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xkcd: Rocket Launch

Randall ha bazzicato l’ambiente per anni, io lo bazzico da anni… e quindi quando Randall parla di razzi è automatico che la cosa mi interessi più del normale.

Ecco la vignetta di oggi:

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La cosa degenera rapidamente, da “booster separation” in poi è tutto un “Orsetti del Cuore” e oltre, ma il succo è che tirare su un aggeggio da svariate decine di tonnellate (che porta magari poche centinaia di chili in orbita…) non è mai una cosa semplice, orsetti o no.

L’alt-text fa così:

“NASA tries to coordinate launch timing with the Care Bears’ cloud castle, but unfortunately sometimes collisions with stray Care Bears are unavoidable, so they just try to make the fairings sturdy and hope for a glancing impact.”

Il fairing è la carenatura del razzo che contiene il payload (ovvero il carico utile, che tutto il resto e’ propellente e motori a dirla tutta. Una bomba volante, insomma..), e tutto questo mi vien buono per farvi vedere il lancio del primo satellite cui han lavorato i miei colleghi, qualche settimana fa:

Se fate attenzione alla voce della commentatrice, vi accorgerete che a parte gli Orsetti del Cuore -e qualche altro piccolissmo particolare, tipo il combattimento tra caccia nemici :-P-  il resto della vignetta è la cronaca reale di un lancio standard.

Godspeed, ESEO.

 

Barney

“The Martian – Sopravvissuto”, Ridley Scott (USA, 2015)

“The Martian” e’ la trasposizione cinematografica abbastanza fedele de “L’uomo di Marte” di Andy Weir, uscito nel 2011 ed acclamato come notevole romanzo di fantascienza per un pubblico mainstream. Il risultato e’ un buon film di fantascienza per un pubblico mainstream, quindi al vero appassionato (come me) la pellicola lascia in bocca sapori contrastanti.

The-Martian-2-693x1024Chi ha letto il romanzo sa gia’ tutto, ma anche il pubblico non informato non puo’ che aspettarsi un lieto fine da un film che in italiano si intitola “Il sopravvissuto”. Per cui, anche se da qua in poi e’ tutto uno spoiler, in realta’ non vi sto dicendo niente piu’ di quello che gia’ il titolo vi dice.

La storia e’ semplice: la terza missione umana su Marte viene sorpresa sul pianeta da una violentissima tempesta di vento e polvere e il comandante ordina l’immediata evacuazione verso l’astronave che -in orbita- li riportera’ sulla Terra. Durante le operazioni di imbarco un astronauta -Mark Watney, impersonato da Matt Damon- viene spazzato via da un’antenna strappata dal vento; nell’impossibilita’ di ritrovarlo e nella convinzione che sia morto il resto dell’equipaggio decolla e se ne torna a casa. Watney e’ invece miracolosamente sopravvissuto, e inizia ad organizzare la sua personalissima resistenza agli agenti esterni su un pianeta in cui e’ solo e solo rimarra’ almeno per altri due o tre anni. La NASA, dopo avere dato la notizia della tragedia in mondovisione, si accorge per caso e dopo un par di mesi che l’astronauta e’ vivo ma impossibilitato a comunicare con la Terra. Nel frattempo Watney (che e’ un botanico) ne fa una piu’ di MacGyver per sopravvivere: organizza una piantagione di patate, distilla acqua dall’idrazina, si carica nel rover un RTG a plutonio, va a recuperare il Mars Pathfinder e il robottino Sojurner e grazie alla sonda NASA organizza una trasmissione dati che si basa sul sistema esadecimale. Ovviamente dopo avere hackerato il sistema operativo della sonda grazie a istruzioni fornitegli dal JPL in ASCII puro (non e’ importante che capiate questa roba, davvero. E’ la parte geek del film, per quelli come me 🙂 ).

