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Lo scaldabagno

Allora, dopo tre anni di “oggi no, domani forse, dopodomani di sicuro“, ieri finalmente Andrea Rossi ha ottenuto il suo primo brevetto per l’accrocchio inguardabile (™, ® e © miei) che lui chiama “E-Cat” e che sarebbe una specie di reattore nucleare a bassa energia ma ad altissimo rendimento che “oggi no, domani forse, dopodomani di sicuro” ci affranchera’ dal giogo dei petrolieri. Grazie alla fusione fredda, o LENR, o come minchia si chiama questo mese quella roba la’.

Peccato -per gli entusiasti Monaci Diacci Marmati degli Ultimi Giorni- che il brevetto sia stato riconosciuto ad un bussolo (sinonimo di accrocchio inguardabile) entro cui scorre acqua, che viene scaldata attraverso una reazione chimica (lo dice lui, mica io!) tra litio e idrogeno, i quali reagirebbero grazie alle proprieta’ endocroniche della tiotimolina risublimata al nickel che funge da catalizzatore. Nickel che fino a ier l’altro era il “carburante” della reazione, ossia l’elemento che reagiva; peraltro la reazione era nucleare, e trasmutava il nickel stesso in un suo rarissimo istopo e in rame. Ma solo di venerdi’ dei mesi che finiscono in “o”. Nei mesi pari tale reazione nucleare (o chimica, a scelta del lettore) emetteva raggi Gamma, che nei mesi dispari termalizzavano su uno scudo di piombo Il quale scudo, va detto, risultava essere in grado di sopportare temperature ben superiori al punto di fusione del materiale per motivi che per questioni di proprieta’ intellettuale nessuno vi potra’ mai spiegare. In tutti gli altri periodi dell’anno si potevano cuocere salsicce sull’oggetto acceso, senza alcun problema di radiazioni.

Pero’ niente paura: anche oggi, come sempre il bussolo garantisce (parole di Rossi, ovviamente) un rendimento pari a sei volte l’energia immessa.  Se ti va male, perche’ spesso fai anche un par di chilometri al litro in piu’, specie se sei in discesa e col vento a favore. La moltiplicazione dei pani e dei pesci? Bischerate da dilettanti…

Non sono ubriaco, ve l’assicuro. Ho cercato di sintetizzare lo status quo delle “ricerche” di Rossi prima di lasciarvi estasiati all’ammirazione del brevetto.

Le voila’, mesdames et messieurs:

USPTO009115913.pdf

Io nutro profonda ammirazione per il modo con il quale l’uomo gestisce il circo che e’ riuscito a mettere su, e profondo disprezzo per le sue sboronate da Nobel in pectore che non si rende conto di quanto egli rappresenti la prova vivente della bonta’ delle teorie di Dunning e Kruger, ma c’e’ chi lo ammira senza “se” e senza “ma”, che fa l’esegesi terzarolata di quanto egli (anzi: Egli) dice e scrive, c’e’ chi infine aspetta imperterrito e fiducioso il magGico “Gattone” sugli scaffali dei Leroy Merlin. Oggi no, domani forse, dopodomani di sicuro.

Per un’approfondimento di parte opposta alla mia, inveterato scettico che alla fatina dei dentini ha smesso di credere anni fa, non c’e’ che l’imbarazzo della scelta:

Uno

Due

Tre

Cavallo, carrozza e re:

Barney

Sapevo che ci saremmo arrivati…

Escono dalle fottutissime pareti, non c’e’ niente da fare.

L’ultimo e’ questo qua:

air4gasAria come combustibile grazie all’electrino, che non si sa se esiste ma se c’e’ lo si puo’ ottenere millemila volte dallo stesso elettrone!

E se non c’e’, Ramen.

E a settembre, siòre e siòri… “E-trash”: la tua spazzatura trasformata in pellet e addizionata di A.R.I.A. (TM) doventa una risorsa che ti scalda la casa aggratis! E ci guadagni anche, toh!

(quest’ultimo concetto e’ gia’ stato abusato da Rossi e il suo E-Cat per anni, ma fa sempre la sua porchissima figura. Ah, ci son posti dove questo processo -dar fuoco alla spazzatura- e’ un classico da decenni, senza strombazzamenti ne’ proclami).

Barney

Amarcord e rasoio di Onan: la fede, le seghe, la fede nelle seghe…

Per sostenere adeguatamente l’utilizzo del nuovo tag #rasoiodiOnan ripropongo alla lettura di tutti, ma soprattutto a quella dei Monaci Diacci Marmati degli Ultimi Giorni, la mia traduzione di una intervista che Andrea “Da Vinci” Rossi concesse due annetti fa a Oilprice.com.

E’ lunga, tanto che all’epoca la spezzai in tre post:

uno,

due

tre.

Il commento musicale non puo’ che essere affidato a Bobo Rondelli e gli Ottavo Padiglione, con la immortale “Levàti di ùlo” (che gli accenti, in Toscana, son fondamentali!). Tutte le voci sono fatte da Bobo medesimo, che e’ un imitatore eccellente. Oltre che poeta e cantante, ovviamente.

Barney

Il rasoio di Onan

Il titolo m’e’ venuto in mente ieri, e siccome mi sembra -senza falsa modestia- splendido non posso buttarlo via senza un post. Eccolo qua; sara’ lunghetto perche’ devo premettere e raccontare un po’ di antefatti, ma per chi volesse arrivare alla fine senza leggersi tutto diro’ che i rasoisti di Onan sono i Monaci Diacci Marmati degli Ultimi Giorni. Se pero’ non sapete chi’ e’ Onan vi consiglio di leggere tutto 🙂

Tutti conoscono il rasoio di Occam, quel principio di logica spicciola tirato fuori qualche secolo fa da Guglielmo da Occam (un frate che non aveva molto da fare, quindi pensava parecchio…) che fa piu’ o meno cosi’:

Considerato un problema x, e dati tutti gli elementi per risolverlo, la soluzione piu’ semplice e’ sempre da prendere in considerazione per prima.

Cioe’: e’ inutile pensare a spiegazioni assurde sul perche’ una cosa avviene, se hai una giustificazione logica, razionale e che funziona bell’e che pronta.

L’altro giorno sul sito del Profeta della Chiesa dei Monaci Diacci Marmati degli Ultimi Giorni ho scoperto l’esistenza del rasoio di Hanlon, un principio di logica sipcciola (molto piu’ spicciola di quella del rasoio di Occam) che fa piu’ o meno cosi’:

Non cercare mai di attribuire a cattiveria qualcosa che si puo’ spiegare con la stupidita’ umana.

Bene, son finite le premesse, adesso partiamo con il post.

Come qualcuno dei miei tre lettori sapra’, il Profeta e’ sicuro, certo, graniticamente convinto che tutti gli esperimenti sull’E-Cat di Andrea Rossi non han fatto che certificare che l’accrocchio funziona, producendo molta piu’ energia di quella che vi viene immessa dentro.

