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Il miracolo della fuffa fredda

Ieri i seguaci della Chiesa dei Monaci Diacci Marmati degli Ultimi Giorni si sono leggermente rianimati, dopo mesi e mesi di attese e pochissime notizie di quel che il Mastro Monaco Marmato Andrea Rossi stava preparando: l’E-Cat QX, un oggettino che secondo i claims del venditore di pentole della Brianza fa quasi a gratis calore, luce ed energia elettrica, e tu scegli quale percentuale di calore rispetto alla luce e all’energia vuoi ottenere.

Il tutto in qualcosa che nessuno ha visto, ma che il Mastro Monaco Marmato ci dice essere una specie di barretta di 30 mm per 1 (?) mm, piena di non si sa cosa (polvere della fatina dei dentini), e che restituisce indietro 500 volte l’energia che gli si butta dentro.

Ieri il Nostro e’ volato da Miami (dove sta svernando perche’ l’italico suolo non capisce il suo genio, e la magistratura l’ha anche perseguitato anni fa, poverino) a Stoccolma, dove ha tenuto una “dimostrazione” del suo nuovo prodotto davanti a settanta selezionatissimi spettatori.

La cosa e’ andata come tutte le altre volte, con il setup sperimentale guidato dal Mastro e dai suoi aiutanti, con numeri dati a caso e risultati sempre eccellenti. Salvo alcuni problemini, come per esempio che la scatola di controllo dissipa piu’ calore dell’aggeggio magGico, ma ci stanno lavorando, anzi: se ci fosse un investitore in sala potrebbe aiutare, e altre amenita’ tipo che in meno di un giorno si sono ipotizzati almeno tre modi facili e non controllati ieri per barare anche a ‘sto giro.

Gli interessati possono seguire la vicenda sul sito tirato su apposta per ospitare la telecronaca dell’evento, concentrandosi su questa pagina qua. Li’ si trova anche il video integrale e i commenti, che si dividono come sempre in credenti aprioristi, (che manco se Rossi confessasse che e’ un fuffaro smetterebbero di credere che la magGica macchina funziona) e moderati scettici (gli scettici duri col cavolo che li fanno scrivere li’).

A me interessa far notare la vera magGia che si e’ compiuta in un anno.

Il miracolo.

Questo era Andrea Rossi tempo fa:

Rossi_2016

Lo definirei “stempiato”, diciamo che ha qualche capello piu’ di me ma ce la giochiamo.

Ieri era cosi’:

Screenshot_20171125_212658

Rossi e’ quello in mezzo, con quei folti capelli a meta’ tra il grigio e il turchino che non si capisce dove comincia il bulbo e dove finisce il toupet.

In oramai quasi dieci anni di storia, l’unica cosa che e’ cambiata concretamente e’ in effetti la chioma del Mastro Monaco Marmato. Se per caso la cosa ha un qualche collegamento con gli “esperimenti” che dice di aver fatto, bene: brevetti tutto e fara’ soldi veri, garantito. Il mondo non aspetta altro che alternative serie ai vari centri tricologici svizzeri, che promettono da decenni migliorie e ricrescite che poi solo se ti chiami “Antonio Conte” funzionano.

Altro che E-Cat: capelli.

 

 

Barney

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xkcd: Dubious Study

Randall tratta la fuffa con classe e savoir faire, oggi:

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E a me non puo’ non venire in mente Mr.  Andrea “Fuffa Fredda” Rossi, che per poter pubblicare le sue “scoperte eccezionali” s’e’ dovuto inventare -chapeau- un “Journal of Nuclear Physics” di cui e’ capo supremo oltre che editore, che pubblica -su un sito web ovviamente- solo roba sua e dei suoi adepti, e che fa il verso ai vari veri “Journal of Physics“. Cosi’ come nella vignetta qua sopra il “National Academy of Proceedings” (che non esiste) scimmiotta i “Proceedings of the National Academy of Sciences” (che invece e’ una rivista scientifica assai famosa).

Con l’aggravante che la “rivista” di Rossi e’ formattata da un oritteropo ubriaco che ha preso lezioni di impaginazione da un palo della luce.

 

L’alt-text spiega ancora meglio la situazione, pigliando bellamente per il culo questo modo di fare da ciarlatani del Far West:

Sounds fine. I looked up the Academy, and it says on their MySpace page that their journal is peer-viewed and downloaded biannually

 

Barney

 

E’ tempo di processi (freddi)

E’ tempo di scrivere qualcosa sulla saga della fuffa fondente a freddo, che da anni promette energia gratis e senza limiti a stuoli di Monaci Diacci Marmati della Chiesa degli Ultimi Giorni.