A Terra la NASA capisce che Mark non puo’ aspettare la prossima missione Ares, e in quattro e quattr’otto organizza una spedizione di cibo e materiale per il Robinson Crusoe del ventunesimo secolo. Ovviamente, siccome fanno tutto alla svelta, il razzo con i rifornimenti esplode poco dopo il lancio, e solo il genio di un astrodinamico della NASA, accoppiato con la generosita’ del CNSA (la NASA cinese) e l’abnegazione dei compagni di missione di Watney riuscira’ a salvare rocambolescamente il naufrago.

Plot lineare, le poche sorprese telefonate mezz’ore prima, il lieto fine come dicevo scontato gia’ dal titolo… ma il film riesce ad emozionare gente come me, che in questo settore ci lavora, perche’ e’ evidente come lo spazio sia davvero l’ultima frontiera per l’umanita, e una delle pochissime avventure in grado di unirla come se fosse un solo popolo.

Insomma: se e quando davvero andremo su Marte, probabilmente ci sara’ qualcosa di meglio di cui parlare e per cui emozionarci oltre ai vari reality show, partiti politici e partite di pallone.

Tra le poche canzoni degne di nota della colonna sonora (che gioca sul fatto che Mark ha a disposizione solo orrenda disco music anni ’80, sul pianeta rosso…) c’e’ questa qua:

che e’ una scelta meno scontata rispetto a “Space Oddity” o a “Life on Mars”, pero’ del tutto corretta.

Giudizio sintetico: da vedere. Non un capolavoro, ma puo’ servire alla causa della colonizzazione spaziale 😛

Barney

So far away

Per chi si domanda a cosa cazzo servono i soldi spesi in missioni spaziali, o perche’ i tecnici delle varie agenzie mettono su queste robe decennali per spedire un par di tonnellate di metallo e silicio a decine e decine di milioni di chilometri da noi.

Per loro, c’e’ questa immagine qua sotto.

PlutoneSe ci cliccate sopra scaricate la raw da 64 Mb, e forse -forse- potrete capire. State vedendo la superficie di un pianeta lontano, coperta di ghiaccio e montagne come la superficie della Terra. C’e’ anche una tenue atmosfera che lo circonda. Nessuno molto probabilmente ci mettera mai piede, ma lo possiamo vedere, studiare, ammirare grazie a persone che con passione e competenza mettono la loro vita al servizio della conoscenza, della bellezza, della scoperta.

Anche di luoghi a decine di milioni di chilometri da qua.

Barney

xkcd: Solar System Questions

Randall spesso ci ricorda che e’ stato un ingegnere della NASA. La vignetta di qualche giorno fa e’ uno di questi casi:

solar_system_questionsTra le domande e risposte degne di nota metto in luce solo la coppia: “What’s Pluto like?” e “What’s Charon like?”, con risposta unica “soon!” che si riferisce alla missione di esplorazione verso i confini del nostro Sistema Solare “New Horizons“, di NASA. New Horizons e’ in giro da quasi dieci anni e si sta avvicinando a Plutone e Caronte (la sua luna piu’ grande). Arrivera’ al punto piu’ vicino al pianeta nano (a meno di 15.000 km dalla superficie) il 14 luglio prossimo per fornirci immagini e dati sui confini del piccolo pezzo di universo nel quale ci siamo trovati a vivere.

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Plutone e Caronte da qualche milione di chilometri. Copyright NASA 2015, la storia qua: https://www.nasa.gov/image-feature/pluto-and-charon-new-horizons-dynamic-duo

Affascinante, spero anche per voi!

Barney

I cattotalebani de noantri

La notizia del giorno e’ l’uscita sul Foglio (il quotidiano nazionale dei Tea Party AteiDevoti NeoCatecumenali Italiani con scappellamento a destra) di un commento di Camillo “PioDevoto” Langone.

