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La fusione farsa

Gli appasssionati di fuffa e i Monaci Diacci Marmati della Chiesa degli Ultimi Giorni sapranno già che il 31 gennaio scorso il Capo Monaco Andrea Rossi ha prodotto l’ennesima “dimostrazione” che il suo ciottoro funziona, ovvero che se ci butti dentro qualche centinaio di Watt di energia elettrica, lui ti ributta fuori 22 kW di calore. E ci stai larghino.

Al contrario delle altre esibizioni, questa era -a detta del Rossi- prettamente commerciale, volta a dimostrare ai potenziali clienti che l’aggeggio è pronto per essere installato come produttore di calore in aziende americane, svedesi e giapponesi. Il resto del mondo arriverà con calma.

Ora, da commerciale io non ricordo di aver visto robe così impresentabili; addirittura ho memoria di Testimoni di Geova più convincenti di questa baracconata inguardabile. La cosa più interessante è stata la sigla, in cui due pupazzi alla Muppet (uno era Rossi, l’altro Galileo Galilei) introducevano roboantemente la successiva tragedia.

Il resto è stato impressionantemente vuoto, se siete masochist interessati il video è qua, altrimenti potete passare agli screenshot qua sotto.

Ecco il fantasmagorico barroccio a vapore:

ilciottoro

L’ambientazione è a metà tra uno scantinato in cui si inceppano a cottimo zoccoli cambogiani e il tinello della casa dei nonni. In alto, quelle cose color ottone sono i tubi di ingresso e uscita dell’acqua da scaldare. Sopra ci sono due scatolette bianche, un modem e un sistema di controllo che fa invidia al Baby Monitor della Chicco. Il coso rosso nell’angolo in alto a destra è un rilevatore di neutroni, perchè l’aggeggio non emette radiazioni ma non si sa mai. E poi un coso rosso fa sempre il suo porco effetto, noi markettari lo sappiamo bene.

Di quello che c’è dentro ovviamente non si è saputo nulla (una “spiegazione” che non consiglio ai deboli di immaginazione la trovate qua) , ma buona parte delle due ore e mezza del video è stata occupata da questo eccezionale cocktail di supercazzole:

ecatsk

Sette diversi schermi che mostravano cose a caso: un oscilloscopio in alto a sinistra, uno spettro di emissività subito sotto, quella roba iperluminosa accanto allo spettro sarebbe il reattore vero e proprio, in cui “il plasma raggiunge i 10.000° C” e che Rossi chiamava “the ballerina”, accanto abbiamo un misuratore di radiazioni e una bilancia (??!!!) che avrebbe dovuto provare che l’aggeggio non cambiava di peso durante la ripresa, in alto a sinistra due rilevatori a bolle e al centro il sistema di controllo (!!!???).

Ogni tanto sullo schermo apparivano deliri manoscritti sul rendimento totale del bussolo, scritti a mano da Rossi stesso. Toh, so che non ci credete:

Mottescpiego

Poi qualche domanda che arrivava dai fans, e ogni tre per due si sottolineava che l’E-Cat è sul mercato e che può essere fornito “in settimane” (“al massimo anni”, aggiungerebbe Toninelli) a clienti interessati e selezionati. Da notare che comunque Rossi non vende l’aggeggio, ma il calore prodotto. Mi pare di aver capito che lui installerebbe il cassone e lo controllerebbe da remoto attraverso larRete…

Tutto qua, Stefano Marcellini l’ha raccontato un po’ meglio (anche se con qualche errore, va detto: si vede che non segue la vicenda come me :-P), e non so se sul canale dove l’ha seguito lui c’erano più dei 277 (duecentosettantasette) visitatori che ho contato io nei tre minuti che ho gustato dal vivo.

Purtroppo i veri credenti non si faranno scoraggiare dall’ennesimo teatrino, anzi: son tutti a gioire del nuovo entusiasmante risultato ottenuto (quale?). Io aspetto con curiosità il primo cliente che acquista il servizio: potrebbe essere un side market interessante per alcuni nuovi prodotti che mi stanno venendo in mente…

 

Barney

Lo scaldabagno

Allora, dopo tre anni di “oggi no, domani forse, dopodomani di sicuro“, ieri finalmente Andrea Rossi ha ottenuto il suo primo brevetto per l’accrocchio inguardabile (™, ® e © miei) che lui chiama “E-Cat” e che sarebbe una specie di reattore nucleare a bassa energia ma ad altissimo rendimento che “oggi no, domani forse, dopodomani di sicuro” ci affranchera’ dal giogo dei petrolieri. Grazie alla fusione fredda, o LENR, o come minchia si chiama questo mese quella roba la’.

Peccato -per gli entusiasti Monaci Diacci Marmati degli Ultimi Giorni- che il brevetto sia stato riconosciuto ad un bussolo (sinonimo di accrocchio inguardabile) entro cui scorre acqua, che viene scaldata attraverso una reazione chimica (lo dice lui, mica io!) tra litio e idrogeno, i quali reagirebbero grazie alle proprieta’ endocroniche della tiotimolina risublimata al nickel che funge da catalizzatore. Nickel che fino a ier l’altro era il “carburante” della reazione, ossia l’elemento che reagiva; peraltro la reazione era nucleare, e trasmutava il nickel stesso in un suo rarissimo istopo e in rame. Ma solo di venerdi’ dei mesi che finiscono in “o”. Nei mesi pari tale reazione nucleare (o chimica, a scelta del lettore) emetteva raggi Gamma, che nei mesi dispari termalizzavano su uno scudo di piombo Il quale scudo, va detto, risultava essere in grado di sopportare temperature ben superiori al punto di fusione del materiale per motivi che per questioni di proprieta’ intellettuale nessuno vi potra’ mai spiegare. In tutti gli altri periodi dell’anno si potevano cuocere salsicce sull’oggetto acceso, senza alcun problema di radiazioni.

Pero’ niente paura: anche oggi, come sempre il bussolo garantisce (parole di Rossi, ovviamente) un rendimento pari a sei volte l’energia immessa.  Se ti va male, perche’ spesso fai anche un par di chilometri al litro in piu’, specie se sei in discesa e col vento a favore. La moltiplicazione dei pani e dei pesci? Bischerate da dilettanti…

Non sono ubriaco, ve l’assicuro. Ho cercato di sintetizzare lo status quo delle “ricerche” di Rossi prima di lasciarvi estasiati all’ammirazione del brevetto.

Le voila’, mesdames et messieurs:

USPTO009115913.pdf

Io nutro profonda ammirazione per il modo con il quale l’uomo gestisce il circo che e’ riuscito a mettere su, e profondo disprezzo per le sue sboronate da Nobel in pectore che non si rende conto di quanto egli rappresenti la prova vivente della bonta’ delle teorie di Dunning e Kruger, ma c’e’ chi lo ammira senza “se” e senza “ma”, che fa l’esegesi terzarolata di quanto egli (anzi: Egli) dice e scrive, c’e’ chi infine aspetta imperterrito e fiducioso il magGico “Gattone” sugli scaffali dei Leroy Merlin. Oggi no, domani forse, dopodomani di sicuro.

Per un’approfondimento di parte opposta alla mia, inveterato scettico che alla fatina dei dentini ha smesso di credere anni fa, non c’e’ che l’imbarazzo della scelta:

Uno

Due

Tre

Cavallo, carrozza e re:

Barney