Per adesso non si puo’ scrivere nulla di tecnico, perche’ non abbiamo sott’occhio la relazione sull’anno continuativo di funzionamento del trabiccolo di Andrea Rossi in una factory a caso (che per i MDMdCdUG e’ di sicuro -ma a giorni alterni-: una distilleria di bioetanolo, una lavanderia industriale, un’azienda chimica che produce spugne metalliche per marmitte catalitiche, un mangimificio per pesci da acquario [1]) dalle parti di Miami, Florida. Non abbiamo nulla da discutere, a parte quello che ci dicono Rossi e i suoi ferventi sostenitori, ovviamente.Versione che vi risparmio, non essendovi anche qua nulla di nuovo da riferire (ovviamente tutto ha funzionato alla grande, in media l’energia erogata dal ciottoro e’ stata sei volte quella immessa, ma spessissimo anche sessanta volte, poi come sempre nessuna radiazione e’ uscita dal bussolo, e il Secret Customer -di cui sappiamo piu’ o meno un cazzo- e’ stato cosi’ contento che ha ordinato altri tre accrocchi a Rossi. E la marmotta viola per un anno intero incartava cioccolate fondenti…).

Quindi toccherebbe scrivere una storia accessoria, fatta di accordi, contratti, cessioni di diritti di proprieta’ intellettuale, e -infine- rottura di tutto quello che era stato diligentemente sottoscritto e conseguente azione legale. Da parte di Andrea Rossi nei confronti del fondo di investimento merregano che gli aveva promesso 100 milioni di dollari in tutto (di cui 11 e mezzo gia’ versati), SE il trabiccolo avesse funzionato.

Alla fine del test, non vedendo soldi, Rossi ha denunciato a un tribunale della Florida gli investitori per inadempienza, e gli investitori se ne sono usciti, dopo qualche giorno, con un laconico comunicato il cui succo e’:

“…Industrial Heat has worked for over three years to substantiate the results claimed by Mr. Rossi from the E-Cat technology – all without success…”

Che tradotto in lingua corrente a suona piu’ o meno come “non funziona”.

Da li’ s’e’ scatenato Rossi, che impazza da giorni con dichiarazioni sempre piu’ roboanti, accuse sempre piu’ pesanti contro Industrial Heat (l’investitore) e nuovi piani per aggeggi ancora piu’ magGici di quello testato per un anno in una fabbrica a caso in Florida.

Questa volta si tratterebbe di un trabiccolo delle dimensioni di un sigaro, che produce direttamente energia elettrica, calore, luce e -cosi’ dice Rossi, quindi per i MDMdCdUG e’ automaticamente vero– puo’ anche essere usato per produrre spinta in un motore a turbogetto o in un razzo.

Il modello successivo fara’ anche il caffe’ corretto, credo mettendoci dentro solo pneumatici esausti…

Non vado oltre, ma continuo (dal 1989) a stupirmi di come la gGente creda a questa cosa della fusione fredda (o Low Energy Nuclear Reactions, come si chiamano adesso), senza uno straccio di prova convincente, ma con la cieca speranza di avere, un giorno una fonte di energia inesauribile e gratuita, tirata fuori da questi ciottori che fanno tanto steampunk di terza mano. Mi stupisco soprattutto perche’ oltre alla assoluta inconsistenza scientifica della cosa, nel caso specifico l’inventore e’ un personaggio di questo tenore:

doctorrossiIsuppose

Uno che insomma se lo vede la NeuroDeliri in giro lo carica su una bella macchinina con la sirena accesa, dopo avergli allacciato la camicia sulla schiena (se non l’aveste notato, quello che Rossi ha in mano e’ uno stetoscopio. E quel cassone e’ il famigerato E-Cat…).

Il motivo e’ che la cultura scientifica si e’ drammaticamente ridotta, in tutto il mondo, se va bene a “ricercare su Wikipedia“, oppure nel caso peggiore “guardare i video su youtube”. Ma in realta’ il problema non e’ della cultura sientifica; e’ della cultura in generale. Come ho gia’ scritto un po’ di volte, oggi come oggi e’ piu’ facile far pensare gli altri al posto nostro, che pensare e ragionare e’ faticoso e difficile. Al problema di inventare -rigorosamente in garage, rigorosamente senza avere mai frequentato un’aula di Fisica- una nuova fisica (in culo Feynman, Einstein, Maxwell e gli altri cialtroni del passato), e di scoprire la magica fonte energetica del terzo millennio ci pensano i tipi come quello qua sopra, con lo stetoscopio piantato nelle recchie che ascolta il coro di idrogeno e nickel che reagiscono col litio e producono tutta l’energia che ci serve.

