Archivi categoria: photographer

Una bambina

Ho trovato questo servizio su Internazionale, che parla di foto fatte a bambini afghani rifugiati in Pakistan, in fuga da una guerra che dura da trentacinque anni e ha visto alternarsi soldati di mezzo mondo in questo paese di montagne e pastori. La prima foto che troverete aprendo il link qua sopra e’ questa qua:

ImmagineIl fotografo si chiama Muhammed Muheisen, la bimba ritratta Laiba, ed ha sei anni. Di lei e degli altri bambini che appaiono nel servizio colpisce -oltre alla straordinaria bellezza- lo sguardo: serio, fermo, disilluso. Quegli occhi raccontano di una vita gia’ piena di cose da dimenticare, sembrano quasi stanchi di continuare ad andare avanti, rassegnati ad una esistenza in cui il peggio deve ancora arrivare, e tu te lo aspetti sempre, tutti i giorni, il peggio.

Spero che un giorno Laiba possa sorridere. E giocare.

Barney

Questa roba mi piace

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E’ Cloud Gate, una scultura ipermoderna di Anish Kapoor che si trova a Chicago. Se avete visto “Source Code”, la ricorderete nelle scene finali, come ossessivo mezzo per definire una delle realta’ possibili dei due protagonisti.

Qua sopra l’ha fotografata Brian Kersey per Getty Images.

 

Barney

Julie project – la vita, la morte e quel che ci sta in mezzo

L’apertura della versione itlaiana dell’Huffington Post mi e’ quasi indifferente, se non fosse che tra gli ultimi post della prima “prima pagina” c’e’ la segnalazione di questo lavoro di Darcy Padilla, una fotografa freelance americana.

“The Julie Project” non e’ una roba da bambini, ne’ da stomaci deboli: e’ la storia per immagini di una perdente americana; nata da una madre alcolizzata e da padre ignoto, violentata ripetutamente da uno dei compagni della madre sin dalla piu’ tenera eta’, Julie non poteva che trasformarsi in una homeless, diventare prestissimo una tossicodipendente e contrarre l’AIDS prima di aver compiuto i vent’anni.

Dal 1993 la Padilla ha fotografato Julie, e ha seguito la sua parabola discendente che ha trasformato la diciannovenne dei primi anni ’90 in uno scheletro quasi informe degli ultimi suoi giorni prima della morte.

un tuffo nella vita reale che non puo’ lasciare indifferenti: se avete il coraggio di guardare, fatelo e non ve ne pentirete.Quanto meno, Julia cambiera’ il vostro punto di vista sul mondo.

Barney

Tracey Shelton: Life and death in Aleppo (GlobalPost)

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Tracey Shelton e’ una giornalista indipendente che segue il disastro siriano nell’unico modo possibile per un giornalista: direttamente, dalla strada, aggregata a un gruppo di ribelli ad Aleppo.

Il pezzo che si ascolta e si guarda cliccando sulla foto qua sopra e’ il racconto della vita del gruppo, spezzata all’improvviso per molti combattenti (divenuti amici di Tracey) da una bomba governativa.
I morti sulla barricata fino a pochi minuti prima scherzavano, parlavano di cecchini che sparano anche ai gatti, pregavano il loro dio rivolti verso la Mecca.
I sopravvissuti si disperano e -probabilmente- si domandano se tutto questo ha un senso.

Colpisce nel servizio il tono algido, professionale e distaccato della Shelton, che immagino grandissima professionista anche nel congelare le emozioni che la stanno squassando.

Per me, un pezzo da Pulitzer.

Barney

Christopher Churchill e la fede americana. In bianco e nero

La fotografia e’ un mezzo incredibilmente versatile per raccontare storie. Sta alla pittura come il fumetto sta al romanzo: non un’arte minore, ma qualcosa di alternativo… di diverso, di probabilmente piu’ popolare e quindi percepibile da una platea piu’ vasta.