Come, non si sa. E la spiegazione della fatina dei dentini e’ una di quelle da non scartare…

Ora, tutte le volte che qualcuno fa una obiezione alle roboanti sparate di Rossi e dei suoi discepoli su quanto funziona bene il trabiccolo, quanto nulla consuma, come non produce radiazioni, come riesce a trasmutare metalli in altri metalli… I Monaci DMdUG se ne escono citando EinstIn (storpiare il nome di Einstein e’ un dovere per i fuffocomplottisti :-P), o una fisica esoterica (lo spirito eterico dell’Universo che scappella a destra come se fosse Antani), o un Non Disclosure Agreement, o il rasoio di Occam, per l’appunto.

Su tutto il resto posso passar sopra, ma citare Occam per giustificare il ferraccio riscaldato di Rossi proprio e’ un’offesa all’intelligenza e alla logica. Infatti, questi impavidi ed inarrestabili ottimisti della fede nella fusione fredda pur di star dietro alle dichiarazioni contrastanti di Rossi (un giorno dice “bianco”, l’altro “nero”, l’altro ancora “cipolle”, infine “puppa!1!!11!!”) sono costretti ad invocare spiegazioni sempre piu’ cervellotiche, in un esercizio di training autogeno di gruppo che per quel che mi riguarda potrebbe essere riassunto cosi’:

fare le seghe ai gatti

che in Toscana sta a significare un affannarsi in inutili attivita’ senza alcuna speranza di venirne a capo, e senza alcuna ragione pratica per affannarvisi.

I Monaci DMdDUG sono la perfetta dimostrazione del principio del rasoio di Onan, appunto…

Barney

Tempo di grandi classici…

… tempo di fusione fredda, quindi.

Il fatto e’ che dopo quasi un anno di attesa (“oggi no, domani forse, dopodomani di sicuro”) e’ uscito qualche giorno fa il report sui test indipendenti fatti da un gruppo di ricercatori sull’E-Cat di Andrea Rossi.

Gia’ vedo molta gente che abbandona la sala, tossendo e alzando il bavero della giacca per non farsi riconoscere, ma non vi preoccupate: vi mando via presto senza tediarvi piu’ del necessario (trad.: vi spappolero’ i maroni).

Dunque: si parla di fusione fredda, o di reazioni nucleari a bassa energia. La pietra filosofale che risolverebbe qualsiasi problema energetico, di inquinamento, di surriscaldamento e di quel che vi pare a costo zero. Il paradiso in Terra, una cosa troppo bella per essere vera. Infatti, e’ dal 1989 che stiamo aspettando, e i pochi credenti della Chiesa dei Monaci Diacci Marmati degli Ultimi Giorni si assottigliano ogni giorno di piu’ perche’ si: va bene che “oggi no, domani forse e dopodomani di sicuro“… ma qua siamo ben oltre il dopodomani, e di sicuro non s’e’ visto nulla.

Ma divago.

Il report lo trovate qua. E’ parecchio simile al primo report, quello del 2013, chiamato pomposamente “Third Party Report“, a -tentare di- giustificare una terzieta’ dei ricercatori rispetto all’inventore del trabiccol E-Cat. In realta’ gli autori del report 2 sono -bada li’ i casi della vita!- gli stessi del report 1 meno uno. E i risultati sono ancor piu’ eclatanti di quelli del 2013: oltre che “anomalous heat” (ovvero, oltre al fatto che nell’accrocchio si sarebbe generato piu’ calore rispetto all’energia immessa dall’esterno) stavolta si certificano trasmutazioni. Senza che si misurino radiazioni, il che non solo e’ strano, ma non e’ mai nemmeno stato osservato, ne’ esiste una teoria che spiega come questo possa accadere. Andrebbe bene anche una cosa tipo “e’ stata la fatine dei dentini”; per dire. Ma no: non c’e’ nemmen quello. Gli autori del report si dicono stupiti dei risultati, che pero’ secondo loro ci sono e quindi ciccia.

Ne’ esiste teoria che puo’ dar conto di come mai un paio di anni fa le trasmutazioni (anche allora senza misurazione di radiazioni) riguardavano Nickel e Rame, mentre ora si hanno “solo” isotopi di Nickel e Litio che aumentano o diminuiscono in barba a qualsiasi regola.

La faccio breve: per me siamo di fronte a un ballista di professione (A. Rossi) che riesce ad imbonire dei creduloni complici e ad imbastire un circo nel quale e’ vietato entrare se non credi ciecamente al fenomeno magGico (e infatti i “ricercatori” “indipendenti” sono sempre gli stessi e stranamente sono amici dell’inventore. E’ un po’ come se la bonta’ del vino fosse certificata non dico dall’oste, ma dai figli dell’oste. Indipendenza un par di balle, insomma) e se non lasci a casa il cervello prima di entrare.

Non c’e’ bisogno di essere fisici teorici per porsi alcune semplici domande, di fronte a teorie clamorose e risultati eccezionali come questi. Io, almeno, me le pongo:

1) Ma te guarda che culo: un laureato in filosofia che scopre un fenomeno fisico nemmeno mai pensato da nessun Nobel per la Fisica, o per la Chimica!
2) Ancora piu’ strano: quando si fanno le prove l’inventore mette sempre le mani dappertutto, e gli osservatori sono sempre gli stessi sei o sette amici dell’inventore stesso.

3) Miracolosamente, siamo davanti a una cosa che -se fosse vera- prevederebbe vagonate di radiazioni Gamma a giro per i laboratori, e gente morta per essere stata esposta ai raggi. Nessuno invece muore, anzi: nessuno misura alcuna radiazione.

4) L’accrocchio funzionerebbe grazie ad una polverina misteriosa, di cui solo l’inventore sa la composizione. Pero’ nemmeno lui sa come questa polverina agirebbe. Ovvero: nemmen lui sa teorizzare perche’ la cosa funziona. E la composizione della polverina gliela deve quindi avere suggerita davvero la fatina dei dentini.

5) Non vi stupirete se sia nel caso del primo rapporto, sia nel caso del secondo, un manipolo di kattivi miskredenti ha elencato una serie di possibili modi per barare sulle prove ed ottenere i risultati dichiarati. Ossia: esistono modi semplici per far sembrare che l’accrocchio funzioni, e invece non fa una cippa di nulla. Nel caso del secondo rapporto si tratterebbe di una inversione delle pinze da cui si misurava la corrente immessa nel circuito (incidentalmente, la stessa spiegazione potrebbe dar conto dei risultati mirabolanti della prima prova).

6) L’invenzione dovrebbe servire per generare energia. Un buon modo per provare che funziona mi sembrerebbe accendere l’accrocchio, e poi staccare tutti i cavi elettrici: se l’E-Cat e’ capace di autosostenersi, allora funziona. Altrimenti e’ una cagata pazzesca. Stupisce apprendere che questa prova non e’ mai stata fatta? Stupisce apprendere che l’inventore sostiene che non si puo’ staccare la corrente elettrica, altrimenti la “reazione” non si controlla piu’? A me no, manco un po’, perche’ i fuffari direbbero esattamente questo.