(Inciso poetico:

Trainor lo sapeva come far reagire gli atomi, perche’ aveva studiato:

Only the chemist can tell, and not always the chemist,
What will result from compounding
Fluids or solids.
And who can tell
How men and women will interact
On each other, or what children will result?
There were Benjamin Pantier and his wife,
Good in themselves, but evil toward each other;
He oxygen, she hydrogen,
Their son, a devastating fire.
I Trainor, the druggist, a miser of chemicals,
Killed while making an experiment,
Lived unwedded.

Inciso poetico)

Dai, che comunque dal 2012 ogni anno e’ per gli ottimisti fusionisti l’anno buono per il loro gatto. E questo e’ pure bisestile!

 

[1] ovviamente, non ho inventato nulla. Non ce n’e’ bisogno, in questi casi. Basta leggere 🙂

 

Barney

Ora voi vorreste sentire qualcosa sulla fusione fredda, eh?

Beh, ci sto lavorando, dai; ma siccome non ho molta voglia di scrivere sul nulla pneumatico, allora ripiego sulla fusione CALDA.

E faccio un dispetto ai miei amici di ITER, presentando questo bel tipo qua:

che ci spiega (in un inglese comprensibilissimo) intanto cosa e’ la fusione “seria”, quella calda, poi cosa e’ venuto in mente a lui, infine come un gruppo di venture capitalist gli ha dato 50 milioni di dollari (nota per i Monaci Diacci Marmati: si’, sono 50.000.000 di $. E questo vi dovrebbe far capire quanto sia indietro il vostro vecchio dio brianzolo…) per mettere su un’aziendina che adesso ha piu’ di 50 persone a lavorare su un trappolone che in prospettiva ci dovrebbe aiutare ad avere energia a buonissimo mercato nei prossimi millenni.

Se riesce a farla funzionare, ovviamente.

Ma siccome le basi scientifiche sono solide, e’ questione di ingegnerizzare il tutto. Ci vorranno un po’ di anni, ma io punto su di lui, su ITER e sugli americani che usano il confinamento laser. Rossi lo lascio ai Monaci, assieme alle madonnine sanguinanti e agli altri segni che il mondo ha i minuti contati 🙂

 

Barney

 

Le differenze

In effetti, non serve molto per distinguere tra scienza e fuffa. Questo cartello da “I fucking love science” risolve la cosa in pochi secondi, in maniera elegante ed efficace:

ImageQualsiasi riferimento ad esperimenti alla pipi di segugio effettuati dai Monaci Diacci Marmati degli Ultimi Giorni e’ assolutamente voluto. 

(R)amen, e du’ ova.

 

 

Barney

Novita’ (??!!!!) sulla fusione fredda

La novita’ e’ che non vi sono novita’ di rilievo, pero’ i Monaci Diacci Marmati degli Ultimi Giorni continuano a credere cosi’ forte che prima o poi uscira’ loro il sangue dal naso.

Allora, uno potrebbe chiedersi come mai mi viene in mente di scrivere un post sul nulla. Beh, non e’ mica la prima volta, e mica sara’ l’ultima…

In questo caso pero’ ho una giustificazione semi-decente: oggi sono intervenuto sul blog di riferimento dei Monaci Diacci ecc. ecc., in una discussione nella quale e’ venuto fuori il disastro di Fukushima. Ho segnalato come sempre in questi casi l’ottimo blog “Unico Lab“, che da sempre aggiorna sulla situazione del reattore (in sintesi: e’ un enorme disastro, un casino dal quale difficilmente si riuscira’ ad uscire, e comunque serviranno decenni…), e leggendo tra i titoli in prima pagina ho scoperto un gran bel commento, anzi una ottima analisi del “third party report” sull’E-Cat ad alta temperatura, che pure io ho brevemente analiz sbeffeggiato tempo fa.

Il pezzo e’ di qualche settimana fa, pero’ pone l’accento su una serie di aspetti cosi’ macroscopici che a caldo sono risultati invisibili.

