ramen.

E a settembre, siòre e siòri… “E-trash”: la tua spazzatura trasformata in pellet e addizionata di A.R.I.A. (TM) doventa una risorsa che ti scalda la casa aggratis! E ci guadagni anche, toh!

(quest’ultimo concetto e’ gia’ stato abusato da Rossi e il suo E-Cat per anni, ma fa sempre la sua porchissima figura. Ah, ci son posti dove questo processo -dar fuoco alla spazzatura- e’ un classico da decenni, senza strombazzamenti ne’ proclami).

Barney

Prometheus, Ridley Scott (2012)

E’ un prequel? E’ una side-story? E’ uno spin-off? Oppure e’ un filone narrativo a se stante?

Prima di tutto “Prometheus” e’ un buon prodotto cinematografico, in cui teologia, evoluzione, filosofia si mischiano per dare origine ad una bella storia, girata con ottima mano da uno Scott che in certi punti pare tornato agli splendori de “i Duellanti”, o dell’Alien cui questo film si lega comunque indissolubilmente. La visione in 3D francamente non m’ha colpito piu’ di tanto: per buona parte del film ci si chiede se gli occhialini siano proprio necessari, in poche scene la terza dimensione si apprezza e diverte, ma certo non a sufficienza da giustificare il sovrapprezzo.

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La storia e’ una ricerca delle origini dell’uomo, che ha inizio con una scoperta archeologica sulla Terra e si sposta -assieme all’astronave Prometheus, che da’ il titolo al film e che prende il nome dal Titano che ha dato origine all’umanita’- nello spazio, alla ricerca del pianeta d’origine dei misteriosi “ingegneri”. Ma ci sono anche storie parallele: il tentativo vecchio come l’uomo di sconfiggere la morte, gli scontri genitori-figli, l’anelito e la sfida temeraria alla conoscenza che -come la mela di Eva- porta morte e distruzione. Ottimo cast, con Noomi Rapace e Charlize Theron a monopolizzare la scena (piu’ la prima che la seconda, sprecata un un ruolo antipatico e poco recitato), e un ottimo Fassbender-androide.

Proprio Fassbender e’ una delle figure che m’hanno suscitato piu’ interesse, perche’ molte delle cose che fa-sa David non si spiegano se non con assunzioni e teoremi che paiono ottimi prodromi per un secondo episodio (tanto per cominciare, poi si vedra’…).

D’altronde, la fine e’ assolutamente aperta e del tutto scollegata dall’inzio di “Alien”. Insomma: la “Nostromo” ha ancora da aspettare, prima di sapere come cavolo sono arrivati sull’asteroide tutte quelle maledette uova…

 

Barney