7) Le spiegazioni che l’inventore ha dato al perche’ l’accrocchio dovrebbe funzionare cambiano ogni volta. Si va dalla “termalizzazione dei Gamma sullo schermo in piombo”, all’assenza di Gamma E di schermo in piombo, dalla presenza di rame come prodotto della reazione alla assenza di rame, alla fatina dei dentini che arriva di notte e mette il soldino.

8) Ad ogni critica l’inventore risponde con insulti e con un “decidera’ il mercato”. Il mercato e’ li’ che aspetta di poter decidere, ma oggi no, domani nemmeno… Dopodomani pero’ sicuramente potra’ decidere, vero?

Se siete interessati, qua, qua, qua, qua e qua ci sono approfondimenti piu’ seri. Qua i Monaci Diacci superstiti stanno cercando di non guardare, non sentire e non vedere. Ma la vedo dura anche per gli ultimi giapponesi della mente aperta e del cervello che cade a terra…

Barney

Novita’ (??!!!!) sulla fusione fredda

La novita’ e’ che non vi sono novita’ di rilievo, pero’ i Monaci Diacci Marmati degli Ultimi Giorni continuano a credere cosi’ forte che prima o poi uscira’ loro il sangue dal naso.

Allora, uno potrebbe chiedersi come mai mi viene in mente di scrivere un post sul nulla. Beh, non e’ mica la prima volta, e mica sara’ l’ultima…

In questo caso pero’ ho una giustificazione semi-decente: oggi sono intervenuto sul blog di riferimento dei Monaci Diacci ecc. ecc., in una discussione nella quale e’ venuto fuori il disastro di Fukushima. Ho segnalato come sempre in questi casi l’ottimo blog “Unico Lab“, che da sempre aggiorna sulla situazione del reattore (in sintesi: e’ un enorme disastro, un casino dal quale difficilmente si riuscira’ ad uscire, e comunque serviranno decenni…), e leggendo tra i titoli in prima pagina ho scoperto un gran bel commento, anzi una ottima analisi del “third party report” sull’E-Cat ad alta temperatura, che pure io ho brevemente analiz sbeffeggiato tempo fa.

Il pezzo e’ di qualche settimana fa, pero’ pone l’accento su una serie di aspetti cosi’ macroscopici che a caldo sono risultati invisibili.

Il piu’ macroscopico e’ quello riferito ad un grafico che appare a pagina 27 del report. Ecco qua sotto uno screenshot dall’ultima versione del lavoro, del giugno di quest’anno:

plot1Il grafico “racconta” cosa succede all’accrocchio sotto test quando gli si fornisce della potenza in ingresso. Le onde quadre rosse rappresentano la durata della fornitura di potenza al dispositivo (asse x) e l’entita’ della potenza stessa (asse y). La curva blu e’ invece la registrazione della potenza in uscita dal sistema, sotto forma di calore. Il claim degli autori del lavoro e’ duplice: dicono che il sistema produce piu’ energia di quanta gliene viene fornita, e dicono anche che il dispositivo, in queste registrazioni, funziona in autosostentamento. Produce, insomma, da solo l’energia necessaria al suo funzionamento, anche se si spegne l’input rappresentato dall’onda quadra rossa del grafico qua sopra.

La prima affermazione necessita di complicati calcoli per essere confutata, ma io sono buono e la considero vera. La seconda e’ una puttanata galattica (tecnicismo gergale, mi scuso per i non addetti ai lavori), perche’ un sistema in autosostentamento parte da uno stato di “spento” e, dopo l’attivazione/il miracolo/la magia raggiunge e mantiene indefinitamente (e’ sbagliato, ma si fa per capirsi…) uno stato di “acceso“. Un grafico di un E-Cat che si autosostiene NON E’ certamente quello mostrato dagli autori; avrebbe dovuto essere come la parte sinistra della figura qua sotto, che io ho indegnamente taroccato con Paint:

plot2La parte destra rappresenta invece un sistema che, attivato, non si controlla piu’ e a un certo punto “esplode”. Una bomba o un razzo a solido sono due buoni esempi del caso due. Ma il grafico originale non descrive di certo un sistema che produce energia “dal nulla”, autosostenendo il processo. Insomma: gli stessi autori dimostrano che l’accrocchio non funziona.

Se qualcuno si chiedesse come mai allora i Monaci Diacci son sempre li’ a portare in giro i ceri e la croce, anche contro l’evidenza mostrata loro dai profeti e dai discepoli… Beh, mi permetto di rammentarvi che in questo bellissimo paese per vent’anni un tizio e’ riuscito a gestire il potere dando a bere al popolo cose ben peggiori, con ben altri ordini di evidenza.

Ci deve essere della genetica, dietro questa facilita’ ad essere abbacinati dal primo venditore di balle che passa, non trovate?

Mi resta solo da giustificare la citazione musicale dell’inizio:

Barney

Servizio Pubblico: traduzione in italiano corrente dell’ultimo camion di puttanate dichiarate da Andrea Rossi in un’intervista in inglese (TERZA ED ULTIMA PARTE)

Dopo la puntata numero uno, e la numero due, continuo nella titanica operazione di traduzione dall’inglese all’italiano del Rossi-pensiero espresso in questa intervista su Oilprice.com.

RIbadisco che “JB” e’ l’intervistatore James Burgess, e “AR” e’ – ma va?- Andrea Rossi. “NdB” (Nota del Bischero) definisce invece l’intervento mio, che -per comodita’ dei leghisti e dei veri credenti della Chiesa del Monaco Diaccio Marmato degli Ultimi Giorni– e’ colorato in rosso.

C’eravamo lasciati con Rossi che dava i numeri per quel che riguarda i prezzi di vendita dell’E-Cat domestico (10 kW per 900$) e per il device “industriale” da 1 MW (1,5 Milioni di $).

JB: E dove saranno venduti? CI sara’ bisogno di venditori specializzati per poi installarli, oppure potremmo letteralmente prendercene uno dallo scaffale del negozio, portarlo a casa e attaccare la spina?

AR:Circa un mese fa dissi che gli E-Cat sarebbero probabilmente stati distribuiti entro 18 mesi, e che sarebbero stati sperabilmente in commercio in qualche mese dell’inverno successivo. [NdB: mi pare che la domanda fosse chiara: DOVE SARANNO VENDUTI? Rossi non ha risposto, mi pare, eh?] L’installazione di un E-Cat e’ davvero semplice. Qualsiasi idraulico, o operaio, puo’ essere addestrato ad installarne uno a casa.

JB: Ma quanti E-Cat ha venduto sino ad oggi? Ci puo’ dire qualcosa di piu’ rispetto a chi sono i suoi clienti? [NdB: vediamo se ho i poteri. Secondo me Rossi dice che per motivi di riservatezza non puo’ dire nulla.]