Il piu’ macroscopico e’ quello riferito ad un grafico che appare a pagina 27 del report. Ecco qua sotto uno screenshot dall’ultima versione del lavoro, del giugno di quest’anno:

plot1Il grafico “racconta” cosa succede all’accrocchio sotto test quando gli si fornisce della potenza in ingresso. Le onde quadre rosse rappresentano la durata della fornitura di potenza al dispositivo (asse x) e l’entita’ della potenza stessa (asse y). La curva blu e’ invece la registrazione della potenza in uscita dal sistema, sotto forma di calore. Il claim degli autori del lavoro e’ duplice: dicono che il sistema produce piu’ energia di quanta gliene viene fornita, e dicono anche che il dispositivo, in queste registrazioni, funziona in autosostentamento. Produce, insomma, da solo l’energia necessaria al suo funzionamento, anche se si spegne l’input rappresentato dall’onda quadra rossa del grafico qua sopra.

La prima affermazione necessita di complicati calcoli per essere confutata, ma io sono buono e la considero vera. La seconda e’ una puttanata galattica (tecnicismo gergale, mi scuso per i non addetti ai lavori), perche’ un sistema in autosostentamento parte da uno stato di “spento” e, dopo l’attivazione/il miracolo/la magia raggiunge e mantiene indefinitamente (e’ sbagliato, ma si fa per capirsi…) uno stato di “acceso“. Un grafico di un E-Cat che si autosostiene NON E’ certamente quello mostrato dagli autori; avrebbe dovuto essere come la parte sinistra della figura qua sotto, che io ho indegnamente taroccato con Paint:

plot2La parte destra rappresenta invece un sistema che, attivato, non si controlla piu’ e a un certo punto “esplode”. Una bomba o un razzo a solido sono due buoni esempi del caso due. Ma il grafico originale non descrive di certo un sistema che produce energia “dal nulla”, autosostenendo il processo. Insomma: gli stessi autori dimostrano che l’accrocchio non funziona.

Se qualcuno si chiedesse come mai allora i Monaci Diacci son sempre li’ a portare in giro i ceri e la croce, anche contro l’evidenza mostrata loro dai profeti e dai discepoli… Beh, mi permetto di rammentarvi che in questo bellissimo paese per vent’anni un tizio e’ riuscito a gestire il potere dando a bere al popolo cose ben peggiori, con ben altri ordini di evidenza.

Ci deve essere della genetica, dietro questa facilita’ ad essere abbacinati dal primo venditore di balle che passa, non trovate?

Mi resta solo da giustificare la citazione musicale dell’inizio:

Barney

E’ tempo di report (indipendenti, di terze parti, positivi)

[Premessa: questo post non contiene bibliografia, ne’ il necessario numero di link a lavori o siti esterni, perche’ altrimenti mi rubano l’idea/sono sotto NdA/sto brevettando lo sblindonio/le cavallette. Chi non si fida e non crede a quel che c’e’ scritto, faccia come se l’autore si chiamasse Andrea Rossi, e vedra’ che tutto s’aggiusta]

E’ tempo di dar di conto dei mirabolanti risultati che un manipolo di sette savi (NON di Sion) ha ottenuto sperimentando –quasi liberamente- la versione ad alta temperatura dell’E-Cat di Andrea Rossi. Che, con evidente carenza di fantasia almeno per quel che riguarda i nomi, e’ chiamato “Hot Cat”, o “E-Cat HT”. Io avrei giocato su robe tipo “HellCat”, ma forse sono malato…

This was an Hot Cat, from Hell...

Il Grumman F6F HellCat

Allora, il 16 maggio e’ apparso su arXiv un articolo che si intitola (tadaaaaa…..): “Indication of anomalous heat production in a reactor device“. Gli estensori dell’articolo sono il fisico G. Levi di UniBo, E. Foschi che lavora in una ditta emiliana di radioprotezione, T. Hartman, R. Pettersson e L. Tegnér di UniUppsala, ed H. Essén del Royal Institute of Technology di Stoccolma.

Prima di passare alla rapida disamina dei risultati e ad un paio di considerazioni, c’e’ da dire  che la pubblicazione su arXiv non e’ peer reviewed (checche’ ne dicano i Monaci Diacci Marmati della Chiesa degli Ultimi Giorni, arXiv stesso e’ assolutamente chiaro, a voler leggere…): e’ sufficiente che uno degli autori sia un “endorser” qualificato. Nel nostro caso, Essén e’ l’endorser, nessuno e’ un reviewer. Chiusa parentesi.