Langone e’ un coglion talebano della destra cattolica antiriformista lefevriana, che si diverte a giustificare la sua esistenza facendo da giullare a pagamento (e qua giu’ il cappello per Langone, e incredulita’ per chi paga) sul giornale inventato da Giuliano Ferrara (scusate il termine forte).

Oggi s’e’ applicato nel suo compitino preferito: l’umiliazione del ruolo della donna nella societa’ moderna. Prendendo come bersaglio nientepopodimenoche’ Samantha Cristoforetti.

Uno dei pezzi forti del trafiletto e’ la contestazione a Samantha del suo nome con la acca, un nome adèspoto (ma che cazzo vuole dire, coglion Camillo? Adèspoto?!? Adèspoto??!!??? Mavaffanculo, diocristo!), derivante secondo il coglion cattotalebano del cazzo da “Vita da Strega”, seguito a ruota dalla splendida considerazione lapalissiana che la Cristoforetti stara’ sei mesi lontana, anzi lontanissima dal “suo uomo”. Questa seconda affermazione rivela quanto il cialtrone baciapile del cazzo sappia dell’argomento di cui argutamente discetta da ignorante completo: la stazione spaziale ogni 90 minuti e’ a 400 km da noi, io e Napoli siamo piu’ lontani.

Il pezzo lo trovate qua, vi raccomando i commenti che per la maggioranza sono di persone (uomini e donne) con normale vita sessuale e sociale.

La minoranza e’ rappresentata da coglion cattotalebani come il nostro Camillo, dediti all’accoppiamento solo a fini riproduttivi, alla zoofilia con galline e capre, o al cilicio per evitare anche queste tentazioni. Come le bestie, insomma. E come le bestie convinti -col nostro Camillo- che lo scopo principale della donna nella societa’ sia quello di lavare i piatti e sfornare figlioli come il forno sforna il pane.

Io vi metto sotto la foto del coglion Camillo, che sicuramente stimola pensieri positivi, bestemmie terzarolate e inni alla teoria dell’evoluzione cosi’ ben dimostrata dal cercopiteco in effigie.

camillo-langone-3-anteprima-400x398-530468I funghi, per i biologi, sono quelli in basso. E le banane sullo sfondo non penso siano casuali.

Il Maggiore Tom mi serve per tornare calmo:

Barney

xkcd: Apollo Speeches

Randall e'(ra) un ingegnere della NASA, e spesso ce lo ricorda con le sue vignette.

Quella di oggi ricorda un piano “B” che NASA e governo USA avevano in piedi nel caso la missione Apollo 11 fosse andata male: il discorso dell’annuncio del fallimento della missione e della perdita dell’equipaggio. Da molti e’ considerato (e ce lo ricorda subito anche Mr. Munroe) il miglior discorso non pronunciato della storia moderna.

Randall gioca sul discorso svelato al pubblico solo nel 1999, immaginando che ve ne fossero altri, a coprire tutte le eventualita’:

apollo_speechesSi puo’ ridere, oggi, del e con il discorso di Safire. Proprio perche’ non fu mai pronunciato, fortunatamente.

Barney

xkcd: telecronaca a fumetti dell’atterraggio di Phylae su 67P

La pagina si aggiorna ogni 5 minuti:

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C’e’ gia’ un viewer per fare il film della sequenza.

Randall e’ un fottuto, geniale pazzo.

Barney

Domani, tra “Amici”, “X-Factor” e “Ir budello di su ma vestito da pirata”, cercate di guardare anche questo…

15765234852_aab625147e_zQuesta e’ la cometa 67P. Ripresa da Rosetta da una decina di chilometri.

Domani da Rosetta si stacchera’ un lander, Phylae, che se tutto va bene atterrera’ su 67P e ci stara’ un po’, per studiare la cometa. Si potra’ assistere all’impresa epocale in diretta, da qui.

Perche’ l’uomo fa questo? Ve lo spiega il mio ex collega Koen, ora a Colonia:

Dita incrociate, e Godspeed, Phylae!