AR: Quando saremo in grado di dire i nomi dei nostri clienti, lo faremo. Il tempo non e’ ancora giunto. Lei puo’ immaginare cosa potrebbe succedere ai nostri clienti se noi dessimo i loro nomi in pasto al pubblico? [NdB: beh, mi piace vincere facile. E vedo che anche AR ha un omino del cervello: parla sempre in prima persona plurale “noi qui, noi la’”… Ma intanto di “loro” s’e’ visto solo lui :-).]

JB: Se lei sta parlando di usare l’unita’ domestica come sistema di riscaldamento, non sarebbe piu’ efficiente usare l’E-Cat come rimpiazzo per una caldaia sanitaria convenzionale, piuttosto che produrre elettricita’ per far funzionare una macchina che poi scalda l’acqua? [NdB: incredibile a dirsi, JB ne imbrocca un’altra, di domande giuste. Sara’ mica impazzito? :-). Ah, la mancanza di nesso tra questa domanda e la risposta precedente e’ presente nel documento che sto usando, non l’ho inventata io.]

AR: La nostra visione [NdB: liberta’ di traduzione, secondo me e’ meglio di “policy”, che qua non ci incastra nulla] attuale e’ di applicare l’E-Cat ad una caldaia esistente. Sara’ utilizzato per fornire calore ad una abitazione, tuttavia un boiler sanitario tradizionale sara’ ancora necessario, poiche’ l’E-Cat ha bisogno di tempo per scaldarsi e non potrebbe rispondere velocemente alle richieste di acqua calda come invece fa un normale boiler.

JB: Le polveri di nickel sono tossiche, e il calore generato all’interno del reattore e’ abbastanza elevato da poter causare danni fisici molto gravi alle persone. Quanto sara’ affidabile l’E-Cat? [NdB: altra buona domanda, speriamo non sia un fuoco di paglia, eh?]

AR: Le polveri di nickel sono completamente inaccessibili (all’utente finale, credo). La sicurezza e’ stata sempre una priorita’ assoluta e tutti gli aspetti sono attualmente in fase di certificazione. [NdB: questa a casa mia si chiama “supercazzola brematurata”, e la risposta alla domanda di JB e’ quanto meno parziale.]

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JB: Ha parlato dell’idrogeno e del nickel come elementi che possono essere considerati il carburante della macchina, ma che ci dice del catalizzatore? Sara’ necessario sostituirlo di tanto in tanto? [NdB: un catalizzatore di norma non dovrebbe “scomparire”, ne’ essere consumato dalla reazione. Altrimenti non si chiamerebbe catalizzatore…]

AR: la cartuccia di refill conterra’ sia il nickel (o il rame, a seconda che sia nuova o usata) sia il catalizzatore. Entrambi [NdB: io capisco il nickel e il catalizzatore] saranno sostituiti assieme.

JB: Considerato che ci vuole un po’ di tempo sia per accendere che per spegnere un E-Cat, non pensa che la gente lo fara’ funzionare sempre a pieno regime, anche se non c’e’ bisogno di energia in un determinato momento?

AR: No, perche’ l’E-Cat puo’ essere regolato. [NdB: la domanda era un’altra, ed era corretta anche alla luce di quel che Rossi aveva detto poco sopra sul fatto che per avviare un E-Cat serviva tempo]

JB: Quanto tempo ci vuole per aumentare o diminuire la quantita’ di potenza generata?

AR: Circa un’ora. [NdB: non mi pare un tempo stretto… Un’ora per regolare la potenza in uscita e’ tantino, IMVHO]

JB: E di quanto e’ possibile aumentare o diminuire la quantita’ di potenza che un E-Cat puoì tirar fuori mentre e’ acceso?

AR: 100%

JB: Una volta che un E-Cat e’ installato ed in funzione, funzionera’ semplicemente per 30 anni [NdB: trent’anni? E che e’, un generatore a radioisotopi?] producendo un quantitativo stabile di energia in uscita, o ci sara’ bisogno di una attenta regolazione?

AR: L’E-Cat dovrebbe funzionare senza problemi, ma avra’ bisogno di asistenza ogni 180 giorni di uso per il cambio del “carburante” [NdB: la cartuccia di refill]

JB: Nei trent’anni di vita di un E-Cat, tenuto conto del costo di acquisto, dei costi di funzionamento, dei costi di manutenzione e cosi’ via… Quanto dovrebbe far risparmiare ad un proprietario, un E-Cat?

AR: Ovviamente ci sono numnerosi fattori che influenzeranno la risposta a questa domanda. Il tempo in cui il costo di acquisto viene recuperato potrebbe essere un momento qualsiasi tra pochi mesi e tre anni dall’acquisto, ma dopo questo tempo il cliente dovrebbe risparmiare almeno il 66% della sua “vecchia” bolletta energetica.

JB: Quale ruolo pensa che assumera’ la sua invenzione nel futuro? Ciascuna casa avra’ il suo, oppure la rete elettrica sara’ collegata a enormi centrali ad E-Cat?

AR: Forse, pero’ perferisco parlare di cose di cui sono certo. Se dico qualcosa, devo essere sicuro che faro’ quella cosa. Perche’ nessuno mi fa sconti, come lei ha gia’ visto; e questo e’ sempre stato cosi’, nella mia non semplice vita. [NdB: sento un certo fumus persecutionis…]

JB: Dove immagina lei e la sua azienda tra uno/tre/cinque anni da adesso?

AR: Lo sa solo Dio. Stiamo lavorando duro per sviluppare esponenzialmente la diffusione della tecnologia. [NdB: qua si ritorna alla supercazzola brematurata, con scappellamento a destra]

JB: Che idea s’e’ fatto della nuova macchina LENR “Hyperion”, della Praxen Defkalion Green Technologies Global Ltd.? E’ un competitore serio per il suo E-Cat? Si sente tradito dai suoi ex-compagni di business?

AR: No comment.

JB: Lei ha detto che l’E-Cat funzionera’ accanto ai combustibili fossili. Ma pensa che in futuro l’E-Cat possa aiutare a ridurre la dipendenza del genere unamo dagli idrocarburi fossili?

AR: Si.

JB: Ma come puo’ fare uno che e’ interessato ad acquistare un E-Cat? Puo’ contattare qualcuno per piazzare un ordine di acquisto?

AR: Basta scrivere una email a info@lenoardocorp1966.com [NdB: quasi quasi ci provo 🙂 ]

Fine dell’intervista, le prime due puntate le trovate qui e qui.

Barney

Servizio Pubblico: traduzione in italiano corrente dell’ultimo camion di puttanate dichiarate da Andrea Rossi in un’intervista in inglese (SECONDA PARTE)

Continuo la traduzione della intervista ad Andrea Rossi, l’uomo dell’E-Cat, apparsa nei giorni scorsi su “Oilprice.com” con il sobrio titolo

I potenziali illimitati dell’E-Cat: una intervista con Andrea Rossi

Come nella prima puntata, “JB” e’ l’intervistatore James Burgess, e “AR” e’ – ma va?- Andrea Rossi. “NdB” (Nota del Bischero) definisce invece l’intervento mio, che -per comodita’ dei leghisti e dei veri credenti della Chiesa del Monaco Diaccio Marmato degli Ultimi Giorni– e’ colorato in rosso.