Ok, che dice questo articolo? In due parole, che l’Hot Cat produce molta piu’ energia di quella che “consuma”, molta di piu’ che se la reazione (o il processo, o quel che vi pare) che avviene al suo interno fosse esclusivamente chimica. Quasi quanto una reazione nucleare, pero’ senza scorie ne’ radiazioni. Il Nirvana dell’energia, insomma.

Ma quanta energia produrrebbe, questo marchingegno? Beh, le misure derivate da due campagne sperimentali (dicembre 2012 e marzo 2013) danno un COP (Coefficiente di Prestazione) di 5,6. Semplificando per i non tecnici come me, praticamente quel numero ci dice che se buttiamo nell’accrocchio una unita’ di potenza (nel nostro caso, potenza elettrica), riusciamo a tirarne fuori 5,6 (stavolta stiamo parlando di potenza termica), il che e’ assolutamente strabiliante. Sempre che sia vero, riproducibile e controllabile.

Un altro indicatore che i Monaci sopra nominati chiamano spesso a testimonianza della bonta’ dell’E-Cat e’ il Diagramma di Ragone, che visualizza la potenza massima accumulabile per unita’ di massa di varie sostanze, in funzione dell’energia massima estraibile dalla stessa unita’ di massa.

[Per i lettori ingegneri/fisici: Se sbalio, mi coriggerete, ovviamente]

Ecco qua il Diagramma di Ragone classico, con l’aggiunta -in alto a destra- dell’Hot Cat. Ordini di grandezza meglio der mejo sulla piazza sino ad oggi, come si vede a occhio ignudo.

Image

Da Prometeon.it

Quasi “troppo meglio”, per essere vero.

E quando una cosa e’ “troppo meglio”, ci (a me e all’omino del mio cervello) viene in mente Stan Lee che fa dire allo zio di Peter “Spidey” Parker: “Da un grande potere derivano grandi responsabilita’“. Tradotto in italiano significa che affermazioni clamorose (“Ho inventato un sistema che permette la produzione di energia illimitata, quasi a gratis, non inquinante, non radioattiva, che funziona con un materiale abbondantissimo e a buon mercato!“) hanno bisogno di prove altrettanto clamorosamente definitive.

Le affermazioni clamorose non mancano: da tre anni Rossi e compagnia vanno avanti imperterriti con:

  • guadagni -raccontati- del 200% (maanche 600% eeeee oltre!!1!11!) rispetto all’energia immessa nel sistema;
  • dichiarazioni di reazioni LENR tra idrogeno e nickel, a dare come prodotto finale della fusione nucleare rame, che pero’ non si trova nella polvere, la quale peraltro non viene mai fatta analizzare per paura che si scopra l’ingrediente segreto (la polverina di Campanellino, forse…);
  • dichiarazioni sull’assenza di raggi gamma, o se ci sono si “termalizzano” e quindi non fanno male, anzi: non escono proprio dall’apparato;
  • ma, contestualmente, asserzioni sulla presenza di una schermatura di piombo, poi questa scompare, poi c’e’ ma fonde e comunque non vi preoccupate tanto i gamma non ci sono (un loop if-then-goto della migliore specie);
  • annunci di inizio vendita di impianti turnkey da un giorno all’altro, che poi si trasforma nel giorno dopo e poi in quello dopo ancora, a dimostrazione che il detto “Oggi no, domani forse, dopodomani sicuramente” e’ sempre, per definizione, vero;
  • A corollario dell’affermazione sopra, dichiarazioni su 1 impianto venduto, poi erano 7, infine 13 pero’ non vi si puo’ dire nessun nome di cliente perche’ c’e’ il segreto. E per adesso s’e’ visto solo un prototipo
  • Affermazioni su impianti di produzione in serie di E-Cat da 100.000 pezzi l’anno, localizzati in USA, poi da qualsiasi parte ma  non in USA, poi se ne perdono le tracce. Comunque ci sono e sono impianti tutti robotizzati. Ma non si possono vedere, ne’ si puo’ sapere dove siano.

E via di questo passo, con balletti e dichiarazioni in contraddizione con quelle rilasciate un ora prima che a un certo punto Silvio Berlusconi m’e’ cominciato a sembrare un dilettante, al confronto di Rossi. Che pero’ dai Monaci Diacci e’ sempre giustificato, perche’ deve proteggere il segreto industriale (whattafack?!?!?!), e la sua invenzione dall’assalto dei kattivi delle multinazionali del petrolio.

