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Filosofia da muro #132 – 133 – 134 (hat trick: Pendolante)

Tre palle, un soldo, oggi; tre foto -inviatemi dalla benemerita Pendolante Katia- che sono più o meno in linea coi tempi. Direi più “più” che “meno”, ma giudicherete voi.

La prima è presa alla stazione di Reggio Emilia, e inietta subito in circolo quel pessimismo cosmico leopardiano che di questi tempi ci vuole proprio:

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Che in effetti se la Terra non è messa benissimo, anche lassù chissà cosa succede, soprattutto dopo che il Papa ha benedetto la app acchiappa santi e madonne (Follow JC GO!, esiste e l’ho vista in azione). La scritta deve aver comportato un po’ di lavoro ad alta quota per il writer, che si è premurato di aggiungere dei “+” a dividere le parole (più uno in mezzo all’ultima “o”) per chissà quale recondito motivo. Il murale che si intravede in basso, poi, aggiunge misticità al tutto con quella croce sprizzante raggi b che balenano nel buio vicino alle porte di Tannhäuser…

La seconda scritta è stata vergata su una barriera antirumore, e Katia me l’ha mandata il giorno in cui un certo sgombero per occupazione abusiva non è stato fatto:

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Qua si vede chiaramente l’intervento di tre manine, la prima nera che verga rune e nomi di associazioni che io considero fasciste (avrò la libertà di considerare fascisti i fascisti? Io credo di si), la seconda che corregge in senso scatologico “casa” in “caga”, e già migliora il tutto, la terza con bomboletta bianca cancella “Pound” e aggiunge “Clown”. Alla fine abbiamo un Caga Clown innocuo ma interessante. Peccato non sapere i nomi delle tre manine, ma se chiedete a Di Maio lui sicuramente ne sa più di me. Maancheno.

La terza foto è ancora ferroviaria e somiglia più ad una delle “Still life” che ogni tanto pubblico:

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Il bambino sembra guardarci dalle sbarre di un carcere, mentre il ditone indica la strada che dovrebbe prendere, immagino che lo voglia rispedire “a casa sua”. Sotto il ditone un “All Bam” che potrebbe anche essere “Ali bam”, o anche “All ibam”, vai a sapere.

Perché nelle scritte sui muri (o sui treni, o sulle barriere antirumore) si può vedere di tutto, spesso si possono leggere storie.

Come nelle canzoni.

 

Barney