Se il fotografo e’ consapevole che il medium e’ altro rispetto alla tela o alla scultura, la fotografia rappresenta un mezzo potentissimo per far vedere con altri occhi la realta’. Esattamente come quando il disegnatore non vuole scimmiottare Dostojewsky: leggetevi Spiegelmann, Thompson, Miller, gustatevi qualsiasi cosa abbia scritto e fatto disegnare Alan Moore e avrete un’idea di cosa voglio dire.

Ma volevo parlare di Christopher Churchill, adesso, e del sua bellissimo “American faith“. E’ un racconto per immagini in bianco e nero di tutto quello che e’ fede negli USA: dalla autopsia dei presunti alieni di Roswell ai visitatori di Graceland vestiti come il dio Elvis, a improbabili cappelle ricavate da chioschetti-bar.

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Television at service, Chocoloskee Island, FL. (C) Christpher Churchill, 2005

Uno spaccato vero e iperrealista di una nazione che e’ tante nazioni.

Una testimonianza che e’ veramente arte.

 

 

Barney

Una foto, una news: in Siria si spara, se qualcuno se lo fosse dimenticato…

Combattenti dell’Esercito siriano libero ad Aleppo. (Z. Karam, Reuters/Contrasto)

La foto piu’ cliccata di oggi e’ quella di Barack Obama che conciona la folla all’Universita’ di Columbus, Ohio.
E’ molto ben costruita, perche’ la testa di Obama e’ completamente nascosta dal leggio-dallo schermo antisparo-quello che e’. E proprio per questo non ha la potenza dell’immagine che invece ho scelto io, per nulla artefatta e quindi assolutamente naturale.

Il ragazzo in primo piano, a sinistra, sembra pregare il dio Kalashnikov che lo ripari dalle palle vaganti e dai frammenti di proiettile. Il suo compagno al centro spara raffiche casuali verso il nemico, l’uomo a destra si ripara in attesa che venga il suo momento di sparare. Tutto molto dinamico, tutto drammaticamente bello.

E’ la guerra, ragazzi…

Barney

Lee Materazzi: Chair, 2007

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Lee Materazzi e’ una giovane fotografa di chiare origini ugro-finniche. Fa cose come questa qua sopra, e altre anche meglio, come ad esempio la serie delle teste nascoste in muri, pareti e soffitti.

Il suo sito merita certamente una visita.

Barney

Una foto, una news: conferenza stampa USA – Israele

Uriel Sinai ha scattato questa foto, emblematica di come si possa rendere drammatico qualsiasi momento, basta impegnarsi.
Qua abbiamo -alla sinistra degli schermi- Leon Panetta, segretario alla difesa degli USA, che parla in un bucolico campo di grano appena mietuto.
Al fianco suo e del suo anfitrione israeliano, due guardie del corpo pronte ad intervenire, nel caso la batteria di Patriot che si vede dietro i due politici fallisse il bersaglio.

Facile che la striscia chiara all’estrema destra sia una pista improvvisata per caccia.

Sarebbe comunque interessante sapere quanti altri soggetti armati ci sono, nascosti tra la paglia…

Barney

Una foto, una news: fuggire dalla guerra, in Congo

Nella drammaticita’ dell’attimo, questa foto di james Akena e’ bellissima: colori vivi e contrastati, dinamicita’, particolari assurdi e incredibili come il maialino di traverso e le ciabatte a tracolla del passeggero…
Il tutto si regge su un equilibrio che sembra venir mantenuto dalle mani del ragazzo dietro, posate sulla balla quasi fosse un cristallo di Boemia.

E stiamo osservando uno scenario di guerra.

Barney

Una foto, una news: Congresso mondiale dei Babbi Natale a Bekken, Danimarca

Non esattamente di stagione, ma la foto e’ di oggi, e inaugura una rubrica facile facile, che si nutre delle immagini di Internazionale.

Barney