Barney

xkcd: Harpoons

Una vignetta “spaziale”, che speriamo sia di buon augurio per una spettacolare missione ESA attualmente prossima al suo punto piu’ complicato. Randall cita assieme a Rosetta (la missione di cui sopra) anche un joke sulla missione Apollo12.

Ma andiamo con ordine.

Prima la vignetta:

harpoonsIl grafico mostra il numero di arpioni nello spazio per anno.

Un arpione e’ in teoria un buon sistema per agganciare qualcosa nello spazio. Dico in teoria perche’ come si puo’ vedere dalla vignetta, ad oggi solo tre arpioni hanno volato nello spazio.

Il primo arpione che avrebbe volato e’ in realta’ uno scherzo di Randall, ex ingegnere NASA, che si riferisce ad una leggenda metropolitana secondo la quale l’equipaggio dell’Apollo 12 avrebbe avuto con se una bottiglia di Rum “Harpoon”.

Harpoon Jamaica Rum kleinChe vabbe’, si… e’ un arpione in effetti, ma di tipo molto differente rispetto a quello cui Munroe accenna con la seconda parte del grafico, quella che “parla” della missione Rosetta.

Rosetta e’ una missione di rendez-vous con una cometa, la 67P/Churyumov-Gerasimenko, che sta per essere raggiunta in queste ore (la sonda e’ a meno di 800 -si, ottocento- chilometri dalla sua meta). Il viaggio di Rosetta e’ stato lunghetto: sei miliardi di chilometri per intercettare 67P a quattrocento milioni di chilometri dalla Terra, con periodi di “sonno” durati anni; adesso si tratta di divenire in pratica un satellite della cometa e aspettare fino a novembre, quando saranno usati gli arpioni.

Gli arpioni sono su Philae, il modulo che scendera’ sulla cometa e che in qualche modo dovra’ pur frenare il rimbalzo dovuto al quasi nullo campo gravitazionale del sassone ghiacciato (stiamo parlando di un blocco di circa cinque chilometri di lunghezza: un nanerottolo cosmico).

Per la frenata i ricercatori di ESA hanno pensato bene di far sparare a Philae due begli arpioni, i quali si spera riusciranno a penetrare in profondita’ la cometa e ancorare il modulo alla sua superficie. Cosi’ Philae potra trapanare e analizzare con tutta calma 67P, e inviare a noi uomini qua sulla Terra preziose informazioni sul passato del Sistema Solare e -magari, perche’ no?- qualche indizio su come sia nata la vita sulla Terra.

Il sito ESA per la missione e’ questo qua, vi consiglio caldamente di darci un’occhiata perche’ Rosetta manda immagini ogni giorno, e l’avvicinamento alla cometa e’ affascinante, cosi’ come affascinante e’ guardare il percorso fatto dalla sonda per arrivare al rendez-vous. Senza aggiungere quanto sia affascinante osservare una cometa da vicino…

Ora, se avete visitato il sito avrete visto 67P.

Bianca, sempre piu’ grande man mano che Rosetta le si avvicina… sembra immobile sul nero sfondo dello spazio profondo. Sembra che aspetti.

Abbiamo una cosa grande, bianca e in attesa.

Abbiamo una sonda spaziale, che si puo’ anche chiamare astronave, con due arpioni a bordo, e quei due arpioni sono destinati a quella cosa bianca e grande, laggiu’.

Beh, non so a voi, ma a me viene in mente il Pequod, Achab e Moby Dick 🙂

 

Barney

Sette pianeti: Nettuno

Siamo alla fine della serie. Nettuno e’ l’ultimo pianeta “vero” del Sistema Solare, e con lui io e Davide Lorenzon chiudiamo.

Per adesso, almeno 😛

 

Anche stavolta siamo davanti ad un essere alieno, ma molto meno pericoloso di quello di Urano…

 

La colonna sonora ci sta bene, vedrete:

 

Barney