Riporto l’ultima accoppiata domanda-risposta e poi vò ad iniziare senza porre altro inutlie tempo in mezzo.

JB: La transizione completa alla fusione nucleare probabilmente potrebbe durare decenni [NdB: nel caso che la fusione fredda funzioni, caro il mio pallette. No?]. I costi sempre piu’ alti dei prodotti petroliferi potranno essere un incentivo, ma il fornire il prodotto a sette o otto miliardi di persone sara’ un compito improbo. Una volta che lei avra’ i brevetti, quali sono i suoi piani per la produzione e la distribuzione? 

AR: Roma non e’ stata costruita in un giorno. Provo a seguire la stessa filosofia, e porto la stessa pazienza. Lo sviluppo progredira’ esponenzialmente man mano che andiamo avanti, fino a livelli che oggi non possiamo immaginare, ma per adesso ci stiamo focalizzando nella realizzazione di una linea di produzione in grado di produrre un milione di E-Cat l’anno.

JB: Pensa che le accuse che le sono state mosse in passato, in relazione al caso Petroldragon [NdB: la storia la si puo’ leggere qui], ha ostacolato l’accettazione della sua macchina E-Cat? Anche se poi e’ stato scagionato da tutte le accuse, pensa che la gente si aspetti che lei venga smascherato come un truffatore?

AR: Francamente, non ho tempo per pensare a queste cose. Per me la questione e’ irrilevante, quel che conta e’ il mio lavoro, e su quello saro’ poi giudicato.

JB: Ma con cosi’ tanti scienziati che bollano le LENR come un fenomeno impossibile, cosa la fa continuare con i suoi studi? Perche’ pensa che siano loro a sbagliarsi?

AR: Non sto nemmeno ad ascoltare chi mi dice che dovrei smetterla. Proprio non ho tempo. [NdB: questa continua e reiterata rivogata sulla mancanza di tempo si scontra con le numerose interviste, video, interventi di AR su siti, giornali, televisioni e quant’altro. Ma forse e’ quello il tempo che gli manca 🙂]

JB: Comunque, lei non ha ancora permesso a nessuno di studiare accuratamente gli intricati meccanismi che sono dentro la sua macchina, sostenendo che i brevetti che ha richiesto non sono ancora stati concessi [NdB: in sostanza Rossi sostiene da sempre che se facess vedere ora come funziona la sua invenzione, tutti gliela copierebbero]. Questa mancanza di trasparenza ha avuto come risultato una enorme quantita’ di scetticismo. Una volta che le verranno concessi i brevetti [NdB: non sarebbe meglio dire “SE” le verranno concessi i brevetti, caro il mio pallette?], lei rivelera’ informazioni piu’ dettagliate sull’E-Cat?

AR: Si

JB: In passate interviste lei ha detto che negli ultimi due anni le sue idee su cosa avviene all’interno dell’E-Cat sono cambiate tantissimo. Ha detto che c’e’ un qualche meccanismo di fusione nucleare, ma che questa potrebbe non essere la sorgente principale dell’energia sprigionata [NdB: ah, no? Ma questa e’ veramente fantastica. Se non e’ fusione, di cosa stiamo parlando, di grazia? Magia? Alchimia? Gli alieni che usano dei raggi speciali?]. Ci puo’ spiegare esattamente cosa succede all’interno dell’E-Cat? E da dove deriva l’eccesso di energia? [NdB: domanda che finalmente sottoscrivo. E’ l’unica che ha un senso

 

Mago-merlino-economico1

AR: No, mi dispiace: non posso. Questa questione e’ al momento ancora confidenziale, e io non posso aggiungere nulla a cio’ che ho detto prima, o a cio’ che lei ha correttamente citato [NdB: mi permetto di far notare ad AR che JB ha detto NULLA. L’avra’ pure detto correttamente, ma sempre nulla e’…]

JB: Sembra quasi che lei voglia mettere in ombra il ruolo che le LENR potrebbero avere nel fornire abbondante energia a basso costo al mondo intero, dal momento che lei sta sviluppando solo unita’ relativamente piccole. Non pensa che la sua macchina che sfrutta le LENR potrebbe veramente risolvere parecchi dei problemi energetici che abbiamo sulla Terra? [NdB: voliamo bassini, eh? E la fame nel mondo? E il cancro? Li vogliamo debellare, porca miseria, o no?]. Ha in mente di costruire anche unita’ piu’ grandi, da 10-100 MW, o cio’ non e’ possibile?

AR: Abbiamo gia’ sviluppato impianti da 1 MW, e sara’ facile collegare parecchi di questi impianti per fare impianti piu’ grandi. Data la taglia compatta, e l’efficienza nel processo di generazione di energia, una centrale elettrica ad E-Cat sara’ molto piu’ piccola della sua equivalente a idrocarburi fossili o a fissione. [NdB: ovvio, chi ne puo’ dubitare? Piu’ efficienti, meno inquinanti, meno impattanti… Una favola!]

JB: ha detto che si possono collegare assieme piu’ impiantid a 1 MW per fare centrali piu’ grandi. Come funzionerebbe, questa centrale? E che costo avrebbe?

AR: Gli impianti da 1 MW si possono realizzare in una taglia compatta di 3 metri per 2,5 per 2,5 [NdB: approssimativo, Rossi usa i piedi come unita’ di misura], che poi possono essere collegati in serie o in parallelo per produrre la potenza necessaria [NdB: altro punto interessante, si possono collegare gli impianti O in serie, O in parallelo. A scelta? Boh?]. Il costo sara’ di 1000$/kW.

JB: Uno dei problemi con molte fonti di energia rinnovabile e’ che esse usano terre rare che sono incredibilmente costose [NdB: e rare, perlappunto… Ma questo discorso e’ corretto: eolico e solare hanno bisogno di robe assurdamente rare e costose per piccolissimi ma cruciali componenti. Per dirne uno: i magneti degli alternatori degli impianti eolici.]. Ma l’E-Cat, usa pure lui un qualche composto raro che puo influenzare drammaticamente il prezzo della macchina in futuro?

AR: Mi spiace, ma non posso fornire alcuna informazione sui nostri catalizzatori prima che i brevetti siano concessi.

JB: Da chi ha ricevuto i primi finanziamenti per lo sviluppo ed i test dell’E-Cat?

AR: Ho finanziato da solo lo sviluppo.

JB: E come viene finanziato, attualmente, lo sviluppo?

AR: Sto continuando a finanziare lo sviluppo con soldi miei.

JB: Ma sta cercando, al momento, investitori?

AR: Solo investitori istituzionali. [NdB: e chi altri, di grazia?]