L’ultima delle promesse di Rossi era -da sette o otto mesi “oggi no, domani forse, dopodomani…” oramai l’avete capito :-)- la pubblicazione di questo benedetto third party report. Che inizialmente era stato annunciato esser pubblicato su una rivista peer reviewed, poi s’e’ visto sopra che han ripiegato su arXiv (scelta onesta e santa, basta pero’ non millantare faticose revisioni del lavoro e passaggi da accaniti arbitri tecnici).

Comunque, come gia’ detto i risultati sembrano promettere un futuro in cui tutti avranno l’energia necessaria gratis, e nulla inquinera’ piu’ il cielo e le acque, e il leone e l’agnello berranno alla stessa fonte… Bello, vero?

Pero’, come sono stati ricavati quei risultati a me non sconfiffera per nulla. Ora, io non sono un tecnico (o meglio, non lo sono piu’; lo ero in altro ambito, ed ero comunque abituato a metter su setup sperimentali e a misurare fenomeni), ma un paio di appunti su come queste incredibili misure sono state prese le posso fare pure io.

Per esempio: s’e’ deciso di misurare la temperatura con una termocamera. E’ un sistema sicuramente lecito ed utilizzabile (con alcuni vantaggi tipo la misurazione a distanza e contactless), pero’ quello che si misura e’ la temperatura esterna, inferendola -attraverso calcoli complicatissimi- dalle tonalita’ di colore che assume l’oggetto quando si scalda e -di conseguenza- emette radiazione infrarossa.  Pero’… Pero’ un sistema ancora migliore e piu’ semplice e’ piazzare una decina di termocoppie in giro sul cilindro e magari dentro di esso, e leggere in continuo l’output. Si avrebbero n misure da confrontare l’una all’altra, cosi’. Troppo difficile? Troppo poco innovativo?

Ancora: la misura della potenza elettrica immessa nel marchingegno e’ stata demandata ad una telecamera che riprendeva lo schermo di un wattmetro. Cristo santo: o collegare quel wattmetro ad una presa USB d’un PC e far registrare in continuo la potenza no, eh? Roba troppo moderna? Troppo accurata?

Sembra quasi che i sette dell’apocalisse si siano preoccupati di non produrre risultati definitivi, per paura di esser giudicati di parte sono risultati di partissima.

Infine: e’ stato sollevato da piu’ parti il lecitissimo dubbio che vi fosse una alimentazione “nascosta” del sistema, che si accendeva quando si spegneva quella “lecita”. Non v’era mezzo, con l’apparato sperimentale messo su dai sette saggi, di scoprire se questo sia avvenuto o meno, semplicemente non si puo’ escludere che vi fosse il trucco (di sfuggita, devo far notare che e’ parimenti vero che con quegli esperimenti non si puo’ certo escludere che l’accrocchio funzioni davvero. Non si puo’ provare nulla, insomma).

E comunque, a prescindere da tutti i miei dubbi, i Monaci han trovato in questa pubblicazione un nuovo elemento di rafforzamento della loro incrollabile fede nel nuovo e rivoluzionario sistema di generazione d’energia. Che se ne fotte della termodinamica, ma chi se ne frega, se ci garantisce millenni di gozzovigli e risparmi sulle bollette del gas?

A raffreddare i bollori dei Diacci Marmati si levano in rete molti cori di protesta, alcuni piu’ alti di altri, alcuni che inneggiano alla censura preventiva dell’eresia tramite radiazione dall’albo dei ricercatori di coloro che hanno osato tentar la via del Santo Graal Fusore.

Questi ultimi li capisco poco e li reputo al servizio inconsapevole dei Monaci stessi, che possono agevolmente piangere di repressioni e razzismi culturali nei loro confronti.

Ma per fortuna oltre ai blog, a Facebook, a siti e servizi pseudogiornalistici, c’e’ ancora l’ultimo baluardo dell’Internet di trenta-trentacinque anni fa che non vuole morire sotto i colpi di social networks e chat d’o cazz: Usenet, l’ultima frontiera dei vecchi navigatori (over quaranta, per evidenti motivi anagrafici), che -come una splendida oasi naturalistica ricca di fauna in via d’estinzione- ospita gente come il gia’ piu’ volte citato Leonardo Serni, che vola un par di chilometri sopra le teste dei vari Rossi e Levi, e tira fuori questo capolavoro qua, da tramandare ai posteri:

Serni_ECatAntani

In conclusione: ci tocchera’ pagare gas e luce per molti, molti anni ancora.

 

 

Barney