JB: Lei pensa che l’E-Cat sia la risposta all’imminente crisi energetica? [NdB: si noti che JB chiede proprio se l’E-Cat e’ LA risposta, non UNA DELLE risposte…]

AR: Si, credo che possa aiutare.

AR: Siamo ancora molto lontani dal poter usare un E-Cat come fonte di energia per mezzi di trasporto. Ci vorranno vent’anni prima d’essere in grado di alimentare i mezzi di trasporto con l’E-Cat, ma con l’aiuto di Dio nulla e’ impossibile per gli uomini laboriosi. [NdB: una nota spirituale che non conoscevo. E che mi lascia perplesso…]

JB: Ma qual’e’ il suo scopo con l’E-Cat? Spera di cambiare il mondo con una fonte di energia nuova, virtualmente illimitata, oppure la sua motivazione primaria e’ puramente finanziaria? [NdB: certo, se la metti cosi’… Ma cosa vuoi che ti risponda, incrocio tra Vespa e Marzullo? Dai…]

AR: Il mio obiettivo e’ quello di sviluppare una nuova fonte di energia pulita e molto economica; e’ questo il senso dell’intera mia vita.

JB: Ma c’e’ stato un qualche sviluppo recente che puo’ condividere con noi?

AR: Stiamo per completare un impianto da 1 MW, negli USA, che verra’ presto aperto al pubblico. [NdB: Ciumba! E quando e’ “presto”? Oggi no, domani forse, e dopodomani di sicuro?]

JB: Quanti impianti da 1 MW ha realizzato e venduto sino ad oggi?

AR: Ne abbiamo realizzato uno, e 13 sono in costruzione. Vogliamo consolidare i primi 14 prima di espanderci. L’albero deve crescere proporzionalmente alle radici, altrimenti i venti ostili possono buttare tutto giu’.

JB: Ma quanto costera’ un E-Cat?

AR: L’unita’ domestica da 10 kW costera’ all’incirca 900$, l’impianto industriale da 1 MW 1,5 milioni di $. Sono due tecnologie completamente differenti.

[fine seconda parte]

La prima parte e’ qua.

Barney

Servizio Pubblico: traduzione in italiano corrente dell’ultimo camion di puttanate dichiarate da Andrea Rossi in un’intervista in inglese (PRIMA PARTE)

[Premessa: ho deciso di spezzare la traduzione in due o tre post, perche’ l’intervista e’ lunga. La prossima puntata forse gia’ domani]

Siccome sono buono, e generoso, e altruista… e soprattutto mi dispiace che la gente venga presa per il culo anche quando la gente stessa fornisce agevoli maniglie e comodi appigli alla presa per il culo, siccome insomma secondo me e l’omino del mio cervello il sig. Ing. (col cazzo) Dott. (in filosofia) Andrea Rossi rimescola vaccate in un gran calderone ogni giorno, e la gente con le maniglie al culo ci crede… Beh, allora il mio compito e’ quello di far prendere atto a quella gente che viene presa per il culo, e illustrare le incongruenze logiche del sig. Ing. (si, dell’Universita’ di Paperopoli) Dott. (ma in filosofia, lo ribadiamo) Andrea Rossi mentre spara la sua dose quotidiana di stronzate.

Trenodeirifiuti1

Vi presento quindi la traduzione di una intervista [[1] rilasciata oggi dal sig. Ing. (Honoris Causa) Dott. (umanistico) Andrea Rossi al syto “Oilprice.com”, nota rivista peer reviewed (ma anche no, per la verita’) dove si decide la bonta’ delle nòvissime invenzioni che ci cambieranno la vita da cosi’ a cosi’ (mòve impercettibilmente la mano, e la rimette uguale a prima). Quando, chiederanno i tre lettori? Beh, oggi no, domani forse, ma dopodomani di sicuro.

Vien da se e non occorre che lo dica: sono -come dire?- assai scettico che l’accrocchio di Rossi funzioni in una qualsiasi maniera, pero’ prometto che la traduzione dell’intervista che leggerete qua sotto e’ assolutamente fair. Tutto quello che NON ho scritto io e’ riportato cosi’ come e’ stato scritto e detto dai protagonisti.

L’intervista parte su toni sommessi e pacati sin dal sobrio, misurato e contenuto tytolo, che vò qui sotto ad illustrare:

I potenziali illimitati dell’E-Cat: una intervista con Andrea Rossi

Salto la intro discorsiva e chiacchierologica, e vado direttamente alla sessione domande-risposte, in cui “JB” e’ l’intervistatore James Burgess, e “AR” e’ – ma va?- Andrea Rossi. “NdB” (Nota del Bischero) definisce invece l’intervento mio, che -per comodita’ dei leghisti e dei veri credenti della Chiesa del Monaco Diaccio Marmato degli Ultimi Giorni– e’ colorato in rosso.

So… Let’s rock!

 

JB: Cosa e’ esattamente l’E-Cat, e come funziona?

AR: Sostanzialmente, l’E-Cat e’ un boiler. Usa un catalizzatore segreto per fondere assieme idrogeno e nickel, ed ottenere rame [NdB: si parte con calma e misura, sparando subito che l’E-Cat e’ un trasmutatore di specie atomiche. Hai presente la pietra filosofale? Uguale! E no, non sto scherzando]. Il rame ha uno stato energetico piu’ basso di quello del nickel, e l’energia in eccesso viene rilasciata sotto forma di raggi gamma [NdB: AR dice qua senza mezzi termini – rileggete, e’ li’ sopra, a sinistra- che l’accrocchio produce raggi gamma. Occome? O non aveva dichiarato una decina di giorni fa che l’aggeggio NON EMETTEVA raggi gamma? Beh, pero’ un mese prima li emetteva, e due mesi fa no, quindi forse c’e’ una logica in questo, e probabilmente l’accrocchio emette raggi gamma nei mesi dispari, e non li emette nei mesi pari. A meno che questi ultimi non abbiano una “r” nel loro nome inglese: allora si possono mangiare. Coi cavoli e coi Re]. I raggi gamma colpiscono una parete di piombo dove sono assorbiti e trasformati in calore. L’intero processo e’ incredibilmente efficiente e puo’ scaldare qualsiasi fluido che passi attraverso l’apparato. [NdB: e’ la teoria dei gamma che si termalizzano sullo schermo di piombo. E lasciando da parte la questione tecnica, che non ho idea se cio’ sia possibile o meno -a naso puzza di stronzata sesquipedale con una spruzzatina di selz, ma lo ripeto: sono ignorante-, c’e’ il problema che il piombo fonde a 600 K, che in unita’ comprensibili da tutti fanno piu’ o meno 330 °C. Ehi: 330 GRADI CENTIGRADI? E Rossi dice che la macchina e’ sicura? Ma se la temperatura supera i 330 °C, e il piombo fonde, chi fermera’ i gamma rays? Gesu’ bambino? Goku? Vegeta? Andrea Rossi?]  

JB: Il suo E-Cat sfida le leggi della fisica standard. Lei s’aspettava la fiera resistenza e le critiche che sta affrontando?

AR: Si, mi sono sempre aspettato una certa forma di resistenza da parte di quelle persone che non sono disposte ad accettare cambi di paradigma, ma questo succede in tutti i campi della vita, non certo solo nella fisica.

JB: Questa [NdB: la storia dell’E-Cat] potrebbe essere la notizia piu’ sconvolgente della nostra epoca. Eppure, i mass media evitano di parlarne, per usare un eufemismo. Perche’ pensa che succeda questo?

AR: Una naturale resistenza contro le rivoluzioni [NdB: a braccio direi “resistenza contro le idee rivoluzionarie”].

JB: Ci puo’ raccontare di quando non stava ancora lavorando all’E-Cat? Cosa faceva?

AR: Lavoravo ad impianti per la produzione di energia da biomasse. Principalmente biomasse di scarto, che non competono con coltivazioni alimentari [NdB: “cippato”, diciamo. Oppure residui da potature, da lavorazione di olio e vino… Robe cosi’. E’ una cosa abbastanza di moda, di questi tempi, ma vi si lavora da parecchio. Ed e’ una cosa interessante].

JB: Darwin stette moltissimo a rimuginare se raccontare o meno al mondo la sua Teoria dell’Evoluzione [NdB: Dio santo, no!!!! L’accostamento Rossi-Darwin e’ quanto di piu’ scientificamente blasfemo e misleading si possa pensare… Non avevo preconcetti su JB, ma questa vaccata mi fa ricredere. Penoso…]. Lui sapeva benissimo che avrebbe completamente scombussolato la scienza nei cervelli della gente, e che tale sconvolgimento nonn sarebbe stato accettato da tantissimi. La sua macchina E-Cat e’ simile [NdB: andiamo benissimo! L’E-Cat come la teoria dell’evoluzione…]. Molti scienziati non vogliono crederci perche’ questa sfida i loro attuali paradigmi scientifici. Ha mai pensato a questo aspetto, quando lei per la prima volta ha fatto la sua scoperta? Ha rifiutato di credere lei stesso alla sua scoperta, inizialmente?

AR: Beh, certamente ho messo in discussione quel che avevo scoperto.E’ stata dura credere che a un certo punto io avessi prodotto un esempio funzionante di reazione LENR. Ho pagato Sergio Focardi, fisico e Professore Emerito all’Universita’ di Bologna, perche’ provasse a convincermi che m’ero sbagliato, e perche’ mi liberasse dalla mia ossessione per le reazioni LENR. Alla fine e’ successo che sono stato io a convincere lui, e Focerdi ha deciso di lavorare con me allo sviluppo della macchina E-Cat.

JB: Ci puo’ raccontare qualcosa in piu’ sulle sue discussioni con Sergio Focardi?

AR: Beh, non furono veramente discussioni: Focardi, come me, e’ uomo di poche parole. Gli dissi solo che gli avrei dato 10.000 Euro perche’ mi spiegasse come mai la mia tecnologia era sbagliata, e lui accetto’. Ma non ha guadagnato i 10.000 Euro, perche’ non e’ stato in grado di spiegare dove la mia idea fosse sbagliata. E questo l’ha portato a diventare mio partner.

JR: Lei ha discusso con Focardi nel 2007. Come mai la sua scoperta c’ha messo cosi’ tanto a diventare di pubblico dominio? Avete lavorato 4 anni sui prototipi, o cosa?

AR: Prima di annunciare pubblicamente la scoperta, volevo essere certo di quel che avevo in mano. Io scendo in campo solo se sono sicuro di vincere [NdB: se dico che Rossi e’ uno sborone, secondo voi sono passibile di Querela? Io dico di no…].

JB: Le LENR sono state pubblicizzate come una fonte di energia pulita e a basso costo, ma nessuna nuova tecnologia e’ economicamente conveniente. Ci puo’ dare un’indicazione del prezzo per megawatt ora di energia elettrica prodotta dalla sua macchina LENR? Spannometricamente, per quel che riguarda le altre fonti energetiche i costi in dollari per megawatt ora sono i seguenti:

Carbone: 95-135

Gas: 66-103

Nucleare (fissione): 113

Eolico: a terra 97, offshore 243

Solare: 210-310 [NdB: per quest’ultima categoria immagino che JB fornisca i dati per il fotovoltaico. Il termovoltaico e’ molto piu’ economico, e secondo me eventualmente l’E-Cat deve essere confrontato solo con quello, visto che per adesso dovrebbe essere in grado di fare acqua calda e stop…].

AR: Beh, saro’ in grado di rispondere ufficialmente alla domanda soltanto quando l’E-Cat iniziera’ a produrre energia elettrica [NdB: sono totalmente d’accordo con AR, stavolta, come preannunciato nella nota sopra], al momento siamo concentrati sulla produzione di calore. Stiamo collaborando con Siemens per realizzare un sistema che trasformi il calore generato dall’E-Cat in elettricita’ [NdB: AR sta parlando della oramai famosa turbina Siemens in grado di usare vapore a 260 °C. Lui vorrebbe farci un impianto da 45 MW…]. Abbiamo fatto delle stime, e nel caso di cogenerazione (ossia, produzione combinata di calore ed elettricita’) il costo sarebbe di circa 10 dollari a megawatt ora.

JB: La transizione completa alla fusione nucleare probabilmente potrebbe durare decenni [NdB: nel caso che la fusione fredda funzioni, caro il mio pallette. No?]. I costi sempre piu’ alti dei prodotti petroliferi potranno essere un incentivo, ma il fornire il prodotto a sette o otto miliardi di persone sara’ un compito improbo. Una volta che lei avra’ i brevetti, quali sono i suoi piani per la produzione e la distribuzione? 

AR: Roma non e’ stata costruita in un giorno. Provo a seguire la stessa filosofia, e porto la stessa pazienza. Lo sviluppo progredira’ esponenzialmente man mano che andiamo avanti, fino a livelli che oggi non possiamo immaginare, ma per adesso ci stiamo focalizzando nella realizzazione di una linea di produzione in grado di produrre un milione di E-Cat l’anno.

[fine prima parte]

 

 

[1]: ho cercato sulla pagina un riferimento a copyright e diritti, non li ho trovati, e cerco di rimediare almeno attribuendo qua meriti e demeriti. Ovviamente l’intervista e’ frutto del lavoro di James Burgess, cui vanno tutti i crediti (virtuali, soldi nulla, eh?). Io ho solo pedissequamente tradotto in italiano; laddove ho inserito i miei salaci commenti la cosa e’ resa evidente al lettore che sa benissimo che quello che fa il bischero sono io, e non il sig. Burgess, ne’ il sig. Rossi.

 

Barney

Aggiornamento dovuto dopo gli ultimi mirabolanti (maancheno) avvenimenti

Si sta parlando di fusione fredda, e di che altro? Ho oramai appurato che scrivere di qualsiasi cosa, e taggare il post con le magGiche paroline “E-Cat”, “fusione fredda”, “Rossi”, “Focardi”, e ora “Celani” fa alle visite di questo misero blog molto di piu’ dell’esposizione ostentata d’un par di tette, o di un sedere qualsiasi d’una modella scelta a caso dal mazzo.

E cio’ e’ assolutamente affascinante, se penso che molti blogger, invece, si rifugiano nelle donnine o donnone ignude per veicolare milioni di cinghiali verso i loro recinti. A dare cosi’ piena ragione al buon Ivan Petrovic Pavolv e ai suoi riflessi condizionati: una tetta, un clic. Un culo, un altro clic. Come nel famoso esperimento col cane e la barboncina nuda sul paginone centrale di “Playdog”, no?

Playdog1

Ok, veniamo alla rapida ma precisa disamina dei grandissimi avvenimenti che anche questa settimana (come le cinquantotto passate dall’anno scorso) ha avvicinato la nostra societa’ ad un futuro in cui non vi sara’ piu’ crisi energetica, ne’ petrolio, ne’ inquinamento, ne’ fame nel mondo, ne’ chissa’ cos’altro che oggi deturpa e disturba i nostri animi inquieti.

Non e’ successo quasi nulla, ma quel nulla e’ stato fritto in ottimo olio extravergine d’oliva, condito con senape Rotisseur (adoro la senape Rotisseur) e infiocchettato con prezzemolo fresco tritato fino fino a coltello, perche’ sia l’occhio che il palato han bisogno di conforto religioso, anzicheno’.

Ordunque, iniziamo sul serio col rammentare agli interessati che in data 14 marzo s’e’ assistito all’ennesima manifestazione di quanto i nostri parlamentari sono inadeguati, e a stretto giro di posta il vicedirettore di RaiDue ha ben pensato di accostare Nikola Tesla ad Andrea Rossi nell’Olimpo dei geni incompresi (la combo Scilipoti-Giacobbo gia’ presentata qua, insomma).

Oggi il mondo degli spirituali seguaci della Free Energy e della Chiesa del Monaco Diaccio Marmato e’ in ennesimo orgasmo da incomprensione totale, perche’ un loro idolo -il Professor Francesco Celani- ha preso possesso d’un palcoscenico prestigioso per un paio d’orette: s’e’ infatti dilungato, Celani, addirittura al CERN di Ginevra, assieme al fisico teorico indiano Yogendra Srivastava, a raccontar di come oramai sia certo, anzi sicuro, anzi: che perdo tempo a ribadire l’ovvio? che insomma, la fusione fredda o LENR e’ una cosa assodata, riproducibile, sicura, pulita e senza effetti collaterali. Sembra tanto l’acqua di Lourdes, ma cosi’ scado nel blasfemo…

Tutti gli atti della chiacchierata sono scaricabili da qua, ma veramente non c’e’ nulla di nuovo soprattutto per quel che concerne il materiale di Celani.

Cui debbo pero’ fare un appunto, che vale anche per Yogendra Srivastava. Ma insomma: vi chiamano a parlare al CERN (non so se rendo: mica alla Casa del Popolo di Vergaio, diobòno! Al CERN!), e voi vi presentate li’ con quegli schifi di presentazioni illeggibili, tristi e zeppe di colori pastello da bimbetto delle Medie? Ma stiamo scherzando?

Poi, il fisico teorico Yogi Srivastava ti parte con queste simpatiche affermazioni:

Hence, the renewed clarion call for hot fusion -supposedly occurring in the core of the stars, for T around 17 Million K.
I say supposedly: for the lack of success achieved so far -after 60 years and over 200 billion dollars- might make you wonder that perhaps  a realization of hot fusion on Earth is even more ephemeral than the one  at 300 degrees.

che vorrebbero forse essere una battuta, ma dimostrano solo astio e livore nei confronti dei fusionisti “caldi” classici.

E Celani?

Beh, Celani gioca sul sicuro per venire incontro alle aspettative dei suoi fans. Un po’ come il Guccio inizia i concerti con “Canzone per un’amica”, e li chiude col “la Locomotiva”, Celani parte dicendo che vi sono decine di esperimenti che sono riusciti e che provano che la fusione fredda e’ una realta’ (con il povero Marco Delmastro a fargli notare che il cherry picking in ambito di ricerca e’ pratica poco -come dire?- deontologicamente corretta… E il Celani che si incazza come i francesi di Paolo Conte 🙂 ).

Cherrypicking1

Poi muove veloce verso il non plus ultra del crackpot standard: il complotto che per anni/decenni/eoni ha tenuto segreti i risultati spettacolari ottenuti addirittura alla NASA (vulg: un tizio di NASA ha fatto un esperimento, i cui risultati sono scarsamente significativi per qualsiasi cosa non sia un complotto, ma noi secondo le regole del cherry picking quello e solo quello presentiamo).

Tale complotto -non viene mai detto esplicitamente, pero’ si ammicca spesso…- di sicuro vede nel ruolo di burattinai la CIA, il Mosssad, la Coca Cola e una decina di multinazionali del petrolio, intimorite dai fantastici risultati ottenuti dalle centinaja (vulg.: tre) di gruppi di ricerca in tutto il mondo che da quasi trent’anni dimostrano senza ombra di dubbio come un altro mondo e’ possibile.

La presentazione di Celani (di nuovo: veamente orrenda dal punto di vista grafico, e inconsistente per cio’ che concerne i contenuti) si conclude con una affermazione apodittica che presenta questo titolo:

Conclusions: Need for an International Research Programme

che mi trova assolutamente d’accordo.

Tanto d’accordo che mi chiedo come mai Celani, Rossi, Srivastava e compagnia cantante non abbiano mai presentato un bel progetto di ricerca internazionale alla Commissione Europea, magari nell’ambito del Settimo Programma Quadro di R&ST, oppure -se vogliono osare l’inosabile- su EURATOM. Li’ ci sono i soldi veri, li’ si finanzia la ricerca di frontiera, li’ si compete al coltello con gruppi agguerriti e multidisciplinari che cercano in tutti i modi leciti di prenderti i soldi dalla tasca. Li’, in soldoni, si fa ricerca vera. E si richiede che i risultati siano mostrati a Reviewer competenti, che spesso ti fanno il mazzo se tanto tanto non agisci correttamente.

Ecco, a pensarci bene non c’e’ da stupirsi se tali fonti di sovvenzione pubblica alla ricerca siano in genere precluse ai fuffari.

E meno male, aggiungo…

UPDATE del 23 marzo 2012: abbiamo i video degli interventi di Srivastava, e di Celani. In entrambi i casi il video e’ sincronizzato con le slides che i due mostravano al pubblico. Ottimo lavoro del centro multimendiale del CERN (che come gia’ ho avuto modo di dire non e’ la Casa del Popolo di Vergaio…), inglese di Celani inascoltabile.

Barney